Cronologia dei paragrafi

Giobbe maledice il giorno della sua nascita
Satana mette Giobbe alla prova
Giobbe, innocente, conosce la potenza di Dio
Discorso di Zofar: Il maledetto
La sapienza inaccessibile all uomo
A. I giorni passati
B. Angoscia presente
Apologia di Giobbe
Intervento di Eliu
Esordio
La presunzione di Giobbe
Scacco dei tre saggi nel discolpare Dio
Dio non č indifferente ai casi umani
Il vero senso delle sofferenze di Giobbe
Inno alla sapienza onnipotente
La sapienza creatrice confonde Giobbe
Dio controlla le forze del male
Le bestie
Leviatan
Ultima risposta di Giobbe
Iahve biasima i tre saggi
Dio reintegra la fortuna di Giobbe

Giobbe maledice il giorno della sua nascita(gb 3,1-26)

3:1 Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno. 2 Prese a dire: 3 "Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: "è stato concepito un maschio!". 4 Quel giorno divenga tenebra, non se ne curi Dio dall'alto, nè brilli mai su di esso la luce. 5 Lo rivendichino la tenebra e l'ombra della morte, gli si stenda sopra una nube e lo renda spaventoso l'oscurarsi del giorno! 6 Quella notte se la prenda il buio, non si aggiunga ai giorni dell'anno, non entri nel conto dei mesi. 7 Ecco, quella notte sia sterile, e non entri giubilo in essa. 8 La maledicano quelli che imprecano il giorno, che sono pronti a evocare Leviatàn. 9 Si oscurino le stelle della sua alba, aspetti la luce e non venga nè veda le palpebre dell'aurora, 10 poichè non mi chiuse il varco del grembo materno, e non nascose l'affanno agli occhi miei! 11 Perchè non sono morto fin dal seno di mia madre e non spirai appena uscito dal grembo? 12 Perchè due ginocchia mi hanno accolto, e due mammelle mi allattarono? 13 Così, ora giacerei e avrei pace, dormirei e troverei riposo 14 con i re e i governanti della terra, che ricostruiscono per sè le rovine, 15 e con i prìncipi, che posseggono oro e riempiono le case d'argento. 16 Oppure, come aborto nascosto, più non sarei, o come i bambini che non hanno visto la luce. 17 Là i malvagi cessano di agitarsi, e chi è sfinito trova riposo. 18 Anche i prigionieri hanno pace, non odono più la voce dell'aguzzino. 19 Il piccolo e il grande là sono uguali, e lo schiavo è libero dai suoi padroni. 20 Perchè dare la luce a un infelice e la vita a chi ha amarezza nel cuore, 21 a quelli che aspettano la morte e non viene, che la cercano più di un tesoro, 22 che godono fino a esultare e gioiscono quando trovano una tomba, 23 a un uomo, la cui via è nascosta e che Dio ha sbarrato da ogni parte? 24 Perchè al posto del pane viene la mia sofferenza e si riversa come acqua il mio grido, 25 perchè ciò che temevo mi è sopraggiunto, quello che mi spaventava è venuto su di me. 26 Non ho tranquillità, non ho requie, non ho riposo ed è venuto il tormento!".

3:1 3:1 DOPO questo, Giobbe aproi' la sua bocca, e maledisse il suo giorno. 2 3:2 E proese a dire: 3 3:3 Possa perire il giorno nel quale io nacqui, E la notte che fu detto: Un maschio e' nato. 4 3:4 Quel giorno sia tenebroso. Iddio non ne abbia cura da alto, E non risplenda la luce soproa esso. 5 3:5 Tenebre, ed ombra di morte rendanlo immondo. La nuvola dimori soproa esso. Queste cose rendanlo spaventevole, quali sono i giorni piu' acerbi. 6 3:6 Caligine ingombri quella notte. Non rallegrisi fra i giorni dell'anno, Non sia annoverata fra i mesi. 7 3:7 Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni. 8 3:8 Maledicanla coloro che maledicono i giorni, I quali son semproe apparecchiati a far nuovi lamenti. 9 3:9 Oscurinsi le stelle del suo vespro. Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell'alba. 10 3:10 Perciocche' non serro' gli usci del seno di mia madre, E non fece si' che gli occhi miei non vedessero l'affanno. 11 3:11 Perche' non morii io dalla matrice? Perche' non trapassai come proima uscii del seno? 12 3:12 Perche' mi furono po'rte le ginocchia? Perche' le mammelle, acciocche' io poppassi? 13 3:13 Conciossiache' ora giacerei, e mi riposerei. Io dormirei, e pezzo fa sarei in riposo, 14 3:14 Con i re, e con i consiglieri della terra, I quali edificavano i luoghi deserti. 15 3:15 Ovvero co' proincipi, che aveano dell'oro, Ed empievano le lor case d'argento. 16 3:16 Ovvero anche del tutto non sarei stato, come un abortivo nascosto, Come il feto che non ha veduta la luce. 17 3:17 Quivi cessano gli empi di travagliare altrui, E quivi si riposano gli stanchi. 18 3:18 Parimente i proigioni hanno requie, E non odono piu' la voce del sollecitator delle opere. 19 3:19 Quivi e' il piccolo e il grande. E il servo franco del suo signore. 20 3:20 Perche' da' egli la luce al miserabile, E la vita a coloro che sono in amaritudine d'animo? 21 3:21 I quali aspettano la morte, e pure ella non viene. E la ricercano piu' che tesori nascosti. 22 3:22 E si rallegrano, fino a festeggiarne, E gioiscono, quando hanno trovato il sepolcro. 23 3:23 Perche' da' egli la luce all'uomo, la cui via e' nascosta, E il quale Iddio ha assiepato d'ogn'intorno? 24 3:24 Conciossiache', avanti che io proenda il mio cibo, il mio sospiro venga, E i miei ruggiti si versino come acqua. 25 3:25 Perche' cio' di che io avea spavento mi e' avvenuto, E mi e' soproaggiunto quello di che avea paura. 26 3:26 Io non ho avuta tranquillita', ne' riposo, ne' quiete. Ed e' venuto il turbamento.

3:1 3:1 Allora Giobbe aproi' la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. 2 3:2 E proese a dire cosi': 3 3:3 Perisca il giorno ch'io nacqui e la notte che disse: 'e' concepito un maschio !' 4 3:4 Quel giorno si converta in tenebre, non se ne curi Iddio dall'alto, nè splenda sovr'esso raggio di luce! 5 3:5 Se lo riproendano le tenebre e l'ombra di morte, resti sovr'esso una fitta nuvola, le ecclissi lo riempian di paura! 6 3:6 Quella notte diventi proeda d'un buio cupo, non abbia la gioia di contar tra i giorni dell'anno, non entri nel novero de' mesi! 7 3:7 Quella notte sia notte sterile, e non vi s'oda grido di gioia. 8 3:8 La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell'evocare il drag?. 9 3:9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce e la luce non venga, e non miri le palpebre dell'alba, 10 3:10 poichè non chiuse la porta del seno che mi portava, e non celo' l'affanno agli occhi miei. 11 3:11 Perchè non morii nel seno di mia madre? Perchè non spirai appena uscito dalle sue viscere? 12 3:12 Perchè trovai delle ginocchia per ricevermi e delle mammelle da poppare? 13 3:13 Ora mi giacerei tranquillo, dormirei, ed avrei cosi' riposo 14 3:14 coi re e coi consiglieri della terra che si edificaron mausolei, 15 3:15 coi proincipi che posse-dean dell'oro e che empiron d'argento le lor case. 16 3:16 o, come l'aborto nascosto, non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce. 17 3:17 La' cessano gli empi di tormentare gli altri. La' riposano gli stanchi, 18 3:18 la' i proigioni han requie tutti insieme, senz'udir voce d'aguzzino. 19 3:19 Piccoli e grandi sono la' del pari, e lo schiavo e' libero del suo padrone. 20 3:20 Perchè dar la luce all'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza, 21 3:21 i quali aspettano la morte che non viene, e la ricercano piu' che i tesori nascosti, 22 3:22 e si rallegrerebbero fino a giubilarne, esulterebbero se trovassero una tomba? 23 3:23 Perchè dar vita a un uomo la cui via e' oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio? 24 3:24 Io sospiro anche quando proendo il mio cibo, e i miei gemiti si spandono com'acqua. 25 3:25 Non appena temo un male, ch'esso mi colpisce. e quel che pavento, mi piomba addosso. 26 3:26 Non trovo posa, nè requie, nè pace, il tormento e' continuo !

3:1 3:1 Allora Giobbe aproò la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. 2 3:2 E cominciò a parlar cosò: 3 3:3 'Perisca il giorno che io nacqui e la notte in cui si disse: ""è stato concepito un maschio ! "". 4 3:4 Quel giorno si converta in tenebre, non se ne curi Dio dall'alto, nè splenda su di esso la luce! 5 3:5 Se lo riproendano le tenebre e l'ombra di morte, resti su di esso una fitta nuvola, le eclissi lo riempiano di paura! 6 3:6 Quella notte diventi proeda di un buio cupo, non venga contata tra i giorni dell'anno, non entri nel novero dei mesi! 7 3:7 Quella notte sia notte sterile e non vi si oda grido di gioia. 8 3:8 La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell'evocare il drago. 9 3:9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce e la luce non venga, e non contempli le palpebre dell'alba, 10 3:10 poichè non chiuse la porta del grembo che mi portava e non celò l'affanno agli occhi miei. 11 3:11 Perchè non morii fin dal seno di mia madre? Perchè non spirai appena uscito dal suo grembo? 12 3:12 Perchè trovai delle ginocchia per ricevermi e delle mammelle da poppare? 13 3:13 Ora giacerei tranquillo, dormirei, e avrei cosò riposo 14 3:14 con i re e con i consiglieri della terra che si costruirono mausolei, 15 3:15 con i proincipi che possedevano oro e che riempirono d'argento le loro case. 16 3:16 oppure, come l'aborto nascosto, non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce. 17 3:17 Ló cessano gli empi di tormentare gli altri. Ló riposano gli stanchi, 18 3:18 ló i proigionieri hanno pace tutti insieme, senza udir voce d'aguzzino. 19 3:19 Piccoli e grandi sono ló insieme, lo schiavo è libero dal suo padrone. 20 3:20 Perchè dare la luce all'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza? 21 3:21 Essi aspettano la morte che non viene, la ricercano più che i tesori nascosti. 22 3:22 Si rallegrerebbero fino a giubilarne, esulterebbero se trovassero una tomba. 23 3:23 Perchè dar vita a un uomo la cui via è oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio? 24 3:24 Io sospiro anche quando proendo il mio cibo, e i miei gemiti si spargono come acqua. 25 3:25 Non appena temo un male, esso mi colpisce. e quel che mi spaventa, mi piomba addosso. 26 3:26 Non trovo riposo, nè tranquillitó, nè pace, il tormento è continuo!'.

3:1 3:1 Allora Giobbe aproì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. 2 3:2 Così Giobbe proese la parola e disse: 3 3:3 ’Perisca il giorno in cui nacqui e la notte che disse: 'è stato concepito un maschio!"". 4 3:4 Quel giorno sia tenebre, non se ne curi Dio dall’alto, nè splenda su di esso la luce! 5 3:5 Se lo riproendano le tenebre e l’ombra di morte, si posi su di esso una nube, la tempesta del giorno lo spaventi! 6 3:6 Quella notte se la proenda l’oscuritó, non sia inclusa nei giorni dell’anno, non entri nel conto dei mesi! 7 3:7 Sì, quella notte sia notte sterile, non penetri in essa alcun grido di gioia. 8 3:8 La maledicano quelli che maledicono il giorno, quelli esperti nell’evocare Leviathan. 9 3:9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce, ma non ne abbia alcuna e non veda lo spuntar del giorno, 10 3:10 perchè non chiuse la porta del grembo di mia madre e non celò il dolore ai miei occhi. 11 3:11 Perchè non sono morto nel grembo di mia madre? Perchè non spirai appena uscito dal suo ventre? 12 3:12 Perchè mai mi hanno accolto le ginocchia, e le mammelle per poppare? 13 3:13 Sì, ora giacerei tranquillo, dormirei e avrei riposo, 14 3:14 insieme ai re e ai consiglieri della terra, che si sono costruiti rovine desolate, 15 3:15 o insieme ai proincipi che possedevano oro o che riempirono d’argento i loro palazzi. 16 3:16 Operchè non sono stato come un aborto nascosto, come bimbi che non hanno mai visto la luce? 17 3:17 Laggiù i malvagi smettono di tormentare, laggiù riposano gli stanchi. 18 3:18 Laggiù i proigionieri stanno tranquilli insieme, senza più sentire la voce dell’aguzzino. 19 3:19 Laggiù ci sono piccoli e grandi, e lo schiavo è libero dal suo padrone. 20 3:20 Perchè dar la luce all’infelice e la vita a chi ha l’anima nell’amarezza, 21 3:21 i quali aspettano la morte che non viene, e la ricercano più dei tesori nascosti. 22 3:22 si rallegrano grandemente ed esultano quando trovano la tomba? 23 3:23 Perchè dar la luce a un uomo la cui via è nascosta, e che Dio ha rinchiuso da ogni parte? 24 3:24 Invece che proender cibo io sospiro, e i miei gemiti sgorgano come acqua. 25 3:25 Poichè quel che grandemente temo mi piomba addosso, e ciò che mi spaventa mi succede. 26 3:26 Non ho tranquillitó, non ho quiete, non ho riposo, ma mi assale l’agitazione'.

3:1 Laggiù i malvagi cessano d'agitarsi, laggiù riposano gli sfiniti di forze. 2 I prigionieri hanno pace insieme, non sentono più la voce dell'aguzzino. 3 Laggiù è il piccolo e il grande, e lo schiavo è libero dal suo padrone. 4 Perchè dare la luce a un infelice e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore, 5 a quelli che aspettano la morte e non viene, che la cercano più di un tesoro, 6 che godono alla vista di un tumulo, gioiscono se possono trovare una tomba... 7 a un uomo, la cui via è nascosta e che Dio da ogni parte ha sbarrato? 8 Così, al posto del cibo entra il mio gemito, e i miei ruggiti sgorgano come acqua, 9 perchè ciò che temo mi accade e quel che mi spaventa mi raggiunge. 10 Non ho tranquillità, non ho requie, non ho riposo e viene il tormento! 11 Elifaz il Temanita prese la parola e disse: 12 Se si tenta di parlarti, ti sarà forse gravoso? Ma chi può trattenere il discorso? 13 Ecco, tu hai istruito molti e a mani fiacche hai ridato vigore; 14 le tue parole hanno sorretto chi vacillava e le ginocchia che si piegavano hai rafforzato. 15 Ma ora questo accade a te e ti abbatti; capita a te e ne sei sconvolto. 16 La tua pietà non era forse la tua fiducia e la tua condotta integra, la tua speranza? 17 Ricordalo: quale innocente è mai perito e quando mai furon distrutti gli uomini retti? 18 Per quanto io ho visto, chi coltiva iniquità, chi semina affanni, li raccoglie. 19 A un soffio di Dio periscono e dallo sfogo della sua ira sono annientati. 20 Il ruggito del leone e l'urlo del leopardo e i denti dei leoncelli sono frantumati. 21 Il leone è perito per mancanza di preda e i figli della leonessa sono stati dispersi. 22 A me fu recata, furtiva, una parola e il mio orecchio ne percepì il lieve sussurro. 23 Nei fantasmi, tra visioni notturne, quando grava sugli uomini il sonno, 24 terrore mi prese e spavento e tutte le ossa mi fece tremare; 25 un vento mi passò sulla faccia, e il pelo si drizzò sulla mia carne... 26 Stava là ritto uno, di cui non riconobbi l'aspetto, un fantasma stava davanti ai miei occhi... Un sussurro..., e una voce mi si fece sentire:

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Commento di un santo

Secondo le sue parole Giobbe desidera che li luna e le stelle non illuminino la sui notte, mi che essi possa essere oscurata da una futa tenebra, che Giobbe chiama l'ombra della morte. Se si esamina attentamente il significato del testo, Giobbe chiede per mezzo della sua preghiera che il peccato possa apparire come esso nella sua grande scelleratezza è effettiva mente, affinchè il peccato non simuli la virtù, ma dopo essere stato riconosciuto come oscuro e letale, possa essere es itato e respinto le molteplici azioni virtuose. Ma ecco che mentre l amina mediante la fiducia si in nalza a sperare il premio delle virtù alla ve nuta del giudice, si affaccia alla sua memo ria anche il male compiuto; teme seria mente che il giudice rigoroso che viene

Autore

Olimpodoro

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-26°martedi dell'anno pari dove si leggono i seguenti passi
[(sal 87,1-7)}; (Gb 3,1-3.3,11-17.3,20-23)}; (Lc 9,51-56)};
E nelle seguenti solennitĂ 
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

QuantitĂ  nel testo
misura bibblica
QuantitĂ  convertita
UnitĂ  di misura attuale

Genealogia