Cronologia dei paragrafi

I. Camminare nella luce
Prima condizione: rompere con il peccato
Seconda condizione: osservare i comandi soprattutto quello della carità
Terza condizione: guardarsi dal mondo
Quarta condizione: guardarsi dagli anticristi
II. Vivere da figli di Dio
Prima condizione: rompere con il peccato
Seconda condizione: osservare i comandi soprattutto quello della carità
Terza condizione: guardarsi dagli anticristi e dal mondo
Alla fonte della carità
Alla fonte della fede
La preghiera per i peccatori
Riassunto dell'epistola

I. Camminare nella luce (1gv 1,6-7)

1:6 Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. 7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.

1:6 1:5 OR questo e' l'annunzio che abbiamo udito da lui, e il qual vi annunziamo: che Iddio e' luce, e che non vi sono in lui tenebre alcune. 7 1:6 Se noi diciamo che abbiamo comunione con lui, e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo, e non procediamo in verita'.

1:6 1:8 Se diciamo d'esser senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verita' non e' in noi. 7 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, Egli e' fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquita'.

1:6 1:6 Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in proatica la verità. 7 1:7 Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

1:6 1:6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in proatica la verità. 7 1:7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

1:6 Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. 7 Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.

Mappa

Commento di un santo

5. Forse ci si potrebbe chiedere se abbiamo dato un'interpretazione troppo precipitosa. Giovanni stesso ce lo dirà con le parole che seguono. Da quanto ho detto all'inizio del discorso, dovete ricordare che tutta questa Epistola è un elogio della carità. "Dio è luce dice Giovanni e in lui non ci sono tenebre". Che cosa aveva detto prima? "Affinchè abbiate comunione con noi, e la nostra comunione sia con Dio Padre e Gesù Cristo suo Figlio". Pertanto se Dio è luce e in lui non ci sono tenebre e noi dobbiamo avere comunione con lui, le tenebre che sono in noi devono essere disperse, affinchè in noi ci sia la luce; tenebre e luce non possono stare insieme. Fa' perciò attenzione a ciò che segue: Se diremo di essere in comunione con lui ma camminiamo nelle tenebre, siamo mentitori (1 Gv. 1, 6). Tu sai che anche Paolo dice: "Che comunanza c'è tra luce e tenebre?" (2 Cor. 6, 14). Tu sostieni di vivere con Dio e poi cammini nelle tenebre; ma "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre". Come è possibile una convivenza tra luce e tenebre? Ognuno perciò dica: Che posso fare? Come sarò luce io che vivo nei peccati e nelle iniquità? Subentrano allora la tristezza e la disperazione. Non v'è salvezza fuor che nell'unione con Dio. "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre". Ma i peccati sono tenebre: infatti l'Apostolo chiama il diavolo ed i suoi angeli i principi delle tenebre (cf. Ef. 6, 12); non li chiamerebbe in tal modo, se non fossero anche i maestri dei peccatori, i dominatori degli iniqui. Che possiamo fare, fratelli miei? Dobbiamo pervenire alla comunione con Dio, poichè non esiste altra speranza di vita eterna. Ma "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre". Ogni iniquità è tenebra e noi siamo sommersi dalle iniquità, così che non possiamo avere comunione con Dio; che speranza ci resta allora? Non vi avevo forse promesso che vi avrei detto cose che procurano gioia? Non facendolo, siamo nella tristezza. "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre". I peccati sono tenebre. Che sarà di noi? Cerchiamo di ascoltare, perchè quanto ci viene dicendo potrebbe arrecarci consolazione, sollevarci e darci speranza, così che non veniamo meno per strada. Sì, siamo impegnati in una corsa e siamo diretti verso la patria; se disperiamo di giungervi, questa disperazione ci fa fermare. Orbene: colui che desidera vederci giungere al termine, per averci con sè nella patria, ci somministra il cibo lungo il cammino. Perciò ascoltiamo le parole di Giovanni: "Se diremo di essere in comunione con lui ma camminiamo nelle tenebre, siamo mentitori, e non pratichiamo la verità". Non possiamo dire di essere in comunione con lui, se viviamo nelle tenebre. Se invece camminiamo nella luce, come lui stesso è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri (1 Gv. 1, 7). Camminiamo dunque nella luce, come lui è nella luce, per poter essere uniti a lui. Ma i peccati? Ascolta ancora: E il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purificherà da ogni delitto (1 Gv. 1, 7). Dio ci ha dato una grande certezza. E' a buon diritto che noi celebriamo la Pasqua nella quale fu versato il sangue del Signore e per mezzo del quale siamo purificati da ogni delitto. Restiamo perciò nella pace: il diavolo aveva nei nostri riguardi e per nostro danno un credito di schiavitù, ma col sangue di Cristo questo fu cancellato per sempre. Dice infatti Giovanni: "Il sangue del Figlio suo ci purificherà da ogni delitto". Che significa: "Da ogni delitto"? Fate attenzione: è nel nome e per il sangue di Cristo, che questi "fanciulli" hanno appena professato, che tutti i loro peccati sono stati mondati. Sono entrati qua dentro come creature vecchie e ne escono creature nuove. Entrarono vecchi e ne escono fanciulli. La vecchiaia è disfacimento, vita decrepita: l'infanzia invece viene da una rigenerazione: è vita nuova. E noi, che faremo? Non sono stati condonati i peccati del passato solo ad essi, ma anche a noi; vivendo poi in mezzo al mondo forse abbiamo commesso altri peccati dopo che i precedenti ci erano stati totalmente condonati e cancellati. Veda perciò ciascuno di fare ciò che è in grado di fare; confessi le cose come sono, affinchè colui che è sempre uguale a se stesso, ieri ed oggi, possa curare noi che un tempo non eravamo, e adesso invece siamo.

Autore


Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

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