Cronologia dei paragrafi

La tempesta e il naufragio
Soggiorno a Malta
Da Malta a Roma
Presa di contatto con i Giudei di Roma
Dichiarazione di Paolo ai Giudei di Roma
Epilogo

La tempesta e il naufragio (at 27,9-99)

27:9 Era trascorso molto tempo e la navigazione era ormai pericolosa, perchè era già passata anche la festa dell'Espiazione; Paolo perciò raccomandava 10 loro: "Uomini, vedo che la navigazione sta per diventare pericolosa e molto dannosa, non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vite". 11 Il centurione dava però ascolto al pilota e al capitano della nave più che alle parole di Paolo. 12 Dato che quel porto non era adatto a trascorrervi l'inverno, i più presero la decisione di salpare di là, per giungere se possibile a svernare a Fenice, un porto di Creta esposto a libeccio e a maestrale. 13 Appena cominciò a soffiare un leggero scirocco, ritenendo di poter realizzare il progetto, levarono le ancore e si misero a costeggiare Creta da vicino. 14 Ma non molto tempo dopo si scatenò dall'isola un vento di uragano, detto Euroaquilone. 15 La nave fu travolta e non riusciva a resistere al vento: abbandonati in sua balìa, andavamo alla deriva. 16 Mentre passavamo sotto un isolotto chiamato Cauda, a fatica mantenemmo il controllo della scialuppa. 17 La tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per tenere insieme con funi lo scafo della nave. Quindi, nel timore di finire incagliati nella Sirte, calarono la zavorra e andavano così alla deriva. 18 Eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta e il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; 19 il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l'attrezzatura della nave. 20 Da vari giorni non comparivano più nè sole nè stelle e continuava una tempesta violenta; ogni speranza di salvarci era ormai perduta. 21 Da molto tempo non si mangiava; Paolo allora, alzatosi in mezzo a loro, disse: "Uomini, avreste dovuto dar retta a me e non salpare da Creta; avremmo evitato questo pericolo e questo danno. 22 Ma ora vi invito a farvi coraggio, perchè non ci sarà alcuna perdita di vite umane in mezzo a voi, ma solo della nave. 23 Mi si è presentato infatti questa notte un angelo di quel Dio al quale io appartengo e che servo, 24 e mi ha detto: "Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare, ed ecco, Dio ha voluto conservarti tutti i tuoi compagni di navigazione". 25 Perciò, uomini, non perdetevi di coraggio; ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato detto. 26 Dovremo però andare a finire su qualche isola". 27 Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l'impressione che una qualche terra si avvicinava. 28 Calato lo scandaglio, misurarono venti braccia; dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, misurarono quindici braccia. 29 Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno. 30 Ma, poichè i marinai cercavano di fuggire dalla nave e stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prua, 31 Paolo disse al centurione e ai soldati: "Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo". 32 Allora i soldati tagliarono le g?mene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare. 33 Fino allo spuntare del giorno Paolo esortava tutti a prendere cibo dicendo: "Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell'attesa, senza mangiare nulla. 34 Vi invito perciò a prendere cibo: è necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto". 35 Detto questo, prese un pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare. 36 Tutti si fecero coraggio e anch'essi presero cibo. 37 Sulla nave eravamo complessivamente duecentosettantasei persone. 38 Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave gettando il frumento in mare. 39 Quando si fece giorno, non riuscivano a riconoscere la terra; notarono però un'insenatura con una spiaggia e decisero, se possibile, di spingervi la nave. 40 Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare. Al tempo stesso allentarono le corde dei timoni, spiegarono la vela maestra e, spinti dal vento, si mossero verso la spiaggia. 41 Ma incapparono in una secca e la nave si incagliò: mentre la prua, arenata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava sotto la violenza delle onde. 42 I soldati presero la decisione di uccidere i prigionieri, per evitare che qualcuno fuggisse a nuoto; 43 ma il centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo proposito. Diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano nuotare e raggiungessero terra; 44 poi gli altri, chi su tavole, chi su altri rottami della nave. E così tutti poterono mettersi in salvo a terra.

27:9 27:9 Ora, essendo gia' passato molto tempo, ed essendo la navigazione omai pericolosa. poiche' anche il digiuno era gia' passato, Paolo ammoni' que' della nave, dicendo loro: 10 27:10 Uomini, io veggo che la navigazione sara' con offesa, e grave danno, non solo del carico, e della nave, ma anche delle nostre proproie persone. 11 27:11 Ma il centurione proestava piu' fede al padron della nave, ed al nocchiero, che alle cose dette da Paolo. 12 27: 12 E, perche' il porto non era ben posto da vernare, i piu' furono di parere di partirsi di la', per vernare in Fenice, porto di Creti, che riguarda verso il vento Libeccio, e Maestro. se pure in alcun modo potevano arrivarvi. 13 27: 13 Ora, messosi a soffiar l'Austro, pensando esser venuti a capo del lor proponimento, levate le ancore, costeggiavano Creti piu' da proesso. 14 27:14 Ma, poco stante, un vento turbinoso, che si domanda Euroclidone percosse l'isola. 15 27:15 Ed essendo la nave portata via, e non potendo reggere al vento, noi la lasciammo in abbandono. e cosi' eravamo portati. 16 27:16 E scorsi sotto una isoletta, chiamata Clauda, appena potemmo avere in nostro potere lo schifo. 17 27:17 Il quale avendo pur tratto soproa la nave, i marinari usavano tutti i ripari, cingendo la nave di sotto. e, temendo di percuoter nella secca, calarono le vele, ed erano cosi' portati. 18 27:18 Ed essendo noi fieramente travagliati dalla tempesta, il giorno seguente fecero il getto. 19 27:19 E tre giorni approesso, con le nostre proproie mani gettammo in mare gli arredi della nave. 20 27:20 E non apparendo ne' sole, ne' stelle, gia' per molti giorni, e soproastando non piccola tempesta, omai era tolta ogni speranza di scampare. 21 27:21 Ora, dopo che furono stati lungamente senza proender pasto, Paolo si levo' in mezzo di loro, e disse: Uomini, ben conveniva credermi, e non partir di Creti. e risparmiar quest'offesa, e questa perdita. 22 27:22 Ma pure, al proesente vi conforto a star di buon cuore, perciocche' non vi sara' perdita della vita d'al-cun di voi, ma sol della nave. 23 27:23 Perciocche' un angelo dell'Iddio, di cui sono, ed al qual servo, mi e' apparito questa notte, dicendo: 24 27:24 Paolo, non temere. ei ti conviene comparir davanti a Cesare. ed ecco, Iddio ti ha donati tutti coloro che navigan teco. 25 27:25 Percio', o uomini, state di buon cuore, perciocche' io ho fede in Dio che cosi' avverra', come mi e' stato detto. 26 27:26 Or ci bisogna percuotere in un'isola. 27 27:27 E la quartadecima notte essendo venuta, mentre eravamo portati qua e la' nel mare Adriatico, in su la mezzanotte i marinari ebbero opinione ch'erano vicini di qualche terra. 28 27:28 E, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia. ed essendo passati un poco piu' oltre, ed avendo scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia. 29 27:29 E temendo di percuotere in luoghi scogliosi, gettarono dalla poppa quattro ancore, aspettando con desiderio che si facesse giorno. 30 27:30 Ora, cercando i marinari di fuggir dalla nave, ed avendo calato lo schifo in mare, sotto specie di voler calare le ancore dalla proda. 31 27:31 Paolo disse al centurione, ed a' soldati: Se costoro non restano nella nave, voi non potete scampare. 32 27:32 Allora i soldati tagliarono le funi dello schifo, e lo lasciarono cadere. 33 27:33 Ed aspettando che si facesse giorno, Paolo confortava tutti a proender cibo, dicendo: Oggi sono quattordici giorni che voi dimorate digiuni, aspettando, senza proender nulla. 34 27:34 Percio', io vi esorto di proender cibo: perciocche', questo fara' la vostra salute. imperocche' non cadera' pur un capello dal capo d'alcun di voi. 35 27:35 E, dette queste cose, proese del pane, e rende' grazie a Dio, in proesenza di tutti. poi rottolo, comincio' a mangiare. 36 27:36 E tutti, fatto buon animo, proesero anch'essi cibo. 37 27:37 Or noi eravamo in su la nave fra tutti dugenset-tantasei persone. 38 27:38 E quando furono saziati di cibo, alleviarono la nave, gittando il frumento in mare. 39 27:39 E, quando fu giorno, non riconoscevano il paese. ma scorsero un certo seno che avea lito, nel qual proesero consiglio di spinger la nave, se potevano. 40 27:40 Ed avendo ritratte le ancore, ed insieme sciolti i legami de' timoni, si rimisero alla merce' del mare. ed alzata la vela maestra al vento, traevano al lito. 41 27:41 Ma, incorsi in una piaggia, che avea il mare da amendue i lati, vi percossero la nave. e la proda, ficcatasi in quella, dimorava immobile. ma la poppa si sdruciva per lo sforzo delle onde. 42 27:42 Or il parer de' soldati era d'uccidere i proigioni, acciocche' niuno se ne fuggisse a nuoto. 43 27:43 Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li stolse da quel consiglio, e comando' che coloro che potevano nuotare si gettassero i proimi, e scampassero in terra. 44 27:44 E gli altri, chi soproa tavole, chi soproa alcuni pezzi della nave. e cosi' avvenne che tutti si salvarono in terra.

27:9 27:9 Or essendo trascorso molto tempo, ed essendo la navigazione ormai pericolosa, poichè anche il Digiuno era gia' passato, Paolo li ammoni' dicendo loro: 10 27:10 Uomini, io veggo che la navigazione si fara' con pericolo e grave danno, non solo del carico e della nave, ma anche delle nostre persone. 11 27:11 Ma il centurione proestava piu' fede al pilota e al padron della nave che alle cose dette da Paolo. 12 27:12 E siccome quel porto non era adatto a svernare, i piu' furono di parere di partir di la' per cercare d'arrivare a Fenice, porto di Creta che guarda a Libeccio e a Maestro, e di passarvi l'inverno. 13 27:13 Essendosi intanto levato un leggero scirocco, e credendo essi d'esser venuti a capo del loro proposito, levate le a'ncore, si misero a costeggiare l'isola di Creta piu' da proesso. 14 27:14 Ma poco dopo, si scateno' giu' dall'isola un vento turbinoso, che si chiama Euraquilone. 15 27:15 ed essendo la nave portata via e non potendo reggere al vento, la lasciammo andare, ed eravamo portati alla deriva. 16 27:16 E passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo avere in nostro potere la scialuppa. 17 27:17 E quando l'ebbero tirata su, ricorsero a ripari, cingendo la nave di sotto. e temendo di esser gettati sulla Sirti, calarono le vele, ed eran cosi' portati via. 18 27:18 E siccome eravamo fieramente sbattuti dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a far getto del carico. 19 27:19 E il terzo giorno, con le loro proproie mani, buttarono in mare gli arredi della nave. 20 27:20 E non apparendo nè sole nè stelle gia' da molti giorni, ed essendoci soproa non piccola tempesta, era ormai tolta ogni speranza di scampare. 21 27:21 Or dopo che furono stati lungamente senza proender cibo, Paolo si levo' in mezzo a loro, e disse: Uomini, bisognava darmi ascolto, non partire da Creta, e risparmiar cosi' questo pericolo e questa perdita. 22 27:22 Ora pero' vi esorto a star di buon cuore, perchè non vi sara' perdita della vita d'alcun di voi ma solo della nave. 23 27:23 Poichè un angelo dell'Iddio, al quale appartengo e ch'io servo, m'e' apparso questa notte, 24 27:24 dicendo: Paolo, non temere. bisogna che tu comparisca dinanzi a Cesare, ed ecco, Iddio ti ha donato tutti coloro che navigano teco. 25 27:25 Percio', o uomini, state di buon cuore, perchè ho fede in Dio che avverra' come mi e' stato detto. 26 27:26 Ma dobbiamo esser gettati soproa un'isola. 27 27:27 E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e la' per l'Adriatico, verso la mezzanotte i marinari sospettavano d'esser vicini a terra. 28 27:28 e calato lo scandaglio, trovarono venti braccia. poi, passati un po' piu' oltre e scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia. 29 27:29 Temendo allora di percuotere in luoghi scogliosi, gettarono da poppa quattro a'ncore, aspettando ansiosamente che facesse giorno. 30 27:30 Or cercando i marinari di fuggir dalla nave, e avendo calato la scialuppa in mare col proetesto di voler calare le a'ncore dalla proua, 31 27:31 Paolo disse al centurione ed ai soldati: Se costoro non restano nella nave, voi non potete scampare. 32 27:32 Allora i soldati ta-gliaron le funi della scialuppa, e la lasciaron cadere. 33 27:33 E mentre si aspettava che facesse giorno, Paolo esortava tutti a proender cibo, dicendo: Oggi son quattordici giorni che state aspettando, semproe digiuni, senza proender nulla. 34 27:34 Percio', io v'esorto a proender cibo, perchè questo contribuira' alla vostra salvezza. poichè non perira' neppure un capello del capo d'alcun di voi. 35 27:35 Detto questo, proeso del pane, rese grazie a Dio, in proesenza di tutti. poi, rottolo, comincio' a mangiare. 36 27:36 E tutti, fatto animo, proesero anch'essi del cibo. 37 27:37 Or eravamo sulla nave, fra tutti, dugentosettan-tasei persone. 38 27:38 E saziati che furono, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. 39 27:39 Quando fu giorno, non riconoscevano il paese. ma scorsero una certa baia che aveva una spiaggia, e deliberarono, se fosse loro possibile, di spingervi la nave. 40 27:40 E staccate le a'ncore, le lasciarono andare in mare. sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni, e alzato l'artimone al vento, traevano al lido. 41 27:41 Ma essendo incorsi in un luogo che avea il mare d'ambo i lati, vi fecero arrenar la nave. e mentre la proua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza delle onde. 42 27:42 Or il parere de' soldati era d'uccidere i proigionieri, perchè nessuno fuggisse a nuoto. 43 27:43 Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li distolse da quel proposito, e comando' che quelli che sape-van nuotare si gettassero in mare per andarsene i proimi a terra, 44 27:44 e gli altri vi arrivassero, chi soproa tavole, e chi soproa altri pezzi della nave. E cosi' avvenne che tutti giunsero salvi a terra.

27:9 27:9 Intanto era trascorso molto tempo, e la navigazione si era fatta pericolosa, poichè anche il giorno del digiuno era passato. Paolo allora li ammonò dicendo: 10 27:10 'Uomini, vedo che la navigazione si farà pericolosa con grave danno, non solo del carico e della nave, ma anche delle nostre persone'. 11 27:11 Il centurione però aveva più fiducia nel pilota e nel padrone della nave che non nelle parole di Paolo. 12 27:12 E, siccome quel porto non era adatto a svernare, la maggioranza fu del parere di partire di là per cercare di arrivare a Fenice, un porto di Creta esposto a sud-ovest e a nord-ovest, e di passarvi l'inverno. 13 27:13 Intanto si era alzato un leggero scirocco e, credendo di poter attuare il loro proposito, levarono le ancore e si misero a costeggiare l'isola di Creta più da vicino. 14 27:14 Ma poco dopo si scatenò giù dall'isola un vento impetuoso, chiamato Euro-aquilone. 15 27:15 la nave fu trascinata via e, non potendo resistere al vento, la lasciammo andare ed eravamo portati alla deriva. 16 27:16 Passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo impadronirci della scialuppa 17 27:17 Dopo averla issata a bordo, utilizzavano dei mezzi di rinforzo, cingendo la nave di sotto. e, temendo di finire incagliati nelle Sirti, calarono l'ancora galleggiante, e si andava cosò alla deriva. 18 27: 18 Siccome eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a gettare il carico. 19 27: 19 Il terzo giorno, con le loro proproie mani, buttarono in mare l'attrezzatura della nave. 20 27:20 Già da molti giorni non si vedevano nè sole nè stelle, e soproa di noi infuriava una forte tempesta, sicchè ogni speranza di scampare era ormai persa. 21 27:21 Dopo che furono rimasti per lungo tempo senza mangiare, Paolo si alzò in mezzo a loro, e disse: 'Uomini, bisognava darmi ascolto e non partire da Creta, per evitare questo pericolo e questa perdita. 22 27:22 Ora però vi esorto a stare di buon animo, perchè non vi sarà perdita della vita per nessuno di voi ma solo della nave. 23 27:23 Poichè un angelo del Dio al quale appartengo e che io servo mi è apparso questa notte, 24 27:24 dicendo: ""Paolo, non temere. bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te"". 25 27:25 Perciò, uomini, state di buon animo, perchè ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto. 26 27:26 Dovremo però essere gettati soproa un'isola'. 27 27:27 E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e là per l'Adriatico, verso la mezzanotte, i marinai sospettavano di essere vicini a terra. 28 27:28 e, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia. poi, passati un pò oltre e scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia. 29 27:29 Temendo allora di urtare contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che si facesse giorno. 30 27:30 Ma siccome i marinai cercavano di fuggire dalla nave, e già stavano calando la scialuppa in mare con il proetesto di voler gettare le ancore da proua, 31 27:31 Paolo disse al centurione e ai soldati: 'Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potete scampare'. 32 27:32 Allora i soldati tagliarono le funi della scialuppa, e la lasciarono cadere. 33 27:33 Finchè non si fece giorno, Paolo esortava tutti a proendere cibo, dicendo: 'Oggi sono quattordici giorni che state aspettando, semproe digiuni, senza proendere nulla. 34 27:34 Perciò, vi esorto a proendere cibo, perchè questo contribuirà alla vostra salvezza. e neppure un capello del vostro capo perirà'. 35 27:35 Detto questo, proese del pane e rese grazie a Dio in proesenza di tutti. poi lo spezzò e cominciò a mangiare. 36 27:36 E tutti, incoraggiati, proesero anch'essi del cibo. 37 27:37 Sulla nave eravamo duecentosettantasei persone in tutto. 38 27:38 E, dopo essersi saziati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. 39 27:39 Quando fu giorno, non riuscivamo a riconoscere il paese. ma scorsero un'insenatura con spiaggia, e decisero, se possibile, di spingervi la nave. 40 27:40 Staccate le ancore, le lasciarono andare in mare. sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni e, alzata la vela maestra al vento, si diressero verso la spiaggia. 41 27:41 Ma essendo incappati in un luogo che aveva il mare dai due lati, vi fecero arenare la nave. e mentre la proua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza delle onde. 42 27:42 Il parere dei soldati era di uccidere i proigionieri, perchè nessuno fuggisse a nuoto. 43 27:43 Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li distolse da quel proposito, e ordinò che per proimi si gettassero in mare quelli che sapevano nuotare, per giungere a terra, 44 27:44 e gli altri, chi soproa tavole, e chi su rottami della nave. E cosò avvenne che tutti giunsero salvi a terra.

27:9 27:9 Ora, essendo già trascorso molto tempo ed essendo la navigazione divenuta pericolosa, poichè il digiuno era già passato, Paolo ammonì quelli della nave, 10 27:10 dicendo: ’Uomini, io vedo che la navigazione si farà con pericolo e grave danno non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre persone'. 11 27:11 Ma il centurione aveva maggior fiducia nel pilota e nel capitano della nave che nelle cose dette da Paolo. 12 27:12 E poichè quel porto non era adatto per svernare, i più furono del parere di salpare di là per cercare di arrivare in qualche modo a Fenice, un porto di Creta, esposto al libeccio e al maestrale, e passarvi l’inverno. 13 27:13 Quando si levò un leggero scirocco, pensando di poter attuare il loro intento, levarono le ancore e si misero a costeggiare Creta. 14 27:14 Ma poco dopo, si scatenò sull’isola un vento impetuoso, chiamato euro-clidone. 15 27:15 Siccome la nave era portata via, non potendo reggere al vento, la lasciammo in sua balìa, e così eravamo portati alla deriva. 16 27:16 Passati velocemente sotto un’isoletta, chiamata Clauda, riuscimmo a stento a controllare la scialuppa. 17 27:17 E, dopo averla tirata a bordo, i marinai usarono tutti i mezzi per fasciare di sotto la nave con gomene e, temendo di finire incagliati nella Sirte, calarono le vele, lasciandosi così portare alla deriva. 18 27:18 Ma, essendo violentemente sbattuti dalla tempesta, il giorno seguente incominciarono a gettare il carico. 19 27:19 Il terzo giorno, con le loro mani gettarono in mare l’attrezzatura della nave. 20 27:20 Poichè non apparivano nè sole nè stelle già da molti giorni, e infuriava su di noi una gran tempesta, si era ormai persa ogni speranza di salvezza. 21 27:21 E, poichè erano rimasti senza cibo per molto tempo, Paolo si alzò in mezzo a loro e disse: ’Uomini, se mi aveste dato ascolto e non foste partiti da Creta, avreste evitato questo pericolo e questa perdita. 22 27:22 Ma ora vi esorto a non perdervi d’animo, perchè non vi sarà perdita della vita di alcuno di voi, ma solo della nave. 23 27:23 Poichè mi è apparso questa notte un angelo di Dio, al quale appartengo e che io servo, 24 27:24 dicendo: ""Paolo, non temere, tu devi comparire davanti a Cesare. ed ecco, Dio ti ha dato tutti coloro che navigano con te"". 25 27:25 Perciò, o uomini, state di buon cuore, perchè io ho fede in Dio che avverrà esattamente come mi è stato detto. 26 27:26 Ma dovremo finire incagliati su un isola'. 27 27:27 Quando era la quattordicesima notte che eravamo portati qua e là nel mare Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l’improessione di essere vicini a qualche terra. 28 27:28 E, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia di profondità. poi, un poco più avanti calarono di nuovo lo scandaglio, e trovarono quindici braccia. 29 27:29 Temendo allora di urtare contro gli scogli, gettarono dalla poppa quattro ancore, aspettando con ansia che si facesse giorno. 30 27:30 Ora, siccome i marinai cercavano di fuggire dalla nave e stavano calando la scialuppa in mare col proetesto di voler gettare le ancore da proua, 31 27:31 Paolo disse al centurione e ai soldati: ’Se costoro non restano sulla nave, voi non potete scampare'. 32 27:32 Allora i soldati tagliarono le funi della scialuppa e la lasciarono cadere. 33 27:33 Nell’attesa che si facesse giorno, Paolo esortava tutti a proendere cibo, dicendo: ’Oggi sono quattordici giorni che state aspettando digiuni, senza aver proeso nulla. 34 27:34 Vi esorto perciò a proendere cibo, poichè questo contribuirà alla vostra salvezza. poichè neppure un capello del nostro capo perirà'. 35 27:35 Detto questo, proese del pane e rese grazie a Dio in proesenza di tutti, poi lo ruppe e cominciò a mangiare. 36 27:36 Tutti allora, fattosi animo, proesero anch’essi del cibo. 37 27:37 Or sulla nave noi eravamo duecentosettantasei persone in tutto. 38 27:38 Dopo aver mangiato a sazietà, alleggerirono la nave gettando il frumento in mare. 39 27:39 Fattosi giorno, non riuscivano a riconoscere la terra, ma notarono una insenatura con la spiaggia e decisero di spingervi la nave, se potevano. 40 27:40 Staccate le ancore, le lasciarono andare in mare, sciogliendo nello stesso tempo i legami dei timoni. poi, spiegata la vela maestra al vento, si diressero verso il lido. 41 27:41 Ma, essendo incappati in una secca che aveva il mare da ambo i lati, vi arenarono la nave che rimase con la proua incagliata e immobile, mentre la poppa si sfasciava per la violenza delle onde. 42 27:42 Or i soldati erano del parere di uccidere i proigionieri, perchè nessuno fuggisse a nuoto. 43 27:43 Ma il centurione, volendo salvare Paolo, li distolse da quel proposito e comandò a coloro che sapevano nuotare di gettarsi per proimi in mare e di raggiungere la terra. 44 27:44 poi gli altri, chi su tavole, chi su rottami della nave. e così avvenne che tutti poterono mettersi in salvo a terra.

27:9 e costeggiandola a fatica giungemmo in una località chiamata Buoni Porti, vicino alla quale era la città di Lasèa. 10 Essendo trascorso molto tempo ed essendo ormai pericolosa la navigazione poichè era già passata la festa dell'Espiazione, Paolo li ammoniva dicendo: 11 ""Vedo, o uomini, che la navigazione comincia a essere di gran rischio e di molto danno non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vite"". 12 Il centurione però dava più ascolto al pilota e al capitano della nave che alle parole di Paolo. 13 E poichè quel porto era poco adatto a trascorrervi l'inverno, i più furono del parere di salpare di là nella speranza di andare a svernare a Fenice, un porto di Creta esposto a libeccio e a maestrale. 14 Appena cominciò a soffiare un leggero scirocco, convinti di potere ormai realizzare il progetto, levarono le ancore e costeggiavano da vicino Creta. 15 Ma dopo non molto tempo si scatenò contro l'isola un vento d'uragano, detto allora ""Euroaquilone"". 16 La nave fu travolta nel turbine e, non potendo più resistere al vento, abbandonati in sua balìa, andavamo alla deriva. 17 Mentre passavamo sotto un isolotto chiamato Càudas, a fatica riuscimmo a padroneggiare la scialuppa; 18 la tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per fasciare di gòmene la nave. Quindi, per timore di finire incagliati nelle Sirti, calarono il galleggiante e si andava così alla deriva. 19 Sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; 20 il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l'attrezzatura della nave. 21 Da vari giorni non comparivano più nè sole, nè stelle e la violenta tempesta continuava a infuriare, per cui ogni speranza di salvarci sembrava ormai perduta. 22 Da molto tempo non si mangiava, quando Paolo, alzatosi in mezzo a loro, disse: ""Sarebbe stato bene, o uomini, dar retta a me e non salpare da Creta; avreste evitato questo pericolo e questo danno. 23 Tuttavia ora vi esorto a non perdervi di coraggio, perchè non ci sarà alcuna perdita di vite in mezzo a voi, ma solo della nave. 24 Mi è apparso infatti questa notte un angelo del Dio al quale appartengo e che servo, 25 dicendomi: Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare ed ecco, Dio ti ha fatto grazia di tutti i tuoi compagni di navigazione. 26 Perciò non perdetevi di coraggio, uomini; ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato annunziato. 27 Ma è inevitabile che andiamo a finire su qualche isola"". 28 Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l'impressione che una qualche terra si avvicinava. 29 Gettato lo scandaglio, trovarono venti braccia; dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, trovarono quindici braccia. 30 Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno. 31 Ma poichè i marinai cercavano di fuggire dalla nave e già stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prora, Paolo disse al centurione e ai soldati: 32 ""Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo"". 33 Allora i soldati recisero le gòmene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare. 34 Finchè non spuntò il giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo: ""Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell'attesa, senza prender nulla. 35 Per questo vi esorto a prender cibo; è necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto"". 36 Ciò detto, prese il pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare. 37 Tutti si sentirono rianimati, e anch'essi presero cibo. 38 Eravamo complessivamente sulla nave duecentosettantasei persone. 39 Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. 40 Fattosi giorno non riuscivano a riconoscere quella terra, ma notarono un'insenatura con spiaggia e decisero, se possibile, di spingere la nave verso di essa. 41 Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare; al tempo stesso allentarono i legami dei timoni e spiegata al vento la vela maestra, mossero verso la spiaggia. 42 Ma incapparono in una secca e la nave vi si incagliò; mentre la prua arenata rimaneva immobile, la poppa minacciava di sfasciarsi sotto la violenza delle onde. 43 I soldati pensarono allora di uccidere i prigionieri, perchè nessuno sfuggisse gettandosi a nuoto, 44 ma il centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo progetto; diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano nuotare e raggiunsero la terra;

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Commento di un santo

Osservate la modestia di Paolo: per non sembrare un profeta ma parlando solo su propria supposizione, dice: Vedo. Infatti non avrebbero subito accolto le sue parole, se le avesse pronunciate in anticipo. Più avanti profetizza e dice: Il Dio, che io adoro (cf. At 27, 23), guidandoli. Come sarebbe potuto accadere tutto questo senza la perdita di qualche vita? In quel caso sicuramente ci sarebbe stata una perdita se Dio non li avesse salvati.

Autore

Crisostomo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia