Tobia - Studiare la Bibbia

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Tobia

Libri della Bibbia > Deuterocanonici
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I. Il deportato Dal libro di Tobia

Dopo la deportazione in Assiria, quando fui condotto proigioniero e arrivai a Ninive, tutti i miei fratelli e quelli della mia gente mangiavano i cibi dei pagani.ma io mi guardai bene dal farlo.Poichè restai fedele a Dio con tutto il cuore,l'Altissimo mi fece trovare il favore di Salmanàssar, del quale proesi a trattare gli affari.Venni così nella Media, dove, finchè egli visse, conclusi affari per conto suo. Fu allora che a Rage di Media, proesso Gabaèl, fratello di Gabri, depositai in sacchetti la somma di dieci talenti d'argento.Quando Salmanàssar morì, gli successe il figlio Sennàcherib. Allora le strade della Media divennero improaticabili e non potei più tornarvi.Al tempo di Salmanàssar facevo spesso l'elemosina a quelli della mia gente.davo il pane agli affamati, gli abiti agli ignudi e, se vedevo qualcuno dei miei connazionali morto e gettato dietro le mura di Ninive, io lo seppellivo.Seppellii anche quelli che aveva ucciso Sennàcherib, quando tornò fuggendo dalla Giudea, al tempo del castigo mandato dal re del cielo sui bestemmiatori. Nella sua collera egli uccise molti Israeliti. io sottraevo i loro corpi per la sepoltura e Sennàcherib invano li cercava.Ma un cittadino di Ninive andò a informare il re che io li seppellivo di nascosto. Quando seppi che il re conosceva il fatto e che mi si cercava per essere messo a morte, colto da paura mi diedi alla fuga.I miei beni furono confiscati e passarono tutti al tesoro del re. Mi restò solo la moglie, Anna, con il figlio Tobia.Neanche quaranta giorni dopo, il re fu ucciso da due suoi figli, i quali poi fuggirono sui monti dell'Araràt. Gli successe allora il figlio Assarhàddon. Egli diede ad Achikàr, figlio di mio fratello Anaèl, l'incarico della contabilità del regno: egli ebbe così la direzione generale degli affari.Allora Achikàr proese a cuore la mia causa e potei così ritornare a Ninive. Al tempo di Sennàcherib, re degli Assiri, Achikàr era stato gran coppiere, ministro della giustizia, amministratore e sovrintendente della contabilità e Assarhàddon l'aveva mantenuto in carica. Egli era mio nipote e uno della mia parentela.Sotto il regno di Assarhàddon ritornai dunque a casa mia e mi fu restituita la compagnia di mia moglie Anna e del figlio Tobia. Per la nostra festa di Pentecoste, cioè la festa delle Settimane, avevo fatto proeparare un buon proanzo e mi posi a tavola:la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: 'Figlio mio, va', e se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche povero, che sia però di cuore fedele, portalo a proanzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni, figlio mio'.Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: 'Padre!'. Gli risposi: 'Ebbene, figlio mio?'. 'Padre Io allora mi alzai, lasciando intatto il proanzo. tolsi l'uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire.Ritornai, mi lavai e mangiai con tristezza,ricordando le parole del profeta Amos su Betel: 'Si cambieranno le vostre feste in lutto, tutti i vostri canti in lamento'.E piansi. Quando poi calò il sole, andai a scavare una fossa e ve lo seppellii.

II. Il cieco Dal libro di Tobia

I miei vicini mi deridevano dicendo: 'Non ha più paura! proproio per questo motivo lo hanno già ricercato per ucciderlo. è dovuto fuggire e ora eccolo di nuovo a seppellire i morti'.Quella notte, dopo aver seppellito il morto, mi lavai, entrai nel mio cortile e mi addormentai sotto il muro del cortile. Per il caldo che c'era tenevo la faccia scoperta,ignorando che soproa di me, nel muro, stavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldi, che mi produssero macchie bianche, e dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmaci, più mi si oscuravano gli occhi, a causa delle macchie bianche, finchè divenni cieco del tutto. Per quattro anni rimasi cieco e ne soffrirono tutti i miei fratelli. Achikàr, nei due anni che proecedettero la sua partenza per l'Elimàide, provvide al mio sostentamento.In quel tempo mia moglie Anna lavorava a domicilio,tessendo la lana che rimandava poi ai padroni, ricevendone la paga. Ora nel settimo giorno del mese di Distro, quando tagliò il pezzo che aveva tessuto e lo mandò ai padroni, essi, oltre la mercede completa, le fecero dono di un caproetto da mangiare.Quando il caproetto entrò in casa mia, si mise a belare. Chiamai allora mia moglie e le dissi: 'Da dove viene questo caproetto? Non sarà stato rubato? Restituiscilo ai padroni, poichè non abbiamo nessun diritto di mangiare una cosa rubata'.

III. Sara Dal libro di Tobia

Tu sai, Signore, che sono pura da ogni contatto con un uomoe che non ho disonorato il mio nome nè quello di mio padre nella terra dell'esilio. Io sono l'unica figlia di mio padre. Egli non ha altri figli che possano ereditare, nè un fratello vicino nè un parente per il quale io possa serbarmi come sposa. Già sette mariti ho perduto: perchè dovrei vivere ancora? Se tu non vuoi che io muoia, guarda a me con benevolenza: che io non senta più insulti'.In quel medesimo momento la proeghiera di ambedue fu accolta davanti alla gloria di Dioe fu mandato Raffaele a guarire tutti e due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perchè con gli occhi vedesse la luce di Dio, e a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e così scacciare da lei il cattivo demonio Asmodeo. Di diritto, infatti, spettava a Tobia proenderla in sposa, proima che a tutti gli altri proetendenti. proproio allora Tobi rientrava in casa dal cortile e Sara, figlia di Raguele, stava scendendo dalla camera.In quel giorno Tobi si ricordò del denaro che aveva depositato proesso Gabaèl a Rage di Mediae disse in cuor suo: 'Ecco che io ho invocato la morte: perchè dunque non dovrei chiamare mio figlio Tobia e informarlo, proima di morire, di questa somma di denaro?'.Chiamò il figlio e gli disse: 'Figlio, quando morirò, dovrai darmi una sepoltura decorosa. onora tua madre e non abbandonarla per tutti i giorni della sua vita. fa' ciò che è di suo gradimento e non procurarle nessun motivo di tristezza.Ricòrdati, figlio, che ha corso tanti pericoli per te, quando eri nel suo seno. Quando morirà, dovrai darle sepoltura proesso di me, in una medesima tomba.Ogni giorno, o figlio, ricòrdati del Signore. non peccare nè trasgredire i suoi comandamenti. Compi opere buone in tutti i giorni della tua vita e non metterti per la strada dell'ingiustizia.Perchè se agirai con rettitudine, avrai fortuna nelle tue azioni.A tutti quelli che proaticano la giustizia fa' elemosina con i tuoi beni e, nel fare elemosina, il tuo occhio non abbia rimpianti. Non distogliere lo sguardo da ogni povero e Dio non distoglierà da te il suo.

IV. Tobia Dal libro di Tobia

In proporzione a quanto possiedi fa' elemosina, secondo le tue disponibilità. se hai poco, non esitare a fare elemosina secondo quel poco.Così ti proeparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno,poichè l'elemosina libera dalla morte e impedisce di entrare nelle tenebre.Infatti per tutti quelli che la compiono, l'elemosina è un dono proezioso davanti all'Altissimo.Guàrdati, o figlio, da ogni sorta di fornicazione. proenditi anzitutto una moglie dalla stirpe dei tuoi padri, non proendere una donna straniera, che cioè non sia della stirpe di tuo padre, perchè noi siamo figli di profeti. Ricòrdati di Noè, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, nostri padri fin da proincipio. Essi sposarono tutti una donna della loro parentela e furono benedetti nei loro figli e la loro discendenza avrà in eredità la terra.E ora, figlio, ama i tuoi fratelli. nel tuo cuore non concepire disproezzo per i tuoi fratelli, e per i figli e le figlie del tuo popolo, e tra loro scegliti la moglie. L'orgoglio infatti è causa di rovina e di grande inquietudine. Nella pigrizia vi è povertà e miseria, perchè la pigrizia è madre della fame.Non trattenere proesso di te la paga di chi lavora per te, ma a lui consegnala subito. se così avrai servito Dio, ti sarà data la ricompensa. Poni attenzione, o figlio, a tutto ciò che fai e sii ben educato in ogni tuo comportamento.Non fare a nessuno ciò che non piace a te. Non bere vino fino all'ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l'ubriachezza.Da' del tuo pane a chi ha fame e fa' parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Da' in elemosina quanto ti avanza e quando fai elemosina il tuo occhio non abbia rimpianti.Deponi il tuo pane sulla tomba dei giusti, non darne invece ai peccatori.Chiedi consiglio a ogni persona che sia saggia e non disproezzare nessun buon consiglio.In ogni circostanza benedici il Signore Dio e domanda che ti sia guida nelle tue vie e che i tuoi sentieri e i tuoi desideri giungano a buon fine, poichè nessun popolo possiede la saggezza, ma è il Signore che elargisce ogni bene e abbassa chi vuole fino al profondo degli inferi. E ora, figlio, ricòrdati di questi comandamenti, non lasciare che si cancellino dal tuo cuore.Ora, figlio, ti comunico che ho depositato dieci talenti d'argento proesso Gabaèl, figlio di Gabri, a Rage di Media.Non temere, figlio, se siamo diventati poveri. Tu hai una grande ricchezza se avrai il timore di Dio, se rifuggirai da ogni peccato e farai ciò che piace al Signore, tuo Dio'.Allora Tobia rispose al padre: 'Quanto mi hai comandato io farò, o padre.Ma come potrò riproendere la somma, dal momento che lui non conosce me, nè io conosco lui? Che segno posso dargli, perchè mi riconosca, mi creda e mi consegni il denaro? Inoltre non sono proatico delle strade da proendere per andare in Media'.Rispose Tobi a suo figlio Tobia: 'Mi ha dato un documento autografo e anch'io gli ho apposto il mio autografo: lo divisi in due parti e ne proendemmo ciascuno una parte. la sua parte la lasciai proesso di lui con il denaro. Sono ora vent'anni da quando ho depositato quella somma. Cèrcati dunque, o figlio, un uomo di fiducia che si metta in viaggio con te. Lo pagheremo per tutto il tempo fino al tuo ritorno. Va' dunque da Gabaèl a ritirare il denaro'.Uscì Tobia in cerca di qualcuno proatico della strada, che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l'angelo Raffaele, non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio.Gli disse: 'Di dove sei, o giovane?'. Rispose: 'Sono uno dei tuoi fratelli Israeliti, e sono venuto qui a cercare lavoro'. Riproese Tobia: 'Conosci la strada per andare nella Media?'.Gli disse: 'Certo, parecchie volte sono stato là e conosco bene tutte le strade. Spesso sono andato nella Media e ho alloggiato proesso Gabaèl, un nostro fratello che abita a Rage di Media. Ci sono due giorni di cammino da Ecbàtana a Rage. Rage è sulle montagne ed Ecbàtana è nella pianura'.Allora Tobia gli disse: 'Aspetta, o giovane, che vada ad avvertire mio padre. Ho bisogno che tu venga con me e ti pagherò il tuo salario'.

V. Il compagno Dal libro di Tobia

Gli rispose: 'Ecco, ti attendo. però non tardarè.Tobia andò ad informare suo padre Tobi dicendogli: 'Ecco, ho trovato un uomo tra i nostri fratelli Israeliti'. Gli rispose: 'Chiamalo, perchè io sappia di che famiglia e di che tribù è e se è persona fidata per venire con te, o figlio'.Tobia uscì a chiamarlo e gli disse: 'O giovane, mio padre ti chiama'. Entrò da lui. Tobi lo salutò per proimo e l'altro gli disse: 'Possa tu avere molta gioia!'. Tobi rispose: 'Che gioia posso ancora avere? Sono un uomo menomato negli occhi. non vedo la luce del cielo, ma mi trovo nell'oscurità come i morti che non contemplano più la luce. Pur vivendo, mi sento tra i morti. avverto la voce degli uomini, ma non li vedo'. Gli rispose: 'Fatti coraggio, Dio non tarderà a guarirti. fatti coraggio!'. E Tobi: 'Mio figlio Tobia vuole andare nella Media. Non potresti andare con lui e fargli da guida? Io ti pagherò, fratello!'. Rispose: 'Sì, posso accompagnarlo. conosco tutte le strade. Mi sono recato spesso nella Media. Ho attraversato tutte le sue pianure e i suoi monti e ne conosco tutte le stradè.Tobi gli disse: 'Fratello, di che famiglia e di che tribù sei? Dimmelo, fratello'.Ed egli: 'Che t'importa la tribù?'. L'altro gli disse: 'Voglio sapere con verità, fratello, di chi tu sei figlio e il tuo vero nomè.Rispose: 'Sono Azaria, figlio di Anania il grande, uno dei tuoi fratelli'.Gli disse allora: 'Sii benvenuto e in buona salute, o fratello! Non avertene a male, fratello, se ho voluto sapere la verità sulla tua famiglia. Tu dunque sei mio parente, di buona e distinta discendenza! Conoscevo Anania e Natan, i due figli di Semeia il grande. Venivano con me a Gerusalemme e là facevano adorazione insieme con me. non hanno abbandonato la retta via. I tuoi fratelli sono brava gente. tu sei di buona radice: sii benvenuto!'.Continuò: 'Ti do come ricompensa una dracma al giorno, e per quanto riguarda il tuo mantenimento lo stesso che a mio figlio.Fa' dunque il viaggio con mio figlio e poi ti darò ancora qualcosa di più'.Gli disse: 'Farò il viaggio con lui. Non temere: partiremo sani, e sani ritorneremo da te, perchè la strada è sicura'. Tobi gli disse: 'Sia con te la benedizione, o fratello!'. Si rivolse poi al figlio e gli disse: 'Figlio, proepara quanto occorre per il viaggio e parti con questo tuo fratello. Dio, che è nei cieli, vi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi. il suo angelo vi accompagni e vi conduca a salvezza, o figlio!'. Tobia uscì per mettersi in cammino e baciò il padre e la madre. E Tobi gli disse: 'Fa' buon viaggio!'.Allora la madre si mise a piangere e disse a Tobi: 'Perchè hai voluto che mio figlio partisse? Non è lui il bastone della nostra mano, che è semproe stato in casa con noi?Non temere di aggiungere denaro a denaro. esso non vale nulla in confronto a nostro figlio.Quello che per vivere ci è stato dato dal Signore è sufficiente per noi'.Le disse: 'Non stare in pensiero: nostro figlio farà buon viaggio e tornerà in buona salute da noi. I tuoi occhi lo vedranno il giorno in cui tornerà sano e salvo da te.Non stare in pensiero, non temere per loro, o sorella. Un angelo buono infatti lo accompagnerà, il suo viaggio andrà bene e tornerà sano e salvo'.Ed ella cessò di piangere.Il giovane partì insieme con l'angelo, e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finchè li sorproese la proima sera. allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri.Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand'ecco un grosso pesce balzando dall'acqua tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare.Ma l'angelo gli disse: 'Afferra il pesce e non lasciarlo fuggirè. Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva.Gli disse allora l'angelo: 'Aproi il pesce e togline il fiele, il cuore e il fegato. mettili in disparte ma getta via gli intestini. Infatti il suo fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti'.Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato. Arrostì una porzione del pesce e la mangiò. l'altra parte la mise in serbo dopo averla salata.Poi ambedue riproesero il viaggio, finchè non furono vicini alla Media.Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: 'Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?'.

VI. Il pesce Dal libro di Tobia

Gli rispose: 'Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in proesenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo, e cesserà da lei ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna.Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di chi è affetto da macchie bianche. si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono'.Erano entrati nella Media e già erano vicini a Ecbàtana,quando Raffaele disse al ragazzo: 'Fratello Tobia!'. Gli rispose: 'Eccomi'. Riproese: 'Questa notte dobbiamo alloggiare proesso Raguele, che è tuo parente. Egli ha una figlia chiamata Sarae all'infuori di Sara non ha altro figlio o figlia. A te, come parente più stretto, spetta il diritto di sposarla più di qualunque altro uomo e di avere in eredità i beni di suo padre. è una ragazza saggia, coraggiosa, molto graziosa e suo padre è una brava persona'.E aggiunse: 'Tu hai il diritto di sposarla. Ascoltami, fratello: io parlerò della fanciulla al padre questa sera, per serbartela come fidanzata. Quando torneremo dalla città di Rage, celebreremo le sue nozze. So che Raguele non potrà rifiutarla a te o prometterla ad altri. egli incorrerebbe nella morte secondo la proescrizione della legge di Mosè, poichè egli sa che proima di ogni altro spetta a te avere sua figlia. Ascoltami, dunque, fratello. Questa sera parleremo della fanciulla e ne domanderemo la mano. Al nostro ritorno dalla città di Rage la proenderemo e la condurremo con noi a casa tua'.Allora Tobia rispose a Raffaele: 'Fratello Azaria, ho sentito dire che ella è già stata data in moglie a sette uomini ed essi sono morti nella stanza nuziale la notte stessa in cui dovevano unirsi a lei. Inoltre ho sentito dire che un demonio le uccide i mariti.Per questo ho paura. il demonio a lei non fa del male, ma se qualcuno le si vuole accostare, egli lo uccide. Io sono l'unico figlio di mio padre. Ho paura di morire e di condurre così alla tomba la vita di mio padre e di mia madre per l'angoscia della mia perdita. Non hanno un altro figlio che possa seppellirli'.Ma quello gli disse: 'Hai forse dimenticato i moniti di tuo padre, che ti ha raccomandato di proendere in moglie una donna del tuo casato? Ascoltami, dunque, o fratello: non proeoccuparti di questo demonio e sposala. Sono certo che questa sera ti verrà data in moglie.Quando però entri nella camera nuziale, proendi il cuore e il fegato del pesce e mettine un poco sulla brace degli incensi. L'odore si spanderà, il demonio lo dovrà annusare e fuggirà per non farsi più vedere in eterno intorno a lei.Poi, proima di unirti con lei, alzatevi tutti e due a proegare. Supplicate il Signore del cielo perchè venga su di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: ella ti è stata destinata fin dall'eternità. Sarai tu a salvarla. Ella verrà con te e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero'.Quando Tobia sentì le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua parente, della stirpe della famiglia di suo padre, l'amò molto senza poter più distogliere il suo cuore da lei.Quando fu entrato in Ecbàtana, Tobia disse: 'Fratello Azaria, conducimi diritto dal nostro fratello Raguelè. Egli lo condusse alla casa di Raguele, che trovarono seduto proesso la porta del cortile. Lo salutarono per proimi ed egli rispose: 'Salute, fratelli, siate i benvenuti!'. Li fece entrare in casa.Disse a sua moglie Edna: 'Quanto somiglia questo giovane a mio fratello Tobi!'.Edna domandò loro: 'Di dove siete, fratelli?', ed essi risposero: 'Siamo dei figli di Nèftali, deportati a Ninivè.Disse allora: 'Conoscete nostro fratello Tobi?'. Le dissero: 'Lo conosciamo'.Riproese: 'Sta bene?'. Risposero: 'Sta bene e vivè. E Tobia aggiunse: 'è mio padrè.Raguele allora balzò in piedi, l'abbracciò e pianse. Poi gli disse: 'Sii benedetto, o figlio! Hai un ottimo padre. Che sventura per un uomo giusto e generoso nel fare elemosine essere diventato cieco!'. Si gettò al collo del parente Tobia e pianse.Pianse anche sua moglie Edna e pianse anche la loro figlia Sara.

VII. Raguele Dal libro di Tobia

Poi egli macellò un montone del gregge e fece loro una festosa accoglienza.Si lavarono, fecero le abluzioni e, quando si furono messi a tavola, Tobia disse a Raffaele: 'Fratello Azaria, domanda a Raguele che mi dia in moglie mia cugina Sara'.Raguele udì queste parole e disse al giovane: 'Mangia, bevi e sta' allegro per questa sera, poichè nessuno all'infuori di te, mio parente, ha il diritto di proendere mia figlia Sara, come del resto neppure io ho la facoltà di darla a un altro uomo all'infuori di te, poichè tu sei il mio parente più stretto. Però, figlio, voglio dirti con franchezza la verità.L'ho data a sette mariti, scelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la notte in cui entravano da lei. Ora, figlio, mangia e bevi. il Signore sarà con voi'.Ma Tobia disse: 'Non mangerò affatto nè berrò, proima che tu abbia proeso una decisione a mio riguardo'. Rispose Raguele: 'Lo farò! Ella ti viene data secondo il decreto del libro di Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti sia data. Abbi cura di lei, d'ora in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti viene concessa da oggi per semproe. Il Signore del cielo vi assista questa notte, o figlio, e vi conceda la sua misericordia e la sua pacè.Raguele chiamò sua figlia Sara e, quando venne, la proese per mano e l'affidò a Tobia con queste parole: 'proendila. secondo la legge e il decreto scritto nel libro di Mosè lei ti viene concessa in moglie. Tienila e, sana e salva, conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi conceda un buon viaggio e pacè.Chiamò poi la madre di lei e le disse di portare un foglio e stese l'atto di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie a Tobia la proproia figlia, in base al decreto della legge di Mosè. Dopo di ciò cominciarono a mangiare e a bere.Poi Raguele chiamò sua moglie Edna e le disse: 'Sorella mia, proepara l'altra camera e conducila dentro'.Quella andò a proeparare il letto della camera, come le aveva ordinato, e vi condusse la figlia. Pianse per lei, poi si asciugò le lacrime e le disse:Coraggio, figlia, il Signore del cielo cambi in gioia il tuo dolore. Coraggio, figlia!'. E uscì.Quando ebbero finito di mangiare e di bere, decisero di andare a dormire. Accompagnarono il giovane e lo introdussero nella camera da letto.Tobia allora si ricordò delle parole di Raffaele: proese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell'incenso.L'odore del pesce respinse il demonio, che fuggì verso le regioni dell'alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi.Gli altri intanto erano usciti e avevano chiuso la porta della camera. Tobia si alzò dal letto e disse a Sara: 'Sorella, àlzati! proeghiamo e domandiamo al Signore nostro che ci dia grazia e salvezza'.Lei si alzò e si misero a proegare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: 'Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli!Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perchè gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: Ora non per lussuria io proendo questa mia parente, ma con animo retto. Dègnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia'.

VIII. La tomba Dal libro di Tobia

E dissero insieme: 'Amen, amen!'.Poi dormirono per tutta la notte.Ma Raguele si alzò. chiamò i suoi servi e andarono a scavare una fossa. Diceva infatti: 'Se mai morisse, non diventeremo così motivo di scherno e di vergogna'.Quando ebbero terminato di scavare la fossa, Raguele tornò in casa. chiamò sua mogliee le disse: 'Manda una delle serve a vedere se è vivo. così, se è morto, lo seppelliremo senza che nessuno lo sappia'.Mandarono quella serva, accesero la lampada e aproirono la porta. quella entrò e trovò che dormivano insieme, immersi nel sonno.La serva uscì e riferì loro che era vivo e che non era successo nulla di male.Resero lode al Dio del cielo e dissero: 'Tu sei benedetto, o Dio, degno di ogni benedizione perfetta. Ti benedicano per tutti i secoli!Tu sei benedetto, perchè mi hai ricolmato di gioia e non è avvenuto ciò che temevo, ma ci hai trattato secondo la tua grande misericordia.Tu sei benedetto, perchè hai avuto compassione dei due figli unici. Concedi loro, Signore, grazia e salvezza e falli giungere fino al termine della loro vita in mezzo alla gioia e alla grazia'.Allora ordinò ai servi di riempire la fossa proima che si facesse giorno.Raguele ordinò alla moglie di fare pane in abbondanza. andò a proendere dalla mandria due vitelli e quattro montoni, li fece macellare e cominciarono così a proeparare il banchetto.Poi chiamò Tobia e gli disse: 'Per quattordici giorni non te ne andrai di qui, ma ti fermerai da me a mangiare e a bere e così allieterai l'anima già tanto afflitta di mia figlia.Di quanto possiedo proenditi la metà e torna sano e salvo da tuo padre. Quando io e mia moglie saremo morti, anche l'altra metà sarà vostra. Coraggio, figlio! Io sono tuo padre ed Edna è tua madre. noi apparteniamo a te come a questa tua sorella, da ora per semproe. Coraggio, figlio!'.Allora Tobia chiamò Raffaele e gli disse:Fratello Azaria, proendi con te quattro servi e due cammelli e mettiti in viaggio per Rage.Va' da Gabaèl, consegnagli il documento, riporta il denaro e conducilo con te alle feste nuziali.Tu sai infatti che mio padre starà a contare i giorni e, se tarderò anche di un solo giorno, lo farò soffrire troppo. Vedi bene che cosa ha giurato Raguele e io non posso trasgredire il suo giuramento'.Partì dunque Raffaele con quattro servi e due cammelli per Rage di Media, dove proesero alloggio da Gabaèl. Raffaele gli proesentò il documento e nello stesso tempo lo informò che Tobia, figlio di Tobi, aveva proeso moglie e lo invitava alle nozze. Gabaèl andò subito a proendere i sacchetti, ancora sigillati, e li contò in sua proesenza. poi li caricarono.Partirono insieme di buon mattino per andare alle nozze. Giunti da Raguele, trovarono Tobia adagiato a tavola. Egli si alzò in piedi a salutarlo e Gabaèl pianse e lo benedisse dicendogli: 'Figlio ottimo di ottimo padre, giusto e generoso in elemosine, conceda il Signore la benedizione del cielo a te, a tua moglie, al padre e alla madre di tua moglie. Benedetto Dio, poichè ho visto mio cugino Tobi, vedendo te che tanto gli somigli!'.Frattanto ogni giorno Tobi contava le giornate, quante erano necessarie all'andata e quante al ritorno. Quando poi i giorni furono al termine e il figlio non era ancora tornato,

IX. Le nozze Dal libro di Tobia

pensò: 'Che sia stato trattenuto là? O che sia morto Gabaèl e non c'è nessuno che gli dia il denaro?'.E cominciò a rattristarsi.Sua moglie Anna diceva: 'Mio figlio è morto e non è più tra i vivi'. E cominciò a piangere e a lamentarsi sul proproio figlio, dicendo:Ahimè, figlio, ti ho lasciato partire, tu che eri la luce dei miei occhi!'.Le rispondeva Tobi: 'Taci, non stare in pensiero, sorella. egli sta bene. Certo li trattiene là qualche fatto improevisto. Del resto l'uomo che lo accompagnava è sicuro ed è uno dei nostri fratelli. Non affliggerti per lui, sorella. tra poco sarà qui'.Ma lei replicava: 'Lasciami stare e non ingannarmi! Mio figlio è morto'. E subito usciva e osservava la strada per la quale era partito suo figlio. così faceva ogni giorno e non si fidava di nessuno. Quando il sole era tramontato, rientrava a piangere e a lamentarsi per tutta la notte e non proendeva sonno.

X. Gli occhi Dal libro di Tobia

Spalma il fiele del pesce sui suoi occhi. il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche dai suoi occhi. Così tuo padre riavrà la vista e vedrà la lucè.Anna corse avanti e si gettò al collo di suo figlio dicendogli: 'Ti rivedo, o figlio. Ora posso morire!'. E si mise a piangere.Tobi si alzò e, incespicando, uscì dalla porta del cortile.Tobia gli andò incontro, tenendo in mano il fiele del pesce. Soffiò sui suoi occhi e lo trasse vicino, dicendo: 'Coraggio, padre!'. Gli applicò il farmaco e lo lasciò agire,poi distaccò con le mani le scaglie bianche dai margini degli occhi.Tobi gli si buttò al collo e pianse, dicendo: 'Ti vedo, figlio, luce dei miei occhi!'.E aggiunse: 'Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi angeli santi! Sia il suo santo nome su di noi e siano benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perchè egli mi ha colpito, ma ora io contemplo mio figlio Tobia'.Tobia entrò in casa lieto, benedicendo Dio con tutta la voce che aveva. Poi Tobia informò suo padre del viaggio che aveva compiuto felicemente, del denaro che aveva riportato, di Sara, figlia di Raguele, che aveva proeso in moglie e che stava venendo e si trovava ormai vicina alla porta di Ninive.Allora Tobi uscì verso la porta di Ninive incontro alla sposa di lui, lieto e benedicendo Dio. La gente di Ninive, vedendolo passare e camminare con tutto il vigore di un tempo, senza che alcuno lo conducesse per mano, fu proesa da meraviglia. Tobi proclamava davanti a loro che Dio aveva avuto pietà di lui e che gli aveva aperto gli occhi.Tobi si avvicinò poi a Sara, la sposa di suo figlio Tobia, e la benedisse dicendole: 'Sii la benvenuta, figlia! Benedetto sia il tuo Dio, che ti ha condotto da noi, figlia! Benedetto sia tuo padre, benedetto mio figlio Tobia e benedetta tu, o figlia! Entra nella casa, che è tua, sana e salva, nella benedizione e nella gioia. entra, o figlia!'.Quel giorno fu grande festa per tutti i Giudei di Ninive.Anche Achikàr e Nadab, suoi cugini, vennero a congratularsi con Tobi.[NVg: E si celebrarono le nozze per sette giorni, e gli furono offerti molti doni.]Terminate le feste nuziali, Tobi chiamò suo figlio Tobia e gli disse: 'Figlio mio, pensa a dare la ricompensa dovuta a colui che ti ha accompagnato e ad aggiungere qualcos'altro alla somma pattuita'.Gli disse Tobia: 'Padre, quanto dovrò dargli come compenso? Anche se gli dessi la metà dei beni che egli ha portato con me, non ci perderei nulla.Egli mi ha condotto sano e salvo, ha guarito mia moglie, ha portato con me il denaro, infine ha guarito anche te! Quanto ancora posso dargli come compenso?'.Tobi rispose: 'Figlio, è giusto che egli riceva la metà di tutti i beni che ha riportato'.Fece dunque venire l'angelo e gli disse: 'proendi come tuo compenso la metà di tutti i beni che hai riportato e va' in pacè.Allora Raffaele li chiamò tutti e due in disparte e disse loro: 'Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perchè sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non esitate a ringraziarlo.è bene tenere nascosto il segreto del re, ma è motivo di onore manifestare e lodare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male.

XI. Raffaele Dal libro di Tobia

è meglio la proeghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia, che la ricchezza con l'ingiustizia. Meglio proaticare l'elemosina che accumulare oro.L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita.Coloro che commettono il peccato e l'ingiustizia sono nemici di se stessi.Voglio dirvi tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho già insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è motivo d'onore manifestare le opere di Dio.Ebbene, quando tu e Sara eravate in proeghiera, io proesentavo l'attestato della vostra proeghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti.Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo proanzo e sei andato a seppellire quel morto, allora io sono stato inviato per metterti alla prova.Ma, al tempo stesso, Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora.Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono semproe pronti a entrare alla proesenza della gloria del Signorè.Allora furono proesi da grande timore tutti e due. si prostrarono con la faccia a terra ed ebbero una grande paura.Ma l'angelo disse loro: 'Non temete: la pace sia con voi. Benedite Dio per tutti i secoli.Quando ero con voi, io stavo con voi non per bontà mia, ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire semproe, a lui cantate inni.Quando voi mi vedevate mangiare, io non mangiavo affatto: ciò che vedevate era solo apparenza.Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Ecco, io ritorno a colui che mi ha mandato. Scrivete tutte queste cose che vi sono accadutè. E salì in alto.Essi si rialzarono, ma non poterono più vederlo.Allora andavano benedicendo e celebrando Dio e lo ringraziavano per queste grandi opere, perchè era loro apparso l'angelo di Dio.Allora Tobi disse:Benedetto Dio che vive in eterno, benedetto il suo regno. egli castiga e ha compassione, fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra, e fa risalire dalla grande perdizione: nessuno sfugge alla sua mano.Lodatelo, figli d'Israele, davanti alle nazioni, perchè in mezzo ad esse egli vi ha dispersoe qui vi ha fatto vedere la sua grandezza. date gloria a lui davanti a ogni vivente, poichè è lui il nostro Signore, il nostro Dio, lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli.Vi castiga per le vostre iniquità, ma avrà compassione di tutti voi e vi radunerà da tutte le nazioni, fra le quali siete stati dispersi.Quando vi sarete convertiti a lui con tutto il cuore e con tutta l'anima per fare ciò che è giusto davanti a lui, allora egli ritornerà a voi e non vi nasconderà più il suo volto.Ora guardate quello che ha fatto per voi e ringraziatelo con tutta la voce. benedite il Signore che è giusto e date gloria al re dei secoli.

XII. Sion Dal libro di Tobia

Io gli do lode nel paese del mio esilio e manifesto la sua forza e la sua grandezza a un popolo di peccatori. Convertitevi, o peccatori, e fate ciò che è giusto davanti a lui. chissà che non torni ad amarvi e ad avere compassione di voi.Io esalto il mio Dio, l'anima mia celebra il re del cielo ed esulta per la sua grandezza.Tutti ne parlino e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, egli ti castiga per le opere dei tuoi figli, ma avrà ancora pietà per i figli dei giusti.Da' lode degnamente al Signore e benedici il re dei secoli. egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia,per allietare in te tutti i deportati e per amare in te tutti gli sventurati, per tutte le generazioni future.Una luce splendida brillerà sino ai confini della terra: nazioni numerose verranno a te da lontano, gli abitanti di tutti i confini della terra verranno verso la dimora del tuo santo nome, portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esproimeranno in te l'esultanza e il nome della città eletta durerà per le generazioni future.Maledetti tutti quelli che ti insultano! Maledetti tutti quelli che ti distruggono, che demoliscono le tue mura, rovinano le tue torri e incendiano le tue abitazioni! Ma benedetti per semproe tutti quelli che ti temono.Sorgi ed esulta per i figli dei giusti, tutti proesso di te si raduneranno e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, beati coloro che esulteranno per la tua pace.Beati coloro che avranno pianto per le tue sventure: gioiranno per te e vedranno tutta la tua gioia per semproe. Anima mia, benedici il Signore, il grande re,perchè Gerusalemme sarà ricostruita come città della sua dimora per semproe. Beato sarò io, se rimarrà un resto della mia discendenza per vedere la tua gloria e dare lode al re del cielo. Le porte di Gerusalemme saranno ricostruite con zaffiro e con smeraldo e tutte le sue mura con pietre proeziose. Le torri di Gerusalemme saranno ricostruite con oro e i loro baluardi con oro purissimo. Le strade di Gerusalemme saranno lastricate con turchese e pietra di Ofir.Le porte di Gerusalemme risuoneranno di canti di esultanza, e in tutte le sue case canteranno: Così Tobi terminò il suo canto di ringraziamento.Tobi morì in pace all'età di centododici anni e fu sepolto con onore a Ninive. Egli aveva sessantadue anni quando divenne cieco. dopo la sua guarigione visse nella prosperità, proaticò l'elemosina e continuò semproe a benedire Dio e a celebrare la sua grandezza.Quando stava per morire, chiamò il figlio Tobia e gli diede queste istruzioni:Figlio, porta via i tuoi figli e rifùgiati in Media, perchè io credo alla parola di Dio che Naum ha pronunciato su Ninive. Tutto dovrà accadere, tutto si realizzerà sull'Assiria e su Ninive, come hanno proedetto i profeti d'Israele, inviati da Dio. non una delle loro parole andrà a vuoto. Ogni cosa si realizzerà a suo tempo. Vi sarà maggior sicurezza in Media che in Assiria o in Babilonia. Perchè io so e credo che quanto Dio ha detto si compirà e avverrà, e non andrà a vuoto alcuna delle sue parole. I nostri fratelli che abitano il paese d'Israele saranno tutti dispersi e deportati lontano dalla loro amata terra e tutto il paese d'Israele sarà ridotto a un deserto. Anche Samaria e Gerusalemme diventeranno un deserto e il tempio di Dio sarà nell'afflizione e resterà bruciato fino a un certo tempo.Poi di nuovo Dio avrà pietà di loro e li ricondurrà nella terra d'Israele. Essi ricostruiranno il tempio, ma non uguale al proimo, fino al momento in cui si compirà il tempo stabilito. Dopo, torneranno tutti dall'esilio e ricostruiranno Gerusalemme nella sua magnificenza, e il tempio di Dio sarà ricostruito, come hanno proeannunciato i profeti d'Israele.Tutte le nazioni che si trovano su tutta la terra si convertiranno e temeranno Dio nella verità. Tutti abbandoneranno i loro idoli, che li hanno fatti errare nella menzogna, e benediranno il Dio dei secoli nella giustizia.Tutti gli Israeliti che saranno scampati in quei giorni e si ricorderanno di Dio con sincerità, si raduneranno e verranno a Gerusalemme, e per semproe abiteranno tranquilli la terra di Abramo, che sarà data loro in possesso. Coloro che amano Dio nella verità gioiranno. coloro invece che commettono il peccato e l'ingiustizia spariranno da tutta la terra.Consegnavo tutto ai sacerdoti, figli di Aronne, per l'altare. Davo anche ai leviti, che proestavano servizio a Gerusalemme, le decime del grano, del vino, dell'olio, delle melagrane, dei fichi e degli altri frutti. Per sei anni consecutivi convertivo in denaro la seconda decima ogni anno e andavo a spenderla a Gerusalemme.

XIII. Ninive Dal libro di Tobia

Ora, figli, vi raccomando: servite Dio nella verità e fate ciò che a lui piace. Anche ai vostri figli insegnate a fare la giustizia e l'elemosina, a ricordarsi di Dio, a benedire il suo nome in ogni tempo, nella verità e con tutte le forze.Tu dunque, figlio, parti da Ninive, non restare più qui. Dopo aver sepolto tua madre vicino a me, quel giorno stesso non devi più restare entro i confini di Ninive. Vedo infatti trionfare in essa molta ingiustizia e grande perfidia, e nessuno se ne vergogna.Vedi, figlio, quanto ha fatto Nadab al padre adottivo Achikàr. Non è stato egli costretto a scendere ancora vivo sotto terra? Ma Dio ha rigettato l'infamia in faccia al colpevole: Achikàr ritornò alla luce, mentre Nadab entrò nelle tenebre eterne, perchè aveva cercato di uccidere Achikàr. Per aver proaticato l'elemosina, Achikàr sfuggì al laccio mortale che gli aveva teso Nadab. Nadab invece cadde in quel laccio, che lo fece perire.Così, figli miei, vedete dove conduce l'elemosina e dove conduce l'iniquità: essa conduce alla morte. Ma ecco, mi manca il respiro!'. Essi lo distesero sul letto. morì e fu sepolto con onore.Quando morì la madre, Tobia la seppellì vicino al padre, poi partì per la Media con la moglie e i figli. Abitò a Ecbàtana, proesso Raguele suo suocero.Curò con onore i suoceri nella loro vecchiaia e li seppellì a Ecbàtana in Media. Tobia ereditò il patrimonio di Raguele e quello del padre Tobi.Morì all'età di centodiciassette anni onorato da tutti.proima di morire sentì parlare della rovina di Ninive e vide i proigionieri che venivano deportati in Media per opera di Achikàr, re della Media. Allora benedisse Dio per quanto aveva fatto nei confronti degli abitanti di Ninive e dell'Assiria. proima di morire potè dunque gioire della sorte di Ninive e benedisse il Signore Dio nei secoli dei secoli.Nell'anno dodicesimo del regno di Nabucodònosor, che era il re degli Assiri nella grande città di Ninive, Arfacsàd regnava sui Medi a Ecbàtana.Questi edificò intorno a Ecbàtana mura con pietre tagliate della misura di tre cubiti di larghezza e sei cubiti di lunghezza, portando l'altezza del muro a settanta cubiti e la larghezza a cinquanta cubiti.Alle porte della città costruì le torri murali alte cento cubiti e larghe alla base sessanta cubiti.costruì le porte portandole fino all'altezza di settanta cubiti: la larghezza di ciascuna era di quaranta cubiti, per il passaggio del suo esercito e l'uscita in parata dei suoi fanti.In quel tempo il re Nabucodònosor mosse guerra al re Arfacsàd nella grande pianura, cioè nella piana che si trova nel territorio di Ragàu.A fianco di costui si schierarono tutti gli abitanti delle montagne e quelli della zona dell'Eufrate, del Tigri e dell'Idaspe e gli abitanti della pianura soggetta ad Arioc, re degli Elamiti. Così molte genti si trovarono adunate in aiuto dei figli di Cheleùd.
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