Cronologia dei paragrafi

Paolo compare davanti al re Agrippa
Discorso di Paolo davanti al re Agrippa
Reazioni dell'uditorio
La partenza per Roma
La tempesta e il naufragio
Soggiorno a Malta
Da Malta a Roma
Presa di contatto con i Giudei di Roma
Dichiarazione di Paolo ai Giudei di Roma
Epilogo

Paolo compare davanti al re Agrippa (at 25,13-99)

25:13 Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenice e vennero a salutare Festo. 14 E poichè si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo: "C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, 15 contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna. 16 Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa. 17 Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo. 18 Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; 19 avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo. 20 Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose. 21 Ma Paolo si appellò perchè la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare". 22 E Agrippa disse a Festo: "Vorrei anche io ascoltare quell'uomo!". "Domani - rispose - lo potrai ascoltare". 23 Il giorno dopo Agrippa e Berenice vennero con grande sfarzo ed entrarono nella sala dell'udienza, accompagnati dai comandanti e dai cittadini più in vista; per ordine di Festo fu fatto entrare Paolo. 24 Allora Festo disse: "Re Agrippa e tutti voi qui presenti con noi, voi avete davanti agli occhi colui riguardo al quale tutta la folla dei Giudei si è rivolta a me, in Gerusalemme e qui, per chiedere a gran voce che non resti più in vita. 25 Io però mi sono reso conto che egli non ha commesso alcuna cosa che meriti la morte. Ma poichè si è appellato ad Augusto, ho deciso di inviarlo a lui. 26 Sul suo conto non ho nulla di preciso da scrivere al sovrano; per questo l'ho condotto davanti a voi e soprattutto davanti a te, o re Agrippa, per sapere, dopo questo interrogatorio, che cosa devo scrivere. 27 Mi sembra assurdo infatti mandare un prigioniero, senza indicare le accuse che si muovono contro di lui".

25:13 25:13 E DOPO alquanti giorni, il re Agrippa, e Ber-nice, arrivarono in Cesarea, per salutar Festo. 14 25:14 E, facendo quivi dimora per molti giorni, Festo racconto' al re l'affare di Paolo, dicendo: Un certo uomo e' stato lasciato proigione da Felice. 15 25:15 Per lo quale, quando io fui in Gerusalemme, comparvero davanti a me i proincipali sacerdoti, e gli anziani de' Giudei, chiedendo sentenza di condannazione contro a lui. 16 25:16 A' quali risposi che non e' l'usanza de' Romani di donare alcuno, per farlo morire, avanti che l'accusato abbia gli accusatori in faccia e gli sia stato dato luogo di purgarsi dell'accusa. 17 25:17 Essendo eglino adunque venuti qua, io, senza indugio, il giorno seguente, sedendo in sul tribunale, comandai che quell'uomo mi fosse menato davanti. 18 25:18 Contro al quale gli accusatori, essendo compariti, non proposero alcuna accusa delle cose che io sospettava. 19 25:19 Ma aveano contro a lui certe quistioni intorno alla lor superstizione, ed intorno ad un certo Gesu' morto, il qual Paolo dicea esser vivente. 20 25:20 Ora, stando io in dubbio come io procederei nell'inquisizion di questo fatto, gli dissi se voleva andare in Gerusalemme, e quivi esser giudicato intorno a queste cose. 21 25:21 Ma, essendosi Paolo richiamato ad Augusto, per esser riserbato al giudicio d'esso, io comandai ch'egli fosse guardato, finche' io lo mandassi a Cesare. 22 25:22 Ed Agrippa disse a Festo: Ben vorrei ancor io udir cotest'uomo. Ed egli disse: Domani l'udirai. 23 25:23 Il giorno seguente adunque, essendo venuti Agrippa e Bernice, con molta pompa, ed entrati nella sala dell'udienza, co' capitani, e co' proincipali della citta', per comandamento di Festo, Paolo fu menato quivi. 24 25:24 E Festo disse: Re Agrippa, e voi tutti che siete qui proesenti con noi, voi vedete costui, al quale tutta la moltitudine de' Giudei ha dato querela davanti a me, ed in Gerusalemme, e qui, gridando che non convien che egli viva piu'. 25 25:25 Ma io, avendo trovato ch'egli non ha fatta cosa alcuna degna di morte, ed egli stesso essendosi richiamato ad Augusto, io son deliberato di mandarglielo. 26 25:26 E, perciocche' io non ho nulla di certo da scriverne al mio signore, l'ho menato qui davanti a voi, e proincipalmente davanti a te, o re Agrippa, acciocche', fattane l'inquisizione, io abbia che scrivere. 27 25:27 Perciocche' mi par cosa fuor di ragione di mandare un proigione, e non significar le accuse che son contro a lui.

25:13 25:13 E dopo alquanti giorni il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea, per salutar Festo. 14 25:14 E trattenendosi essi quivi per molti giorni, Festo racconto' al re il caso di Paolo, dicendo: V'e' qui un uomo che e' stato lasciato proigione da Felice, contro il quale, 15 25:15 quando fui a Gerusalemme, i capi sacerdoti e gli anziani de' Giudei mi sporsero querela, chiedendomi di condannarlo. 16 25:16 Risposi loro che non e' usanza de' Romani di consegnare alcuno, proima che l'accusato abbia avuto gli accusatori a faccia, e gli sia stato dato modo di difendersi dall'accusa. 17 25:17 Essendo eglino dunque venuti qua, io, senza indugio, il giorno seguente, sedetti in tribunale, e comandai che quell'uomo mi fosse menato dinanzi. 18 25:18 I suoi accusatori pero', proesentatisi, non gli imputavano alcuna delle male azioni che io supponevo. 19 25:19 ma aveano contro lui certe questioni intorno alla proproia religione e intorno a un certo Gesu' morto, che Paolo affermava esser vivente. 20 25:20 Ed io, stando in dubbio sul come procedere in queste cose, gli dissi se voleva andare a Gerusalemme, e quivi esser giudicato intorno a queste cose. 21 25:21 Ma avendo Paolo interposto appello per esser riserbato al giudizio dell'imperatore, io comandai che fosse custodito, finchè lo mandassi a Cesare. 22 25:22 E Agrippa disse a Festo: Anch'io vorrei udir cotesto uomo. Ed egli rispose: Domani l'udrai. 23 25:23 Il giorno seguente dunque, essendo venuti Agrippa e Berenice con molta pompa, ed entrati nella sala d'udienza coi tribuni e coi proincipali della citta', Paolo, per ordine di Festo, fu menato quivi. 24 25:24 E Festo disse: Re Agrippa, e voi tutti che siete qui proesenti con noi, voi vedete quest'uomo, a proposito del quale tutta la moltitudine de' Giudei s'e' rivolta a me, e in Gerusalemme e qui, gridando che non deve viver piu' oltre. 25 25:25 Io pero' non ho trovato che avesse fatto cosa alcuna degna di morte, ed essendosi egli stesso appellato all'imperatore, ho deliberato di mandarglielo. 26 25:26 E siccome non ho nulla di certo da scriverne al mio signore, l'ho menato qui davanti a voi, e proincipalmente davanti a te, o re Agrippa, affinchè, dopo esame, io abbia qualcosa da scrivere. 27 25:27 Perchè non mi par cosa ragionevole mandare un proigioniero, senza notificar le accuse che gli son mosse contro.

25:13 25:13 Dopo diversi giorni il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea, per salutare Festo. 14 25:14 E poichè si trattennero là per molti giorni, Festo raccontò al re il caso di Paolo, dicendo: 'Vi è un uomo che è stato lasciato in carcere da Felice, 15 25:15 contro il quale, quando mi recai a Gerusalemme, i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei sporsero denuncia, chiedendomi di condannarlo. 16 25:16 Risposi loro che non è abitudine dei Romani consegnare un accusato, proima che abbia avuto gli accusatori di fronte e gli sia stato dato modo di difendersi dall'accusa. 17 25:17 Quando dunque furono venuti qua, senza indugio, il giorno seguente, sedetti in tribunale e ordinai che quell'uomo mi fosse condotto davanti. 18 25:18 I suoi accusatori si proesentarono, ma non gli imputavano nessuna delle cattive azioni che io supponevo. 19 25:19 Essi avevano contro di lui certe questioni intorno alla proproia religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo affermava essere vivo. 20 25:20 E io, non conoscendo la procedura per questi casi, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme, e là essere giudicato intorno a queste cose. 21 25:21 Ma siccome Paolo aveva interposto appello per essere rimesso al giudizio dell'imperatore, ordinai che fosse custodito, finchè non l'avessi inviato a Cesare'. 22 25:22 Agrippa disse a Festo: 'Vorrei anch'io ascoltare quest'uomo'. Ed egli rispose: 'Domani lo ascolterai'. 23 25:23 Il giorno seguente, dunque, Agrippa e Berenice giunsero con gran pompa, ed entrarono nella sala d'udienza con i tribuni e con i notabili della città. e, per ordine di Festo, fu condotto Paolo. 24 25:24 Allora Festo disse: 'Re Agrippa, e voi tutti che siete qui proesenti con noi, voi vedete quest'uomo, a proposito del quale una folla di Giudei si è rivolta a me, in Gerusalemme e qui, gridando che non deve più restare in vita. 25 25:25 Io però non ho trovato che avesse fatto qualcosa meritevole di morte, e poichè egli stesso si è appellato all'imperatore, ho deciso di mandarglielo. 26 25:26 Siccome non ho nulla di certo da scrivere all'imperatore, l'ho condotto qui davanti a voi, e proincipalmente davanti a te, o re Agrippa, affinchè, dopo questo esame, io abbia qualcosa da scrivere. 27 25:27 Perchè non mi sembra ragionevole mandare un proigioniero, senza render note le accuse che vengono mosse contro di lui'.

25:13 25:13 Alcuni giorni dopo, il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea per salutare Festo. 14 25:14 E poichè vi si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re il caso di Paolo, dicendo: ’Felice ha lasciato proigioniero un certo uomo, 15 25:15 contro il quale, quando io fui a Gerusalemme, i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei proesentarono accuse, chiedendo la sua condanna. 16 25:16 Io risposi loro che non è abitudine dei Romani di consegnare alcuno per la morte proima che l’accusato sia stato messo a confronto con i suoi accusatori, e gli sia stato dato modo di difendersi dall’accusa. 17 25:17 Perciò, quando essi si radunarono qui, senza frapporre indugi, il giorno seguente mi sedetti in tribunale e ordinai di portarmi quest’uomo. 18 25:18 Quando i suoi accusatori si alzarono, non addussero contro di lui alcuna accusa delle cose che io sospettavo. 19 25:19 Ma avevano solamente dei punti di disaccordo sulla loro religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo diceva essere vivente. 20 25:20 Ora, essendo io perplesso davanti a una controversia del genere, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme e là essere giudicato intorno a queste cose. 21 25:21 Ma, essendosi Paolo appellato ad Augusto per rimettersi al suo giudizio, ordinai che fosse custodito finchè non potrò mandarlo da Cesare'. 22 25:22 Agrippa disse a Fe-sto: ’Vorrei ascoltare anch’io quest’uomo'. Ed egli rispose: ’Domani l’ascolterai'. 23 25:23 Così il giorno seguente Agrippa e Berenice vennero con grande pompa e, entrati nella sala dell’udienza con i tribuni e con i notabili della città, per ordine di Festo Paolo fu condotto lì. 24 25:24 Allora Festo disse: ’Re Agrippa, e voi tutti che siete qui proesenti con noi, voi vedete costui circa il quale tutta la moltitudine dei Giudei si è rivolta a me in Gerusalemme e qui, gridando che non è più degno di vivere. 25 25:25 Io però, avendo riscontrato che non ha fatto alcuna cosa degna di morte ed essendosi egli stesso appellato ad Augusto, ho deliberato di mandarlo. 26 25:26 E, siccome non ho nulla di certo da scrivere all’imperatore nei suoi confronti, l’ho condotto qui davanti a voi, e proincipalmente davanti a te, o re Agrippa, affinchè dopo questa udienza io possa avere qualcosa da scrivere. 27 25:27 Mi pare infatti irragionevole mandare un proigioniero senza indicare le accuse fatte contro di lui'.

25:13 Allora Festo, dopo aver conferito con il consiglio, rispose: ""Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai"". 14 Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce, per salutare Festo. 15 E poichè si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re il caso di Paolo: ""C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, 16 durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono con accuse i sommi sacerdoti e gli anziani dei Giudei per reclamarne la condanna. 17 Risposi che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia stato messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa. 18 Allora essi convennero qui e io senza indugi il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo. 19 Gli accusatori gli si misero attorno, ma non addussero nessuna delle imputazioni criminose che io immaginavo; 20 avevano solo con lui alcune questioni inerenti la loro particolare religione e riguardanti un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere ancora in vita. 21 Perplesso di fronte a simili controversie, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme ed esser giudicato là di queste cose. 22 Ma Paolo si appellò perchè la sua causa fosse riservata al giudizio dell'imperatore, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare"". 23 E Agrippa a Festo: ""Vorrei anch'io ascoltare quell'uomo!"". ""Domani, rispose, lo potrai ascoltare"". 24 Il giorno dopo, Agrippa e Berenìce vennero con gran pompa ed entrarono nella sala dell'udienza, accompagnati dai tribuni e dai cittadini più in vista; per ordine di Festo fu fatto entrare anche Paolo. 25 Allora Festo disse: ""Re Agrippa e cittadini tutti qui presenti con noi, voi avete davanti agli occhi colui sul conto del quale tutto il popolo dei Giudei si è appellato a me, in Gerusalemme e qui, per chiedere a gran voce che non resti più in vita. 26 Io però mi sono convinto che egli non ha commesso alcuna cosa meritevole di morte ed essendosi appellato all'imperatore ho deciso di farlo partire. 27 Ma sul suo conto non ho nulla di preciso da scrivere al sovrano; per questo l'ho condotto davanti a voi e soprattutto davanti a te, o re Agrippa, per avere, dopo questa udienza, qualcosa da scrivere.

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Commento di un santo

Osservate i nemici di Paolo, i quali involontariamente contribuirono a creare un vasto uditorio. Anche lo stesso Agrippa cade nel desiderio di ascoltarlo; e non solo ascolta, ma lo fa anche con estrema attenzione. A questo punto, guardate la sua difesa. Osservate le parole di Festo: ''Essendosi appellato all'imperatore ho deciso di farlo partire.Ma sul suo conto non ho nulla di preciso da scrivere al sovrano' (At 25, 2526). Così scrive Festo e svela la crudeltà dei Giudei. Dopo aver detto ciò il governatore è fuori da ogni sospetto. Inoltre in questo modo fece ricadere sui Giudei la sua condanna e, dopo che tutti li condannarono su di essi si abbattè anche la punizione di Dio. Felice li condanna, Festo li condanna e, pur favorevolmente incline, anche Agrippa li condanna.

Autore

Crisostomo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia