Cronologia dei paragrafi

L'obolo della vedova
Discorso sulla rovina di Gerusalemme. Introduzione
I segni premonitori
L'assedio
La catastrofe e i tempi dei pagani
Le catastrofi cosmiche e la manifestazione gloriosa del figlio dell'uomo
Parabola del fico
Vegliare per non essere sorpresi
Gli ultimi giorni di gesù
Complotto contro gesù e tradimento di Giuda
Preparativi della cena pasquale
La cena pasquale
Istituzione dell'Eucaristia
Annunzio del tradimento di Giuda
Chi è il più grande?
Ricompensa promessa agli apostoli
Annunzio del ritorno e del rinnegamento di Pietro
L'ora del combattimento decisivo
Sul monte degli Ulivi
L'arresto di gesù
Rinnegamenti di Pietro
Gesù davanti a Pilato
Gesù davanti a erode
Gesù di nuovo davanti a pilato
via crucis
crocifissione
Morte di Gesu
sepoltura di Gesu
Risurrezione di Gesu, la tomba vuota
Risurrezione di Gesu, incredulita degli apostoli e pietro alla tomba
Risurrezione di Gesu, appare a emmaus dal Vangelo secondo Luca
Risurrezione di Gesu, appare agli apostoli
Risurrezione di Gesu, istruzione agli apostoli
ascensione di Gesu secondo luca
Primi oltraggi

L'obolo della vedova (lc 21,1-4)

21:1 Alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. 2 Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, 3 e disse: "In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. 4 Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere".

21:1 21:1 OR Gesu', riguardando, vide i ricchi che gettavano i lor doni nella cassa delle offerte. 2 21:2 Vide ancora una vedova poveretta, la qual vi gettava due piccioli. 3 21:3 E disse: Io vi dico in verita', che questa povera vedova ha gettato piu' di tutti gli altri. 4 21:4 Perciocche' tutti costoro hanno gettato nelle offerte di Dio di cio' che soproabbonda loro. ma costei vi ha gettato della sua inopia, tutta la sostanza ch'ella avea.

21:1 21:1 Poi, alzati gli occhi, Gesu' vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte. 2 21:2 Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due spiccioli. 3 21:3 e disse: In verita' vi dico che questa povera vedova ha gettato piu' di tutti. 4 21:4 poichè tutti costoro hanno gettato nelle offerte, del loro superfluo. ma costei, del suo necessario, v'ha gettato tutto quanto avea per vivere.

21:1 20:47 essi divorano le case delle vedove e fanno lunghe proeghiere per mettersi in mostra. Costoro riceveranno una condanna maggiore'. 2 21:1 Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che mettevano i loro doni nella cassa delle offerte. 3 21:2 Vide anche una vedova poveretta che vi metteva due spiccioli. 4 21:3 e disse: 'In verità vi dico che questa povera vedova ha messo più di tutti.

21:1 20:47 essi divorano le case delle vedove e fanno lunghe proeghiere per farsi vedere. Essi riceveranno una più dura condanna'. 2 21:1 Poi Gesù alzò gli occhi e vide i ricchi che gettavano i loro doni nella cassa del tesoro, 3 21:2 e vide anche una povera vedova che vi gettava due spiccioli, 4 21:3 e disse: ’In verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti gli altri.

21:1 divorano le case delle vedove, e in apparenza fanno lunghe preghiere. Essi riceveranno una condanna più severa"". 2 Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. 3 Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli 4 e disse: ""In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.

Mappa

Commento di un santo

L'apostolo Paolo grida: "Non abbiamo portato nulla venendo in questo mondo, neanche lo possiamo portar via" (1Tm 6,7) e anche: "Che cosa hai, che tu non abbia ricevuto?" (1Cor 4,7). Perciò, carissimi, non siamo avari del nostro, ma diamo a interesse ciò che ci è stato affidato. Abbiamo ricevuto dei beni, da usare come temporale merce di scambio, non come possesso eterno di cosa privata. Se li riconoscerai come temporaneamente tuoi sulla terra, potrai fartene una ricchezza eterna nei cieli. Se ti ricorderai di quei tali che ricevettero dei talenti dal Signore e che cosa il padre di famiglia diede loro in compenso, capirai quanto sia meglio mettere il danaro alla banca del Signore, perchè si moltiplichi; capirai con quanta sterilità di fede, con quanta perdita per il servo inutile, fu conservato quel talento, che fruttò solo un aumento di pena a chi l'aveva nascosto. Sbrigati, dunque, per meritar di sentir le parole: "Via, servo buono, entra nel gaudio del tuo signore" (Mt 25,21), piuttosto che le altre: "Servo malvagio e pigro ti giudico dalle tue parole" (Lc 19,21); il servo pigro fu gettato in carcere, il suo talento fu dato a chi era già ricco per la moltiplicazione dei suoi crediti, e il Signore sentenziò: "A colui che ha sarà dato, a chi non ha, sarà tolto anche ciò che ha" (Mt 25,29). Ricordiamoci anche di quella vedova che, trascurando se stessa per amor dei poveri, testimone lo stesso Giudice, si privò di tutto il suo cibo: Gli altri hanno dato parte di ciò che loro sovrabbondava, essa, invece più bisognosa forse anche di molti poveri, che aveva solo due spiccioli, ma nell'animo era più ricca di tutti i ricchi, interessata solo dell'eterna mercede, cupida del tesoro celeste, rinunciò a tutto ciò che proviene dalla terra e si riconverte in terra. Diede ciò che aveva, per poter possedere ciò che non aveva ancora visto. Diede cose corruttibili, per procurarsi le incorruttibili. Quella poveretta non disprezzò il criterio di Dio circa la ricompensa futura, e il giudice finale non trascurò il suo gesto e preannunziò la sua sentenza; predicò nel vangelo colei che avrebbe coronato il giorno del giudizio. Diamo, dunque, a interesse al Signore i suoi stessi doni; non abbiamo, infatti, nulla che non sia suo dono, noi che siamo noi stessi, un suo dono. E noi, in verità, che cosa possiamo ritenere nostro, se per un più grande e speciale debito non siamo nostri? e non solo perchè creati da Dio, ma anche perchè da lui ricomprati. Rallegriamoci anche, perchè siamo stati ricomprati a caro prezzo, col sangue dello stesso Signore; col quale prezzo non siamo più vili e venali. Riportiamo, dunque, i suoi doni al Signore; diamo a colui che riceve attraverso il povero; diamo, dico, con gioia e riceveremo da lui esultanti. Piace a lui, infatti, che gli facciamo forza, spezzando con le opere buone le sbarre del cielo. Il Signor nostro, il solo buono, come il solo Dio, non vuol ricevere per un calcolo di avarizia, ma per generosità di affetto. Che cosa manca, infatti, a colui che dà tutte le cose? O che cosa non possiede, colui che è padrone dei possidenti? Tutti i ricchi sono nelle sue mani, ma la sua immensa giustizia e bontà vuole che gli si faccia dono dei suoi stessi doni, per avere ancora un titolo di misericordia verso di te, perchè è buono. E davvero ti prepari lui un merito di cui tu sia degno, perchè egli è giusto!

Autore

paolino
La Chiesa, sparsa in tutto il mondo, fino agli ultimi confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede nell'unico Dio, Padre onnipotente, che fece il cielo la terra e il mare e tutto ciò che in essi è contenuto (cfr. At 4, 24). La Chiesa accolse la fede nell'unico Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnatosi per la nostra salvezza. Credette nello Spirito Santo che per mezzo dei profeti manifestò il disegno divino di salvezza: e cioè la venuta di Cristo, nostro Signore, la sua nascita dalla Vergine, la sua passione e la risurrezione dai morti, la sua ascensione corporea al cielo e la sua venuta finale con la gloria del Padre. Allora verrà per ''ricapitolare tutte le cose' (Ef 1, 10) e risuscitare ogni uomo, perchè dinanzi a Gesù Cristo, nostro Signore e Dio e Salvatore e Re secondo il beneplacito del Padre invisibile ''ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua lo proclami' (Fil 2, 10) ed egli pronunzi su tutti il suo giudizio insindacabile. Avendo ricevuto, come dissi, tale messaggio e tale fede, la Chiesa li custodisce con estrema cura, tutta compatta come abitasse in un'unica casa, benchè ovunque disseminata. Vi aderisce unanimemente quasi avesse una sola anima e un solo cuore. Li proclama, li insegna e li trasmette all'unisono, come possedesse un'unica bocca. Benchè infatti nel mondo diverse siano le lingue, unica e identica è la forza della tradizione. Per cui le chiese fondate in Germania non credono o trasmettono una dottrina diversa da quelle che si trovano in Spagna o nelle terre dei Celti o in Oriente o in Egitto o in Libia o al centro del mondo. Come il sole, creatura di Dio, è unico in tutto l'universo, così la predicazione della verità brilla ovunque e illumina tutti gli uomini che vogliono giungere alla conoscenza della verità. E così tra coloro che presiedono le chiese nessuno annunzia una dottrina diversa da questa, perchè nessuno è al di sopra del suo maestro. Si tratti di un grande oratore o di un misero parlatore, tutti insegnano la medesima verità.

Autore

Ireneo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-34°lunedi dell'anno Dispari dove si leggono i seguenti passi
[(dan 1,1-6.1,8-2)}; (Lc 21,1-4)}; (dan 3,52-56)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia