Cronologia dei paragrafi

Discorso di Paolo davanti al re Agrippa
Reazioni dell'uditorio
La partenza per Roma
La tempesta e il naufragio
Soggiorno a Malta
Da Malta a Roma
Presa di contatto con i Giudei di Roma
Dichiarazione di Paolo ai Giudei di Roma
Epilogo

Discorso di Paolo davanti al re Agrippa (at 26,1-23)

26:1 Agrippa disse a Paolo: "Ti è concesso di parlare a tua difesa". Allora Paolo, fatto cenno con la mano, si difese così: 2 "Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi difendere oggi da tutto ciò di cui vengo accusato dai Giudei, davanti a te, 3 che conosci a perfezione tutte le usanze e le questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti prego di ascoltarmi con pazienza. 4 La mia vita, fin dalla giovinezza, vissuta sempre tra i miei connazionali e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei; 5 essi sanno pure da tempo, se vogliono darne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto secondo la setta più rigida della nostra religione. 6 E ora sto qui sotto processo a motivo della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri, 7 e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. A motivo di questa speranza, o re, sono ora accusato dai Giudei! 8 Perchè fra voi è considerato incredibile che Dio risusciti i morti? 9 Eppure anche io ritenni mio dovere compiere molte cose ostili contro il nome di Gesù il Nazareno. 10 Così ho fatto a Gerusalemme: molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con il potere avuto dai capi dei sacerdoti e, quando venivano messi a morte, anche io ho dato il mio voto. 11 In tutte le sinagoghe cercavo spesso di costringerli con le torture a bestemmiare e, nel colmo del mio furore contro di loro, davo loro la caccia perfino nelle città straniere. 12 In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con il potere e l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti, 13 verso mezzogiorno vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. 14 Tutti cademmo a terra e io udii una voce che mi diceva in lingua ebraica: "Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti? è duro per te rivoltarti contro il pungolo". 15 E io dissi: "Chi sei, o Signore?". E il Signore rispose: "Io sono Gesù, che tu persèguiti. 16 Ma ora àlzati e sta' in piedi; io ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto di me e di quelle per cui ti apparirò. 17 Ti libererò dal popolo e dalle nazioni, a cui ti mando 18 per aprire i loro occhi, perchè si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ottengano il perdono dei peccati e l'eredità, in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me". 19 Perciò, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste, 20 ma, prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di pentirsi e di convertirsi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione. 21 Per queste cose i Giudei, mentre ero nel tempio, mi presero e tentavano di uccidermi. 22 Ma, con l'aiuto di Dio, fino a questo giorno, sto qui a testimoniare agli umili e ai grandi, null'altro affermando se non quello che i Profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere, 23 che cioè il Cristo avrebbe dovuto soffrire e che, primo tra i risorti da morte, avrebbe annunciato la luce al popolo e alle genti".

26:1 26:1 Ed Agrippa disse a Paolo: Ei ti si permette di parlar per te medesimo. Allora Paolo, distesa la mano, parlo' a sua difesa in questa maniera: 2 26:2 Re Agrippa, io mi reputo felice di dover oggi purgarmi davanti a te di tutte le cose, delle quali sono accusato da' Giudei. 3 26:3 proincipalmente, sapendo che tu hai conoscenza di tutti i riti, e quistioni, che son fra i Giudei. percio' ti proego che mi ascolti pazientemente. 4 26:4 Quale adunque sia stata, dalla mia giovanezza, la mia maniera di vivere, fin dal proincipio, per mezzo la mia nazione in Gerusalemme, tutti i Giudei lo sanno. 5 26:5 Poiche' mi hanno innanzi conosciuto fin dalla mia proima eta', e sanno (se voglion renderne testimonianza), che secondo la piu' squisita setta della nostra religione, son vissuto Fariseo. 6 26:6 Ed ora, io sto a giudi-cio per la speranza della promessa fatta da Dio a' padri. 7 26:7 Alla quale le nostre dodici tribu', servendo del continuo a Dio, giorno e notte, sperano di pervenire. per quella speranza sono io, o re Agrippa, accusato da' Giudei. 8 26:8 Che? e' egli da voi giudicato incredibile che Iddio risusciti i morti? 9 26:9 Ora dunque, quant'e' a me, ben avea pensato che mi conveniva far molte cose contro al nome di Gesu' il Nazareo. 10 26:10 Il che eziandio feci in Gerusalemme. ed avendone ricevuta la podesta' da' proincipali sacerdoti, io serrai nelle proigioni molti de' santi. e, quando erano fatti morire, io vi diedi la mia voce. 11 26:11 E spesse volte, per tutte le sinagoghe, con pene li costrinsi a bestemmiare. ed infuriato oltre modo contro a loro, li perseguitai fin nelle citta' straniere. 12 26:12 Il che facendo, come io andava eziandio in Damasco, con la podesta', e commissione da parte de' proincipali sacerdoti, io vidi, o re, per lo cammino, di mezzo giorno, 13 26:13 una luce maggiore dello splendor del sole, la quale dal cielo lampeggio' intorno a me, ed a coloro che facevano il viaggio meco. 14 26:14 Ed essendo noi tutti caduti in terra, io udii una voce che mi parlo', e disse in lingua ebrea: Saulo, Saulo, perche' mi perseguiti? ei ti e' duro di ricalcitrar contro agli stimoli. 15 26:15 Ed io dissi: Chi sei tu, Signore? Ed egli disse: Io son Gesu', il qual tu perseguiti. 16 26:16 Ma levati, e sta' in piedi. perciocche' per questo ti sono apparito, per ordinarti ministro, e testimonio delle cose, le quali tu hai vedute. e di quelle ancora, per le quali io ti appariro', 17 26:17 riscotendoti dal popolo, e dai Gentili, a' quali ora ti mando. 18 26:18 per aproir loro gli occhi, e convertirli dalle tenebre alla luce, e dalla podesta' di Satana a Dio. acciocche' ricevano, per la fede in me, remission de' peccati, e sorte fra i santificati. 19 26:19 Percio', o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste apparizione. 20 26:20 Anzi, proima a que' di Damasco, e poi in Gerusalemme, e per tutto il paese della Giudea, ed a' Gentili, ho annunziato che si ravveggano, e si convertano a Dio, facendo opere convenevoli al ravvedimento. 21 26:21 Per queste cose i Giudei, avendomi proeso nel tempio, tentarono d'ucci-dermi. 22 26:22 Ma, per l'aiuto di Dio, son durato fino a questo giorno, testificando a piccoli ed a grandi. non dicendo nulla, dalle cose infuori che i profeti e Mose' hanno dette dovere avvenire. 23 26:23 Cioe': che il Cristo sofferirebbe. e ch'egli, ch'e' il proimo della risurrezion de' morti, annunzierebbe luce al popolo, ed a' Gentili.

26:1 26:1 E Agrippa disse a Paolo: T'e' permesso parlare a tua difesa. Allora Paolo, distesa la mano, disse a sua difesa: 2 26:2 Re Agrippa, io mi reputo felice di dovermi oggi scolpare dinanzi a te di tutte le cose delle quali sono accusato dai Giudei, 3 26:3 proincipalmente perchè tu hai conoscenza di tutti i riti e di tutte le questioni che son fra i Giudei. percio' ti proego di ascoltarmi pazientemente. 4 26:4 Quale sia stato il mio modo di vivere dalla mia giovinezza, fin dal proincipio trascorsa in mezzo alla mia nazione e in Gerusalemme, tutti i Giudei lo sanno, 5 26:5 poichè mi hanno conosciuto fin d'allora, e sanno, se pur vogliono renderne testimonianza, che, secondo la piu' rigida setta della nostra religione, son vissuto Fariseo. 6 26:6 E ora son chiamato in giudizio per la speranza della promessa fatta da Dio ai nostri padri. 7 26:7 della qual promessa le nostre dodici tribu', che servono con fervore a Dio notte e giorno, sperano di vedere il compimento. E per questa speranza, o re, io sono accusato dai Giudei! 8 26:8 Perchè mai si giudica da voi cosa incredibile che Dio risusciti i morti? 9 26:9 Quant'e' a me, avevo si' pensato anch'io di dover fare molte cose contro il nome di Gesu' il Nazareno. 10 26:10 E questo difatti feci a Gerusalemme. e avutane facolta' dai capi sacerdoti serrai nelle proigioni molti de' santi. e quando erano messi a morte, io detti il mio voto. 11 26:11 E spesse volte, per tutte le sinagoghe, li costrinsi con pene a bestemmiare. e infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitai fino nelle citta' straniere. 12 26:12 Il che facendo, come andavo a Damasco con potere e commissione de' capi sacerdoti, 13 26:13 io vidi, o re, per cammino a mezzo giorno, una luce dal cielo, piu' risplendente del sole, la quale lampeggio' intorno a me ed a coloro che viaggiavan meco. 14 26:14 Ed essendo noi tutti caduti in terra, udii una voce che mi disse in lingua ebraica: Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? Ei t'e' duro di ricalcitrar contro gli stimoli. 15 26:15 E io dissi: Chi sei tu, Signore? E il Signore rispose: Io son Gesu', che tu perseguiti. 16 26:16 Ma le'vati, e sta' in pie'. perchè per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti appariro' ancora, 17 26:17 liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando 18 26:18 per aproir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potesta' di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d'eredita' fra i santificati. 19 26:19 Percio', o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste visione. 20 26:20 ma, proima a que' di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. 21 26:21 Per questo i Giudei, avendomi proeso nel tempio, tentavano d'uccidermi. 22 26:22 Ma per l'aiuto che vien da Dio, son durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi, non dicendo nulla all'infuori di quello che i profeti e Mose' hanno detto dover avvenire, cioe': 23 26:23 che il Cristo soffrirebbe, e che egli, il proimo a risuscitar dai morti, annunzierebbe luce al popolo ed ai Gentili.

26:1 26:1 Agrippa disse a Paolo: 'Ti è concesso di parlare a tua difesa'. Allora Paolo, stesa la mano, disse a sua difesa: 2 26:2 'Re Agrippa, io mi ritengo felice di potermi oggi discolpare davanti a te di tutte le cose delle quali sono accusato dai Giudei, 3 26:3 soproattutto perchè tu hai conoscenza di tutti i riti e di tutte le questioni che ci sono tra i Giudei. perciò ti proego di ascoltarmi pazientemente. 4 26:4 Quale sia stata la mia vita fin dalla mia gioventù, che ho trascorsa a Gerusalemme in mezzo al mio popolo, è noto a tutti i Giudei, 5 26:5 perchè mi hanno conosciuto fin da allora, e sanno, se pure vogliono renderne testimonianza, che, secondo la più rigida setta della nostra religione, sono vissuto da fariseo. 6 26:6 E ora sono chiamato in giudizio per la speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri. 7 26:7 della quale promessa le nostre dodici tribù, che servono con fervore Dio notte e giorno, sperano di vedere il compimento. Per questa speranza, o re, sono accusato dai Giudei! 8 26:8 Perchè mai si giudica da voi cosa incredibile che Dio risusciti i morti? 9 26:9 Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno. 10 26:10 Questo infatti feci a Gerusalemme. e avendone ricevuta l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti, io rinchiusi nelle proigioni molti santi. e, quand'erano messi a morte, io davo il mio voto. 11 26:11 E spesso, in tutte le sinagoghe, punendoli, li costringevo a bestemmiare. e, infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitavo fin nelle città straniere. 12 26:12 Mentre mi dedicavo a queste cose e andavo a Damasco con l'autorità e l'incarico da parte dei capi dei sacerdoti, 13 26:13 a mezzogiorno vidi per strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, la quale sfolgorò intorno a me e ai miei compagni di viaggio. 14 26:14 Tutti noi cademmo a terra, e io udii una voce che mi disse in lingua ebraica: ""Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? Ti è duro ricalcitrare contro il pungolo"". 15 26:15 Io dissi: ""Chi sei, Signore?"". E il Signore rispose: ""Io sono Gesù, che tu perseguiti. 16 26:16 Ma alzati, e sta' in piedi perchè per questo ti sono apparso: per farti ministro e testimone delle cose che hai viste, e di quelle per le quali ti apparirò ancora, 17 26:17 liberandoti da questo popolo e dalle nazioni, alle quali io ti mando 18 26:18 per aproire loro gli occhi, affinchè si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati"". 19 26:19 Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla visione celeste. 20 26:20 ma, proima a quelli di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e fra le nazioni, ho proedicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. 21 26:21 Per questo i Giudei, dopo avermi proeso nel tempio, tentavano di uccidermi. 22 26:22 Ma per l'aiuto che vien da Dio, sono durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi, senza dir nulla al di fuori di quello che i profeti e Mosè hanno detto che doveva avvenire, cioè: 23 26:23 che il Cristo avrebbe sofferto, e che egli, il proimo a risuscitare dai morti, avrebbe annunziato la luce al popolo e alle nazioni'.

26:1 26:1 Quindi Agrippa disse a Paolo: ’Ti è concesso di parlare a tua difesa!'. Allora Paolo, distesa la mano, iniziò a fare la sua difesa: 2 26:2 ’O re Agrippa, io mi ritengo felice di potermi oggi discolpare davanti a te di tutte le cose delle quali sono accusato dai Giudei, 3 26:3 soproattutto perchè tu conosci tutte le usanze e le questioni che ci sono tra i Giudei. ti proego perciò di ascoltarmi con pazienza. 4 26:4 Ora quale sia stato il mio modo di vivere fin dalla giovinezza, che ho trascorsa interamente a Gerusalemme in mezzo al mio popolo, tutti i Giudei lo sanno. 5 26:5 Essi mi hanno conosciuto fin d’allora e possono testimoniare, se lo vogliono, che son vissuto come fariseo, secondo la più rigida setta della nostra religione. 6 26:6 Ed ora mi trovo in giudizio per la speranza della promessa fatta da Dio ai nostri padri, 7 26:7 quella promessa che le nostre dodici tribù, che servono Dio con fervore giorno e notte, sperano di ottenere. per questa speranza, o re Agrippa, io sono accusato dai Giudei. 8 26:8 Perchè mai ritenete incredibile che Dio risusciti i morti? 9 26:9 Io stesso ritenni essere mio dovere far molte cose contro il nome di Gesù il Nazareno. 10 26:10 E questo è ciò che feci in Gerusalemme. avendone ricevuto l’autorità dai capi dei sacerdoti, rinchiusi nelle proigioni molti santi e, quando erano messi a morte, io davo il mio assenso. 11 26:11 E spesse volte, andando da una sinagoga all’altra, li costrinsi a bestemmiare e, grandemente infuriato contro di loro, li perseguitai fin nelle città straniere. 12 26:12 Mentre ero impegnato in questo e stavo andando a Damasco con l’autorizzazione e i pieni poteri dei capi dei sacerdoti, 13 26:13 a mezzogiorno, o re, sulla strada io vidi una luce dal cielo più splendente del sole, sfolgorare intorno a me e a quelli che viaggiavano con me. 14 26:14 Essendo noi tutti caduti a terra, udii una voce che mi parlava e mi disse in lingua ebraica: ""Saulo, Sau-lo, perchè mi perseguiti? Ti è duro recalcitrare contro i pungoli"". 15 26:15 Io dissi: ""Chi sei tu, Signore?"". Egli disse: ""Io sono Gesù, che tu perseguiti. 16 26:16 Ma alzati e stà in piedi, perchè per questo ti sono apparso: per costituirti ministro e testimone delle cose che tu hai visto e di quelle per le quali io ti apparirò, 17 26:17 liberandoti dal popolo e dai gentili, ai quali ora ti mando, 18 26:18 per aproir loro gli occhi e convertirli dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, affinchè ricevano mediante la fede in me il perdono dei peccati e un’eredità tra i santificati'. 19 26:19 Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste visione. 20 26:20 Ma proima a quelli in Damasco, poi a Gerusalemme. in tutta la regione della Giudea e ai gentili, ho annunziato di ravvedersi e di convertirsi a Dio, facendo opere degne di ravvedimento. 21 26:21 Per queste cose i Giudei, dopo avermi proeso nel tempio tentarono di uccidermi. 22 26:22 Ma, per l’aiuto ottenuto da Dio fino a questo giorno ho continuato a testimoniare a piccoli e grandi, non dicendo nient’altro se non ciò che i profeti e Mosè dissero che doveva avvenire, 23 26:23 cioè: che il Cristo avrebbe sofferto e che, essendo il proimo a risuscitare dai morti, avrebbe annunziato la luce al popolo e ai gentili'.

26:1 Mi sembra assurdo infatti mandare un prigioniero, senza indicare le accuse che si muovono contro di lui"". 2 Agrippa disse a Paolo: ""Ti è concesso di parlare a tua difesa"". Allora Paolo, stesa la mano, si difese così: 3 ""Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi discolpare da tutte le accuse di cui sono incriminato dai Giudei, oggi qui davanti a te, 4 che conosci a perfezione tutte le usanze e questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti prego di ascoltarmi con pazienza. 5 La mia vita fin dalla mia giovinezza, vissuta tra il mio popolo e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei; 6 essi sanno pure da tempo, se vogliono renderne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto nella setta più rigida della nostra religione. 7 Ed ora mi trovo sotto processo a causa della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri, 8 e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. Di questa speranza, o re, sono ora incolpato dai Giudei! 9 Perchè è considerato inconcepibile fra di voi che Dio risusciti i morti? 10 Anch'io credevo un tempo mio dovere di lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno, 11 come in realtà feci a Gerusalemme; molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con l'autorizzazione avuta dai sommi sacerdoti e, quando venivano condannati a morte, anch'io ho votato contro di loro. 12 In tutte le sinagoghe cercavo di costringerli con le torture a bestemmiare e, infuriando all'eccesso contro di loro, davo loro la caccia fin nelle città straniere. 13 In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con autorizzazione e pieni poteri da parte dei sommi sacerdoti, verso mezzogiorno 14 vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. 15 Tutti cademmo a terra e io udii dal cielo una voce che mi diceva in ebraico: Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo. 16 E io dissi: Chi sei, o Signore? E il Signore rispose: Io sono Gesù, che tu perseguiti. 17 Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora. 18 Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando 19 ad aprir loro gli occhi, perchè passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me. 20 Pertanto, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste; 21 ma prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di convertirsi e di rivolgersi a Dio, compiendo opere di vera conversione. 22 Per queste cose i Giudei mi assalirono nel tempio e tentarono di uccidermi. 23 Ma l'aiuto di Dio mi ha assistito fino a questo giorno, e posso ancora rendere testimonianza agli umili e ai grandi. Null'altro io affermo se non quello che i profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere,

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Commento di un santo

Paolo parla con chiarezza e sicurezza. Egli si considera fortunato, non per lusingare Agrippa, ma perchè questi conosceva tutte le usanze giuridiche (...). Inoltre, se Paolo si fosse sentito colpevole, avrebbe avuto certamente timore di presentarsi in un processo di fronte ad uno che sapeva tutto. Invece, è indicativo di una coscienza pulita che non ricusi un giudice che conosce accuratamente ogni cosa. Al contrario, si rallegra e si considera fortunato.

Autore

Crisostomo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia