Cronologia dei paragrafi

Prima condizione: rompere con il peccato
Seconda condizione: osservare i comandi soprattutto quello della carità
Terza condizione: guardarsi dal mondo
Quarta condizione: guardarsi dagli anticristi
II. Vivere da figli di Dio
Prima condizione: rompere con il peccato
Seconda condizione: osservare i comandi soprattutto quello della carità
Terza condizione: guardarsi dagli anticristi e dal mondo
Alla fonte della carità
Alla fonte della fede
La preghiera per i peccatori
Riassunto dell'epistola

Prima condizione: rompere con il peccato (1gv 1,8-99)

1:8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

1:8 1:7 Ma, se camminiamo nella luce, siccome egli e' nella luce, abbiamo comunione egli e noi insieme. e il sangue di Gesu' Cristo, suo Figliuolo, ci purga di ogni peccato. 9 1:8 SE noi diciamo che non v'e' peccato in noi, inganniamo noi stessi, e la verita' non e' in noi. 10 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, egli e' fedele e giusto, per rimetterci i peccati, e purgarci di ogni iniquita'.

1:8 1:10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non e' in noi. 9 2:1 Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose affinchè non pecchiate. e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato proesso il Padre, cioe' Gesu' Cristo, il giusto. 10 2:2 ed egli e' la propiziazione per i nostri peccati. e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

1:8 1:8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. 9 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 1:10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.

1:8 1:8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 1:10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi.

1:8 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 9 Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 10 Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa.

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Commento di un santo

6. Fa' dunque attenzione a ciò che Giovanni dice: Se diremo che in noi non c'è peccato, ci inganniamo ed in noi non c'è verità. Se dunque ti confesserai peccatore, la verità è in te, poichè la verità è luce. Non splende ancora pienamente la tua vita dato che vi sono dei peccati; ma ecco, cominci ormai ad illuminarti poichè riconosci i tuoi peccati. Considera le parole che seguono: Se confesseremo i nostri delitti, egli è fedele e giusto per condonarceli e purificarci da ogni iniquità (1 Gv. 1, 9). Qui Giovanni non si riferisce soltanto ai peccati del passato, ma anche a quelli eventualmente commessi nel presente; l'uomo non può non avere almeno peccati lievi, fin quando ha il suo corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi peccati che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri! Molte cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante; molte gocce empiono un fiume e così molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto la confessione dei peccati, affinchè nessuno si reputi giusto, e l'uomo che prima non era ed ora è, non innalzi la cresta davanti a quel Dio che vede ciò che è. Prima di tutto ci sia dunque la confessione, poi l'amore: che cosa fu detto della carità? "La carità copre una moltitudine di peccati" (1 Pt. 4, 8). Vediamo se appunto Giovanni non esorti proprio alla carità, in considerazione dei peccati che si annidano nascostamente dentro le nostre anime: solo la carità infatti elimina i peccati. La superbia spegne la carità: l'umiltà perciò ravviva la carità, e la carità spegne i peccati. L'umiltà è collegata alla confessione per mezzo della quale ci dichiariamo peccatori; ma l'umiltà non è quella per cui ci dichiariamo peccatori soltanto con la lingua, nel timore che, dichiarandoci giusti, non dispiacciamo agli uomini, a motivo della nostra arroganza. Questo lo fanno gli empi e i dissennati. Dicono: so di essere giusto, ma mi conviene non dichiararlo davanti agli uomini? Se mi proclamerò giusto, chi sopporterà questo, chi lo tollererà? Sia nota davanti a Dio la mia giustizia, io tuttavia mi dichiarerò peccatore; non già perchè lo sono, ma perchè l'arroganza non mi renda odioso. Di' agli uomini ciò che sei, e dillo a Dio. Se non dirai a Dio ciò che sei, Dio condannerà ciò che troverà in te. Vuoi che egli non pronunci condanne? Accusati da te stesso. Vuoi che ti perdoni? Guarda dentro di te, in modo da poter dire a Dio: "Distogli il tuo sguardo dai miei peccati". Ripeti a lui anche le altre parole di quel salmo: "Poichè io riconosco le mie iniquità" (Sal. 50, 5 e 11). "Se confesseremo i nostri delitti, egli è fedele e giusto per condonarceli e purificarci da ogni iniquità". Ma se diremo che non abbiamo peccato, lo trattiamo da ingannatore e la sua parola non è in noi (1 Gv. 1, 910). Se dirai: non ho peccato, tratti lui da bugiardo, proprio quando vuoi presentare te come veritiero. Come è possibile che Dio sia bugiardo e l'uomo veritiero, dal momento che la Scrittura dice esattamente il contrario: "Ogni uomo è bugiardo, Dio solo è veritiero" (Rom. 3, 4)? Dio dunque è veritiero per se stesso, tu lo sei per mezzo di Dio; da te stesso sei invece bugiardo.

Autore


Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia