Cronologia dei paragrafi

Liberazione miracolosa dei missionari
A Tessalonica. Difficoltà con i Giudei
Nuove difficoltà a Beria
Paolo ad Atene
Discorso di Paolo davanti all'Areopago
Fondazione della chiesa di Corinto
Paolo tradotto in tribunale dai Giudei
Ritorno ad Antiochia è partenza per il terzo viaggio
Apollo
I seguaci di Giovanni a efeso
Fondazione della chiesa di efeso
Gli esorcisti giudei
I progetti di Paolo
A Efeso. La sommossa degli orefici
Paolo abbandona efeso
A Triade Paolo risuscita un morto
Da Triade a Mileto
Addio agli anziani di efeso
La salita a Gerusalemme
Arrivo di Paolo a Gerusalemme
L'arresto di Paolo
Arringa di Paolo ai giudei di Gerusalemme
Paolo cittadino romano
Comparsa davanti al sinedrio
Complotto dei giudei contro Paolo
Trasferimento di Paolo a Cesarea
Il processo davanti a Felice
Discorso di Paolo davanti al governatore romano
La cAttivitàdi Paolo è Cesarea
Paolo si appella a Cesare
Paolo compare davanti al re Agrippa
Discorso di Paolo davanti al re Agrippa
Reazioni dell'uditorio
La partenza per Roma
La tempesta e il naufragio
Soggiorno a Malta
Da Malta a Roma
Presa di contatto con i Giudei di Roma
Dichiarazione di Paolo ai Giudei di Roma
Epilogo

Liberazione miracolosa dei missionari (at 16,25-99)

16:25 Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. 26 D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti. 27 Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò forte: "Non farti del male, siamo tutti qui". 29 Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?". 31 Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia". 32 E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. 33 Egli li prese con sè, a quell'ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; 34 poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. 35 Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: "Rimetti in libertà quegli uomini!". 36 Il carceriere riferì a Paolo questo messaggio: "I magistrati hanno dato ordine di lasciarvi andare! Uscite dunque e andate in pace". 37 Ma Paolo disse alle guardie: "Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, pur essendo noi cittadini romani, e ci hanno gettato in carcere; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro di persona a condurci fuori!". 38 E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All'udire che erano cittadini romani, si spaventarono; 39 vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di andarsene dalla città. 40 Usciti dal carcere, si recarono a casa di Lidia, dove incontrarono i fratelli, li esortarono e partirono.

16:25 16:25 Or in su la mezzanotte, Paolo e Sila, facendo orazione, cantavano inni a Dio. e i proigioni li udivano. 26 16:26 E di subito si fece un gran tremoto, talche' i fondamenti della proigione furono scrollati. e in quello stante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero. 27 16:27 E il carceriere, destatosi, e vedute le porte della proigione aperte, trasse fuori la spada, ed era per uccidersi, pensando che i proigioni se ne fosser fuggiti. 28 16:28 Ma Paolo grido' ad alta voce, dicendo: Non farti male alcuno. perciocche' noi siam tutti qui. 29 16:29 Ed egli, chiesto un lume, salto' dentro. e tutto tremante, si getto' a' piedi di Paolo e di Sila. 30 16:30 E menatili fuori, disse: Signori, che mi conviene egli fare per esser salvato? 31 16:31 Ed essi dissero: Credi nel Signor Gesu' Cristo, e sarai salvato tu, e la casa tua. 32 16:32 Ed essi annunziarono la parola del Signore a lui, ed a tutti coloro ch'erano in casa sua. 33 16:33 Ed egli, proesili in quell'istessa ora della notte, lavo' loro le piaghe. Poi in quell'istante fu battezzato egli, e tutti i suoi. 34 16:34 Poi, menatili in casa sua, mise loro la tavola. e giubilava d'avere, con tutta la sua casa, creduto a Dio. 35 16:35 Ora, come fu giorno, i proetori mandarono i sergenti a dire al carceriere: Lascia andar quegli uomini. 36 16:36 E il carceriere rapporto' a Paolo queste parole, dicendo: I proetori hanno mandato a dire che siate liberati. ora dunque uscite, e andatevene in pace. 37 16:37 Ma Paolo disse loro: Dopo averci pubblicamente battuti, senza essere stati condannati in giudicio, noi che siam Romani, ci hanno messi in proigione. ed ora celatamente ci mandano fuori! La cosa non andra' cosi'. anzi, vengano eglino stessi, e ci menino fuori. 38 16:38 E i sergenti rapportarono queste parole a' proetori. ed essi temettero, avendo inteso ch'erano Romani. 39 16:39 E vennero, e li proegarono di perdonar loro. e menatili fuori, li richiesero d'uscir della citta'. 40 16:40 Ed essi, usciti di proigione, entrarono in casa di Lidia. e, veduti i fratelli, li consolarono, e poi si dipartirono.

16:25 16:25 Or sulla mezzanotte, Paolo e Sila, proegando cantavano inni a Dio. e i carcerati li ascoltavano. 26 16:26 Ad un tratto, si fece un gran terremoto, talchè la proigione fu scossa dalle fondamenta. e in quell'istante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero. 27 16:27 Il carceriere, destatosi, e vedute le porte della proigione aperte, tratta la spada, stava per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti. 28 16:28 Ma Paolo grido' ad alta voce: Non ti far male alcuno, perchè siam tutti qui. 29 16:29 E quegli, chiesto un lume, salto' dentro, e tutto tremante si getto' ai piedi di Paolo e di Sila. 30 16:30 e menatili fuori, disse: Signori, che debbo io fare per esser salvato? 31 16:31 Ed essi risposero: Credi nel Signor Gesu', e sarai salvato tu e la casa tua. 32 16:32 Poi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. 33 16:33 Ed egli, proesili in quell'istessa ora della notte, lavo' loro le piaghe. e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 16:34 E menatili su in casa sua, apparecchio' loro la tavola, e giubilava con tutta la sua casa, perchè avea creduto in Dio. 35 16:35 Or come fu giorno, i proetori mandarono i littori a dire: Lascia andar quegli uomini. 36 16:36 E il carceriere riferi' a Paolo queste parole, dicendo: I proetori hanno mandato a mettervi in liberta'. or dunque uscite, e andatevene in pace. 37 16:37 Ma Paolo disse loro: Dopo averci pubblicamente battuti senza essere stati condannati, noi che siam cittadini romani, ci hanno cacciato in proigione. e ora ci mandan via celatamente? No davvero! Anzi, vengano essi stessi a menarci fuori. 38 16:38 E i littori riferirono queste parole ai proetori. e questi ebbero paura quando intesero che eran Romani. 39 16:39 e vennero, e li proegarono di scusarli. e menatili fuori, chiesero loro d'andarsene dalla citta'. 40 16:40 Allora essi, usciti di proigione, entrarono in casa di Lidia. e veduti i fratelli, li confortarono, e si partirono.

16:25 16:25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, proegando, cantavano inni a Dio. e i carcerati li ascoltavano. 26 16:26 A un tratto, vi fu un gran terremoto, la proigione fu scossa dalle fondamenta. e in quell'istante tutte le porte si aproirono, e le catene di tutti si spezzarono. 27 16:27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i proigionieri fossero fuggiti. 28 16:28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: 'Non farti del male, perchè siamo tutti qui'. 29 16:29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e di Sila. 30 16:30 poi li condusse fuori e disse: 'Signori, che debbo fare per essere salvato?'. 31 16:31 Ed essi risposero: 'Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia'. 32 16:32 Poi annunziarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 16:33 Ed egli li proese con sè in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 16:34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perchè aveva creduto in Dio. 35 16:35 Fattosi giorno, i proetori mandarono i littori a dire: 'Libera quegli uomini'. 36 16:36 Il carceriere riferò a Paolo queste parole, dicendo: 'I proetori hanno mandato a dire che siate rimessi in libertà. or dunque uscite, e andate in pace'. 37 16:37 Ma Paolo disse loro: 'Dopo averci battuti in pubblico senza che fossimo stati condannati, noi che siamo cittadini romani, ci hanno gettati in proigione. e ora vogliono rilasciarci di nascosto? No davvero! Anzi, vengano loro stessi a condurci fuori'. 38 16:38 I littori riferirono queste parole ai proetori. e questi ebbero paura quando seppero che erano Romani. 39 16:39 essi vennero e li proegarono di scusarli. e, accompagnandoli fuori, chiesero loro di andarsene dalla città. 40 16:40 Allora Paolo e Sila, usciti dalla proigione, entrarono in casa di Lidia. e visti i fratelli, li confortarono, e partirono.

16:25 16:25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila proegavano e cantavano inni a Dio. e i proigionieri li udivano. 26 16:26 Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della proigione furono scosse: e in quell’istante tutte le porte si aproirono e le catene di tutti si sciolsero. 27 16:27 Il carceriere, destatosi e viste le porte della proigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i proigionieri fossero fuggiti. 28 16:28 Ma Paolo gridò ad alta voce: ’Non farti alcun male, perchè noi siamo tutti qui'. 29 16:29 E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila. 30 16:30 poi li condusse fuori e disse: ’Signori, cosa devo fare per essere salvato?'. 31 16:31 Ed essi dissero: ’Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua'. 32 16:32 Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. 33 16:33 Ed egli li proese in quella stessa ora della notte e lavò loro le piaghe. E lui e tutti i suoi furono subito battezzati. 34 16:34 Condottili quindi in casa sua, apparecchiò loro la tavola e si rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio. 35 16:35 Fattosi giorno i proetori mandarono i littori a dire al carceriere : ’Lascia liberi quegli uomini'. 36 16:36 E il carceriere riferì a Paolo queste parole: ’I proetori hanno mandato a dire che siate lasciati liberi. quindi uscite e andate in pace'. 37 16:37 Ma Paolo disse loro: ’Dopo averci pubblicamente battuti senza essere stati condannati in giudizio, noi che siamo cittadini romani, ci hanno gettati in proigione e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro stessi a condurci fuori'. 38 16:38 I littori riferirono queste parole ai proetori. ed essi, quando udirono che erano cittadini romani, ebbero paura. 39 16:39 Or essi vennero e li proegarono di scusarli e, condottili fuori, chiesero loro di lasciare la città. 40 16:40 Allora essi, usciti di proigione, entrarono in casa di Lidia e, visti i fratelli, li consolarono. poi partirono.

16:25 Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella cella più interna della prigione e strinse i loro piedi nei ceppi. 26 Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. 27 D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti. 28 Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte della prigione, tirò fuori la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 29 Ma Paolo gli gridò forte: ""Non farti del male, siamo tutti qui"". 30 Quegli allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 31 poi li condusse fuori e disse: ""Signori, cosa devo fare per esser salvato?"". 32 Risposero: ""Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia"". 33 E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. 34 Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi; 35 poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. 36 Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: ""Libera quegli uomini!"". 37 Il carceriere annunziò a Paolo questo messaggio: ""I magistrati hanno ordinato di lasciarvi andare! Potete dunque uscire e andarvene in pace"". 38 Ma Paolo disse alle guardie: ""Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, sebbene siamo cittadini romani, e ci hanno gettati in prigione; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano di persona a condurci fuori!"". 39 E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All'udire che erano cittadini romani, si spaventarono; 40 vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di partire dalla città.

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Commento di un santo

Chi è uguale a queste anime? Dopo essere stati frustati ricevettero numerosi colpi e sopportarono insulti e pericoli estremi. Mentre erano imprigionati, rimasero vigili per non cadere addormentati. Vedete quanto grandi sono le sofferenze dei giusti? Noi di notte riposiamo in comodi letti senza alcun timore. Forse stavano all'erta perchè stavano in quella situazione. Il sonno tiranno non li colpì, il dolore non li spezzò, la paura non li scoraggiò, anzi tutte queste cose li spronarono ancora di più.

Autore

Crisostomo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia