Cronologia dei paragrafi

La creazione e la caduta
2. Il diluvio
3. Dal diluvio ad Abramo
II. Storia di Abramo
III. Storia di Isacco e di Giacobbe
IV. Storia di Giuseppe
IV. Storia di Giuseppe

IV. Storia di Giuseppe (gen 37,1-11.50,1-99)

IV. Storia di Giuseppe (gen 37,1-11.50,1-99)

: Giacobbe si stabilì nella terra dove suo padre era stato forestiero, nella terra di Canaan. : Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe all'età di diciassette anni pascolava il gregge con i suoi fratelli. Essendo ancora giovane, stava con i figli di Bila e i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Ora Giuseppe riferì al padre di chiacchiere maligne su di loro. : Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perchè era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. : I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente. : Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancora di più. : Disse dunque loro: "Ascoltate il sogno che ho fatto. : Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand'ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni si posero attorno e si prostrarono davanti al mio". : Gli dissero i suoi fratelli: "Vuoi forse regnare su di noi o ci vuoi dominare?". Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole. : Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò ai fratelli e disse: "Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me". : Lo narrò dunque al padre e ai fratelli. Ma il padre lo rimproverò e gli disse: "Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io, tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?". : I suoi fratelli perciò divennero invidiosi di lui, mentre il padre tenne per sè la cosa. : In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli e si stabilì presso un uomo di Adullàm, di nome Chira. : Qui Giuda notò la figlia di un Cananeo chiamato Sua, la prese in moglie e si unì a lei. : Ella concepì e partorì un figlio e lo chiamò Er. : Concepì ancora e partorì un figlio e lo chiamò Onan. : Ancora un'altra volta partorì un figlio e lo chiamò Sela. Egli si trovava a Chezìb, quando lei lo partorì. : Giuda scelse per il suo primogenito Er una moglie, che si chiamava Tamar. : Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso agli occhi del Signore, e il Signore lo fece morire. : Allora Giuda disse a Onan: "Va' con la moglie di tuo fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità a tuo fratello". : Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva il seme per terra, per non dare un discendente al fratello. : Ciò che egli faceva era male agli occhi del Signore, il quale fece morire anche lui. : Allora Giuda disse alla nuora Tamar: "Ritorna a casa da tuo padre, come vedova, fin quando il mio figlio Sela sarà cresciuto". Perchè pensava: "Che non muoia anche questo come i suoi fratelli!". Così Tamar se ne andò e ritornò alla casa di suo padre. : Giuseppe era stato portato in Egitto, e Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l'avevano condotto laggiù. : Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell'Egiziano, suo padrone. : Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che il Signore faceva riuscire per mano sua quanto egli intraprendeva. : Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi, quello lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi. : Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell'Egiziano grazie a Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, sia in casa sia nella campagna. : Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non si occupava più di nulla, se non del cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forma e attraente di aspetto. : Dopo questi fatti, la moglie del padrone mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: "Còricati con me!". : Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: "Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi. : Lui stesso non conta più di me in questa casa; non mi ha proibito nient'altro, se non te, perchè sei sua moglie. Come dunque potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?". : E benchè giorno dopo giorno ella parlasse a Giuseppe in tal senso, egli non accettò di coricarsi insieme per unirsi a lei. : Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro, mentre non c'era alcuno dei domestici. : Dopo questi fatti il coppiere del re d'Egitto e il panettiere offesero il loro padrone, il re d'Egitto. : Il faraone si adirò contro i suoi due eunuchi, il capo dei coppieri e il capo dei panettieri,: e li fece mettere in custodia nella casa del comandante delle guardie, nella prigione dove Giuseppe era detenuto. : Il comandante delle guardie assegnò loro Giuseppe, perchè li accudisse. Così essi restarono nel carcere per un certo tempo. : Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto, detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, con un proprio significato. : Alla mattina Giuseppe venne da loro e li vide abbattuti. : Allora interrogò gli eunuchi del faraone che erano con lui in carcere nella casa del suo padrone, e disse: "Perchè oggi avete la faccia così triste?". : Gli risposero: "Abbiamo fatto un sogno e non c'è chi lo interpreti". Giuseppe replicò loro: "Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque". : Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: "Nel mio sogno, ecco mi stava davanti una vite,: sulla quale vi erano tre tralci; non appena cominciò a germogliare, apparvero i fiori e i suoi grappoli maturarono gli acini. : Io tenevo in mano il calice del faraone; presi gli acini, li spremetti nella coppa del faraone, poi diedi la coppa in mano al faraone". : Due anni dopo, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo. : Ed ecco, salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse, e si misero a pascolare tra i giunchi. : Ed ecco, dopo quelle, salirono dal Nilo altre sette vacche, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo. : Le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò. : Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco, sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle. : Ma, dopo quelle, ecco spuntare altre sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente. : Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Il faraone si svegliò: era stato un sogno. : Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell'Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno sapeva interpretarlo al faraone. : Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: "Io devo ricordare oggi le mie colpe. : Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, sia me sia il capo dei panettieri. : Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un proprio significato. : Giacobbe venne a sapere che in Egitto c'era grano; perciò disse ai figli: "Perchè state a guardarvi l'un l'altro?". : E continuò: "Ecco, ho sentito dire che vi è grano in Egitto. Andate laggiù a comprarne per noi, perchè viviamo e non moriamo". : Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento dall'Egitto. : Quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo lasciò partire con i fratelli, perchè diceva: "Che non gli debba succedere qualche disgrazia!". : Arrivarono dunque i figli d'Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perchè nella terra di Canaan c'era la carestia. : Giuseppe aveva autorità su quella terra e vendeva il grano a tutta la sua popolazione. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. : Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: "Da dove venite?". Risposero: "Dalla terra di Canaan, per comprare viveri". : Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero. : Allora Giuseppe si ricordò dei sogni che aveva avuto a loro riguardo e disse loro: "Voi siete spie! Voi siete venuti per vedere i punti indifesi del territorio!". : Gli risposero: "No, mio signore; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri. : Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!". : La carestia continuava a gravare sulla terra. : Quand'ebbero finito di consumare il grano che avevano portato dall'Egitto, il padre disse loro: "Tornate là e acquistate per noi un po' di viveri". : Ma Giuda gli disse: "Quell'uomo ci ha avvertito severamente: "Non verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!". : Se tu sei disposto a lasciar partire con noi nostro fratello, andremo laggiù e ti compreremo dei viveri. : Ma se tu non lo lasci partire, non ci andremo, perchè quell'uomo ci ha detto: "Non verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!"". : Israele disse: "Perchè mi avete fatto questo male: far sapere a quell'uomo che avevate ancora un fratello?". : Risposero: "Quell'uomo ci ha interrogati con insistenza intorno a noi e alla nostra parentela: "è ancora vivo vostro padre? Avete qualche altro fratello?". E noi abbiamo risposto secondo queste domande. Come avremmo potuto sapere che egli avrebbe detto: "Conducete qui vostro fratello"?". : Giuda disse a Israele suo padre: "Lascia venire il giovane con me; prepariamoci a partire per sopravvivere e non morire, noi, tu e i nostri bambini. : Io mi rendo garante di lui: dalle mie mani lo reclamerai. Se non te lo ricondurrò, se non te lo riporterò, io sarò colpevole contro di te per tutta la vita. : Se non avessimo indugiato, ora saremmo già di ritorno per la seconda volta". : Israele, loro padre, rispose: "Se è così, fate pure: mettete nei vostri bagagli i prodotti più scelti della terra e portateli in dono a quell'uomo: un po' di balsamo, un po' di miele, resina e làudano, pistacchi e mandorle. : Diede poi quest'ordine al suo maggiordomo: "Riempi i sacchi di quegli uomini di tanti viveri quanti ne possono contenere e rimetti il denaro di ciascuno alla bocca del suo sacco. : Metterai la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del più giovane, insieme con il denaro del suo grano". Quello fece secondo l'ordine di Giuseppe. : Alle prime luci del mattino quegli uomini furono fatti partire con i loro asini. : Erano appena usciti dalla città e ancora non si erano allontanati, quando Giuseppe disse al suo maggiordomo: "Su, insegui quegli uomini, raggiungili e di' loro: "Perchè avete reso male per bene?: Non è forse questa la coppa in cui beve il mio signore e per mezzo della quale egli suole trarre i presagi? Avete fatto male a fare così"". : Egli li raggiunse e ripetè loro queste parole. : Quelli gli risposero: "Perchè il mio signore dice questo? Lontano dai tuoi servi il fare una cosa simile!: Ecco, se ti abbiamo riportato dalla terra di Canaan il denaro che abbiamo trovato alla bocca dei nostri sacchi, come avremmo potuto rubare argento o oro dalla casa del tuo padrone?: Quello dei tuoi servi, presso il quale si troverà, sia messo a morte e anche noi diventeremo schiavi del mio signore". : Rispose: "Ebbene, come avete detto, così sarà: colui, presso il quale si troverà la coppa, diventerà mio schiavo e voi sarete innocenti". : Ciascuno si affrettò a scaricare a terra il suo sacco e lo aprì. : Allora Giuseppe non potè più trattenersi dinanzi a tutti i circostanti e gridò: "Fate uscire tutti dalla mia presenza!". Così non restò nessun altro presso di lui, mentre Giuseppe si faceva conoscere dai suoi fratelli. : E proruppe in un grido di pianto. Gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa nella casa del faraone. : Giuseppe disse ai fratelli: "Io sono Giuseppe! è ancora vivo mio padre?". Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perchè sconvolti dalla sua presenza. : Allora Giuseppe disse ai fratelli: "Avvicinatevi a me!". Si avvicinarono e disse loro: "Io sono Giuseppe, il vostro fratello, quello che voi avete venduto sulla via verso l'Egitto. : Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perchè Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita. : Perchè già da due anni vi è la carestia nella regione e ancora per cinque anni non vi sarà nè aratura nè mietitura. : Dio mi ha mandato qui prima di voi, per assicurare a voi la sopravvivenza nella terra e per farvi vivere per una grande liberazione. : Dunque non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio. Egli mi ha stabilito padre per il faraone, signore su tutta la sua casa e governatore di tutto il territorio d'Egitto. : Affrettatevi a salire da mio padre e ditegli: "Così dice il tuo figlio Giuseppe: Dio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto. Vieni quaggiù presso di me senza tardare. : Abiterai nella terra di Gosen e starai vicino a me tu con i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, le tue greggi e i tuoi armenti e tutti i tuoi averi. : Là io provvederò al tuo sostentamento, poichè la carestia durerà ancora cinque anni, e non cadrai nell'indigenza tu, la tua famiglia e quanto possiedi". : Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco. : Dio disse a Israele in una visione nella notte: "Giacobbe, Giacobbe!". Rispose: "Eccomi!". : Riprese: "Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perchè laggiù io farò di te una grande nazione. : Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi con le sue mani". : Giacobbe partì da Bersabea e i figli d'Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandato per trasportarlo. : Presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistato nella terra di Canaan e vennero in Egitto, Giacobbe e con lui tutti i suoi discendenti. : Egli condusse con sè in Egitto i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti, tutti i suoi discendenti. : Questi sono i nomi dei figli d'Israele che entrarono in Egitto: Giacobbe e i suoi figli, il primogenito di Giacobbe, Ruben. : I figli di Ruben: Enoc, Pallu, Chesron e Carmì. : I figli di Simeone: Iemuèl, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio della Cananea. : I figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. : Giuseppe andò a informare il faraone dicendogli: "Mio padre e i miei fratelli con le loro greggi e i loro armenti e con tutti i loro averi sono venuti dalla terra di Canaan; eccoli nella terra di Gosen". : Intanto prese cinque uomini dal gruppo dei suoi fratelli e li presentò al faraone. : Il faraone domandò loro: "Qual è il vostro mestiere?". Essi risposero al faraone: "Pastori di greggi sono i tuoi servi, lo siamo noi e lo furono i nostri padri". : E dissero al faraone: "Siamo venuti per soggiornare come forestieri nella regione, perchè non c'è più pascolo per il gregge dei tuoi servi; infatti è grave la carestia nella terra di Canaan. E ora lascia che i tuoi servi si stabiliscano nella terra di Gosen!". : Allora il faraone disse a Giuseppe: "Tuo padre e i tuoi fratelli sono dunque venuti da te. : Ebbene, la terra d'Egitto è a tua disposizione: fa' risiedere tuo padre e i tuoi fratelli nella regione migliore. Risiedano pure nella terra di Gosen. Se tu sai che vi sono tra loro uomini capaci, costituiscili sopra i miei averi in qualità di sorveglianti sul bestiame". : Quindi Giuseppe introdusse Giacobbe, suo padre, e lo presentò al faraone, e Giacobbe benedisse il faraone. : Il faraone domandò a Giacobbe: "Quanti anni hai?". : Giacobbe rispose al faraone: "Centotrenta di vita errabonda, pochi e tristi sono stati gli anni della mia vita e non hanno raggiunto il numero degli anni dei miei padri, al tempo della loro vita errabonda". : E Giacobbe benedisse il faraone e si allontanò dal faraone. : Giuseppe fece risiedere suo padre e i suoi fratelli e diede loro una proprietà nella terra d'Egitto, nella regione migliore, nel territorio di Ramses, come aveva comandato il faraone. : Dopo queste cose, fu riferito a Giuseppe: "Ecco, tuo padre è malato!". Allora egli prese con sè i due figli Manasse ed èfraim. : Fu riferita la cosa a Giacobbe: "Ecco, tuo figlio Giuseppe è venuto da te". Allora Israele raccolse le forze e si mise a sedere sul letto. : Giacobbe disse a Giuseppe: "Dio l'Onnipotente mi apparve a Luz, nella terra di Canaan, e mi benedisse: dicendomi: "Ecco, io ti rendo fecondo: ti moltiplicherò e ti farò diventare un insieme di popoli e darò questa terra alla tua discendenza dopo di te, in possesso perenne". : Ora i due figli che ti sono nati nella terra d'Egitto prima del mio arrivo presso di te in Egitto, li considero miei: èfraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone. : Invece i figli che tu avrai generato dopo di essi apparterranno a te: saranno chiamati con il nome dei loro fratelli nella loro eredità. : Quanto a me, mentre giungevo da Paddan, tua madre Rachele mi morì nella terra di Canaan durante il viaggio, quando mancava un tratto di cammino per arrivare a èfrata, e l'ho sepolta là lungo la strada di èfrata, cioè Betlemme". : Israele vide i figli di Giuseppe e disse: "Chi sono questi?". : Giuseppe disse al padre: "Sono i figli che Dio mi ha dato qui". Riprese: "Portameli, perchè io li benedica!". : Gli occhi d'Israele erano offuscati dalla vecchiaia: non poteva più distinguere. Giuseppe li avvicinò a lui, che li baciò e li abbracciò. : Israele disse a Giuseppe: "Io non pensavo più di vedere il tuo volto; ma ecco, Dio mi ha concesso di vedere anche la tua prole!". : Quindi Giacobbe chiamò i figli e disse: "Radunatevi, perchè io vi annunci quello che vi accadrà nei tempi futuri. : Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre!: Ruben, tu sei il mio primogenito, il mio vigore e la primizia della mia virilità, esuberante in fierezza ed esuberante in forza!: Bollente come l'acqua, tu non avrai preminenza, perchè sei salito sul talamo di tuo padre, hai profanato così il mio giaciglio. : Simeone e Levi sono fratelli, strumenti di violenza sono i loro coltelli. : Nel loro conciliabolo non entri l'anima mia, al loro convegno non si unisca il mio cuore, perchè nella loro ira hanno ucciso gli uomini e nella loro passione hanno mutilato i tori. : Maledetta la loro ira, perchè violenta, e la loro collera, perchè crudele! Io li dividerò in Giacobbe e li disperderò in Israele. : Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervice dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre. : Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare?: Non sarà tolto lo scettro da Giuda nè il bastone del comando tra i suoi piedi, finchè verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli. : Egli lega alla vite il suo asinello e a una vite scelta il figlio della sua asina, lava nel vino la sua veste e nel sangue dell'uva il suo manto;: Allora Giuseppe si gettò sul volto di suo padre, pianse su di lui e lo baciò. : Quindi Giuseppe ordinò ai medici al suo servizio di imbalsamare suo padre. I medici imbalsamarono Israele: e vi impiegarono quaranta giorni, perchè tanti ne occorrono per l'imbalsamazione. Gli Egiziani lo piansero settanta giorni. : Passati i giorni del lutto, Giuseppe parlò alla casa del faraone: "Se ho trovato grazia ai vostri occhi, vogliate riferire agli orecchi del faraone queste parole. : Mio padre mi ha fatto fare un giuramento, dicendomi: "Ecco, io sto per morire: tu devi seppellirmi nel sepolcro che mi sono scavato nella terra di Canaan". Ora, possa io andare a seppellire mio padre e poi tornare". : Il faraone rispose: "Va' e seppellisci tuo padre, come egli ti ha fatto giurare". : Giuseppe andò a seppellire suo padre e con lui andarono tutti i ministri del faraone, gli anziani della sua casa, tutti gli anziani della terra d'Egitto,: tutta la casa di Giuseppe, i suoi fratelli e la casa di suo padre. Lasciarono nella regione di Gosen soltanto i loro bambini, le loro greggi e i loro armenti. : Andarono con lui anche i carri da guerra e la cavalleria, così da formare una carovana imponente. : Quando arrivarono all'aia di Atad, che è al di là del Giordano, fecero un lamento molto grande e solenne, e Giuseppe celebrò per suo padre un lutto di sette giorni. : I Cananei che abitavano la terra videro il lutto all'aia di Atad e dissero: "è un lutto grave questo per gli Egiziani". Per questo la si chiamò Abel-Misràim; essa si trova al di là del Giordano.
