Cronologia dei paragrafi

La redenzione realizzata dal Cristo, non dagli angeli
Il Cristo superiore a mosè
La fede introduce nel riposo di Dio
gesù, un sommo sacerdote in grado di compatire
Vita cristiana e teologia
L'autore espone il suo disegno
Parole di speranza e di incoraggiamento
Melchisedek
Melchisedek ha ricevuto la decima da Abramo
Dal sacerdozio levitico al sacerdozio secondo l'ordine di Melchisedeck
L'abrogazione della legge antica
Immutabilità del sacerdozio del Cristo
Perfezione del sommo sacerdote celeste
Il nuovo sacerdozio e il nuovo santuario
Il Cristo mediatore di un'alleanza migliore
Il Cristo penetra nel santuario celeste
Il Cristo sigilla la nuova alleanza con il suo sangue
Inefficacia dei sacrifici antichi
Efficacia del sacrificio del Cristo
Transizione
Pericolo dell'apostasia. Motivi per perseverare
La fede esemplare degli antenati
L'esempio di gesù Cristo
Castigo dell'infedeltà
Le due alleanze
Ultime raccomandazioni
Raccomandazioni. Saluti

La redenzione realizzata dal Cristo, non dagli angeli (eb 2,5-99)

2:5 Non certo a degli angeli Dio ha sottomesso il mondo futuro, del quale parliamo. 6 Anzi, in un passo della Scrittura qualcuno ha dichiarato: Che cos'è l'uomo perchè di lui ti ricordi o il figlio dell'uomo perchè te ne curi? 7 Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l'hai coronato 8 e hai messo ogni cosa sotto i suoi piedi. Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Al momento presente però non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. 9 Tuttavia quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perchè per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti. 10 Conveniva infatti che Dio - per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria - rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza. 11 Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 dicendo: Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi; 13 e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccomi, io e i figli che Dio mi ha dato. 14 Poichè dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, 15 e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. 16 Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. 17 Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. 18 Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

2:5 2:4 Rendendo Iddio a cio' testimonianza, con segni, e prodigi, e diverse potenti operazioni, e distribuzioni dello Spirito Santo, secondo la sua volonta'? 6 2:5 Infatti non e' agli angeli che egli ha sottoposto il mondo a venire, del quale parliamo. 7 2:6 Ma alcuno ha testimoniato in alcun luogo, dicendo: Che cosa e' l'uomo, che tu ti ricordi di lui? o il fi-gliuol dell'uomo, che tu ne abbia cura? 8 2:7 Tu l'hai fatto per un poco di tempo minor degli angeli. tu l'hai coronato di gloria e d'onore, e l'hai costituito soproa le opere delle tue mani. tu gli hai sottoposto ogni cosa sotto i piedi. 9 2:8 Perciocche', in cio' ch'egli gli ha sottoposte tutte le cose, non ha lasciato nulla che non gli sia sottoposto. Ma pure ora non vediamo ancora che tutte le cose gli sieno sottoposte. 10 2:9 Ben vediamo pero' coronato di gloria e d'onore, per la passione della morte, Gesu', che e' stato fatto per un poco di tempo minor degli angeli, acciocche', per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. 11 2:10 Perciocche', egli era convenevole a colui, per cagion di cui, e per cui son tutte le cose, di consacrare per sofferenze il proincipe della salute di molti figliuoli, i quali egli avea da addurre a gloria. 12 2:11 Perciocche', e colui che santifica, e coloro che son santificati son tutti d'uno. per la qual cagione egli non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: 13 2:12 Io proedichero' il tuo nome a' miei fratelli, io ti salmeggero' in mezzo della raunanza. 14 2:13 E di nuovo: Io mi confidero' in lui. E ancora: Ecco me, ed i fanciulli che Iddio mi ha donati. 15 2:14 Poi dunque che que' fanciulli parteciparono la carne ed il sangue, egli si-migliantemente ha partecipate le medesime cose. ac-ciocche' per la morte distruggesse colui che ha l'imperio della morte, cioe' il diavolo. 16 2:15 e liberasse tutti quelli che, per il timor della morte, eran per tutta la loro vita soggetti a servitu'. 17 2:16 Poichà certo egli non viene in aiuto agli angeli, ma alla progenie d'Abraha-mo. 18 2:17 Laonde e' convenuto ch'egli fosse in ogni cosa simile a' fratelli. acciocche' fosse misericordioso, e fe- del sommo sacerdote, nelle cose appartenenti a Dio, per fare il purgamento de' peccati del popolo.

2:5 2:5 Difatti, non e' ad angeli ch'Egli ha sottoposto il mondo a venire del quale parliamo. 6 2:6 anzi, qualcuno ha in un certo luogo attestato dicendo: Che cos'e' l'uomo che tu ti ricordi di lui o il figliuol dell'uomo che tu ti curi di lui? 7 2:7 Tu l'hai fatto di poco inferiore agli angeli. l'hai coronato di gloria e d'onore. 8 2:8 tu gli hai posto ogni cosa sotto i piedi. Col sottoporgli tutte le cose, Egli non ha lasciato nulla che non gli sia sottoposto. Ma al proesente non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte. 9 2:9 ben vediamo pero' colui che e' stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioe' Gesu', coronato di gloria e d'onore a motivo della morte che ha patita, onde, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. 10 2:10 Infatti, per condurre molti figliuoli alla gloria, ben s'addiceva a Colui per cagion del quale son tutte le cose e per mezzo del quale son tutte le cose, di rendere perfetto, per via di sofferenze, il duce della loro salvezza. 11 2:11 Poichè e colui che santifica e quelli che son santificati, provengon tutti da uno. per la qual ragione egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 2:12 dicendo: Annunziero' il tuo nome ai miei fratelli. in mezzo alla raunanza cantero' la tua lode. 13 2:13 E di nuovo: Io mettero' la mia fiducia in Lui. E di nuovo: Ecco me e i figliuoli che Dio mi ha dati. 14 2:14 Poichè dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch'egli vi ha similmente partecipato, affinchè, mediante la morte, distruggesse colui che avea l'impero della morte, cioe' il diavolo, 15 2:15 e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitu'. 16 2:16 Poichè, certo, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla progenie d'Abramo. 17 2:17 Laonde egli doveva esser fatto in ogni cosa simile ai suoi fratelli, affinchè diventasse un misericordioso e fedel sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, per compiere l'espiazione de' peccati del popolo. 18 2:18 Poichè, in quanto egli stesso ha sofferto essendo tentato, puo' soccorrere quelli che son tentati.

2:5 2:5 Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo futuro del quale parliamo. 6 2:6 anzi, qualcuno in un passo della Scrittura ha reso questa testimonianza: Che cos'è l'uomo perchè tu ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perchè tu ti curi di lui? 7 2:7 Tu lo hai fatto di poco inferiore agli angeli. lo hai coronato di gloria e d'onore.. 8 2:8 tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Avendogli sottoposto tutte le cose, Dio non ha lasciato nulla che non gli sia soggetto. Al proesente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte. 9 2:9 però vediamo colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto, affinchè, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. 10 2:10 Infatti, per condurre molti figli alla gloria, era giusto che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, rendesse perfetto, per via di sofferenze, l'autore della loro salvezza. 11 2:11 Sia colui che santifica sia quelli che sono santificati provengono tutti da uno. per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 2:12 dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli. in mezzo all'assemblea canterò la tua lode. 13 2:13 E di nuovo: Io metterò la mia fiducia in lui. E inoltre: Ecco me e i figli che Dio mi ha dati. 14 2:14 Poichè dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, 15 2:15 e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita. 16 2:16 Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo. 17 2:17 Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l'espiazione dei peccati del popolo. 18 2:18 Infatti, poichè egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.

2:5 2:5 Infatti non è agli angeli che egli ha sottoposto il mondo a venire, del quale parliamo, 6 2:6 ma qualcuno ha testimoniato in un certo luogo, dicendo: ’Che cosa è l’uomo, perchè tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo perchè lo consideri? 7 2:7 Tu lo hai fatto per un pò di tempo inferiore agli angeli, tu lo hai coronato di gloria e di onore e lo hai costituito soproa le opere delle tue mani. 8 2:8 tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi'. Infatti, nel sottoporgli tutte le cose, non ha lasciato nulla che non gli fosse sottoposto. Tuttavia al proesente non vediamo ancora che tutte le cose gli sono sottoposte, 9 2:9 ma vediamo coronato di gloria e d’onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un pò di tempo inferiore agli angeli, affinchè per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti. 10 2:10 Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l’autore della salvezza. 11 2:11 Infatti colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno. per questo motivo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 2:12 dicendo ’Farò conoscere il tuo nome ai miei fratelli, io ti celebrerò in mezzo all’assemblea'. 13 2:13 E di nuovo: ’Io confiderò in lui'. E ancora: ’Ecco me e i figli che Dio mi ha dato'. 14 2:14 Poichè dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, 15 2:15 e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita. 16 2:16 Infatti egli non si proende cura degli angeli, ma si proende cura della progenie di Abrahamo. 17 2:17 Egli doveva perciò essere in ogni cosa reso simile ai fratelli, perchè potesse essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per fare l’espiazione dei peccati del popolo. 18 2:18 Infatti, poichè egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati.

2:5 mentre Dio convalidava la loro testimonianza con segni e prodigi e miracoli d'ogni genere e doni dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà. 6 Non certo a degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro, del quale parliamo. 7 Anzi, qualcuno in un passo ha testimoniato: Che cos'è l'uomo perchè ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perchè tu te ne curi? 8 Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l'hai coronato 9 e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Avendogli assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. 10 Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perchè per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti. 11 Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che guida alla salvezza. 12 Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da uno solo; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, 13 dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi; 14 e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato. 15 Poichè dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch'egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, 16 e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita. 17 Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. 18 Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.

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Commento di un santo

L'uomo è il vertice dell'opera della creazione. Il racconto ispirato lo esprime distinguendo nettamente la creazione dell'uomo da quella delle altre creature [Gen 1,26]. (CCC 382) L'uomo è ''unità di anima e di corpo'' [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 14]. La dottrina della fede afferma che l'anima spirituale e immortale è creata direttamente da Dio. (CCC 383) ''Dio non creò l'uomo lasciandolo solo: fin da principio "maschio e femmina li creò" (Gen 1,27), e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di persone'' [Gaudium et spes, 12]. (CCC 384) La Rivelazione ci fa conoscere lo stato di santità e di giustizia originali dell'uomo e della donna prima del peccato: dalla loro amicizia con Dio derivava la felicità della loro esistenza nel Paradiso. (CCC 374) Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo. (CCC 375) La Chiesa, interpretando autenticamente il simbolismo del linguaggio biblico alla luce del Nuovo Testamento e della Tradizione, insegna che i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati costituiti in uno stato ''di santità e di giustizia originali'' [Concilio di Trento: DS 1511]. La grazia della santità originale era una ''partecipazione alla vita divina'' [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 2]. (CCC 377) Il ''dominio'' del mondo che Dio, fin dagli inizi, aveva concesso all'uomo, si realizzava innanzi tutto nell'uomo stesso come padronanza di sè. L'uomo era integro e ordinato in tutto il suo essere, perchè libero dalla triplice concupiscenza [1Gv 2,16] che lo rende schiavo dei piaceri dei sensi, della cupidigia dei beni terreni e dell'affermazione di sè contro gli imperativi della ragione. (CCC 378) Il segno della familiarità dell'uomo con Dio è il fatto che Dio lo colloca nel giardino [Gen 2,8], dove egli vive ''per coltivarlo e custodirlo'' (Gen 2,15): il lavoro non è una fatica penosa [Gen 3,1719], ma la collaborazione dell'uomo e della donna con Dio nel portare a perfezione la creazione visibile. (CCC 379) Per il peccato dei nostri progenitori andrà perduta tutta l'armonia della giustizia originale che Dio, nel suo disegno, aveva previsto per l'uomo.

Autore

Catechismo Cc

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-1°martedi dell'anno Dispari dove si leggono i seguenti passi
[(eb 2,5-12)}; (sal 8,2-2.8,5-9)}; (mc 1,21-28)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:
Presentazione al tempio dove si leggono i seguenti passi: (Ml 3,1-4); (sal 23,7-1); (Eb 2,14-2); (Lc 2,22-4);

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia