Cronologia dei paragrafi

La moltiplicazione dei pani
gesù Raggiunge i discepoli camminando sul mare
Discorso nella sinagoga di Cafàrnao
La confessione di Pietro
gesù sale a Gerusalemme per la festa e insegna
Discussioni popolari sull'origine del Cristo
gesù annunzia la sua prossima partenza
La promessa dell'acqua viva
Nuove discussioni sull'origine di Cristo
La donna adultera
Discussione della testimonianza di gesù su se stesso e gesù luce del mondo
gesù e Abramo
Guarigione dei un cieco nato
Il buon pastore
gesù si dichiara figlio di Dio
gesù si ritira altre il Giordano
Resurrezione di Lazzaro
I capi giudei decidono la morte di gesù
L'avvicinarsi della Pasqua
L'unzione di Betania
Ingresso messianico di gesù a Gerusalemme
gesù annunzia la sua glorificazione attraverso la morte
Conclusione: l'Incredulità dei giudei
La lavanda dei piedi
Annunzio del tradimento di Giuda
L'addio
Annuncio del Rinnegamento di Pietro
Preparazione della dimora
Opere a gloria del Padre
Il paraclito
La vera vite
I discepoli e il mondo
La venuta del Paraclito
L'annunzio di un pronto ritorno
La preghiera di gesù
L'arresto di gesù
gesù davanti ad Anna e a Caifa. Rinnegamenti di Pietro
gesù davanti a Pilato
La condanna a morte
La crocifissione
La divisione dei vestiti
gesù e sua madre
La morte di gesù
Il colpo di lancia
La sepoltura
L'apparizione a Maria di Magdala
Apparizione ai discepoli
Apparizione sulla sponda del lago di Tiberiade
Conclusione
La tomba vuota

La moltiplicazione dei pani (gv 6,1-15)

6:1 Dopo questi fatti, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 2 e lo seguiva una grande folla, perchè vedeva i segni che compiva sugli infermi. 3 Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 4 Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. 5 Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: "Dove potremo comprare il pane perchè costoro abbiano da mangiare?". 6 Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. 7 Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchè ognuno possa riceverne un pezzo". 8 Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 9 "C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?". 10 Rispose Gesù: "Fateli sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 11 Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 12 E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: "Raccogliete i pezzi avanzati, perchè nulla vada perduto". 13 Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. 14 Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: "Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!". 15 Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

6:1 6:1 DOPO queste cose, Gesu' se ne ando' all'altra riva del mar della Galilea, che e' il mar di Tiberiade. 2 6:2 E gran moltitudine lo seguitava, perciocche' vedevano i miracoli ch'egli faceva negl'infermi. 3 6:3 Ma Gesu' sali' in sul monte, e quivi sedeva co' suoi discepoli. 4 6:4 Or la pasqua, la festa de' Giudei, era vicina. 5 6:5 Gesu' adunque, alzati gli occhi, e veggendo che gran moltitudine veniva a lui, disse a Filippo: Onde com-proerem noi del pane, per dar da mangiare a costoro? 6 6:6 (Or diceva questo, per provarlo, perciocche' egli sapeva quel ch'era per fare.) 7 6:7 Filippo gli rispose: Del pane per dugento denari non basterebbe loro, perche' ciascun d'essi ne proendesse pure un poco. 8 6:8 Andrea, fratello di Simon Pietro, l'uno de' suoi discepoli, gli disse: 9 6:9 V'e qui un fanciullo, che ha cinque pani d'orzo, e due pescetti. ma, che e' cio' per tanti? 10 6:10 E Gesu' disse: Fate che gli uomini si assettino. Or v'era in quel luogo erba assai. La gente adunque si assetto', ed erano in numero d'intorno a cinquemila. 11 6:11 E Gesu' proese i pani, e, rese grazie, li distribui' a' discepoli, e i discepoli alla gente assettata. il simiglian-te fece dei pesci, quanti ne volevano. 12 6:12 E dopo che furon saziati, Gesu' disse a' suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, che nulla se ne perda. 13 6:13 Essi adunque li raccolsero, ed empierono dodici corbelli di pezzi di que' cinque pani d'orzo, ch'erano avanzati a coloro che avea-no mangiato. 14 6:14 Laonde la gente, avendo veduto il miracolo che Gesu' avea fatto, disse: Certo costui e' il profeta, che deve venire al mondo. 15 6:15 Gesu' adunque, conoscendo che verrebbero, e lo rapirebbero per farlo re, si ritrasse di nuovo in sul monte, tutto solo.

6:1 6:1 Dopo queste cose, Gesu' se ne ando' all'altra riva del mar di Galilea, ch'e' il mar di Tiberiade. 2 6:2 E una gran moltitudine lo seguiva, perchè vedeva i miracoli ch'egli faceva sugl'infermi. 3 6:3 Ma Gesu' sali' sul monte e quivi si pose a sedere co' suoi discepoli. 4 6:4 Or la Pasqua, la festa de' Giudei, era vicina. 5 6:5 Gesu' dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comproerem noi del pane perchè questa gente abbia da mangiare? 6 6:6 Diceva cosi' per provarlo. perchè sapeva bene quel che stava per fare. 7 6:7 Filippo gli rispose: Du-gento denari di pane non bastano perchè ciascun di loro n'abbia un pezzetto. 8 6:8 Uno de' suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: 9 6:9 V'e' qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci. ma che cosa sono per tanta gente? 10 6:10 Gesu' disse: Fateli sedere. Or v'era molt'erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini. 11 6:11 Gesu' quindi proese i pani. e dopo aver rese grazie, li distribui' alla gente seduta. lo stesso fece de' pesci, quanto volevano. 12 6:12 E quando furon saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, chè nulla se ne perda. 13 6:13 Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que' cinque pani d'orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato. 14 6:14 La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesu' avea fatto, disse: Questi e' certo il profeta che ha da venire al mondo. 15 6:15 Gesu' quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritiro' di nuovo sul monte, tutto solo.

6:1 5:47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?'. 2 6:1 Dopo queste cose Gesù se ne andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè il mare di Tiberiade. 3 6:2 Una gran folla lo seguiva, perchè vedeva i miracoli che egli faceva sugli infermi. 4 6:3 Ma Gesù salò sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 5 6:4 Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina. 6 6:5 Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva verso di lui, disse a Filippo: 'Dove comproeremo del pane perchè questa gente abbia da mangiare?'. 7 6:6 Diceva cosò per metterlo alla prova. perchè sapeva bene quello che stava per fare. 8 6:7 Filippo gli rispose: 'Duecento denari di pani non bastano perchè ciascuno ne riceva un pezzetto'. 9 6:8 Uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: 10 6:9 'C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci. ma che cosa sono per tanta gente?'. 11 6:10 Gesù disse: 'Fateli sedere'. C'era molta erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed erano circa cinquemila uomini. 12 6:11 Gesù, quindi, proese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuò alla gente seduta. lo stesso fece dei pesci, quanti ne vollero. 13 6:12 Quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: 'Raccogliete i pezzi avanzati, perchè niente si perda'. 14 6:13 Essi quindi li raccolsero e riempirono dodici ceste di pezzi che di quei cinque pani d'orzo erano avanzati a quelli che avevano mangiato. 15 6:14 La gente dunque, avendo visto il miracolo che Gesù aveva fatto, disse: 'Questi è certo il profeta che deve venire nel mondo'.

6:1 5:47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?'. 2 6:1 Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade. 3 6:2 E una grande folla lo seguiva, perchè vedevano i segni che egli faceva sugli infermi. 4 6:3 Ma Gesù salì sul monte e là si sedette con i suoi discepoli. 5 6:4 Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina. 6 6:5 Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una grande folla veniva da lui, disse a Filippo: ’Dove comproeremo del pane perchè costoro possano mangiare?'. 7 6:6 Or diceva questo per metterlo alla prova, perchè egli sapeva quello che stava per fare. 8 6:7 Filippo gli rispose: ’Duecento denari di pane non basterebbero per loro, perchè ognuno di loro possa avere un pezzetto'. 9 6:8 Andrea, fratello di Simon Pietro, uno dei suoi discepoli, gli disse: 10 6:9 ’V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due piccoli pesci. ma che cos’è questo per tanta gente?'. 11 6:10 E Gesù disse: ’Fate sedere la gente!'. Or c’era molta erba in quel luogo. La gente dunque si sedette ed erano in numero di circa cinquemila. 12 6:11 Poi Gesù proese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì ai discepoli, e i discepoli alla gente seduta. lo stesso fece dei pesci, finchè ne vollero. 13 6:12 E, dopo che furono saziati, Gesù disse ai suoi discepoli: ’Raccogliete i pezzi avanzati perchè niente si perda'. 14 6:13 Essi dunque li raccolsero e riempirono dodici cesti con i pezzi di quei cinque pani d’orzo avanzati a coloro che avevano mangiato. 15 6:14 Allora la gente, avendo visto il segno che Gesù aveva fatto, disse: ’Certamente costui è il profeta, che deve venire nel mondo'.

6:1 Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perchè di me egli ha scritto. 2 Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?"". 3 Dopo questi fatti, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 4 e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. 5 Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 6 Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. 7 Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: ""Dove possiamo comprare il pane perchè costoro abbiano da mangiare?"". 8 Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. 9 Gli rispose Filippo: ""Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchè ognuno possa riceverne un pezzo"". 10 Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 11 ""C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?"". 12 Rispose Gesù: ""Fateli sedere"". C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. 13 Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finchè ne vollero. 14 E quando furono saziati, disse ai discepoli: ""Raccogliete i pezzi avanzati, perchè nulla vada perduto"". 15 Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Mappa

Commento di un santo

.I miracoli compiuti da nostro Signore Gesù Cristo, sono opere divine, che sollecitano la mente umana a raggiungere Dio attraverso le cose visibili. Siccome Dio non è una realtà che si possa vedere con gli occhi, e siccome i suoi miracoli, con i quali regge il mondo intero e provvede ad ogni creatura, per la loro frequenza finiscono per passare inosservati, al punto che quasi nessuno si accorge dell'opera di Dio che anche nel più piccolo seme appare mirabile e stupenda; Dio si è riservato, nella sua misericordiosa bontà, di compiere a tempo opportuno talune opere fuori del normale corso degli avvenimenti naturali, affinchè, quanti hanno fatto l'abitudine alle cose di tutti i giorni, rimanessero impressionati, vedendo, non opere maggiori, ma insolite. Governare il mondo intero, infatti, è un miracolo più grande che saziare cinquemila persone con cinque pani (cf. Gv 6, 513). Tuttavia, di quel fatto nessuno si stupisce, di questo gli uomini si stupiscono, non perchè sia più grande, ma perchè è raro. Chi, infatti, anche adesso nutre il mondo intero, se non colui che con pochi grani crea le messi? Cristo operò, quindi, come Dio. Allo stesso modo, infatti, che con pochi grani moltiplica le messi, così nelle sue mani ha moltiplicato i cinque pani. La potenza era nelle mani di Cristo; e quei cinque pani erano come semi, non affidati alla terra, ma moltiplicati da colui che ha fatto la terra. E' stato dunque offerto ai sensi tanto di che elevare lo spirito, è stato offerto agli occhi tanto di che impegnare l'intelligenza, affinchè fossimo presi da ammirazione, attraverso le opere visibili, per l'invisibile Iddio; ed elevati alla fede, e mediante la fede purificati, sentissimo il desiderio di vedere spiritualmente, con gli occhi della fede, l'invisibile, che già conosciamo attraverso le cose visibili. 2. E tuttavia non è sufficiente considerare questo aspetto nei miracoli di Cristo. Interroghiamo direttamente i miracoli, e sentiamo cosa ci dicono di Cristo. Essi possiedono, a intenderli bene, un loro linguaggio. Poichè, essendo Cristo il Verbo, cioè la Parola di Dio, ogni azione del Verbo è per noi una parola. Abbiamo udito la grandezza di questo miracolo, investighiamone la profondità. Non accontentiamoci di gustarlo superficialmente, penetriamone la profondità. Questo stesso che di fuori suscita la nostra ammirazione, contiene dentro qualcosa. Abbiamo visto, abbiamo ammirato qualcosa di grande, di sublime, di divino, che solo Dio può compiere; e, a motivo dell'opera, abbiamo innalzato lodi all'autore. Se ci accade di vedere in un codice lettere elegantemente composte, non ci limitiamo a lodare lo stile dello scrittore che le ha fatte così ordinate, uguali e belle, ma vogliamo anche attraverso la lettura intendere ciò che per mezzo di esse lo scrittore ha voluto dirci. La stessa cosa accade qui: coloro che ammirano questo fatto esteriormente, si dilettano della bellezza, ammirandone l'autore; chi, invece, l'intende è come se leggesse. Una pittura si guarda in modo diverso da uno scritto. Quando vedi una pittura, basta vedere per lodare; quando vedi uno scritto, non ti basta vedere, senti anche il bisogno di leggere. E, infatti, se vedi uno scritto che non sai leggere, tu dici: cosa c'è scritto qui? Dopo aver visto lo scritto, ti domandi che cosa c'è scritto. Colui al quale chiedi la spiegazione di ciò che hai visto, ti aiuterà a vedere qualche altra cosa che tu non hai visto. Egli ha occhi diversi dai tuoi, anche se tutti e due vedete il medesimo scritto. Gli è che non sapete ugualmente interpretare quei segni. Tu vedi e lodi l'autore; l'altro vede, loda, ma altresì legge e capisce. Sicchè, dopo aver visto e lodato, cerchiamo ora di leggere e di capire. 3. Il Signore è salito su un monte. Il Signore in alto sul monte ci aiuta a capire meglio che il Verbo sta in alto. Ciò che è avvenuto sul monte, non è quindi cosa di poco conto nè trascurabile, ma va attentamente considerata. Egli ha visto le turbe, si è accorto che avevano fame e misericordiosamente le ha nutrite, non solo con bontà, ma altresì con potenza. Che avrebbe giovato, infatti, la sola bontà, quando occorreva il pane con cui nutrire quella folla affamata? Se alla bontà non si fosse associata la potenza, quella folla sarebbe rimasta digiuna e affamata. Sì, perchè anche i discepoli che si trovavano col Signore in mezzo alla folla che aveva fame, anch'essi volevano nutrirla affinchè non venisse meno, ma non sapevano come. Il Signore chiese dove si sarebbero potuti comprare dei pani per nutrire le turbe. E la Scrittura osserva: Però diceva ciò per metterlo alla prova, cioè per mettere alla prova il discepolo Filippo a cui aveva rivolto la domanda Perchè egli sapeva che cosa stava per fare (Gv 6, 6). Perchè lo metteva alla prova, se non per far vedere l'ignoranza del discepolo? E ciò non senza un significato. Il significato si vedrà quando comincerà a rivelarci il mistero dei cinque pani; allora vedremo perchè il Signore in questa circostanza ha voluto dimostrare l'ignoranza del discepolo, chiedendo ciò che egli sapeva già. A volte si chiede ciò che non si sa, con l'intenzione di ascoltare per imparare; altre volte, invece, si chiede ciò che si sa, con l'intenzione di sapere se lo sa quello cui rivolgiamo la domanda. Il Signore sapeva l'una e l'altra cosa: sapeva ciò che chiedeva, in quanto sapeva ciò che stava per fare, e sapeva che Filippo era ignaro. Perchè allora gli ha rivolto la domanda, se non per far vedere la sua ignoranza? Vedremo poi, come ho detto, perchè ha fatto questo. 4. Andrea dice: C'è qui un ragazzo che ha cinque pani e due pesci, ma cos'è mai questo per tanta gente? Dopo che Filippo, interpellato, aveva risposto che non sarebbero bastati duecento denari di pane, per rifocillare una così grande folla, si è scoperto che c'era un ragazzo con cinque pani d'orzo e due pesci. Disse Gesù: Fateli sedere. C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero, dunque, gli uomini, in numero di quasi cinquemila. Gesù allora prese i pani e, rese grazie, ordinò che i pani fossero spezzati e messi davanti alla gente seduta. Non erano più cinque pani, ma quanti ne aveva aggiunti il Signore che li aveva moltiplicati. E altrettanto fece coi pesci, finchè ne vollero. Non soltanto quella folla fu saziata, ma avanzarono dei frammenti, che ordinò fossero raccolti perchè non andassero perduti. E con i frammenti riempirono dodici ceste (Gv 6, 813). 5. Diremo brevemente, perchè dobbiamo correre. I cinque pani significano i cinque libri di Mosè. Giustamente essi non sono di frumento, ma di orzo, perchè appartengono al Vecchio Testamento. Ora, voi sapete che l'orzo è fatto in modo che con fatica si arriva al midollo, poichè il midollo è ricoperto da un involucro di paglia così tenace e aderente che si fa fatica a toglierlo. Così è la lettera del Vecchio Testamento: è avvolta nell'involucro di significati materiali. Però se si arriva al midollo, nutre e sazia. Un ragazzo portava cinque pani e due pesci. Vogliamo domandarci chi era questo ragazzo? Probabilmente era il popolo d'Israele, il quale portava i pani come un bambino, senza mangiarli. Le cose che portava, chiuse erano un peso, e solo se scoperte nutrivano. I due pesci, poi, mi sembra vogliano significare quei due sublimi personaggi del Vecchio Testamento, che venivano unti per santificare e reggere il popolo: cioè il sacerdote e il re. Finchè avvolto nel mistero, venne colui che era stato simboleggiato da quei due personaggi; venne finalmente colui che era adombrato nel midollo dell'orzo e che si nascondeva sotto la paglia di questo. Egli venne per riunire e realizzare nella sua persona le due figure, quella del sacerdote e quella del re: del sacerdote in quanto egli offrì se stesso come vittima per noi a Dio, del re in quanto egli stesso ci regge. E così ci vengono svelati i misteri che erano tenuti nascosti. Siano rese grazie a colui, che in se stesso realizzò le promesse del Vecchio Testamento. Ordinò che si spezzassero i pani; mentre questi venivano spezzati, si moltiplicarono. Niente di più vero. Quanti libri infatti vengono fuori da quei cinque libri di Mosè quando, come se si spezzassero, vengono esposti e spiegati! L'involucro dell'orzo era simbolo dell'ignoranza che avvolgeva il primo popolo. Di quel popolo è detto: Quando leggono Mosè, un velo ricopre il loro cuore (2 Cor 3, 15). Il velo ancora non era stato tolto, perchè ancora non era venuto Cristo: e ancora non era stato squarciato il velo del tempio, come lo fu al momento della crocifissione. Poichè dunque il popolo sotto la legge era nell'ignoranza, il Signore volle mostrare l'ignoranza del suo discepolo, mettendolo alla prova. 6. Niente è privo di significato, in ogni cosa c'è un riferimento; basta, però, saperlo cogliere. Così il numero delle persone che furono saziate, simboleggiava il popolo che viveva sotto il dominio della legge. Erano cinquemila, proprio perchè simboleggiavano coloro che stavano sotto la legge, che si articola nei cinque libri di Mosè. Per la stessa ragione gli infermi che giacevano sotto quei cinque portici, non riuscivano a guarire. Ebbene, colui che guarì il paralitico (Gv 5, 29) è il medesimo che qui nutre la folla con cinque pani. Il fatto che essi fossero distesi sull'erba (Gv 6, 10), dice che possedevano una sapienza carnale e in essa riposavano. Infatti tutta la carne è erba (cf. Is 40, 6). Che significano poi i frammenti, se non ciò che il popolo non potè mangiare? Ci sono segreti profondi che la massa non può comprendere. Che resta da fare, allora, se non affidare questi segreti a coloro che sono capaci d'insegnarli agli altri, come erano gli Apostoli? Ecco perchè furono riempite dodici ceste. Questo fatto è mirabile per la sua grandezza, utile per il suo carattere spirituale. Quelli che erano presenti si entusiasmarono, e noi, al sentirne parlare, rimaniamo freddi. E' stato compiuto affinchè quelli lo vedessero, ed è stato scritto affinchè noi lo ascoltassimo. Ciò che essi poterono vedere con gli occhi, noi possiamo vederlo con la fede. Noi contempliamo spiritualmente ciò che non abbiamo potuto vedere con gli occhi. Noi ci troviamo in vantaggio rispetto a loro, perchè per noi è stato detto: Beati quelli che non vedono e credono (Gv 20, 29). Aggiungo che forse a noi è concesso di capire ciò che quella folla non riuscì a capire. Ci siamo così veramente saziati, in quanto siamo riusciti ad arrivare al midollo dell'orzo. 7. In conclusione, come reagì la gente di fronte al miracolo? Quella gente, vedendo il miracolo che Gesù aveva fatto, diceva: Questo è davvero il profeta (Gv 6, 14). Probabilmente ritenevano che Cristo fosse un profeta, perchè ancora stavano seduti sull'erba. Ma egli era il Signore dei profeti, l'ispiratore e il santificatore dei profeti, e tuttavia un profeta, secondo quanto a Mosè era stato annunciato: Susciterò per loro un profeta simile a te (Dt 18, 18). Simile secondo la carne, superiore secondo la maestà. E che quella promessa del Signore si riferisse a Cristo, noi lo apprendiamo chiaramente dagli Atti degli Apostoli (cf. At 7, 37). Lo stesso Signore dice di se stesso: Un profeta non riceve onore nella sua patria (Gv 4, 44). Il Signore è profeta, il Signore è il Verbo di Dio e nessun profeta può profetare senza il Verbo di Dio; il Verbo di Dio profetizza per bocca dei profeti, ed è egli stesso profeta. I tempi che ci hanno preceduto hanno avuto profeti ispirati e ripieni del Verbo di Dio: noi abbiamo avuto come profeta il Verbo stesso di Dio. Cristo è profeta e Signore dei profeti, così come è angelo e Signore degli angeli. Egli stesso è detto angelo del grande consiglio (Is 9, 6 sec. LXX). E, del resto, che dice altrove il profeta? Non un inviato nè un angelo, ma egli stesso verrà a salvarci (cf. Is 35, 4); cioè a salvarci non manderà un messaggero, non manderà un angelo, ma verrà egli stesso. Chi verrà? Verrà l'angelo stesso. Non per mezzo d'un angelo, ma per mezzo di lui che è angelo e anche il Signore degli angeli. Infatti, in latino angelo vuol dire messaggiero, araldo. Se Cristo non annunciasse nulla non sarebbe angelo, e così se non profetizzasse non sarebbe profeta. Egli ci sprona alla fede e alla conquista della vita eterna. Egli annuncia cose presenti e predice cose future. Egli è angelo perchè annuncia cose presenti, è profeta perchè predice le future. Egli è il Signore degli angeli e dei profeti, perchè è il Verbo di Dio fatto carne.

Autore

Agostino

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-17°domenica dell'anno B dove si leggono i seguenti passi
[(gv 6,1-15)}; (2re 4,42-44)}; (sal 86,1-11.86,15-18)}; (Ef 4,1-6)}; (gv 6,1-15)};

pasqua

-2°venerdi dell'anno dove si leggono i seguenti passi
[(sal 27,1-4.27,13-14)}; (At 5,34-42)}; (gv 6,1-15)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia