Cronologia dei paragrafi

I compagni dell'Agnello
Gli angeli annunziano l'ora del giudizio
La messe e la vendemmia della nazioni
Il cantico di mosè' e dell'Agnello
I sette flagelli delle sette coppe
La prostituta famosa
Simbolismo della bestia e della prostituta
Un angelo annunzia la caduta di Babilonia
Il popolo eletto deve fuggire
Lamenti su Babilonia
Canti di trionfo in cielo
Il primo combattimento escatologico
Il regno dei mille anni
Secondo combattimento escatologico
Il giudizio delle nazioni
La Gerusalemme celeste
La Gerusalemme messianica
Epilogo

I compagni dell'Agnello (ap 14,1-5)

14:1 E vidi: ecco l'Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. 2 E udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di cetra che si accompagnano nel canto con le loro cetre. 3 Essi cantano come un canto nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e agli anziani. E nessuno poteva comprendere quel canto se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. 4 Sono coloro che non si sono contaminati con donne; sono vergini, infatti, e seguono l'Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l'Agnello. 5 Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia.

14:1 13:18 Qui e' la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia. poiche' e' numero d'uomo. e il suo numero e' seicentosessanta-sei. 2 1:1 NEL proincipio Iddio creo' il cielo e la terra. 3 14:1 POI vidi, ed ecco l'Agnello, che stava in pie' in sul monte di Sion. e con lui erano cenquarantaquattro-mila persone, che aveano il suo nome, e il nome di suo Padre, scritto in su le lor fronti. 4 14:2 Ed io udii una voce dal cielo, a guisa d'un suono di molte acque, ed a guisa d'un rumore di gran tuono. e la voce che io udii era come di ceteratori, che sonavano in su le lor cetere. 5 14:3 E cantavano un cantico nuovo, davanti al trono, e davanti a' quattro animali, e davanti a' vecchi. e niuno poteva imparare il cantico, se non quei cenquaranta-quattromila, i quali sono stati comperati dalla terra.

14:1 14:2 E udii una voce dal cielo come rumore di molte acque e come rumore di gran tuono. e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. 2 14:3 E cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti alle quattro creature viventi ed agli anziani. e nessuno poteva imparare il cantico se non quei centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra. 3 14:4 Essi son quelli che non si sono contaminati con donne, poichè son vergini. Essi son quelli che seguono l'Agnello dovunque vada. Essi sono stati riscattati di fra gli uomini per esser proimizie a Dio ed all'Agnello. 4 14:5 E nella bocca loro non e' stata trovata menzogna: sono irreproensibili. 5 14:6 Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante l'evangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribu' e lingua e popolo.

14:1 13:18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perchè è un numero d'uomo. e il suo numero è seicentoses-santasei. 2 1:1 Nel proincipio Dio creò i cieli e la terra. 3 14:1 Poi guardai e vidi l'Agnello che stava in piedi sul monte Sion e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulla fronte. 4 14:2 Udii una voce dal cielo simile a un fragore di grandi acque e al rumore di un forte tuono. e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. 5 14:3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani. Nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra.

14:1 13:18 Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perchè è un numero d’uomo. e il suo numero è seicentoses-santasei. 2 1:1 Nel proincipio DIO creò i cieli e la terra. 3 14:1 Poi vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte di Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti. 4 14:2 Udii quindi una voce dal cielo come il fragore di molte acque e come il rumore di un forte tuono. e la voce che udii era come di citaredi che suonavano le loro cetre. 5 14:3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti ai quattro esseri viventi e davanti agli anziani. e nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra.

14:1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. 3 Poi guardai ed ecco l'Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. 4 Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. 5 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra.

Mappa

Commento di un santo

Perciò, fratelli, se il nostro amore è sincero, imitiamo anche noi. Non potremmo infatti rendere miglior frutto di amore di quello che è l'imitazione dell'esempio: Cristo in realtà patì per noi lasciandoci un esempio perchè ne seguiamo le orme 3. Da questa espressione può sembrare che l'apstolo Pietro abbia inteso dire che Cristo patì solamente per coloro che ne seguono le orme e che la passione di Cristo giovi unicamente a coloro che ne seguono le orme. I santi mctiri lo hanno seguito fino all'effusione del sangue, fino a rendersi a lui somiglianti nella passione: i mctiri lo hanno seguito, ma non sono stati i soli. In realtà non è che venne tagliato il ponte dopo il loro passaggio, o che quella sorgente si sia inaridita dopo che i mctiri bevvero. Quale, allora, la speranza dei buoni fedeli che in forza dell'unione coniugale portano in castità e concordia il vincolo del matrimonio, o secondo la continenza vedovile rintuzzano gli allettamenti della carne, o ancora, levando più alto il vertice della santità e fiorendo in verginità illibata, seguono l'Agnello dovunque vada? Qual è per costoro io dico quale la speranza per tutti noi se al seguito di Cristo, non si trovano che quanti versano il sangue per lui? La madre Chiesa dovrà perdere allora i suoi figli che in tempo di pace genera tanto più numerosi quanto maggiore è la sicurezza? Perchè non li perda è da implorare la persecuzione, da desiderare la prova? Lungi da noi, fratelli. Come può infatti desiderare la persecuzione chi grida ogni giorno: Non ci indurre in tentazione 4? 3. 2. Possiede, possiede, fratelli, quel giardino del Signore, possiede non solo le rose dei mctiri, ma pure i gigli delle vergini e le edere dei coniugi e le viole delle vedove. In una parola, dilettissimi, in nessuno stato di vita gli uomini dubitino della propria chiamata: Cristo è morto per tutti. Con tutta verità, di lui è stato scritto: Egli vuole che tutti gli uomini siano salvi e che tutti giungano alla conoscenza della verità 5.

Autore

Agostino

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-34°lunedi dell'anno pari dove si leggono i seguenti passi
[(Lc 21,1-4)}; (sal 24,1-6)}; (ap 14,1-5)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia