Cronologia dei paragrafi

La funzione della legge
La lotta interiore
La vita nello Spirito
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Il piano della salvezza
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Dio non è infedele
Dio non è ingiusto
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carità verso è deboli
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Dossologia

La funzione della legge (Rm 7,7-13)

7:7 Ma, presa l'occasione, il peccato scatenò in me, mediante il comandamento, ogni sorta di desideri. Senza la Legge infatti il peccato è morto. 8 E un tempo io vivevo senza la Legge ma, sopraggiunto il precetto, il peccato ha ripreso vita 9 e io sono morto. Il comandamento, che doveva servire per la vita, è divenuto per me motivo di morte. 10 Il peccato infatti, presa l'occasione, mediante il comandamento mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte. 11 Così la Legge è santa, e santo, giusto e buono è il comandamento. 12 Ciò che è bene allora è diventato morte per me? No davvero! Ma il peccato, per rivelarsi peccato, mi ha dato la morte servendosi di ciò che è bene, perchè il peccato risultasse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento. 13 Sappiamo infatti che la Legge è spirituale, mentre io sono carnale, venduto come schiavo del peccato.

7:7 7:7 Che diremo adunque? che la legge sia peccato? Cosi' non sia. anzi, io non avrei conosciuto il peccato, se non per la legge. per-ciocche' io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non dicesse: Non concupire. 8 7:8 Ma il peccato, proesa occasione per questo comandamento, ha operata in me ogni concupiscenza. 9 7:9 Perciocche', senza la legge, il peccato e' morto. E tempo fu, che io, senza la legge, era vivente. ma, essendo venuto il comandamento, il peccato rivisse, ed io morii. 10 7:10 Ed io trovai, che il comandamento, che e' a vita, esso mi tornava a morte. 11 7:11 Perciocche' il peccato, proesa occasione per lo comandamento, m'inganno', e per quello mi uccise. 12 7:12 Talche', ben e' la legge santa, e il comandamento santo, e giusto, e buono. 13 7:13 Mi e' dunque cio' che e' buono divenuto morte? Cosi' non sia. anzi il peccato mi e' divenuto morte, acciocche' apparisse esser peccato, operandomi la morte per quello che e' buono. affinche', per lo comandamento, il peccato sia reso estremamente peccante.

7:7 7:7 Che diremo dunque? La legge e' essa peccato? Cosi' non sia. anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non per mezzo della legge. poichè io non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire. 8 7:8 Ma il peccato, co'lta l'occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza. perchè senza la legge il peccato e' morto. 9 7:9 E ci fu un tempo, nel quale, senza legge, vivevo. ma, venuto il comandamento, il peccato proese vita, ed io morii. 10 7:10 e il comandamento ch'era inteso a darmi vita, risulto' che mi dava morte. 11 7:11 Perchè il peccato, co'lta l'occasione, per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno. e, per mezzo d'esso, m'uccise. 12 7:12 Talchè la legge e' santa, e il comandamento e' santo e giusto e buono. 13 7:13 Cio' che e' buono divento' dunque morte per me? Cosi' non sia. ma e' il peccato che m'e' divenuto morte, onde si palesasse come peccato, cagionandomi la morte mediante cio' che e' buono. affinchè, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante.

7:7 7:7 Che cosa diremo dunque? La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge. poichè non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire. 8 7:8 Ma il peccato, colta l'occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza. perchè senza la legge il peccato è morto. 9 7:9 Un tempo io vivevo senza legge. ma, venuto il comandamento, il peccato proese vita e io morii. 10 7:10 e il comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte. 11 7:11 Perchè il peccato, colta l'occasione per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno e, per mezzo di esso, mi uccise. 12 7:12 Cosò la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono. 13 7:13 Ciò che è buono, diventò dunque per me morte? No di certo! è invece il peccato che mi è diventato morte, perchè si rivelasse come peccato, causandomi la morte mediante ciò che è buono. affinchè, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante.

7:7 7:7 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia. anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge. infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: ’Non concupire'. 8 7:8 Il peccato invece, proesa occasione da questo comandamento, ha prodotto in me ogni concupiscenza, 9 7:9 perchè senza la legge, il peccato è morto. Ci fu un tempo in cui io vivevo senza la legge, ma essendo venuto il comandamento, il peccato proese vita ed io morii, 10 7:10 e trovai che proproio il comandamento, che è in funzione della vita, mi era motivo di morte. 11 7:11 Infatti il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi ingannò e mediante quello mi uccise. 12 7:12 Così, la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono. 13 7:13 Ciò che è buono è dunque diventato morte per me? Così non sia. anzi il peccato mi è diventato morte, affinchè appaia che il peccato produce in me la morte per mezzo di ciò che è buono, affinchè il peccato divenisse estremamente peccaminoso per mezzo del comandamento.

7:7 Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera. 8 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge, nè avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non desiderare. 9 Prendendo pertanto occasione da questo comandamento, il peccato scatenò in me ogni sorta di desideri. Senza la legge infatti il peccato è morto 10 e io un tempo vivevo senza la legge. Ma, sopraggiunto quel comandamento, il peccato ha preso vita 11 e io sono morto; la legge, che doveva servire per la vita, è divenuta per me motivo di morte. 12 Il peccato infatti, prendendo occasione dal comandamento, mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte. 13 Così la legge è santa e santo e giusto e buono è il comandamento.

Mappa

Commento di un santo

Mi sembra che l'Apostolo in questo testo abbia rappresentato in se stesso l'uomo posto sotto la legge, facendo proprie le sue parole. E poichè poco prima aveva detto: Siamo stati liberati dalla legge sotto la quale eravamo morti incatenati, per servire nella novità dello spirito e non nella vetustà della lettera 2, per non dare l'impressione di aver biasimato la legge con queste parole, subito aggiunse: Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge, nè avrei conosciuto la concupiscenza se la legge non avesse detto: " Non desiderare " 3. La concupiscenza accresciuta della legge.

Autore

Agostino

Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia