terza

Canto delle salite. Di Davide. Quale gioia, quando mi dissero: "Andremo alla casa del Signore!".Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!Gerusalemme è costruita come città unita e compatta.è là che salgono le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge d'Israele, per lodare il nome del Signore.Là sono posti i troni del giudizio, i troni della casa di Davide.Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano;sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi.Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: "Su te sia pace!".Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene.gloria al Padre



Al maestro del coro. Su "I torchi". Salmo. Di Davide.O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,con la bocca di bambini e di lattanti: hai posto una difesa contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli.Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato,che cosa è mai l'uomo perchè di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perchè te ne curi?Davvero l'hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato.Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi:tutte le greggi e gli armenti e anche le bestie della campagna,gli uccelli del cielo e i pesci del mare, ogni essere che percorre le vie dei mari.O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!gloria al Padre




dal secondo libro delle cronache
Salomone, figlio di Davide, si affermò nel regno. Il Signore, suo Dio, era con lui e lo rese molto grande.Salomone mandò ordini a tutto Israele, ai comandanti di migliaia e di centinaia, ai magistrati, a tutti i prìncipi di tutto Israele e ai capi di casato.Poi Salomone e tutta l'assemblea con lui si recarono all'altura di Gàbaon, perchè là si trovava la tenda del convegno di Dio, eretta da Mosè, servo del Signore, nel deserto.Ma Davide aveva fatto salire l'arca di Dio da Kiriat-Iearìm nel luogo che aveva preparato per essa, perchè egli aveva innalzato per essa una tenda a Gerusalemme.L'altare di bronzo, opera di Besalèl, figlio di Urì, figlio di Cur, era là, davanti alla Dimora del Signore. Salomone e l'assemblea vi andarono per consultare il Signore.Ivi Salomone salì all'altare di bronzo davanti al Signore, presso la tenda del convegno e vi offrì sopra mille olocausti.In quella notte Dio apparve a Salomone e gli disse: "Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda".Salomone disse a Dio: "Tu hai trattato Davide, mio padre, con grande amore e mi hai fatto regnare al suo posto.Ora, Signore Dio, si avveri la tua promessa fatta a Davide, mio padre, perchè mi hai costituito re su un popolo numeroso come la polvere della terra.Ora concedimi saggezza e scienza, perchè io possa guidare questo popolo; perchè chi governerebbe mai questo tuo grande popolo?".Dio disse a Salomone: "Poichè questo ti sta a cuore e poichè non hai domandato nè ricchezza nè beni nè gloria nè la vita dei tuoi avversari e neppure una lunga vita, ma hai domandato per te saggezza e scienza per governare il mio popolo, su cui ti ho costituito re,saggezza e scienza ti saranno concesse. Inoltre io ti darò ricchezza, beni e gloria, quali non ebbero mai i re prima di te e non avranno mai quelli dopo di te".Salomone poi dall'altura che si trovava a Gàbaon tornò a Gerusalemme, lontano dalla tenda del convegno, e regnò su Israele.Salomone radunò carri e cavalli; aveva millequattrocento carri e dodicimila cavalli da sella, distribuiti nelle città per i carri e presso il re a Gerusalemme.Il re fece sì che a Gerusalemme l'argento e l'oro abbondassero come le pietre, e rese il legname di cedro tanto comune quanto i sicomòri che crescono nella Sefela.I cavalli di Salomone provenivano da Musri e da Kue; i mercanti del re li compravano in Kue.Essi facevano venire e importavano da Musri un carro per seicento sicli d'argento, un cavallo per centocinquanta. In tal modo ne importavano per fornirli a tutti i re degli Ittiti e ai re di Aram.


Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perchè ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.Erano stupiti e, fuori di sè per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti,Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio".

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito SantoAppena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santoed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto".E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto".Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il SignoreAllora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signoree il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,







Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perchè l'aveva sposata.Giovanni infatti diceva a Erode: "Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello".Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva,perchè Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea.Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: "Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò".E le giurò più volte: "Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno".Ella uscì e disse alla madre: "Che cosa devo chiedere?". Quella rispose: "La testa di Giovanni il Battista".E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: "Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista".Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigionee ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre.I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

O Dio nostro Padre, che al lavoro solidale di tutti gli uomini hai affidato il compito di promuovere sempre nuove conquiste, donaci di collaborare all'opera della creazione con adesione filiale al tuo volere in spirito di vera fraternitÓ. Per Cristo nostro Signore.O Dio, che hai mandato san Giovanni Battista a preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto, allieta la tua Chiesa con l'abbondanza dei doni dello Spirito, e guidala sulla via della salvezza e della pace. Per il nostro Signore Ges¨ Cristo, tuo Figlio, che Ŕ Dio, e vive e regna con te, nell'unitÓ dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.