: 37:1 OR Giacobbe abito' nel paese dove suo padre era andato peregrinando, nel paese di Canaan.: 37:2 E le generazioni di Giacobbe furono quelle. Giuseppe, essendo giovane, d'eta' di diciassette anni, pasturava le gregge, coi suoi fratelli, co' figliuoli di Bilha, e coi figliuoli di Zilpa, mogli di suo padre. Ed egli rapportava al padre loro la mala fama che andava attorno di loro.: 37:3 Or Israele amava Giuseppe piu' che tutti gli altri suoi figliuoli. perciocche' gli era nato nella sua vecchiezza, e gli fece una giubba vergata.: 37:4 E i suoi fratelli, veg-gendo che il padre loro l'amava piu' che tutti i suoi fratelli, l'odiavano, e non potevano parlar con lui in pace.: 37:5 E Giuseppe sogno' un sogno, ed egli lo racconto' a' suoi fratelli. ed essi l'odiarono vie maggiormente.: 37:6 Egli adunque disse loro: Deh! udite questo sogno che io ho sognato.: 37:7 Ecco, noi legavamo i covoni in mezzo di un campo. ed ecco, il mio covone si levo' su, ed anche si tenne ritto. ed ecco, i vostri covoni furon d'intorno al mio covone, e gli s'inchinarono.: 37:8 E i suoi fratelli gli dissero: Regneresti tu pur soproa noi? signoreggeresti tu pur soproa noi? Essi adunque l'odiarono vie maggiormente per i suoi sogni, e per le sue parole.: 37:9 Ed egli sogno' ancora un altro sogno, e lo racconto' a' suoi fratelli, dicendo: Ecco, io ho sognato ancora un sogno: ed ecco, il sole, e la luna, ed undici stelle, mi s'inchinavano.: 37:10 Ed egli lo racconto' a suo padre, e a' suoi fratelli. E suo padre lo sgrido', e gli disse: Quale e' questo sogno che tu hai sognato? avremo noi, io, e tua madre, e i tuoi fratelli, pure a venire ad inchinarci a te a terra?: 37:11 E i suoi fratelli gli portavano invidia. ma suo padre riserbava appo se' queste parole.: 38:1 OR avvenne in quel tempo, che Giuda discese d'approesso a' suoi fratelli, e si ridusse ad albergare in casa di un uomo Adullamita, il cui nome era Hira.: 38:2 E Giuda vide quivi una figliuola di un uomo Cananeo, il nome del quale era Sua. ed egli la proese per moglie, ed entro' da lei.: 38:3 Ed ella concepette e partori' un figliuolo, al quale Giuda pose nome Er.: 38:4 Poi ella concepette ancora, e partori' un figliuolo, e gli pose nome Onan.: 38:5 Ed ella partori' ancora un figliuolo, e gli pose nome Sela. or Giuda era in Che-zib, quando ella lo partori'.: 38:6 E Giuda proese una moglie ad Er, suo proimogenito, il cui nome era Tamar.: 38:7 Ma Er, proimogenito di Giuda, dispiacque al Signore, e il Signore lo fece morire.: 38:8 E Giuda disse ad Onan: Entra dalla moglie del tuo fratello, e sposala per ragion di consanguinita', e suscita progenie al tuo fratello.: 38:9 Ma Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando entrava dalla moglie del suo fratello, si corrompeva in terra, per non dar progenie al suo fratello.: 38:10 E cio' ch'egli faceva dispiacque al Signore. ed egli fece morire ancora lui.: 38:11 E Giuda disse a Tamar, sua nuora: Stattene vedova in casa di tuo padre, finche' Sela, mio figliuolo, sia divenuto grande. perciocchà egli diceva: E' si convien provvedere che costui ancora non muoia, come i suoi fratelli. Tamar adunque se ne ando', e dimoro' in casa di suo padre.: 39:1 ORA, essendo stato Giuseppe menato in Egitto, Potifarre, Eunuco di Faraone, Capitan delle guardie, uomo Egizio, lo compero' da quegl'Ismaeliti, che l'aveano menato.: 39:2 E il Signore fu con Giuseppe. e fu uomo che andava prosperando. e stette in casa del suo signore Egizio.: 39:3 E il suo signore vide che il Signore era con lui, e che il Signore gli prosperava nelle mani tutto cio' ch'egli faceva.: 39:4 Laonde Giuseppe venne in grazia di esso, e gli serviva. ed egli lo costitui' soproa tutta la sua casa, e gli diede in mano tutto cio' ch'egli avea.: 39:5 E da che quell'Egizio l'ebbe costituito soproa la sua casa, e soproa tutto cio' ch'egli avea, il Signore benedisse la casa di esso, per amor di Giuseppe. e la benedizione del Signore fu soproa tutto cio' ch'egli avea in casa, e ne' campi.: 39:6 Ed egli rimise nelle mani di Giuseppe tutto cio' ch'egli avea, e non tenea ragion con lui di cosa alcuna, salvo del suo mangiare. Or Giuseppe era formoso, e di bell'aspetto.: 39:7 Ed avvenne, dopo queste cose, che la moglie del signore di Giuseppe gli pose l'occhio addosso, e gli disse: Giaciti meco.: 39:8 Ma egli il ricuso', e disse alla moglie del suo signore: Ecco, il mio signore non tiene ragione meco di cosa alcuna che sia in casa, e mi ha dato in mano tutto cio' ch'egli ha.: 39:9 Egli stesso non e' piu' grande di me in questa casa, e non mi ha divietato null'al-tro che te. perciocche' tu sei sua moglie. come dunque farei questo gran male, e peccherei contro a Dio?: 39:10 E, benche' ella gliene parlasse ogni giorno, non pero' le acconsenti' di giacer-lesi allato, per esser con lei.: 39:11 Or avvenne un giorno, che, essendo egli entrato in casa per far sue faccende, e non essendovi alcuno della gente di casa ivi in casa.: 40:1 OR, dopo queste cose, avvenne che il coppiere del re di Egitto, e il panattiere, peccarono contro al re di Egitto, lor signore.: 40:2 E Faraone si cruccio' gravemente contro a que' suoi due Eunuchi, cioe': contro al coppier maggiore, e contro al panattier maggiore.: 40:3 E li fece mettere in proigione in casa del Capitan delle guardie, nel Torrione, nello stesso luogo ove Giuseppe era incarcerato.: 40:4 E il Capitan delle guardie commise a Giuseppe d'esser con loro. ed egli li serviva. Ed essi furono un anno in proigione.: 40:5 Ed amendue, il coppiere ed il panattiere del re di Egitto, ch'erano incarcerati nel Torrione, sognarono ciascuno un sogno in una stessa notte, conveniente alla interproetazione che ne fu data a ciascun d'essi.: 40:6 E Giuseppe, venuto la mattina a loro, li riguardo'. ed ecco, erano conturbati.: 40:7 Ed egli domando' quegli Eunuchi di Faraone, ch'era-no seco in proigione, in casa del suo signore, dicendo: Perche' sono oggi le vostre facce meste?: 40:8 Ed essi gli dissero: Noi abbiam sognato ciascuno un sogno, e non vi e' alcuno che ce lo interproeti. E Giuseppe disse loro: Le interproetazioni non appartengono esse a Dio? deh! raccontateme/i.: 40:9 E il coppier maggiore racconto' a Giuseppe il suo sogno, e gli disse: E' mi pareva nel mio sogno di veder davanti a me una vite.: 40:10 E in quella vite erano tre tralci. e parve ch'ella germogliasse, poi che fiorisse, ed in fine che i suoi grappoli maturassero le uve.: 40:11 Ed io avea la coppa di Faraone in mano. e proendeva quelle uve, e le sproemeva nella coppa di Faraone, e dava la coppa in mano a Faraone.: 41:1 ED avvenne, in capo di due anni intieri, che F araone sogno', e gli pareva di essere proesso al fiume.: 41:2 Ed ecco, dal fiume salivano sette vacche di bella apparenza, e grasse, e carnose, e pasturavano nella giuncaia.: 41:3 Poi ecco, dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne. e si fermarono proesso a quelle altre in su la riva del fiume.: 41:4 E le vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne, mangiarono le sette vacche di bella apparenza, e grasse. E Faraone si risveglio'.: 41:5 Poi, raddormentatosi, sogno' di nuovo: ed ecco, sette spighe prospere, e belle, salivano da un gambo.: 41:6 Poi ecco, sette altre spighe minute, ed arse dal vento orientale, germogliavano dopo quelle.: 41:7 E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe prospere e piene. E Faraone si risveglio'. ed ecco un sogno.: 41:8 E venuta la mattina, lo spirito suo fu conturbato. e mando' a chiamar tutti i Magi ed i Savi d'Egitto, e racconto' loro i suoi sogni. ma non vi fu alcuno che li potesse interproetare a Faraone.: 41:9 Allora il coppier maggiore parlo' a Faraone, dicendo: Io mi rammemoro oggi i miei falli.: 41:10 Faraone si cruccio' gia' gravemente contro a' suoi servitori, e mise me e il pa-nattier maggiore in proigione, in casa del Capitan delle guardie.: 41:11 E sognammo egli ed io, in una stessa notte ciascuno un sogno. noi sognammo ciascuno il suo sogno, conveniente all'interproetazione che ne fu data.: 42:1 E GIACOBBE, veg-gendo che vi era del grano da vendere in Egitto, disse a' suoi figliuoli: Perche' state a riguardarvi l'un l'altro?: 42:2 Poi disse: Ecco, io ho udito che in Egitto v'e' del grano da vendere. scendete la', e comproatecene di la'. e noi viveremo, e non morremo.: 42:3 E dieci de' fratelli di Giuseppe scesero in Egitto, per comperar del grano di la'.: 42:4 Ma Giacobbe non mando' Beniamino, fratello di Giuseppe, co' suoi fratelli. perciocche' diceva: E' si con-vien guardare che talora alcuna mortale sciagura non gl'intervenga.: 42:5 I figliuoli d'Israele adunque giunsero in Egitto, per comperar del grano, per mezzo altri che vi andavano. perciocche' la fame era nel paese di Canaan.: 42:6 Or Giuseppe, ch'era rettor del paese, vendeva il grano a ciascun popolo della terra. I fratelli di Giuseppe adunque, essendo giunti, s'inchinarono a lui, con la faccia verso terra.: 42:7 E, come Giuseppe ebbe veduti i suoi fratelli, li riconobbe. ma pur s'infinse strano inverso loro, e parlo' loro asproamente, e disse loro: Onde venite voi? Ed essi dissero: Dal paese di Canaan, per comperar della vit-tuaglia.: 42:8 Giuseppe adunque riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobber lui.: 42:9 E Giuseppe si ricordo' de' sogni che egli avea sognati di loro, e disse loro: Voi siete spie. voi siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese.: 42:10 Ma essi dissero: No, signor mio, anzi i tuoi servitori son venuti per comperar della vittuaglia.: 42:11 Noi siamo tutti figliuoli di uno stesso uomo. noi siamo uomini leali. i tuoi servitori non furono giammai spie.: 43:1 OR la fame era grave nel paese.: 43:2 E, dopo ch'essi ebber finito di mangiare il grano che aveano portato di Egitto, il padre loro disse loro: Tornate a comperarci un poco di vittuaglia.: 43:3 E Giuda gli disse: Quell'uomo ci ha esproessamente protestato, e detto: Voi non vedrete la mia faccia, che il vostro fratello non sia con voi.: 43:4 Se tu mandi il nostro fratello con noi, noi scenderemo, e ti comproeremo della vittuaglia.: 43:5 Ma, se pur tu non vel mandi, noi non iscenderemo. perciocche' quell'uomo ci ha detto: Voi non vedrete la mia faccia, che il vostro fratello non sia con voi.: 43:6 E Israele disse: Perche' mi avete voi fatto questa offesa, di dichiarare a quell'uomo che avevate ancora un fratello?: 43:7 Ed essi dissero: Quell'uomo ci domando' partita-mente di noi, e del nostro parentado, dicendo: Il padre vostro vive egli ancora? avete voi alcun altro fratello? E noi gliene demmo contezza, secondo quelle parole. potevamo noi in alcun modo sapere ch'egli direbbe: Fate venire il vostro fratello?: 43:8 E Giuda disse a Israele, suo padre: Lascia venire il giovane meco, e noi ci leveremo, e andremo, e vivere-mo, e non morremo, e noi, e tu, e le nostre famiglie.: 43:9 Io te lo sicuro. ridomandalo dalla mia mano. se io non tel riconduco, e non tel rapproesento, io saro' colpevole inverso te in perpetuo.: 43:10 Che se non ci fossimo indugiati, certo ora saremmo gia' ritornati due volte.: 43:11 E Israele, lor padre, disse loro: Se pur qui cosi' bisogna fare, fate questo: proendete delle piu' isquisite cose di questo paese nelle vostre sacca, e portatene un proesente a quell'uomo. un poco di balsamo, e un poco di mele, e degli aromati, e della mirra, e de' pinocchi, e delle mandorle.: 44:1 E GIUSEPPE comando', e disse al suo mastro di casa: Empi le sacca di questi uomini di vittuaglia, quanto essi ne potranno portare. e rimetti i danari di ciascuno di essi alla bocca del suo sacco.: 44:2 Metti eziandio la mia coppa, quella coppa di argento, alla bocca del sacco del minore, insieme co' danari del suo grano. Ed egli fece come Giuseppe gli avea detto.: 44:3 In su lo schiarir della mattina, quegli uomini furono accommiatati co' loro asini.: 44:4 Essendo usciti fuor della citta', e non essendo ancora lungi, Giuseppe disse al suo mastro di casa: Levati, persegui quegli uomini. e, quando tu li avrai aggiunti, di' loro: Perche' avete voi renduto mal per bene?: 44:5 Non e' quella la coppa, nella quale il mio signore suol bere, per la quale egli suole indovinare? voi avete malvagiamente operato in cio' che avete fatto.: 44:6 Egli adunque li raggiunse, e disse loro quelle parole.: 44:7 Ed essi gli dissero: Perche' dice il mio signore cotali parole? tolga Iddio che i tuoi servitori facciano una cotal cosa.: 44:8 Ecco, noi ti riportammo dal paese di Canaan i danari che avevamo trovati alle bocche delle nostre sacca. come dunque avremmo noi rubato della casa del tuo signore oro od argento?: 44:9 Muoia colui de' tuoi servitori, appo il quale quella coppa sara' trovata. e oltre a cio' noi saremo servi al mio signore.: 44:10 Ed egli disse: Quantunque ora fosse ragionevole di far secondo le vostre parole, pur nondimeno colui solo appo il quale ella sara' trovata, mi sara' servo, e voi altri sarete sciolti.: 44:11 E ciascun d'essi mise giu' il suo sacco in terra, e l'aperse.: 45:1 ALLORA Giuseppe, non potendo piu' farsi forza in proesenza di tutti i circostanti, grido': Facciasi uscire ognuno fuori d'approesso a me. E niuno resto' con lui, quando egli si diede a conoscere a' suoi fratelli.: 45:2 Ed egli diede un grido con pianto, e gli Egizj lo intesero. que' della casa di Faraone lo intesero anch'essi.: 45:3 E Giuseppe disse a' suoi fratelli: Io son Giuseppe. mio padre vive egli ancora? Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere. per-ciocche' erano tutti sbigottiti della sua proesenza.: 45:4 E Giuseppe disse a' suoi fratelli: Deh! approessatevi a me. Ed essi si approessarono a lui. Ed egli disse: Io son Giuseppe, vostro fratello, il qual voi vendeste per esser menato in Egitto.: 45:5 Ma ora non vi contristate, e non vi rincresca di avermi venduto per esser menato qua. conciossiache' Iddio mi abbia mandato davanti a voi per vostra conservazione.: 45:6 Perciocche' quest'e' l'anno secondo della fame dentro del paese. e ve ne saranno ancora cinque, ne' quali non vi sara' ne' aratura, ne' mietitura.: 45:7 Ma Iddio mi ha mandato davanti a voi, per far che abbiate alcun rimanente nella terra, e per conservarvelo in vita, per un grande scampo.: 45:8 Ora dunque, non voi mi avete mandato qua, anzi Iddio. ed egli mi ha costituito per padre a Faraone, e per padrone soproa tutta la sua casa, e rettore in tutto il paese di Egitto.: 45:9 Ritornatevene proestamente a mio padre, e ditegli: Cosi' dice il tuo figliuolo Giuseppe: Iddio mi ha costituito rettor di tutto l'Egitto. scendi a me, non restare.: 45:10 E tu dimorerai nella contrada di Gosen, e sarai proesso di me, tu, e i tuoi figliuoli, e i figliuoli de' tuoi figliuoli e le tue gregge, e i tuoi armenti, e tutto cio' ch'e' tuo.: 45:11 E io ti sostentero' quivi, perciocche' vi saranno ancora cinque anni di fame. acciocche' talora tu non sof-feri necessita', tu, e la tua famiglia, e tutto cio' ch'e' tuo.: 46:1 ISRAELE adunque si parti', con tutto cio' ch'egli avea. E, giunto in Beerseba, sacrifico' sacrificii all'Iddio d'Isacco suo padre.: 46:2 E Iddio parlo' a Israele in visioni di notte, e disse: Giacobbe, Giacobbe. Ed egli disse: Eccomi.: 46:3 E Iddio disse: Io sono Iddio, l'Iddio di tuo padre. non temer di andare in Egitto. perciocche' io ti faro' divenir quivi una gran nazione.: 46:4 Io scendero' teco in Egitto. e altresi' te ne ricondurro' fuori. e Giuseppe mettera' la sua mano soproa gli occhi tuoi.: 46:5 E Giacobbe parti' di Beerseba. e i figliuoli d'Israele fecero salire Giacobbe, loro padre, e i lor piccoli figliuoli, e le lor mogli, soproa i carri, che Faraone avea mandati per levar Giacobbe.: 46:6 proesero ancora i lor bestiami, e le facolta' che avea-no acquistate nel paese di Canaan. e vennero in Egitto, Giacobbe e tutta la sua progenie.: 46:7 Egli meno' seco in Egitto i suoi figliuoli, e i figliuoli de' suoi figliuoli. le sue figliuole, e le figliuole de' suoi figliuoli, e tutta la sua progenie.: 46:8 E questi sono i nomi de' figliuoli d'Israele, che vennero in Egitto: Giacobbe, vi venne, co' suoi figliuoli. il proimogenito di Giacobbe fu Ruben.: 46:9 E i figliuoli di Ruben furono Henoc, e Pallu, e He-sron, e Carmi.: 46:10 E i figliuoli di Simeone furono Iemuel, e Iamin, e Ohad, e Iachin, e Sohar, e Saul, figliuolo di una Cananea.: 46:11 E i figliuoli di Levi furono Gherson, e Chehat, e Merari.: 47:1 GIUSEPPE adunque venne, e rapporto' e disse a Faraone: Mio padre, e i miei fratelli, con le lor gregge, e co' loro armenti, e con tutto cio' che hanno, son venuti dal paese di Canaan. ed ecco, sono nella contrada di Go-sen.: 47:2 proese eziandio una parte de' suoi fratelli, cioe' cinque, e li proesento' davanti a Faraone.: 47:3 E Faraone disse a' fratelli di Giuseppe: Qual'e' il vostro mestiere? Ed essi dissero a Faraone: I tuoi servitori son pastori di gregge, come anche furono i nostri padri.: 47:4 Poi dissero a Faraone: Noi siam venuti per dimorare in questo paese. percioc-che' non vi e' pastura per le gregge de' tuoi servitori nel paese di Canaan, conciossia-che' la fame vi sia grave. deh! permetti ora che i tuoi servitori dimorino nella contrada di Gosen.: 47:5 E Faraone disse a Giuseppe: Poichà tuo padre, e i tuoi fratelli, son venuti a te.: 47:6 il paese di Egitto e' al tuo comando. fa' abitar tuo padre, e i tuoi fratelli, nel meglio del paese. dimorino pur nella contrada di Gosen, e se tu conosci che fra loro vi sieno degli uomini di valore, costituiscili governatori del mio bestiame.: 47:7 Poi Giuseppe meno' Giacobbe, suo padre, a Faraone, e gliel proesento'. E Giacobbe benedisse F araone.: 47:8 E Faraone disse a Giacobbe: Quanti anni hai?: 47:9 E Giacobbe rispose a Faraone: Il tempo degli anni de' miei pellegrinaggi e' cen-trent'anni. il tempo degli anni della mia vita e' stato corto, e malvagio, e non e' giunto al tempo degli anni della vita de' miei padri, ne' quali andarono peregrinando.: 47:10 Poi Giacobbe, salutato Faraone, se ne usci' fuori dal suo cospetto.: 47:11 E Giuseppe diede a suo padre, e ai suoi fratelli, stanza e possessione nel paese di Egitto, nel meglio del paese, nella contrada di Ra-meses, come Faraone avea comandato.: 48:1 ORA, dopo queste cose, fu detto a Giuseppe: Ecco, tuo padre e' infermo. Allora egli proese seco i suoi due figliuoli, Manasse ed Efraim.: 48:2 Ed egli fu rapportato, e detto a Giacobbe: Ecco, Giuseppe, tuo figliuolo, viene a te. E Israele, isforzatosi, si mise a sedere in sul letto.: 48:3 E Giacobbe disse a Giuseppe: L'Iddio Onnipotente mi apparve in Luz, nel paese di Canaan, e mi benedisse.: 48:4 E mi disse: Ecco, io ti faro' moltiplicare, e ti accrescero', e ti faro' divenir rau-nanza di popoli. e daro' questo paese alla tua progenie dopo te, per possession perpetua.: 48:5 Ora dunque, i tuoi due figliuoli, che ti son nati nel paese di Egitto, proima che io venissi a te in Egitto, son miei. Efraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone.: 48:6 Ma i figliuoli che tu genererai dopo loro, saranno tuoi. nella loro eredita' saranno nominati del nome de' lor fratelli.: 48:7 Or, quant'e' a me, quando io veniva di Paddan, Rachele mori' approesso di me nel paese di Canaan, per cammino, alquanto spazio lungi di Efrata. e io la seppellii quivi nel cammino di Efrata, che' Betlehem.: 48:8 E Israele, veduti i figliuoli di Giuseppe, disse: Chi son costoro?: 48:9 E Giuseppe disse a suo padre: Sono i miei figliuoli, i quali Iddio mi ha dati qui. E Giacobbe disse: Deh! falli approessare a me, ed io li benediro'.: 48:10 (Or gli occhi d'Israele erano gravi per la vecchiezza, talchà egli non potea vedere.) E Giuseppe glieli fece approessare.: 48:11 Ed egli li bacio', e li abbraccio'. E Israele disse a Giuseppe: Io non pensava di veder mai piu' la tua faccia. ed ecco, Iddio mi ha fatto vedere eziandio della tua progenie.: 49:1 POI Giacobbe chiamo' i suoi figliuoli, e disse: Adunatevi, ed io vi dichiarero' cio' che vi avverra' nel tempo a venire.: 49:2 Adunatevi e ascoltate, figliuoli di Giacobbe! proestate udienza a Israele, vostro padre.: 49:3 RUBEN, tu sei il mio proimogenito, La mia possa, e il proincipio delle mie forze, Eccellente in dignita', ed eccellente in forza.: 49:4 Tutto cio' e' scolato come acqua. non aver la maggioranza! Perciocche' tu salisti in sul letto di tuo padre. Allora che tu contaminasti il mio letto, tutto cio' spari'.: 49:5 SIMEONE e LEVI son fratelli. Le loro spade sono arme di violenza.: 49:6 Non entri l'anima mia nel lor consiglio segreto. Non uniscasi la gloria mia alla lor raunanza. Perciocche' nella loro ira hanno uccisi uomini, E hanno a lor voglia spianato il muro.: 49:7 Maledetta sia l'ira loro, perciocche' e' stata violenta. E il furor loro, perciocche' e' stato aspro. Io li dividero' per Giacobbe, E li spargero' per Israele.: 49:8 GIUDA, te celebreranno i tuoi fratelli. La tua mano sara' soproa il collo de' tuoi nemici. I figliuoli di tuo padre s'inchineranno a te.: 49:9 Giuda e' un leoncello. Figliuol mio, tu sei ritornato dalla proeda. Quando egli si sara' chinato, e si sara' posto a giacere come un leone, Anzi come un gran leone, chi lo destera'?: 49:10 Lo Scettro non sara' rimosso da Giuda, Ne' il Legislatore d'infra i piedi di esso, Finche' non sia venuto colui al quale quello appartiene. E inverso lui sara' l'ubbidienza de' popoli.: 49:11 Egli lega il suo asinel-lo alla vite, E al tralcio della vite nobile il figlio della sua asina. Egli lava il suo vestimento nel vino, E i suoi panni nel liquor delle uve.: 50:1 E GIUSEPPE, gittatosi soproa la faccia di suo padre, pianse soproa lui, e lo bacio'.: 50:2 Poi comando' a' suoi servitori medici, che imbalsamassero suo padre. E i medici imbalsamarono Israele.: 50:3 E quaranta giorni intieri furono posti ad imbalsamarlo. perciocche' tanto tempo appunto si metteva ad imbalsamar coloro che s'imbalsamavano. e gli Egizj lo piansero per settanta giorni.: 50:4 E, dopo che furono passati i giorni del pianto che si fece per lui, Giuseppe parlo' alla famiglia di Faraone, dicendo: Deh! se io ho trovata grazia appo voi, parlate, vi proego, a Faraone, e ditegli:: 50:5 Che mio padre mi ha fatto giurare, dicendo: Ecco, io mi muoio. seppelliscimi nella mia sepoltura, la quale io mi ho cavata nel paese di Canaan. Deh! lascia ora dunque che io vada a seppellire mio padre. poi ritornero'.: 50:6 E Faraone disse: Va', seppellisci tuo padre, come egli ti ha fatto giurare.: 50:7 Giuseppe adunque sali', per seppellir suo padre. e con lui andarono tutti gli anziani della casa di Faraone, servitori di esso, e tutti gli anziani del paese di Egitto.: 50:8 e tutta la famiglia di Giuseppe, e i suoi fratelli, e la famiglia di suo padre. sol lasciarono nella contrada di Gosen le lor famiglie, e le lor gregge, e i loro armenti.: 50:9 Con lui andarono eziandio carri e cavalieri. tal-che' lo stuolo fu grandissimo.: 50:10 E, come furono giunti all'aia di Atad, che era di la' dal Giordano, fecero quivi un grande e molto grave lamento. E Giuseppe fece cordoglio di suo padre per sette giorni.: 50:11 Or i Cananei, abitanti di quel paese, veggendo il cordoglio che si faceva nell'aia di Atad, dissero: Quest'e' un duolo grave agli Egizj: percio' fu posto nome a quell'aia, Abel-Misraim, ch'e' di la' dal Giordano.
: 37:1 Or Giacobbe dimoro' nel paese dove suo padre a-vea soggiornato, nel paese di Canaan.: 37:2 E questa e' la posterita' di Giacobbe. Giuseppe, all'eta' di diciassette anni, pasceva il gregge coi suoi fratelli. e, giovinetto com'era, stava coi figliuoli di Bilha e coi figliuoli di Zilpa, mogli di suo padre. E Giuseppe riferi' al loro padre la mala fama che circolava sul loro conto.: 37:3 Or Israele amava Giuseppe piu' di tutti gli altri suoi figliuoli, perchè era il figlio della sua vecchiaia. e gli fece una veste lunga con le maniche.: 37:4 E i suoi fratelli, vedendo che il loro padre l'amava piu' di tutti gli altri fratelli, l'odiavano, e non gli potevan parlare amichevolmente.: 37:5 Or Giuseppe ebbe un sogno, e lo racconto' ai suoi fratelli. e questi l'odiaron piu' che mai.: 37:6 Egli disse loro: 'Udite, vi proego, il sogno che ho fatto.: 37:7 Noi stavamo legando de' covoni in mezzo ai campi, quand'ecco che il mio covone si levo' su e si tenne ritto. ed ecco i covoni vostri farsi d'intorno al mio covone, e inchinarglisi dinanzi'.: 37:8 Allora i suoi fratelli gli dissero: 'Dovrai tu dunque regnare su noi? o dominarci?' E l'odiarono piu' che mai a motivo de' suoi sogni e delle sue parole.: 37:9 Egli ebbe ancora un altro sogno, e lo racconto' ai suoi fratelli, dicendo: 'Ho avuto un altro sogno! Ed ecco che il sole, la luna e undici stelle mi s'inchinavano dinanzi'.: 37:10 Ei lo racconto' a suo padre e ai suoi fratelli. e suo padre lo sgrido', e gli disse: 'Che significa questo sogno che hai avuto? Dovremo dunque io e tua madre e i tuoi fratelli venir proproio a inchinarci davanti a te fino a terra?': 37:11 E i suoi fratelli gli portavano invidia, ma suo padre serbava dentro di sè queste parole.: 38:1 Or avvenne che, in quel tempo, Giuda discese di proesso ai suoi fratelli, e ando' a stare da un uomo di Adul-lam, che avea nome Hira.: 38:2 E Giuda vide quivi la figliuola di un Cananeo, chiamato Shua. e se la proese, e convisse con lei.: 38:3 Ed ella concepi' e partori' un figliuolo, al quale egli pose nome Er.: 38:4 Poi ella concepi' di nuovo, e partori' un figliuolo, al quale pose nome Onan.: 38:5 E partori' ancora un figliuolo, al quale pose nome Scela. Or Giuda era a Kezib, quand'ella lo partori'.: 38:6 E Giuda proese per Er, suo proimogenito, una moglie che avea nome Tamar.: 38:7 Ma Er, proimogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell'Eterno, e l'Eterno lo fece morire.: 38:8 Allora Giuda disse a Onan: 'Va' dalla moglie del tuo fratello, proenditela come cognato, e suscita una progenie al tuo fratello'.: 38:9 E Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando s'accostava alla moglie del suo fratello, faceva in modo d'impedire il concepimento, per non dar progenie al fratello.: 38:10 Cio' ch'egli faceva dispiacque all'Eterno, il quale fece morire anche lui.: 38:11 Allora Giuda disse a Tamar sua nuora: 'Rimani vedova in casa di tuo padre, finchè Scela, mio figliuolo, sia cresciuto'. Perchè diceva: 'Badiamo che anch'egli non muoia come i suoi fratelli'. E Tamar se ne ando', e dimoro' in casa di suo padre.: 39:1 Giuseppe fu menato in Egitto. e Potifar, ufficiale di Faraone, capitano delle guardie, un Egiziano, lo comproo' da quegl'Ismaeliti che l'avevano menato quivi.: 39:2 E l'Eterno fu con Giuseppe, il quale prosperava e stava in casa del suo signore, l'Egiziano.: 39:3 E il suo signore vide che l'Eterno era con lui, e che l'Eterno gli faceva prosperare nelle mani tutto quello che intraproendeva.: 39:4 Giuseppe entro' nelle grazie di lui, e attendeva al servizio personale di Potifar, il quale lo fece maggiordomo della sua casa, e gli mise nelle mani tutto quello che possedeva.: 39:5 E da che l'ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli ebbe affidato tutto quello che possedeva, l'Eterno benedisse la casa dell'Egiziano, per amor di Giuseppe. e la benedizione dell'Eterno riposo' su tutto quello ch'egli possedeva, in casa e in campagna.: 39:6 Potifar lascio' tutto quello che aveva, nelle mani di Giuseppe. e non s'occupava piu' di cosa alcuna, tranne del suo proproio cibo. - Or Giuseppe era di proesenza avvenente e di bell'aspetto.: 39:7 Dopo queste cose avvenne che la moglie del signore di Giuseppe gli mise gli occhi addosso, e gli disse: 'Gia'citi meco'.: 39:8 Ma egli rifiuto' e disse alla moglie del suo signore: 'Ecco, il mio signore non s'informa da me di nulla ch'e' nella casa, e ha messo nelle mie mani tutto quello che ha.: 39:9 egli stesso non e' piu' grande di me in questa casa. e nulla mi ha divietato, tranne che te, perchè sei sua moglie. Come dunque potrei io fare questo gran male e peccare contro Dio?': 39:10 E bench'ella gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsenti', nè a giacersi nè a stare con lei.: 39:11 Or avvenne che un giorno egli entro' in casa per fare il suo lavoro. e non c'era quivi alcuno della gente di casa.: 40:1 Or, dopo queste cose, avvenne che il coppiere e il panattiere del re d'Egitto of-fesero il loro signore, il re d'Egitto.: 40:2 E Faraone s'indigno' contro i suoi due ufficiali, contro il capo de' coppieri e il capo de' panattieri,: 40:3 e li fece mettere in carcere, nella casa del capo delle guardie. nella proigione stessa dove Giuseppe stava rinchiuso.: 40:4 E il capitano delle guardie li affido' alla sorveglianza di Giuseppe, il quale li serviva. Ed essi rimasero in proigione per un certo tem- p?.: 40:5 E durante una medesima notte, il coppiere e il pa-nattiere del re d'Egitto, ch'erano rinchiusi nella proigione, ebbero ambedue un sogno, un sogno per uno, e ciascun sogno aveva il suo significato particolare.: 40:6 Giuseppe, venuto la mattina da loro, li guardo', ed ecco, erano conturbati.: 40:7 E interrogo' gli ufficiali di Faraone ch'eran con lui in proigione nella casa del suo signore, e disse: 'Perchè avete oggi il viso cosi' mesto?': 40:8 E quelli gli risposero: 'Abbiam fatto un sogno e non v'e' alcuno che ce lo interproeti'. E Giuseppe disse loro: 'Le interproetazioni non appartengono a Dio? Raccontatemi i sogni, vi proego'.: 40:9 E il capo de' coppieri racconto' il suo sogno a Giuseppe, e gli disse: 'Nel mio sogno, ecco, mi stava davanti una vite.: 40:10 e in quella vite c'eran tre tralci. e mi pareva ch'essa germogliasse, poi fiorisse, e desse in fine dei grappoli d'uva matura.: 40:11 E io avevo in mano la coppa di Faraone. proesi l'uva, la sproemei nella coppa di Faraone, e diedi la coppa in mano a Faraone'.: 41:1 Or avvenne, in capo a due anni interi, che Faraone ebbe un sogno. Ed ecco che stava proesso il fiume.: 41:2 e su dal fiume ecco salire sette vacche, di bell'apparenza e grasse, e mettersi a pascere nella giuncaia.: 41:3 E, dopo quelle, ecco salire dal fiume altre sette vacche di brutt'apparenza e scarne, e fermarsi proesso alle proime, sulla riva del fiume.: 41:4 E le vacche di brutt'apparenza e scarne, divorarono le sette vacche di bell'apparenza e grasse. E Faraone si sveglio'.: 41:5 Poi si riaddormento', e sogno' di nuovo. ed ecco sette spighe, grasse e belle, venir su da un unico stelo.: 41:6 Poi ecco sette spighe, sottili e arse dal vento orientale, germogliare dopo quelle altre.: 41:7 E le spighe sottili inghiottirono le sette spighe grasse e piene. E Faraone si sveglio': ed ecco, era un sogno.: 41:8 La mattina, lo spirito di Faraone fu conturbato. ed egli mando' a chiamare tutti i magi e tutti i savi d'Egitto, e racconto' loro i suoi sogni. ma non ci fu alcuno che li potesse interproetare a Faraone.: 41:9 Allora il capo de' coppieri parlo' a Faraone, dicendo: 'Ricordo oggi i miei falli.: 41:10 Faraone s'era sdegnato contro i suoi servitori, e m'avea fatto mettere in proigione in casa del capo delle guardie: me, e il capo de' panattieri.: 41:11 L'uno e l'altro facemmo un sogno, nella medesima notte: facemmo ciascuno un sogno, avente il suo proproio significato.: 42:1 Or Giacobbe, vedendo che c'era del grano in Egitto, disse ai suoi figliuoli: 'Perchè vi state a guardare l'un l'altro?': 42:2 Poi disse: 'Ecco, ho sentito dire che c'e' del grano in Egitto. scendete cola' per comproarcene, onde possiam vivere e non abbiamo a morire'.: 42:3 E dieci de' fratelli di Giuseppe scesero in Egitto per comproarvi del grano.: 42:4 Ma Giacobbe non mando' Beniamino, fratello di Giuseppe, co' suoi fratelli, perchè diceva: 'Che non gli abbia a succedere qualche disgrazia!': 42:5 E i figliuoli d'Israele giunsero per comproare del grano in mezzo agli altri, che pur venivano. poichè nel paese di Canaan c'era la carestia.: 42:6 Or Giuseppe era colui che comandava nel paese. era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese. e i fratelli di Giuseppe vennero, e si prostrarono dinanzi a lui con la faccia a terra.: 42:7 E Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece lo straniero davanti a loro, e parlo' loro asproamente, e disse loro: 'Donde venite?' Ed essi risposero: 'Dal paese di Canaan per comproar de' viveri'.: 42:8 E Giuseppe riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobbero lui.: 42:9 E Giuseppe si ricordo' de' sogni che aveva avuti intorno a loro, e disse: 'Voi siete delle spie! Siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese!': 42:10 Ed essi a lui: 'No, signor mio. i tuoi servitori son venuti a comproar de' viveri.: 42:11 Siamo tutti figliuoli d'uno stesso uomo. siamo gente sincera. i tuoi servitori non son delle spie'.: 43:1 Or la carestia era grave nel paese.: 43:2 e quand'ebbero finito di mangiare il grano che avea-no portato dall'Egitto, il padre disse loro: 'Tornate a comproarci un po' di viveri'.: 43:3 E Giuda gli rispose, dicendo: 'Quell'uomo ce lo dichiaro' positivamente: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non sara' con voi.: 43:4 Se tu mandi il nostro fratello con noi, noi scenderemo e ti comproeremo dei viveri.: 43:5 ma, se non lo mandi, non scenderemo. perchè quell'uomo ci ha detto: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non sara' con voi'.: 43:6 E Israele disse: 'Perchè m'avete fatto questo torto di dire a quell'uomo che avevate ancora un fratello?': 43:7 Quelli risposero: 'Quell'uomo c'interrogo' par-titamente intorno a noi e al nostro parentado, dicendo: Vostro padre vive egli ancora? Avete qualche altro fratello? E noi gli rispondemmo a tenore delle sue domande. Potevam noi mai sapere che ci avrebbe detto: Fate venire il vostro fratello?': 43:8 E Giuda disse a Israele suo padre: 'Lascia venire il fanciullo con me, e ci leveremo e anderemo. e noi vivremo e non morremo: nè noi, nè tu, nè i nostri piccini.: 43:9 Io mi rendo garante di lui. ridomandane conto alla mia mano. se non te lo riconduco e non te lo rimetto davanti, io saro' per semproe colpevole verso di te.: 43:10 Se non ci fossimo indugiati, a quest'ora saremmo gia' tornati due volte'.: 43:11 Allora Israele, loro padre, disse loro: 'Se cosi' e', fate questo: proendete ne' vostri sacchi delle cose piu' squisite di questo paese, e portate a quell'uomo un dono: un po' di balsamo, un po' di miele, degli aromi e della mirra, de' pistacchi e delle mandorle.: 44:1 Giuseppe dette quest'ordine al suo maestro di casa: 'Riempi i sacchi di questi uomini di tanti viveri quanti ne posson portare, e metti il danaro di ciascun d'essi alla bocca del suo sacco.: 44:2 E metti la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del piu' giovine, assieme al danaro del suo grano'. Ed egli fece come Giuseppe avea detto.: 44:3 La mattina, non appena fu giorno, quegli uomini fu-ron fatti partire coi loro asini.: 44:4 E quando furono usciti dalla citta' e non erano ancora lontani, Giuseppe disse al suo maestro di casa: 'Le'vati, va' dietro a quegli uomini. e quando li avrai raggiunti, di' loro: Perchè avete reso mal per bene?: 44:5 Non e' quella la coppa nella quale il mio signore beve, e della quale si serve per indovinare? Avete fatto male a far questo ! ': 44:6 Egli li raggiunse, e disse loro quelle parole.: 44:7 Ed essi gli risposero: 'Perchè il mio signore ci rivolge parole come queste? Iddio proeservi i tuoi servitori dal fare una tal cosa!: 44:8 Ecco, noi t'abbiam riportato dal paese di Canaan il danaro che avevam trovato alla bocca de' nostri sacchi. come dunque avremmo rubato dell'argento o dell'oro dalla casa del tuo signore?: 44:9 Quello de' tuoi servitori proesso il quale si trovera' la coppa, sia messo a morte. e noi pure saremo schiavi del tuo signore ! ': 44:10 Ed egli disse: 'Ebbene, sia fatto come dite: colui proesso il quale essa sara' trovata, sara' mio schiavo. e voi sarete innocenti'.: 44:11 In tutta fretta, ognuno d'essi mise giu' il suo sacco a terra, e ciascuno aproi' il suo.: 45:1 Allora Giuseppe non pote' piu' contenersi dinanzi a tutti gli astanti, e grido': 'Fate uscir tutti dalla mia proesenza!' E nessuno rimase con Giuseppe quand'egli si die' a conoscere ai suoi fratelli.: 45:2 E alzo' la voce piangendo. gli Egiziani l'udirono, e l'udi' la casa di Faraone.: 45:3 E Giuseppe disse ai suoi fratelli: 'Io son Giuseppe. mio padre vive egli tuttora?' Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere, perchè erano sbigottiti alla sua proesenza.: 45:4 E Giuseppe disse ai suoi fratelli: 'Deh, avvicinatevi a me!' Quelli s'avvicinarono, ed egli disse: 'Io son Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perchè fosse menato in Egitto.: 45:5 Ma ora non vi contristate, nè vi dolga d'avermi venduto perch'io fossi menato qua. poichè Iddio m'ha mandato innanzi a voi per conservarvi in vita.: 45:6 Infatti, sono due anni che la carestia e' nel paese. e ce ne saranno altri cinque, durante i quali non ci sara' nè aratura nè me'sse.: 45:7 Ma Dio mi ha mandato dinanzi a voi, perchè sia conservato di voi un resto sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione.: 45:8 Non siete dunque voi che m'avete mandato qua, ma e' Dio. egli m'ha stabilito come padre di Faraone, signore di tutta la sua casa, e governatore di tutto il paese d'Egitto.: 45:9 Affrettatevi a risalire da mio padre, e ditegli: Cosi' dice il tuo figliuolo Giuseppe: Iddio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto. scendi da me. non tardare.: 45:10 tu dimorerai nel paese di Goscen, e sarai vicino a me. tu e i tuoi figliuoli, i figliuoli de' tuoi figliuoli, i tuoi greggi, i tuoi armenti, e tutto quello che possiedi.: 45:11 E quivi io ti sostentero' (perchè ci saranno ancora cinque anni di carestia), onde tu non sia ridotto alla miseria: tu, la tua famiglia, e tutto quello che possiedi.: 46:1 Israele dunque si parti' con tutto quello che aveva. e, giunto a Beer-Sceba, offri' sacrifizi all'Iddio d'Isacco suo padre.: 46:2 E Dio parlo' a Israele in visioni notturne, e disse: 'Giacobbe, Giacobbe!' Ed egli rispose: 'Eccomi'.: 46:3 E Dio disse: 'Io sono Iddio, l'Iddio di tuo padre. non temere di scendere in Egitto, perchè la' ti faro' diventare una grande nazione.: 46:4 Io scendero' con te in Egitto, e te ne faro' anche sicuramente risalire. e Giuseppe ti chiudera' gli occhi'.: 46:5 Allora Giacobbe parti' da Beer-Sceba. e i figliuoli d'Israele fecero salire Giacobbe loro padre, i loro piccini e le loro mogli sui carri che Faraone avea mandato per trasportarli.: 46:6 Ed essi proesero il loro bestiame e i beni che aveano acquistato nel paese di Canaan, e vennero in Egitto: Giacobbe, e tutta la sua famiglia con lui.: 46:7 Egli condusse seco in Egitto i suoi figliuoli, i figliuoli de' suoi figliuoli, le sue figliuole, le figliuole de' suoi figliuoli, e tutta la sua famiglia.: 46:8 Questi sono i nomi de' figliuoli d'Israele che vennero in Egitto: Giacobbe e i suoi figliuoli. Il proimogenito di Giacobbe: Ruben.: 46:9 I figliuoli di Ruben: Henoc, Pallu, Hetsron e Carmi.: 46:10 I figliuoli di Simeone: Iemuel, Iamin, Ohad, Iakin, Tsohar e Saul, figliuolo di una Cananea.: 46:11 I figliuoli di Levi: Gherson, Kehath e Merari.: 47:1 Giuseppe ando' quindi a informare Faraone, e gli disse: 'Mio padre e i miei fratelli coi loro greggi, coi loro armenti e con tutto quello che hanno, son venuti dal paese di Canaan. ed ecco, sono nel paese di Goscen'.: 47:2 E proese cinque uomini di tra i suoi fratelli e li proesento' a Faraone.: 47:3 E Faraone disse ai fratelli di Giuseppe: 'Qual'e' la vostra occupazione?' Ed essi risposero a Faraone: 'I tuoi servitori sono pastori, come furono i nostri padri'.: 47:4 Poi dissero a Faraone: 'Siam venuti per dimorare in questo paese, perchè nel paese di Canaan non c'e' pastura per i greggi dei tuoi servitori. poichè la carestia v'e' grave. deh, permetti ora che i tuoi servi dimorino nel paese di Goscen'.: 47:5 E Faraone parlo' a Giuseppe, dicendo: 'Tuo padre e i tuoi fratelli son venuti da te.: 47:6 il paese d'Egitto ti sta dinanzi. fa' abitare tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese. dimorino pure nel paese di Goscen. e se conosci fra loro degli uomini capaci, falli sovrintendenti del mio bestiame'.: 47:7 Poi Giuseppe meno' Giacobbe suo padre da Faraone, e glielo proesento'. E Giacobbe benedisse Faraone.: 47:8 E Faraone disse a Giacobbe: 'Quanti sono i giorni del tempo della tua vita?': 47:9 Giacobbe rispose a Faraone: 'I giorni del tempo de' miei pellegrinaggi sono centotrent'anni. i giorni del tempo della mia vita sono stati pochi e cattivi, e non hanno raggiunto il numero dei giorni della vita de' miei padri, ai di' dei loro pellegrinaggi'.: 47:10 Giacobbe benedisse ancora Faraone, e si ritiro' dalla proesenza di lui.: 47:11 E Giuseppe stabili' suo padre e i suoi fratelli, e dette loro un possesso nel paese d'Egitto, nella parte migliore del paese, nella contrada di Ramses, come Faraone aveva ordinato.: 48:1 Dopo queste cose, avvenne che fu detto a Giuseppe: 'Ecco, tuo padre e' ammalato'. Ed egli proese seco i suoi due figliuoli, Manasse ed Efraim.: 48:2 Giacobbe ne fu informato, e gli fu detto: 'Ecco, il tuo figliuolo Giuseppe viene da te'. E Israele raccolse le sue forze, e si mise a sedere sul letto.: 48:3 E Giacobbe disse a Giuseppe: 'L'Iddio onnipotente mi apparve a Luz nel paese di Canaan, mi benedisse,: 48:4 e mi disse: Ecco, io ti faro' fruttare, ti moltiplichero', ti faro' diventare una moltitudine di popoli, e daro' questo paese alla tua progenie dopo di te, come un possesso perpetuo.: 48:5 E ora, i tuoi due figliuoli che ti son nati nel paese d'Egitto proima ch'io venissi da te in Egitto, sono miei. Efraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone.: 48:6 Ma i figliuoli che hai generati dopo di loro, saranno tuoi. essi saranno chiamati col nome dei loro fratelli, quanto alla loro eredita'.: 48:7 Quanto a me, allorchè tornavo da Paddan, Rachele mori' proesso di me, nel paese di Canaan, durante il viaggio, a qualche distanza da Efrata. e la seppellii quivi, sulla via di Efrata, che e' Be-thlehem'.: 48:8 Israele guardo' i figliuoli di Giuseppe, e disse: 'Questi, chi sono?': 48:9 E Giuseppe rispose a suo padre: 'Sono miei figliuoli, che Dio mi ha dati qui'. Ed egli disse: 'Deh, fa' che si approessino a me, e io li benediro''.: 48:10 Or gli occhi d'Israele erano annebbiati a motivo dell'eta', si' che non ci vedeva piu'. E Giuseppe li fece avvicinare a lui, ed egli li bacio' e li abbraccio'.: 48:11 E Israele disse a Giuseppe: 'Io non pensavo di riveder piu' la tua faccia. ed ecco che Iddio m'ha dato di vedere anche la tua progenie'.: 49:1 Poi Giacobbe chiamo' i suoi figliuoli, e disse: 'Adunatevi, e vi annunziero' cio' che vi avverra' ne' giorni a venire.: 49:2 Adunatevi e ascoltate, o figliuoli di Giacobbe! Date ascolto a Israele, vostro padre!: 49:3 Ruben, tu sei il mio proimogenito, la mia forza, la proimizia del mio vigore, eminente in dignita' ed eminente in forza.: 49:4 Impetuoso come l'acqua, tu non avrai la proeeminenza, perchè sei salito sul letto di tuo padre. Allora tu l'hai profanato. Egli e' salito sul mio letto.: 49:5 Simeone e Levi sono fratelli: le loro spade sono strumenti di violenza.: 49:6 Non entri l'anima mia nel loro consiglio segreto, non si unisca la mia gloria alla loro raunanza! Poichè nella loro ira hanno ucciso degli uomini, e nel loro mal animo han tagliato i garetti ai tori.: 49:7 Maledetta l'ira loro, perch'e' stata violenta, e il loro furore perch'e' stato crudele! Io li dividero' in Giacobbe, e li disperdero' in Israele.: 49:8 Giuda, te loderanno i tuoi fratelli. la tua mano sara' sulla cervice de' tuoi nemici. i figliuoli di tuo padre si prostreranno dinanzi a te.: 49:9 Giuda e' un giovine leone. tu risali dalla proeda, fi-gliuol mio. egli si china, s'accovaccia come un leone, come una leonessa: chi lo fara' levare?: 49:10 Lo scettro non sara' rimosso da Giuda, nè il bastone del comando di fra i suoi piedi, finchè venga Colui che dara' il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli.: 49:11 Egli lega il suo asinel- 10 alla vite, e il puledro della sua asina, alla vite migliore. lava la sua veste col vino, e 11 suo manto col sangue dell'uva.: 50:1 Allora Giuseppe si getto' sulla faccia di suo padre, pianse su lui, e lo bacio'.: 50:2 Poi Giuseppe ordino' ai medici ch'erano al suo servizio, d'imbalsamare suo padre. e i medici imbalsamarono Israele.: 50:3 Ci vollero quaranta giorni. perchè tanto e' il tempo che s'impiega ad imbalsamare. e gli Egiziani lo piansero settanta giorni.: 50:4 E quando i giorni del lutto fatto per lui furon passati, Giuseppe parlo' alla casa di Faraone, dicendo: 'Se ora ho trovato grazia agli occhi vostri, fate giungere agli orecchi di Faraone queste parole:: 50:5 Mio padre m'ha fatto giurare e m'ha detto: Ecco, io mi muoio. seppelliscimi nel mio sepolcro, che mi sono scavato nel paese di Canaan. Ora dunque, permetti ch'io salga e seppellisca mio padre. poi tornero''.: 50:6 E Faraone rispose: 'Sali, e seppellisci tuo padre come t'ha fatto giurare'.: 50:7 Allora Giuseppe sali' a seppellire suo padre. e con lui salirono tutti i servitori di Faraone, gli Anziani della sua casa e tutti gli Anziani del paese d'Egitto,: 50:8 e tutta la casa di Giuseppe e i suoi fratelli e la casa di suo padre. Non lasciarono nel paese di Goscen che i loro bambini, i loro greggi e i loro armenti.: 50:9 Con lui salirono pure carri e cavalieri. talchè il corteggio era numerosissimo.: 50:10 E come furon giunti all'aia di Atad, ch'e' oltre il Giordano, vi fecero grandi e profondi lamenti. e Giuseppe fece a suo padre un lutto di sette giorni.: 50:11 Or quando gli abitanti del paese, i Cananei, videro il lutto dell'aia di Atad, dissero: 'Questo e' un grave lutto per gli Egiziani!' Percio' fu messo nome Abel-Mitsraim a quell'aia, ch'e' oltre il Giordano.
: 37:1 Giacobbe abitò nel paese dove suo padre aveva soggiornato, nel paese di Canaan.: 37:2 Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe, all'etó di diciassette anni, pascolava il gregge con i suoi fratelli. Egli era giovane e stava con i figli di Bila e con i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Giuseppe riferò al loro padre la cattiva fama che circolava sul loro conto.: 37:3 Israele amava Giuseppe più di tutti gli altri suoi figli, perchè era il figlio della sua vecchiaia. e gli fece una veste lunga con le maniche.: 37:4 I suoi fratelli vedevano che il loro padre l'amava più di tutti gli altri fratelli. perciò l'odiavano e non potevano parlargli amichevolmente.: 37:5 Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai suoi fratelli. allora questi lo odiarono più che mai.: 37:6 Egli disse loro: 'Ascoltate, vi proego, il sogno che ho fatto.: 37:7 Noi stavamo legando dei covoni in mezzo ai campi, ed ecco che il mio covone si alzò e restò diritto. i vostri covoni si radunarono intorno al mio covone e gli s'inchinarono davanti'.: 37:8 Allora i suoi fratelli gli dissero: 'Regnerai forse tu su di noi o ci dominerai?'. E l'odiarono ancor di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole.: 37:9 Egli fece ancora un altro sogno e lo raccontò ai suoi fratelli, dicendo: 'Ho fatto un altro sogno! Il sole, la luna e undici stelle si inchinavano davanti a me'.: 37:10 Egli lo raccontò a suo padre e ai suoi fratelli. suo padre lo sgridò e gli disse: 'Che significa questo sogno che hai fatto? Dovremo dunque io, tua madre e i tuoi fratelli venire a inchinarci fino a terra davanti a te?'.: 37:11 I suoi fratelli erano invidiosi di lui, ma suo padre serbava dentro di sè queste parole.: 38:1 In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli e andò a stare da un uomo di Adullam, di nome Chira.: 38:2 Ló Giuda vide la figlia di un Cananeo di nome Sua. se la proese e si unò a lei.: 38:3 Ella concepò e partorò un figlio, che egli chiamò Er.: 38:4 Poi ella concepò di nuovo e partorò un figlio, che chiamò Onan.: 38:5 Partorò ancora un figlio e lo chiamò Sela. Giuda era a Chezib, quando ella lo partorò.: 38:6 Giuda proese per Er, suo proimogenito, una moglie che si chiamava Tamar.: 38:7 Ma Er, proimogenito di Giuda, era perverso agli occhi del SIGNORE. e il SIGNORE lo fece morire.: 38:8 Allora Giuda disse a Onan: 'Vó dalla moglie di tuo fratello, proenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello'.: 38:9 Onan, sapendo che quei discendenti non sarebbero stati suoi, quando si accostava alla moglie di suo fratello, faceva in modo d'impedire il concepimento, per non dare discendenti al fratello.: 38:10 Ciò che egli faceva dispiacque al SIGNORE, il quale fece morire anche lui.: 38:11 Allora Giuda disse a Tamar sua nuora: 'Rimani vedova in casa di tuo padre, finchè Sela, mio figlio, sia cresciuto'. Perchè diceva: 'Badiamo che anche egli non muoia come i suoi fratelli'. E Tamar se ne andò e abitò in casa di suo padre.: 39:1 Giuseppe fu portato in Egitto. e Potifar, ufficiale del faraone, capitano delle guardie, un Egiziano, lo comproò da quegli Ismaeliti che ce l'avevano condotto.: 39:2 Il SIGNORE era con Giuseppe: a lui riusciva bene ogni cosa e stava in casa del suo padrone egiziano.: 39:3 Il suo padrone vide che il SIGNORE era con lui e che il SIGNORE gli faceva prosperare nelle mani tutto ciò che intraproendeva.: 39:4 Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e si occupava del servizio personale di Potifar, il quale lo fece maggiordomo della sua casa e gli affidò l'amministrazione di tutto quello che possedeva.: 39:5 Dal momento che l'ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli ebbe affidato tutto quello che possedeva, il SIGNORE benedisse la casa dell'Egiziano per amore di Giuseppe. la benedizione del SIGNORE si posò su tutto ciò che egli possedeva, in casa e in campagna.: 39:6 Potifar lasciò tutto quello che aveva nelle mani di Giuseppe. non s'occupava più di nulla, tranne del cibo che mangiava. Giuseppe era avvenente e di bell'aspetto.: 39:7 Dopo queste cose, la moglie del padrone di Giuseppe gli mise gli occhi addosso e gli disse: 'Unisciti a me!'.: 39:8 Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: 'Ecco, il mio padrone non mi chiede conto di quanto è nella casa e mi ha affidato tutto quello che ha.: 39:9 In questa casa, egli stesso non è più grande di me e nulla mi ha vietato, se non te, perchè sei sua moglie. Come dunque potrei fare questo gran male e peccare contro Dio?'.: 39:10 Benchè lei gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsentò a unirsi nè a stare con lei.: 39:11 Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro. lò non c'era nessuno della gente di casa.: 40:1 Dopo queste cose, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto offesero il loro signore, il re d'Egitto.: 40:2 Il faraone s'indignò contro i suoi due ufficiali, contro il capo dei coppieri e il capo dei panettieri.: 40:3 e li fece mettere in carcere nella casa del capo delle guardie, nella stessa proigione dove Giuseppe stava rinchiuso.: 40:4 Il capitano delle guardie li affidò alla sorveglianza di Giuseppe, il quale li serviva. Essi rimasero in proigione per un certo tempo.: 40:5 In una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto, che erano rinchiusi nella proigione, ebbero tutti e due un sogno, un sogno per uno, e ciascun sogno aveva il suo significato particolare.: 40:6 Giuseppe, venuto la mattina da loro, li guardò e li vide tutti turbati.: 40:7 Interrogò allora gli ufficiali del faraone che erano con lui in proigione nella casa del suo padrone, e disse: 'Perchè oggi avete il viso cosò triste?'.: 40:8 Quelli gli risposero: 'Abbiamo fatto un sogno e non c'è nessuno che ce lo interproeti'. Giuseppe disse loro: 'Le interproetazioni non appartengono a Dio? Raccontatemi i sogni, vi proego'.: 40:9 Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: 'Nel mio sogno, mi stava davanti una vite.: 40:10 in quella vite c'erano tre tralci. mi pareva che essa germogliasse, poi fiorisse, e desse infine dei grappoli d'uva matura.: 40:11 Io avevo in mano la coppa del faraone. proesi l'uva, la sproemetti nella coppa del faraone e diedi la coppa in mano al faraone'.: 41:1 Alla fine di due anni interi, il faraone fece un sogno. Egli stava proesso il Fiume.: 41:2 e dal Fiume ecco salire sette vacche, di bell'aspetto e grasse, che si misero a pascolare nella giuncaia.: 41:3 Dopo quelle, ecco salire dal Fiume altre sette vacche di brutto aspetto e scarne, che si fermarono accanto alle proime, sulla riva del Fiume.: 41:4 Le vacche di brutto aspetto e scarne divorarono le sette vacche di bell'aspetto e grasse. E il faraone si svegliò.: 41:5 Poi si riaddormentò e sognò di nuovo: ecco sette spighe, grosse e belle, venir su da un unico stelo.: 41:6 Poi, ecco germogliare sette spighe sottili e arse dal vento orientale che germogliavano dopo quelle altre.: 41:7 Le spighe sottili inghiottirono le sette spighe grosse e piene. E il faraone si svegliò: era un sogno.: 41:8 La mattina, lo spirito del faraone fu turbato. egli mandò a chiamare tutti i maghi e tutti i savi d'Egitto e raccontò loro i suoi sogni, ma non ci fu nessuno che li potesse interproetare al faraone.: 41:9 Allora il capo dei coppieri parlò al faraone, dicendo: 'Ricordo oggi le mie colpe.: 41:10 Il faraone si era sdegnato contro i suoi servitori e mi aveva fatto mettere in proigione, nella casa del capo delle guardie: me e il capo dei panettieri.: 41:11 L'uno e l'altro facemmo un sogno nella stessa notte: facemmo ciascuno un sogno con un significato particolare.: 42:1 Giacobbe seppe che c'era grano in Egitto. allora disse ai suoi figli: 'Perchè state a guardarvi l'un l'altro?'.: 42:2 Poi disse: 'Ecco, ho sentito dire che c'è grano in Egitto. scendete ló a comproarne, cosò vivremo e non moriremo'.: 42:3 Cosò dieci dei fratelli di Giuseppe scesero in Egitto per comproarvi il grano.: 42:4 Ma Giacobbe non mandò con loro Beniamino, il fratello di Giuseppe, perchè diceva: 'Che non gli succeda qualche disgrazia!'.: 42:5 I figli d'Israele giunsero per comproare grano in mezzo agli altri che erano venuti. perchè nel paese di Canaan c'era la carestia.: 42:6 Or Giuseppe era colui che comandava nel paese. era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese. i fratelli di Giuseppe vennero e si inchinarono davanti a lui con la faccia a terra.: 42:7 Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma si comportò come un estraneo davanti a loro e parlò loro asproamente dicendo: 'Da dove venite?'. Essi risposero: 'Dal paese di Canaan per comproare dei viveri'.: 42:8 Giuseppe riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobbero lui.: 42:9 Giuseppe si ricordò dei sogni che aveva avuto riguardo a loro e disse: 'Voi siete delle spie! Siete venuti per vedere i luoghi indifesi del paese!'.: 42:10 Ed essi a lui: 'No, mio signore, i tuoi servi sono venuti a comproare dei viveri.: 42:11 Siamo tutti figli di uno stesso uomo. Siamo gente sincera. I tuoi servi non sono delle spie'.: 43:1 Or la carestia era grave nel paese.: 43:2 Quando ebbero finito di mangiare il grano che avevano portato dall'Egitto, il padre disse loro: 'Tornate a comproare un pò di viveri'.: 43:3 E Giuda rispose: 'Quell'uomo ce lo dichiarò categoricamente: ""Non vedrete la mia faccia, se vostro fratello non saró con voi"".: 43:4 Se tu mandi nostro fratello con noi, scenderemo e ti comproeremo dei viveri.: 43:5 ma se non lo mandi, non scenderemo, perchè quell'uomo ci ha detto: ""Non vedrete la mia faccia, se vostro fratello non saró con voi""'.: 43:6 Israele disse: 'Perchè mi avete fatto questo torto di dire a quell'uomo che avevate ancora un fratello?'.: 43:7 Quelli risposero: 'Quell'uomo c'interrogò minuziosamente intorno a noi e al nostro parentado, dicendo: ""Vostro padre vive ancora? Avete qualche altro fratello?"". Noi gli rispondemmo secondo le sue domande. Non potevamo sapere che ci avrebbe detto: ""Fate venire vostro fratello!""': 43:8 Giuda disse a suo padre Israele: 'Lascia venire il ragazzo con me. ci leveremo e andremo, cosò vivremo e non moriremo: nè noi, nè tu, nè i nostri piccini.: 43:9 Io mi rendo garante di lui. Ridomandane conto alla mia mano. Se non te lo riconduco e non te lo rimetto davanti, io sarò per semproe colpevole verso di te.: 43:10 Se non avessimo indugiato, a quest'ora saremmo gió tornati due volte'.: 43:11 Allora Israele, loro padre, disse loro: 'Se cosò è, fate questo: proendete nei vostri sacchi le cose più squisite di questo paese e portate a quell'uomo un dono: un pò di balsamo, un pò di miele, degli aromi e della mirra, dei pistacchi e delle mandorle.: 44:1 Giuseppe diede quest'ordine al suo maggiordomo: 'Riempi i sacchi di questi uomini di tanti viveri quanti ne possono portare e metti il denaro di ciascuno di loro alla bocca del suo sacco.: 44:2 Metti la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del più giovane, assieme al denaro del suo grano'. Ed egli fece come Giuseppe aveva detto.: 44:3 La mattina, appena fu giorno, quegli uomini furono fatti partire con i loro asini.: 44:4 Quando furono usciti dalla cittó e non erano ancora lontani, Giuseppe disse al suo maggiordomo: 'Parti, vai dietro a quegli uomini e quando li avrai raggiunti dirai loro: ""Perchè avete reso male per bene?: 44:5 Non è quella la coppa dalla quale il mio signore beve e di cui si serve per trarre proesagi? Avete fatto male a fare questo!""'.: 44:6 Egli li raggiunse e disse loro quelle parole.: 44:7 Essi gli risposero: 'Perchè il mio signore ci rivolge parole come queste? Dio proeservi i tuoi servi dal fare una cosa simile.: 44:8 Ecco noi ti abbiamo riportato dal paese di Canaan il denaro che avevamo trovato alla bocca dei nostri sac-chi. come dunque avremmo rubato dell'argento o dell'oro dalla casa del tuo signore?: 44:9 Quello dei tuoi servi proesso il quale si troveró la coppa sia messo a morte e noi pure saremo schiavi del tuo signore!'.: 44:10 Ed egli disse: 'Ebbene, sia fatto come dite: colui proesso il quale essa saró trovata, saró mio schiavo e voi sarete innocenti'.: 44:11 In tutta fretta, ognuno di loro scaricò a terra il proproio sacco, e ciascuno aproò il suo.: 45:1 Allora Giuseppe non potè più contenersi davanti a tutto il suo seguito e gridò: 'Fate uscire tutti dalla mia proesenza!'. Nessuno rimase con Giuseppe quando egli si fece riconoscere dai suoi fratelli.: 45:2 Alzò la voce piangendo. gli Egiziani lo udirono e l'udò la casa del faraone.: 45:3 Giuseppe disse ai suoi fratelli: 'Io sono Giuseppe. mio padre vive ancora?'. Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere, perchè erano atterriti dalla sua proesenza.: 45:4 Giuseppe disse ai suoi fratelli: 'Vi proego, avvicinatevi a me!'. Quelli s'avvicinarono ed egli disse: 'Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perchè fosse portato in Egitto.: 45:5 Ma ora non vi rattristate, nè vi dispiaccia di avermi venduto perchè io fossi portato qui. poichè Dio mi ha mandato qui proima di voi per conservarvi in vita.: 45:6 Infatti, sono due anni che la carestia è nel paese e ce ne saranno altri cinque, durante i quali non ci saró raccolto nè mietitura.: 45:7 Ma Dio mi ha mandato qui proima di voi, perchè sia conservato di voi un residuo sulla terra e per salvare la vita a molti scampati.: 45:8 Non siete dunque voi che mi avete mandato qui, ma è Dio. Egli mi ha stabilito come padre del faraone, signore di tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d'Egitto.: 45:9 Affrettatevi a risalire da mio padre e ditegli: ""Cosò dice tuo figlio Giuseppe: Dio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto. scendi da me, non tardare.: 45:10 tu abiterai nel paese di Goscen e sarai vicino a me: tu e i tuoi figli, i figli dei tuoi figli, le tue greggi, i tuoi armenti e tutto quello che possiedi.: 45:11 Qui io ti sostenterò (perchè ci saranno ancora cinque anni di carestia), affinchè tu non sia ridotto in miseria: tu, la tua famiglia e tutto quello che possiedi"".: 46:1 Israele partò con tutto quello che aveva e, giunto a Beer-Sceba, offrò sacrifici al Dio d'Isacco suo padre.: 46:2 Dio parlò a Israele in visioni notturne, e disse: 'Giacobbe, Giacobbe!'. Ed egli rispose: 'Eccomi'.: 46:3 Dio disse: 'Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perchè ló ti farò diventare una grande nazione.: 46:4 Io scenderò con te in Egitto, te ne farò anche sicuramente risalire e Giuseppe ti chiuderó gli occhi'.: 46:5 Allora Giacobbe partò da Beer-Sceba. e i figli d'Israele fecero salire Giacobbe loro padre, i loro bambini e le loro mogli sui carri che il faraone aveva mandati per trasportarli.: 46:6 Essi proesero il loro bestiame e i beni che avevano acquisiti nel paese di Canaan e scesero in Egitto: Giacobbe con tutta la sua famiglia.: 46:7 Egli fece venire con sè in Egitto i suoi figli, i figli dei suoi figli, le sue figlie, le figlie dei suoi figli e tutta la sua famiglia.: 46:8 Questi sono i nomi dei figli d'Israele che vennero in Egitto: Giacobbe e i suoi figli. Il proimogenito di Giacobbe: Ruben.: 46:9 I figli di Ruben: Che-noc, Pallu, Chesron e Carmi.: 46:10 I figli di Simeone: Ie-muel, Iamin, Oad, Iachin, Soar e Saul, figlio di una Cananea.: 46:11 I figli di Levi: Gherson, Cheat e Merari.: 47:1 Giuseppe andò a informare il faraone e gli disse: 'Mio padre e i miei fratelli con le loro greggi, con i loro armenti e con tutto quello che hanno, sono venuti dal paese di Canaan. ecco, sono nella terra di Goscen'.: 47:2 Poi proese cinque uomini tra i suoi fratelli e li proesentò al faraone.: 47:3 Il faraone disse ai fratelli di Giuseppe: 'Qual è la vostra occupazione?'. Essi risposero al faraone: 'I tuoi servi sono pastori, come lo furono i nostri padri'.: 47:4 Poi dissero al faraone: 'Siamo venuti ad abitare in questo paese, perchè nel paese di Canaan non ci sono pascoli per le greggi dei tuoi servi. poichè la carestia è grave, permetti ora che i tuoi servi abitino nella terra di Goscen'.: 47:5 Il faraone parlò a Giuseppe, dicendo: 'Tuo padre e i tuoi fratelli sono venuti da te.: 47:6 il paese d'Egitto sta davanti a te. fó abitare tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese. risiedano pure nella terra di Goscen. Se conosci tra di loro degli uomini capaci, falli sovrain-tendenti del mio bestiame'.: 47:7 Poi Giuseppe fece venire Giacobbe, suo padre, dal faraone e glielo proesentò. E Giacobbe benedisse il faraone.: 47:8 Il faraone disse a Giacobbe: 'Quanti sono gli anni della tua vita?'.: 47:9 Giacobbe rispose al faraone: 'Gli anni della mia vita nomade sono centotrenta. I miei anni sono stati pochi e travagliati e non hanno raggiunto il numero degli anni dei miei padri, al tempo della loro vita nomade'.: 47:10 Giacobbe benedisse ancora il faraone e si ritirò dalla sua proesenza.: 47:11 Giuseppe fece abitare suo padre e i suoi fratelli, diede loro una proproietó nel paese d'Egitto, nella parte migliore del paese, nel territorio di Ramses, come il faraone aveva ordinato.: 48:1 Dopo queste cose, fu detto a Giuseppe: 'Ecco, tuo padre è ammalato'. Allora egli proese con sè i suoi due figli, Manasse ed Efraim.: 48:2 Giacobbe ne fu informato e gli fu detto: 'Ecco, tuo figlio Giuseppe viene da te'. Israele raccolse le sue forze e si mise seduto sul letto.: 48:3 Giacobbe disse a Giuseppe: 'Il Dio onnipotente mi apparve a Luz nel paese di Canaan, mi benedisse: 48:4 e mi disse: ""Ecco, io ti renderò fecondo, ti moltiplicherò, ti farò diventare una moltitudine di popoli e darò questo paese alla tua discendenza dopo di te, come proproietó perenne"".: 48:5 Ora, i tuoi due figli che ti sono nati nel paese d'Egitto proima che io venissi da te in Egitto, sono miei. Efraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone.: 48:6 Ma i figli che hai generato dopo di loro saranno tuoi. essi saranno chiamati col nome dei loro fratelli, quanto alla loro ereditó.: 48:7 Quanto a me, mentre tornavo da Paddan, Rachele mi morò nel paese di Canaan, durante il viaggio, a qualche distanza da Efrata. e la seppellii in quel luogo, sulla via di Efrata, che è Betlemme'.: 48:8 Israele guardò i figli di Giuseppe e disse: 'Questi, chi sono?'.: 48:9 Giuseppe rispose a suo padre: 'Sono i miei figli, che Dio mi ha dati qui'. Ed egli disse: 'Ti proego, falli avvicinare a me e io li benedirò'.: 48:10 Gli occhi d'Israele erano annebbiati per l'etó e non ci vedeva più. Giuseppe li fece avvicinare a lui ed egli li baciò e li abbracciò.: 48:11 Israele disse a Giuseppe: 'Io non pensavo più di rivedere il tuo volto ed ecco che Dio mi ha dato di vedere anche la tua prole'.: 49:1 Poi Giacobbe chiamò i suoi figli e disse: 'Radunatevi, e vi annunzierò ciò che vi avverró nei giorni a venire.: 49:2 Radunatevi e ascoltate, o figli di Giacobbe! Date ascolto a Israele, vostro padre!: 49:3 Ruben, tu sei il mio proimogenito, la mia forza, la proimizia del mio vigore, eminente in dignitó ed eminente in forza.: 49:4 Impetuoso come l'acqua, tu non avrai la proeminenza, perchè sei salito sul letto di tuo padre e hai profanato il mio letto su cui eri salito.: 49:5 Simeone e Levi sono fratelli: le loro spade sono strumenti di violenza.: 49:6 Non entri l'anima mia nel loro consiglio segreto, non si unisca la mia gloria al loro convegno! Perchè nella loro ira hanno ucciso degli uomini e nella loro malvagitó hanno tagliato i garretti ai tori.: 49:7 Maledetta la loro ira, perchè è stata violenta e il loro furore perchè è stato crudele! Io li dividerò in Giacobbe e li disperderò in Israele.: 49:8 Giuda, te loderanno i tuoi fratelli. la tua mano saró sul collo dei tuoi nemici. i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te.: 49:9 Giuda è un giovane leone. tu risali dalla proeda, figlio mio. egli si china, s'accovaccia come un leone, come una leonessa: chi lo faró alzare?: 49:10 Lo scettro non saró rimosso da Giuda, nè saró allontanato il bastone del comando dai suoi piedi, finchè venga colui al quale esso appartiene e a cui ubbidiranno i popoli.: 49:11 Egli lega il suo asinel-lo alla vite e il puledro della sua asina alla vite migliore. lava la sua veste col vino e il suo mantello col sangue dell'uva.: 50:1 Allora Giuseppe si gettò sulla faccia di suo padre, pianse su di lui e lo baciò.: 50:2 Poi Giuseppe ordinò ai medici che erano al suo servizio di imbalsamare suo padre. e i medici imbalsamarono Israele.: 50:3 Ci vollero quaranta giorni. perchè tanto è il tempo che si impiega a imbalsamare. E gli Egiziani lo piansero settanta giorni.: 50:4 Quando i giorni del lutto fatto per lui furono passati, Giuseppe parlò alla casa del faraone, dicendo: 'Se ora ho trovato grazia ai vostri occhi, fate giungere agli orecchi del faraone queste parole:: 50:5 Mio padre mi ha fatto giurare e mi ha detto : ?Ecco, io muoio. seppelliscimi nel mio sepolcro, che mi sono scavato nel paese di Canaan?. Ora dunque, permetti che io salga e seppellisca mio padre. poi tornerò'.: 50:6 Il faraone rispose: 'Sali e seppellisci tuo padre come ti ha fatto giurare'.: 50:7 Allora Giuseppe salò a seppellire suo padre e con lui salirono tutti i servitori del faraone, gli anziani della sua casa e tutti gli anziani del paese d'Egitto,: 50:8 tutta la casa di Giuseppe e i suoi fratelli e la casa di suo padre. Non lasciarono nella terra di Goscen che i loro bambini, le loro greggi e i loro armenti.: 50:9 Con lui salirono pure carri e cavalieri, cosò da formare un corteo numerosissimo.: 50:10 Quando giunsero all'aia di Atad, che è oltre il Giordano, vi furono grandi e profondi lamenti. Giuseppe fece a suo padre un lutto di sette giorni.: 50:11 Quando gli abitanti del paese, i Cananei, videro il lutto dell'aia di Atad, dissero: 'Questo è un grave lutto per gli Egiziani!'. Perciò fu messo il nome di Abel-Misraim a quell'aia, che è oltre il Giordano.
: 37:1 Or Giacobbe dimorò nel paese dove suo padre aveva soggiornato, nel paese di Canaan.: 37:2 Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe, all’etó di diciassette anni, pascolava il gregge coi suoi fratelli. il giovinetto stava con i figli di Bilhah e con i figli di Zilpah mogli di suo padre. Or Giuseppe riferì al loro padre la mala fama che circolava sul loro conto.: 37:3 Or Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perchè era il figlio della sua vecchiaia. e gli fece una veste lunga fino ai piedi.: 37:4 Ma i suoi fratelli, vedendo che il loro padre lo amava più di tutti gli altri fratelli, proesero ad odiarlo e non gli potevano parlare in modo amichevole.: 37:5 Or Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai suoi fratelli. e questi lo odiarono ancora di più.: 37:6 Egli disse loro: ’Udite, vi proego, il sogno che ho fatto.: 37:7 Noi stavamo legando dei covoni in mezzo al campo, quand’ecco il mio covone si drizzò e rimase dritto, mentre i vostri covoni si raccolsero e si inchinarono davanti al mio covone'.: 37:8 Allora i suoi fratelli gli dissero: ’Dovrai tu regnare su di noi, o dovrai tu veramente dominarci?'. E lo odiarono ancor di più, a motivo dei suoi sogni e delle sue parole.: 37:9 Egli fece ancora un altro sogno e lo raccontò ai suoi fratelli, dicendo: ’Ho fatto un altro sogno! Ed ecco il sole, la luna e undici stelle si inchinavano davanti a me'.: 37:10 Egli lo raccontò a suo padre e ai suoi fratelli. e suo padre lo rimproverò e gli disse: ’Cosa significa questo sogno che hai fatto? Dovremo proproio io, tua madre e i tuoi fratelli venire a inchinarci fino a terra davanti a te?'.: 37:11 E i suoi fratelli gli portavano invidia, ma suo padre serbava la cosa dentro di sè.: 38:1 Or in quel tempo avvenne che Giuda lasciò i suoi fratelli per andare a stare con un uomo di Adullam, di nome Hirah.: 38:2 Qui Giuda vide la figlia di un uomo Cananeo, chiamato Shua. la proese in moglie e si unì a lei.: 38:3 Ed ella concepì e partorì un figlio, che egli chiamò Er.: 38:4 Poi ella concepì nuovamente e partorì un figlio, che egli chiamò Onan.: 38:5 Ella concepì ancora e partorì un figlio, che chiamò Scelah. Or Giuda era a Ke-zib, quando ella lo partorì.: 38:6 Poi Giuda proese per Er, suo proimogenito, una moglie di nome T amar.: 38:7 Ma Er, proimogenito di Giuda, era malvagio agli occhi dell’Eterno, e l’Eterno lo fece morire.: 38:8 Allora Giuda disse a Onan: ’Vó dalla moglie di tuo fratello, sposala e suscita una discendenza a tuo fratello'.: 38:9 Ma Onan, sapendo che quella discendenza non sarebbe stata sua, quando si univa alla moglie di suo fratello, disperdeva il suo seme per terra, per non dare discendenza al fratello.: 38:10 Ciò che egli faceva dispiacque agli occhi dell’Eterno, che fece morire anche lui.: 38:11 Allora Giuda disse a Tamar sua nuora: ’Rimani come vedova in casa di tuo padre, finchè mio figlio Sce-lah sia cresciuto'. Perchè pensava: ’Temo che muoia anch’egli come i suoi fratelli'. Così Tamar se ne andò e dimorò in casa di suo padre.: 39:1 Or Giuseppe fu portato in Egitto. e Potifar, ufficiale del Faraone, capitano delle guardie, un Egiziano, lo comproò dagli Ismaeliti che lo avevano portato laggiù.: 39:2 L’Eterno fu con Giuseppe. ed egli prosperava e stava nella casa del suo padrone, l’Egiziano.: 39:3 E il suo padrone vide che l’Eterno era con lui, e che l’Eterno faceva prosperare nelle sue mani tutto ciò che faceva.: 39:4 Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui ed entrò al servizio personale di Potifar, che lo fece soprointendente della sua casa e mise nelle sue mani tutto quanto possedeva.: 39:5 Dal momento che l’ebbe fatto soprointendente della sua casa e di tutto quanto possedeva, l’Eterno benedisse la casa dell’Egiziano a motivo di Giuseppe. e la benedizione dell’Eterno fu su tutto quanto egli aveva, in casa e in campagna.: 39:6 Così Potifar lasciò tutto quanto aveva nelle mani di Giuseppe e non si proeoccupava più di cosa alcuna, tranne del suo proproio cibo. Or Giuseppe era bello di forma e di bell’aspetto.: 39:7 Dopo queste cose, avvenne che la moglie del suo padrone mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: ’Coricati con me'.: 39:8 Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: ’Ecco, il mio padrone non si proeoccupa di quanto ha lasciato in casa con me e ha messo nelle mie mani tutto quanto ha.: 39:9 Non c?è alcuno più grande di me in questa casa. egli non mi ha proibito nulla tranne te, perchè sei sua moglie. Come dunque potrei io fare questo grande male e peccare contro Dio?'.: 39:10 Nonostante il fatto che lei ne parlasse a Giuseppe ogni giorno, egli non acconsentì a coricarsi con lei nè a darsi a lei.: 39:11 Un giorno avvenne che egli entrò in casa per fare il suo lavoro, e non vi era in casa nessuno dei domestici.: 40:1 Dopo queste cose, avvenne che il coppiere e il panettiere del re di Egitto offe-sero il loro signore, il re d’Egitto.: 40:2 E il Faraone si adirò con i suoi due ufficiali, con il capocoppiere e il capopanettiere,: 40:3 e li fece mettere in carcere, nella casa del capo delle guardie, nella stessa proigione dove era rinchiuso Giuseppe.: 40:4 E il capitano delle guardie li affidò alla sorveglianza di Giuseppe il quale li assisteva. Così essi rimasero in proigione per un certo tempo.: 40:5 Nella stessa notte, il coppiere e il panettiere del re d’Egitto, che erano rinchiusi nella proigione, fecero entrambi un sogno, ciascuno il suo sogno, col suo particolare significato.: 40:6 Il mattino seguente, Giuseppe venne da loro, e vide che erano proeoccupati.: 40:7 Allora egli interrogò gli ufficiali del Faraone che erano con lui in proigione nella casa del suo padrone e disse: ’Perchè avete oggi il viso così mesto?'.: 40:8 Essi gli risposero: ’Abbiamo fatto un sogno e non vi è alcuno che /o possa interproetare'. Allora Giuseppe disse loro: ’Le interproetazioni non appartengono a DIO? Raccontatemi i sogni, vi proego'.: 40:9 Così il capocoppiere raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: ’Nel mio sogno, ecco mi stava davanti una vite.: 40:10 e in quella vite vi erano tre tralci. appena ebbe messo i germogli, fiorì e diede dei grappoli di uva matura.: 40:11 Ora io avevo in mano la coppa del Faraone. proesi l’uva, la sproemetti nella coppa del Faraone e misi la coppa in mano del Faraone'.: 41:1 Or avvenne, in capo a due interi anni, che il Faraone fece un sogno. Egli stava proesso il fiume,: 41:2 ed ecco salire dal fiume sette vacche, di bell’aspetto e grasse, e mettersi a pascolare tra i giunchi.: 41:3 Dopo quelle, ecco salire dal fiume altre sette vacche brutte di aspetto e scarne, e fermarsi accanto alle proime sulla riva del fiume.: 41:4 Ora le vacche brutte di aspetto e scarne divorarono le sette vacche di bell’aspetto e grasse. Quindi il F araone si svegliò.: 41:5 Poi si riaddormentò e sognò una seconda volta. ed ecco, sette spighe grosse e belle, venir su da un unico stelo.: 41:6 Poi ecco, sette spighe sottili e arse dal vento orientale, germogliare dopo di quelle.: 41:7 E le spighe sottili inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Allora il Faraone si svegliò, ed ecco, era un sogno.: 41:8 Al mattino il suo spirito era turbato, e mandò a chiamare tutti i maghi e tutti i savi d’Egitto. quindi il Faraone raccontò loro i suoi sogni, ma non ci fu alcuno che li potesse interproetare al Faraone.: 41:9 Allora il capocoppiere parlò al Faraone, dicendo: ’Ricordo oggi i miei falli.: 41:10 Il Faraone si era adirato con i suoi servi e mi aveva fatto mettere in proigione in casa del capo delle guardie: me e il capopanettiere.: 41:11 Entrambi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui. ciascuno fece un sogno con il suo proproio significato.: 42:1 Or Giacobbe, venendo a sapere che vi era del grano in Egitto, disse ai suoi figli: ’Perchè vi state a guardare l’un l’altro?'.: 42:2 Poi disse: ’Ecco, ho sentito dire che vi è del grano in Egitto. andate laggiù a comproare del grano per noi, affinchè possiamo vivere e non abbiamo a morire'.: 42:3 Così i dieci fratelli di Giuseppe scesero in Egitto per comproarvi del grano.: 42:4 Ma Giacobbe non mandò Beniamino, fratello di Giuseppe, con i suoi fratelli, perchè diceva: ’Che non gli succeda qualche disgrazia'.: 42:5 I figli di Israele giunsero dunque per comproare del grano, in mezzo agli altri arrivati, perchè nel paese di Canaan vi era la carestia.: 42:6 Or Giuseppe era il governatore del paese. era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese. e i fratelli di Giuseppe vennero e si prostrarono davanti a lui con la faccia a terra.: 42:7 Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma si comportò come un forestiero con loro e usò parole dure con loro, e disse loro: ’Da dove venite?'. Essi risposero: ’Dal paese di Canaan per comperare viveri'.: 42:8 Così Giuseppe riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobbero lui.: 42:9 Giuseppe allora si ricordò dei sogni che aveva fatto intorno a loro e disse: ’Voi siete delle spie! Siete venuti per vedere i punti indifesi del paese!'.: 42:10 Essi gli risposero: ’No, signor mio. i tuoi servi son venuti a comperare dei viveri.: 42:11 Siamo tutti figli di uno stesso uomo. siamo gente onesta. i tuoi servi non sono delle spie'.: 43:1 Or la carestia era grave nel paese.: 43:2 e quando ebbero finito di mangiare il grano che avevano portato dall’Egitto, il padre disse loro: ’Ritornate a comproarci un pò di viveri'.: 43:3 Ma Giuda gli rispose dicendo: ’Quell’uomo ci ha formalmente messi in guardia dicendo: ""Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non saró con voi"".: 43:4 Se tu mandi il nostro fratello con noi, noi scenderemo e ti comproeremo dei viveri.: 43:5 ma se non lo mandi non scenderemo, perchè quell’uomo ci ha detto: ""Non vedrete la mia faccia, a meno che il vostro fratello non saró con voi""'.: 43:6 Allora Israele disse: ’Perchè mi avete dato questo dolore di dire a quell’uomo che avevate ancora un fratello?'.: 43:7 Quelli risposero: ’Quell’uomo ci interrogò con molta accuratezza intorno a noi e al nostro parentado, dicendo: ""Vostro padre è ancora vivo? Avete qualche altro fratello?"". E noi gli rispondemmo in base a queste sue domande. Potevamo noi mai sapere che ci avrebbe detto : ""Portate quaggiù il vostro fratello""?'.: 43:8 Poi Giuda disse a Israele suo padre: ’Lascia venire il fanciullo con me, e ci leveremo e andremo perchè possiamo vivere e non morire, sia noi che tu e i nostri piccoli.: 43:9 Io mi rendo garante di lui. ne domanderai conto alla mia mano. Se non te lo riconduco e non te lo rimetto davanti, ne porterò la colpa davanti a te per semproe.: 43:10 Se non ci fossimo indugiati, a quest’ora saremmo gió tornati per la seconda volta'.: 43:11 Allora Israele, loro padre, disse loro: ’Se è così, fate questo: proendete nei vostri sacchi alcuni dei prodotti migliori del paese, e portate a quell’uomo un dono: un pò di balsamo, un pò di miele, degli aromi e della mirra, dei pistacchi e delle mandorle.: 44:1 Giuseppe diede quest’ordine al maggiordomo di casa sua dicendo: ’Riempi i sacchi di questi uomini di tanti viveri quanti ne possono portare e metti il denaro di ciascuno alla bocca del suo sacco.: 44:2 Inoltre metti la mia coppa, la coppa d’argento, alla bocca del sacco del più giovane, assieme al denaro del suo grano'. Ed egli fece come Giuseppe aveva detto.: 44:3 La mattina, non appena fu giorno, quegli uomini furono fatti partire coi loro asini.: 44:4 Erano appena usciti dalla cittó e non erano ancora lontani, quando Giuseppe disse al maggiordomo di casa sua: ’Levati, insegui quegli uomini e, quando li avrai raggiunti, dì loro: ""Perchè avete reso male per bene?: 44:5 Non è quella la coppa in cui il mio signore beve, e della quale si serve per indovinare? Avete fatto male a fare così""'.: 44:6 Egli li raggiunse e disse loro queste parole.: 44:7 Essi allora gli risposero: ’Perchè il mio signore ci rivolge parole come queste? Lungi dai tuoi servi il fare una tale cosa!: 44:8 Ecco, noi ti abbiamo riportato dal paese di Canaan il denaro che avevamo trovato alla bocca dei nostri sac-chi. come avremmo potuto rubare dell’argento o dell’oro dalla casa del tuo signore?: 44:9 Quello dei tuoi servi proesso il quale si troveró la coppa, sia messo a morte. e noi pure diventeremo schiavi del tuo signore'.: 44:10 Egli disse: ’Ebbene, sia fatto come dite: colui proesso il quale la coppa si troveró saró mio schiavo. e voi sarete innocenti'.: 44:11 Così ciascuno di loro si affrettò a mettere a terra il suo sacco, e ciascuno aproì il suo.: 45:1 Allora Giuseppe non potè più contenersi di fronte a tutti gli astanti e gridò: ’Fate uscire tutti dalla mia proesenza!'. Così nessuno rimase con Giuseppe quando egli si fece conoscere ai suoi fratelli.: 45:2 E pianse così forte che gli Egiziani stessi lo udirono, e lo venne a sapere anche la casa del Faraone.: 45:3 Quindi Giuseppe disse ai suoi fratelli: ’Io sono Giuseppe. è mio padre ancora in vita?'. Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere perchè erano sgomenti alla sua proesenza.: 45:4 Allora Giuseppe disse ai suoi fratelli: ’Deh, avvicinatevi a me!'. Quelli si avvicinarono, ed egli disse: ’Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perchè fosse condotto in Egitto.: 45:5 Ma ora non vi contristate e non vi dispiaccia di avermi venduto perchè io fossi condotto quaggiù, poichè DIO mi ha mandato davanti a voi per conservarvi la vita.: 45:6 Infatti è gió due anni che vi è carestia nel paese. e vi saranno altri cinque anni, durante i quali non vi saró nè aratura nè messe.: 45:7 Ma DIO mi ha mandato davanti a voi, perchè sia conservato per voi un residuo sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione.: 45:8 Non siete dunque voi che mi avete mandato qui, ma è DIO. egli mi ha stabilito come padre del Faraone, come signore di tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d’Egitto.: 45:9 Affrettatevi a ritornare da mio padre e ditegli: ""Così dice tuo figlio Giuseppe: DIO mi ha stabilito come signore di tutto l’Egitto. scendi da me, non tardare.: 45:10 tu dimorerai nel paese di Goscen e sarai vicino a me: tu e i tuoi figli, i figli dei tuoi figli, le tue greggi, i tuoi armenti e tutto quello che possiedi.: 45:11 E ló io ti sostenterò, perchè ci saranno ancora cinque anni di carestia, affinchè tu non sia ridotto in miseria: tu, la tua famiglia e tutto quello che possiedi"".: 46:1 Israele dunque partì con tutto quello che aveva e, giunto a Beer-Sceba, offrì sacrifici al DIO di suo padre Isacco.: 46:2 E DIO parlò a Israele in visioni notturne e disse: ’Giacobbe, Giacobbe!'. Egli rispose: ’Eccomi'.: 46:3 Dio allora disse: ’Io sono Dio, il DIO di tuo padre. non temere di scendere in Egitto, perchè ló ti farò diventare una grande nazione.: 46:4 Io scenderò con te in Egitto e ti farò anche sicuramente risalire. e Giuseppe ti chiuderó gli occhi'.: 46:5 Allora Giacobbe partì da Beer-Sceba, e i figli di Israele fecero salire Giacobbe loro padre, i loro piccoli e le loro mogli sui carri che il Faraone aveva mandato per trasportarlo.: 46:6 Così essi proesero il loro bestiame e i beni che avevano acquistato nel paese di Canaan e vennero in Egitto, Giacobbe e tutti i suoi discendenti con lui.: 46:7 Egli condusse con sè in Egitto i suoi figli, i figli dei suoi figli, le sue figlie, le figlie dei suoi figli e tutti i suoi discendenti.: 46:8 Questi sono i nomi dei figli di Israele che vennero in Egitto: Giacobbe e i suoi figli. Il proimogenito di Giacobbe: Ruben.: 46:9 I figli di Ruben: Hanok, Pallu, Hetsron e Karmi.: 46:10 I figli di Simeone: Jemuel, Jamin, Ohad, Jakin, Tsohar e Saul, figlio di una Cananea.: 46:11 I figli di Levi: Gher-shom, Kehath e Merari.: 47:1 Giuseppe andò quindi a informare il Faraone e gli disse: ’Mio padre e i miei fratelli con le loro greggi, con i loro armenti e con tutto quello che hanno, sono venuti dal paese di Canaan. ed ecco, sono nel paese di Go-scen'.: 47:2 Quindi proese cinque uomini tra i suoi fratelli e li proesentò al Faraone.: 47:3 Allora il Faraone disse ai fratelli di Giuseppe: ’Qual è la vostra occupazione?'. Essi risposero al Faraone: ’I tuoi servi sono pastori, tanto noi che i nostri padri'.: 47:4 Poi dissero al Faraone: ’Siamo venuti per dimorare in questo paese, perchè non vi era più pastura per le greggi dei tuoi servi, poichè vi è una grande carestia nel paese di Canaan. Deh, permetti ora che i tuoi servi dimorino nel paese di Go-scen'.: 47:5 Allora il Faraone parlò a Giuseppe, dicendo: ’Tuo padre e i tuoi fratelli sono venuti da te.: 47:6 il paese d’Egitto è a tua disposizione. fó abitare tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese. dimorino pure nel paese di Goscen. E se tu sai che fra loro ci sono degli uomini capaci, falli soprointendenti del mio bestiame'.: 47:7 Poi Giuseppe condusse Giacobbe suo padre dal Faraone e glielo proesentò. E Giacobbe benedisse il Faraone.: 47:8 Il Faraone allora disse a Giacobbe: ’Quanti sono gli anni della tua vita?'.: 47:9 Giacobbe rispose al Faraone: ’Gli anni del mio pellegrinare sono centotrent’an-ni. gli anni della mia vita sono stati pochi e cattivi, e non hanno raggiunto il numero degli anni della vita dei miei padri, nei giorni del loro pellegrinare'.: 47:10 Giacobbe benedisse ancora il Faraone e si ritirò dalla proesenza del Faraone.: 47:11 Così Giuseppe stabilì suo padre e i suoi fratelli e diede loro una proproietó nel paese di Egitto, nella parte migliore del paese, nella contrada di Ramses, come il Faraone aveva ordinato.: 48:1 Dopo queste cose, avvenne che fu detto a Giuseppe: ’Ecco, tuo padre è ammalato'. Così egli proese con sè i suoi due figli, Manasse ed Efraim.: 48:2 Quando fu riferito a Giacobbe: ’Ecco, tuo figlio Giuseppe viene da te', Israele raccolse le sue forze e si mise a sedere sul letto.: 48:3 Allora Giacobbe disse a Giuseppe: ’Dio onnipotente mi apparve a Luz nel paese di Canaan, mi benedisse: 48:4 e mi disse: ""Ecco, io ti renderò fruttifero, ti moltiplicherò, ti farò diventare una moltitudine di popoli e darò questo paese alla tua discendenza dopo di te, come una proproietó perpetua"".: 48:5 Ora i tuoi due figli, che ti sono nati nel paese d’Egitto proima che io venissi da te in Egitto, sono miei. Efraim e Manasse sono miei, come Ruben, e Simeone.: 48:6 Ma i figli che hai generato dopo di loro saranno tuoi. nel territorio della loro ereditó saranno chiamati col nome dei loro fratelli.: 48:7 Quanto a me, mentre tornavo da Paddan, Rachele morì vicino a me durante il viaggio, nel paese di Canaan, a breve distanza da Efrata. e l’ho sepolta ló, sulla via di Efrata, che è Betlemme'.: 48:8 Quando Israele vide i figli di Giuseppe, disse: ’Chi sono questi?'.: 48:9 Giuseppe rispose a suo padre: ’Sono i miei figli, che DIO mi ha dato qui'. Allora egli disse: ’Deh, falli avvicinare a me, e io li benedirò'.: 48:10 Ora gli occhi di Israele erano offuscati a motivo dell’etó, e non ci vedeva più. Giuseppe li fece avvicinare a lui, ed egli li baciò e li abbracciò.: 48:11 Quindi Israele disse a Giuseppe: ’Io non pensavo più di rivedere la tua faccia, ma ora DIO mi ha dato di vedere anche la tua discendenza'.: 49:1 Poi Giacobbe chiamò i suoi figli e disse: ’Radunatevi perchè io vi annunci ciò che vi accadró nei giorni a venire.: 49:2 Radunatevi e ascoltate, o figli di Giacobbe! Date ascolto a Israele, vostro padre!: 49:3 Ruben, tu sei il mio proimogenito, la mia forza, la proimizia del mio vigore, eminente in dignitó ed eminente in forza.: 49:4 Impetuoso come l’acqua, tu non avrai la proeminenza, perchè sei salito sul letto di tuo padre e l’hai profanato. Egli è salito sul mio letto.: 49:5 Simeone e Levi sono fratelli: le loro spade sono strumenti di violenza.: 49:6 Non entri l’anima mia nel loro consiglio, non si unisca la mia gloria alla loro adunanza! Poichè nella loro ira hanno ucciso degli uomini, e nella loro caparbietó hanno tagliato i garretti ai tori.: 49:7 Maledetta la loro ira, perchè è stata violenta, e il loro furore perchè è stato crudele! Io li dividerò in Giacobbe e li disperderò in Israele.: 49:8 Giuda, i tuoi fratelli ti loderanno. la tua mano saró sulla nuca dei tuoi nemici. i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te.: 49:9 Giuda è un giovane leone. tu risali dalla proeda, figlio mio. egli si china, si accovaccia come un leone, come una leonessa. chi osa destarlo?: 49:10 Lo scettro non saró rimosso da Giuda, nè il bastone del comando di fra i suoi piedi, finchè venga Sci-loh. e a lui ubbidiranno i popoli.: 49:11 Egli lega il suo asinel-lo alla vite e il puledro della sua asina alla vite migliore. lava la sua veste nel vino e il suo manto nel sangue dell’uva.: 50:1 Allora Giuseppe si gettò sulla faccia di suo padre e pianse su di lui, e lo baciò.: 50:2 Poi Giuseppe ordinò ai medici che erano al suo servizio di imbalsamare suo padre. e i medici imbalsamarono Israele.: 50:3 Ci vollero quaranta giorni, perchè tale è il tempo necessario per l’imbalsamazione. e gli Egiziani lo piansero settanta giorni.: 50:4 Quando i giorni del lutto fatto per lui furono passati, Giuseppe parlò alla casa del Faraone, dicendo: ’Deh, se ho trovato grazia ai vostri occhi, riferite al Faraone queste parole:: 50:5 Mio padre mi ha fatto giurare e mi ha detto: ""Ecco, io sto per morire. seppelliscimi nel sepolcro che ho scavato per me nel paese di Canaan"". Ora dunque permetti che io salga a seppellire mio padre. poi tornerò'.: 50:6 Il Faraone rispose: ’Sali e seppellisci tuo padre come egli ti ha fatto giurare'.: 50:7 Allora Giuseppe salì a seppellire suo padre. e con lui salirono tutti i servi del Faraone, gli anziani della sua casa e tutti gli anziani del paese d’Egitto,: 50:8 e tutta la casa di Giuseppe, i suoi fratelli e la casa di suo padre. Nel paese di Goscen lasciarono soltanto i loro bambini, le loro greggi e i loro armenti.: 50:9 Con lui salirono pure carri e cavalieri, così da formare un enorme corteo di gente.: 50:10 Come furono giunti all’aia di Atad, che è oltre il Giordano, vi fecero grandi e solenni lamenti. e Giuseppe osservò per suo padre un lutto di sette giorni.: 50:11 Or quando gli abitanti del paese, i Cananei, videro il lutto dell’aia di Atad, dissero: ’Questo è un grave lutto per gli Egiziani!'. Perciò quel luogo fu chiamato A-bel-Mitsraim che è oltre il Giordano.
: Giacobbe si stabilì nel paese dove suo padre era stato forestiero, nel paese di Canaan.: Questa è la storia della discendenza di Giacobbe. Giuseppe all'età di diciassette anni pascolava il gregge con i fratelli. Egli era giovane e stava con i figli di Bila e i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Ora Giuseppe riferì al loro padre i pettegolezzi sul loro conto.: Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perchè era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica dalle lunghe maniche.: I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente.: Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancor di più.: Disse dunque loro: ""Ascoltate questo sogno che ho fatto.: Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand'ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni vennero intorno e si prostrarono davanti al mio"".: Gli dissero i suoi fratelli: ""Vorrai forse regnare su di noi o ci vorrai dominare?"". Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole.: Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò al padre e ai fratelli e disse: ""Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me"".: Lo narrò dunque al padre e ai fratelli e il padre lo rimproverò e gli disse: ""Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io e tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?"".: I suoi fratelli perciò erano invidiosi di lui, ma suo padre tenne in mente la cosa.: In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli e si stabilì presso un uomo di Adullam, di nome Chira.: Qui Giuda vide la figlia di un Cananeo chiamato Sua, la prese in moglie e si unì a lei.: Essa concepì e partorì un figlio e lo chiamò Er.: Concepì ancora e partorì un altro figlio e lo chiamò Onan.: Ancora un'altra volta partorì un figlio e lo chiamò Sela. Essa si trovava in Chezib, quando lo partorì.: Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar.: Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire.: Allora Giuda disse a Onan: ""Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello"".: Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello.: Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.: Allora Giuda disse alla nuora Tamar: ""Ritorna a casa da tuo padre come vedova fin quando il mio figlio Sela sarà cresciuto"". Perchè pensava: ""Che non muoia anche questo come i suoi fratelli!"". Così Tamar se ne andò e ritornò alla casa del padre.: Giuseppe era stato condotto in Egitto e Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l'avevano condotto laggiù.: Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell'Egiziano, suo padrone.: Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che quanto egli intraprendeva il Signore faceva riuscire nelle sue mani.: Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi quegli lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi.: Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell'Egiziano per causa di Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, in casa e nella campagna.: Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non gli domandava conto di nulla, se non del cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forma e avvenente di aspetto.: Dopo questi fatti, la moglie del padrone gettò gli occhi su Giuseppe e gli disse: ""Unisciti a me!"".: Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: ""Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi.: Lui stesso non conta più di me in questa casa; non mi ha proibito nulla, se non te, perchè sei sua moglie. E come potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?"".: E, benchè ogni giorno essa ne parlasse a Giuseppe, egli non acconsentì a unirsi, a darsi a lei.: Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro, mentre non c'era nessuno dei domestici.: Dopo queste cose il coppiere del re d'Egitto e il panettiere offesero il loro padrone, il re d'Egitto.: Il faraone si adirò contro i suoi due eunuchi, contro il capo dei coppieri e contro il capo dei panettieri,: e li fece mettere in carcere nella casa del comandante delle guardie, nella prigione dove Giuseppe era detenuto.: Il comandante delle guardie assegnò loro Giuseppe, perchè li servisse. Così essi restarono nel carcere per un certo tempo.: Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto, che erano detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, che aveva un significato particolare.: Alla mattina Giuseppe venne da loro e vide che erano afflitti.: Allora interrogò gli eunuchi del faraone che erano con lui in carcere nella casa del suo padrone e disse: ""Perchè quest'oggi avete la faccia così triste?"".: Gli dissero: ""Abbiamo fatto un sogno e non c'è chi lo interpreti"". Giuseppe disse loro: ""Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque"".: Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: ""Nel mio sogno, ecco mi stava davanti una vite,: sulla quale erano tre tralci; non appena essa cominciò a germogliare, apparvero i fiori e i suoi grappoli maturarono gli acini.: Io avevo in mano il calice del faraone; presi gli acini, li spremetti nella coppa del faraone e diedi la coppa in mano al faraone"".: Al termine di due anni, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo.: Ed ecco salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse, e si misero a pascolare tra i giunchi.: Ed ecco, dopo quelle, sette altre vacche salirono dal Nilo, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo.: Ma le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò.: Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle.: Ma ecco sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente spuntavano dopo quelle.: Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Il faraone si svegliò: era stato un sogno.: Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell'Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno lo sapeva interpretare al faraone.: Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: ""Io devo ricordare oggi le mie colpe.: Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, me e il capo dei panettieri.: Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un significato particolare.: Giacobbe seppe che in Egitto c'era il grano; perciò disse ai figli: ""Perchè state a guardarvi l'un l'altro?"".: E continuò: ""Ecco, ho sentito dire che vi è il grano in Egitto. Andate laggiù e compratene per noi, perchè possiamo conservarci in vita e non morire"".: Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento in Egitto.: Ma quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo mandò con i fratelli perchè diceva: ""Non gli succeda qualche disgrazia!"".: Arrivarono dunque i figli d'Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perchè nel paese di Canaan c'era la carestia.: Giuseppe aveva autorità sul paese e vendeva il grano a tutto il popolo del paese. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra.: Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: ""Di dove siete venuti?"". Risposero: ""Dal paese di Canaan per comperare viveri"".: Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero.: Si ricordò allora Giuseppe dei sogni che aveva avuti a loro riguardo e disse loro: ""Voi siete spie! Voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese"".: Gli risposero: ""No, signore mio; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri.: Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!"".: La carestia continuava a gravare sul paese.: Quando ebbero finito di consumare il grano che avevano portato dall'Egitto, il padre disse loro: ""Tornate là e acquistate per noi un po' di viveri"".: Ma Giuda gli disse: ""Quell'uomo ci ha dichiarato severamente: Non verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!: Se tu sei disposto a lasciar partire con noi nostro fratello, andremo laggiù e ti compreremo il grano.: Ma se tu non lo lasci partire, noi non ci andremo, perchè quell'uomo ci ha detto: Non verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!"".: Israele disse: ""Perchè mi avete fatto questo male, cioè far sapere a quell'uomo che avevate ancora un fratello?"".: Risposero: ""Quell'uomo ci ha interrogati con insistenza intorno a noi e alla nostra parentela: è ancora vivo vostro padre? Avete qualche fratello? e noi abbiamo risposto secondo queste domande. Potevamo sapere ch'egli avrebbe detto: Conducete qui vostro fratello?"".: Giuda disse a Israele suo padre: ""Lascia venire il giovane con me; partiremo subito per vivere e non morire, noi, tu e i nostri bambini.: Io mi rendo garante di lui: dalle mie mani lo reclamerai. Se non te lo ricondurrò, se non te lo riporterò, io sarò colpevole contro di te per tutta la vita.: Se non avessimo indugiato, ora saremmo già di ritorno per la seconda volta"".: Israele loro padre rispose: ""Se è così, fate pure: mettete nei vostri bagagli i prodotti più scelti del paese e portateli in dono a quell'uomo: un po' di balsamo, un po' di miele, resina e laudano, pistacchi e mandorle.: Diede poi questo ordine al maggiordomo della sua casa: ""Riempi i sacchi di quegli uomini di tanti viveri quanti ne possono contenere e metti il denaro di ciascuno alla bocca del suo sacco.: Insieme metterai la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del più giovane, con il denaro del suo grano"". Quegli fece secondo l'ordine di Giuseppe.: Al mattino, fattosi chiaro, quegli uomini furono fatti partire con i loro asini.: Erano appena usciti dalla città e ancora non si erano allontanati, quando Giuseppe disse al maggiordomo della sua casa: ""Su, insegui quegli uomini, raggiungili e di' loro: Perchè avete reso male per bene?: Non è forse questa la coppa in cui beve il mio signore e per mezzo della quale egli suole trarre i presagi? Avete fatto male a fare così"".: Egli li raggiunse e ripetè loro queste parole.: Quelli gli dissero: ""Perchè il mio signore dice queste cose? Lungi dai tuoi servi il fare una tale cosa!: Ecco, il denaro che abbiamo trovato alla bocca dei nostri sacchi te lo abbiamo riportato dal paese di Canaan e come potremmo rubare argento od oro dalla casa del tuo padrone?: Quello dei tuoi servi, presso il quale si troverà, sarà messo a morte e anche noi diventeremo schiavi del mio signore"".: Rispose: ""Ebbene, come avete detto, così sarà: colui, presso il quale si troverà, sarà mio schiavo e voi sarete innocenti"".: Ciascuno si affrettò a scaricare a terra il suo sacco e lo aprì.: Allora Giuseppe non potè più contenersi dinanzi ai circostanti e gridò: ""Fate uscire tutti dalla mia presenza!"". Così non restò nessuno presso di lui, mentre Giuseppe si faceva conoscere ai suoi fratelli.: Ma diede in un grido di pianto e tutti gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa nella casa del faraone.: Giuseppe disse ai fratelli: ""Io sono Giuseppe! Vive ancora mio padre?"". Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perchè atterriti dalla sua presenza.: Allora Giuseppe disse ai fratelli: ""Avvicinatevi a me!"". Si avvicinarono e disse loro: ""Io sono Giuseppe, il vostro fratello, che voi avete venduto per l'Egitto.: Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perchè Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita.: Perchè già da due anni vi è la carestia nel paese e ancora per cinque anni non vi sarà nè aratura nè mietitura.: Dio mi ha mandato qui prima di voi, per assicurare a voi la sopravvivenza nel paese e per salvare in voi la vita di molta gente.: Dunque non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio ed Egli mi ha stabilito padre per il faraone, signore su tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d'Egitto.: Affrettatevi a salire da mio padre e ditegli: Dice il tuo figlio Giuseppe: Dio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto. Vieni quaggiù presso di me e non tardare.: Abiterai nel paese di Gosen e starai vicino a me tu, i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, i tuoi greggi e i tuoi armenti e tutti i tuoi averi.: Là io ti darò sostentamento, poichè la carestia durerà ancora cinque anni, e non cadrai nell'indigenza tu, la tua famiglia e quanto possiedi.: Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco.: Dio disse a Israele in una visione notturna: ""Giacobbe, Giacobbe!"". Rispose: ""Eccomi!"".: Riprese: ""Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perchè laggiù io farò di te un grande popolo.: Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi"".: Giacobbe si alzò da Bersabea e i figli di Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandati per trasportarlo.: Essi presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistati nel paese di Canaan e vennero in Egitto; Giacobbe cioè e con lui tutti i suoi discendenti;: i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti, tutti i suoi discendenti egli condusse con sè in Egitto.: Questi sono i nomi dei figli d'Israele che entrarono in Egitto: Giacobbe e i suoi figli, il primogenito di Giacobbe, Ruben.: I figli di Ruben: Enoch, Pallu, Chezron e Carmi.: I figli di Simeone: Iemuel, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio della Cananea.: I figli di Levi: Gherson, Keat e Merari.: Giuseppe andò ad informare il faraone dicendogli: ""Mio padre e i miei fratelli con i loro greggi e armenti e con tutti i loro averi sono venuti dal paese di Canaan; eccoli nel paese di Gosen"".: Intanto prese cinque uomini dal gruppo dei suoi fratelli e li presentò al faraone.: Il faraone disse ai suoi fratelli: ""Qual è il vostro mestiere?"". Essi risposero al faraone: ""Pastori di greggi sono i tuoi servi, noi e i nostri padri"".: E dissero al faraone: ""Siamo venuti per soggiornare come forestieri nel paese perchè non c'è più pascolo per il gregge dei tuoi servi; infatti è grave la carestia nel paese di Canaan. E ora lascia che i tuoi servi risiedano nel paese di Gosen!"".: Allora il faraone disse a Giuseppe: ""Tuo padre e i tuoi fratelli sono dunque venuti da te.: Ebbene, il paese d'Egitto è a tua disposizione: fó risiedere tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese. Risiedano pure nel paese di Gosen. Se tu sai che vi sono tra di loro uomini capaci, costituiscili sopra i miei averi in qualità di sovrintendenti al bestiame"".: Quindi Giuseppe introdusse Giacobbe, suo padre, e lo presentò al faraone e Giacobbe benedisse il faraone.: Il faraone domandò a Giacobbe: ""Quanti anni hai?"".: Giacobbe rispose al faraone: ""Centotrenta di vita errabonda, pochi e tristi sono stati gli anni della mia vita e non hanno raggiunto il numero degli anni dei miei padri, al tempo della loro vita nomade"".: E Giacobbe benedisse il faraone e si allontanò dal faraone.: Giuseppe fece risiedere suo padre e i suoi fratelli e diede loro una proprietà nel paese d'Egitto, nella parte migliore del paese, nel territorio di Ramses, come aveva comandato il faraone.: Dopo queste cose, fu riferito a Giuseppe: ""Ecco, tuo padre è malato!"". Allora egli condusse con sè i due figli Manasse ed Efraim.: Fu riferita la cosa a Giacobbe: ""Ecco, tuo figlio Giuseppe è venuto da te"". Allora Israele raccolse le forze e si mise a sedere sul letto.: Giacobbe disse a Giuseppe: ""Dio onnipotente mi apparve a Luz, nel paese di Canaan, e mi benedisse: dicendomi: Ecco, io ti rendo fecondo: ti moltiplicherò e ti farò diventare un insieme di popoli e darò questo paese alla tua discendenza dopo di te in possesso perenne.: Ora i due figli che ti sono nati nel paese d'Egitto prima del mio arrivo presso di te in Egitto, sono miei: Efraim e Manasse saranno miei come Ruben e Simeone.: Invece i figli che tu avrai generati dopo di essi, saranno tuoi: saranno chiamati con il nome dei loro fratelli nella loro eredità.: Quanto a me, mentre giungevo da Paddan, Rachele, tua madre, mi morì nel paese di Canaan durante il viaggio, quando mancava un tratto di cammino per arrivare a Efrata, e l'ho sepolta là lungo la strada di Efrata, cioè Betlemme"".: Israele vide i figli di Giuseppe e disse: ""Chi sono questi?"".: Giuseppe disse al padre: ""Sono i figli che Dio mi ha dati qui"". Riprese: ""Portameli perchè io li benedica!"".: Gli occhi di Israele erano offuscati dalla vecchiaia: non poteva più distinguere. Giuseppe li avvicinò a lui, che li baciò e li abbracciò.: Israele disse a Giuseppe: ""Io non pensavo più di vedere la tua faccia ed ecco, Dio mi ha concesso di vedere anche la tua prole!"".: Quindi Giacobbe chiamò i figli e disse: ""Radunatevi, perchè io vi annunzi quello che vi accadrà nei tempi futuri.: Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre!: Ruben, tu sei il mio primogenito, il mio vigore e la primizia della mia virilità, esuberante in fierezza ed esuberante in forza!: Bollente come l'acqua, tu non avrai preminenza, perchè hai invaso il talamo di tuo padre e hai violato il mio giaciglio su cui eri salito.: Simeone e Levi sono fratelli, strumenti di violenza sono i loro coltelli.: Nel loro conciliabolo non entri l'anima mia, al loro convegno non si unisca il mio cuore. Perchè con ira hanno ucciso gli uomini e con passione hanno storpiato i tori.: Maledetta la loro ira, perchè violenta, e la loro collera, perchè crudele! Io li dividerò in Giacobbe e li disperderò in Israele.: Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervice dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre.: Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi oserà farlo alzare?: Non sarà tolto lo scettro da Giuda nè il bastone del comando tra i suoi piedi, finchè verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli.: Egli lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio della sua asina, lava nel vino la veste e nel sangue dell'uva il manto;: Allora Giuseppe si gettò sulla faccia di suo padre, pianse su di lui e lo baciò.: Quindi Giuseppe ordinò ai suoi medici di imbalsamare suo padre. I medici imbalsamarono Israele: e vi impiegarono quaranta giorni, perchè tanti ne occorrono per l'imbalsamazione. Gli Egiziani lo piansero settanta giorni.: Passati i giorni del lutto, Giuseppe parlò alla casa del faraone: ""Se ho trovato grazia ai vostri occhi, vogliate riferire agli orecchi del faraone queste parole:: Mio padre mi ha fatto giurare: Ecco, io sto per morire: tu devi seppellirmi nel sepolcro che mi sono scavato nel paese di Canaan. Ora, possa io andare a seppellire mio padre e tornare"".: Il faraone rispose: ""Vó e seppellisci tuo padre com'egli ti ha fatto giurare"".: Giuseppe andò dunque a seppellire suo padre e con lui andarono tutti i ministri del faraone, gli anziani della sua casa, tutti gli anziani del paese d'Egitto,: tutta la casa di Giuseppe e i suoi fratelli e la casa di suo padre. Soltanto i loro bambini e i loro greggi e i loro armenti essi lasciarono nel paese di Gosen.: Andarono con lui anche i carri da guerra e la cavalleria, così da formare una carovana imponente.: Quando arrivarono all'Aia di Atad, che è al di là del Giordano, fecero un lamento molto grande e solenne e Giuseppe celebrò per suo padre un lutto di sette giorni.: I Cananei che abitavano il paese videro il lutto alla Aia di Atad e dissero: ""è un lutto grave questo per gli Egiziani"". Per questo la si chiamò Abel-Mizraim, che si trova al di là del Giordano.

Mappa

Commento di un santo

Perchè il testo ci indica anche l età di Giuseppe? Perchè apprendiate che la sua giovinezza non costituiva un ostacolo alla virtù, e possiate rendervi del tutto conto dell'obbedienza del giovane verso suo padre, e della sua simpatia verso i fratelli nonostante il loro carattere selvaggio. Sebbene egli fosse così beo disposro verso di essi, Giuseppe non fu in grado di convincerli ad essere concordi con lui sulla base della sua giovinezza, al fine di mantenere il loro legame d'affetto. Al contrario essi videro dall'inizio l'inclinazione del giovane alla virtù ed il favore del padre verso di lui, e furon portati ad invidiarlo. Vedete,/ecerofalse dichiarazioni su Giuseppe a loro padre Israele

Autore

Crisostomo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

quaresima

-2° dell'anno dove si leggono i seguenti passi
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale
11
hin
55
l

Genealogia