Cronologia dei paragrafi

Il cieco all'uscita di Gerico
Ingresso messianico in Gerusalemme
Il fico sterile
I venditori cacciati dal tempio
Il fico seccato. Fede e preghiera
Obiezione dei Giudei sull'autorità di gesù
Parabola dei vignaioli omicidi
Il tribùto a Cesare
La resurrezione dei morti
Il primo comandamento
Il Cristo figlio e signore di Davide
Gli scribi giudicati da gesù
L'obolo della vedova
Discorso escatologico. Introduzione
L'inizio dei dolori
La grande tribùlazione di Gerusalemme
Manifestazione gloriosa del figlio dell'uomo
Parabola del fico
Vegliate per non essere sorpresi
Complotto contro gesù
L'unzione a Betania
Il tradimento di Giuda
Preparativi del pasto pasquale
Annunzio del tradimento di Giuda
Istituzione dell'Eucaristia
Predizione del rinnegamento di Pietro
Al Getsamani
L'arresto di gesù
gesù davanti al sinedrio
Rinnegamenti di Pietro
gesù davanti a Pilato
La corona di spine
La via della croce
La crocifissione
gesù in croce deriso e oltraggiato
La morte di gesù
Le pie donne su Calvario
La sepoltura
La tomba vuota. Messaggio dell'angelo
Apparizioni di gesù resuscitato

Il cieco all'uscita di Gerico (mc 10,46-99)

10:46 E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47 Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". 48 Molti lo rimproveravano perchè tacesse, ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". 49 Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio! àlzati, ti chiama!". 50 Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51 Allora Gesù gli disse: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". E il cieco gli rispose: "Rabbunì, che io veda di nuovo!". 52 E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

10:46 10:46 POI vennero in Gerico. e come egli usciva di Gerico, co' suoi discepoli, e gran moltitudine, un certo figliuol di Timeo, Bartimeo il cieco, sedeva proesso della strada, mendicando. 47 10:47 Ed avendo udito che colui che passava era Gesu' il Nazareno, proese a gridare, e a dire: Gesu', Figliuol di Davide, abbi pieta' di me! 48 10:48 E molti lo sgridavano, acciocche' tacesse. ma egli vie piu' gridava: Fi-gliuol di Davide, abbi pieta' di me! 49 10:49 E Gesu', fermatosi, disse che si chiamasse. Chiamarono adunque il cieco, dicendogli: Sta' di buon cuore, levati, egli ti chiama. 50 10:50 Ed egli, gettatasi d'addosso la sua veste, si levo', e venne a Gesu'. 51 10:51 E Gesu' gli fece motto, e disse: Che vuoi tu ch'io ti faccia? E il cieco gli disse: Rabboni, che io ricoveri la vista. 52 10:52 E Gesu' gli disse: Va', la tua fede ti ha salvato. E in quello stante egli ricovero' la vista, e seguito' Gesu' per la via.

10:46 10:46 Poi vennero in Gerico. E come egli usciva di Gerico coi suoi discepoli e con gran moltitudine, il figliuol di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva proesso la strada. 47 10:47 E udito che chi passava era Gesu' il Nazareno, proese a gridare e a dire: Gesu', Figliuol di Davide, abbi pieta' di me! 48 10:48 E molti lo sgridavano perchè tacesse. ma quello gridava piu' forte: Figliuol di Davide, abbi pieta' di me! 49 10:49 E Gesu', fermatosi, disse: Chiamatelo! E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta' di buon cuore! Alzati! Egli ti chiama. 50 10:50 E il cieco, gettato via il mantello, balzo' in piedi e venne a Gesu'. 51 10:51 E Gesu', rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi tu ch'io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch'io ricuperi la vista. 52 10:52 E Gesu' gli disse: Va', la tua fede ti ha salvato. E in quell'istante egli ricupero' la vista e seguiva Gesu' per la via.

10:46 10:45 Poichè anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come proezzo di riscatto per molti'. 47 10:46 Poi giunsero a Gerico. E come Gesù usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva proesso la strada. 48 10:47 Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: 'Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!'. 49 10:48 E molti lo sgridavano perchè tacesse, ma quello gridava più forte: 'Figlio di Davide, abbi pietà di me!'. 50 10:49 Gesù, fermatosi, disse: 'Chiamatelo!'. E chiamarono il cieco, dicendogli: 'Coraggio, alzati! Egli ti chiama'. 51 10:50 Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 52 10:51 E Gesù, rivolgendosi a lui, gli disse: 'Che cosa vuoi che ti faccia?'. Il cieco gli rispose: 'Rabbunò, che io ricuperi la vista'.

10:46 10:45 Poichè anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come proezzo di riscatto per molti'. 47 10:46 Giunsero così a Gerico. E come egli usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una grande folla, un certo figlio di Timeo, Bar-timeo il cieco, sedeva lungo la strada mendicando. 48 10:47 Or avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: ’Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!'. 49 10:48 Molti lo sgridavano affinchè tacesse, ma egli gridava ancora più forte: ’Figlio di Davide, abbi pietà di me!'. 50 10:49 E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: ’Fatti animo, alzati, egli ti chiama!'. 51 10:50 Allora egli, gettando via il suo vestito, si alzò e venne a Gesù. 52 10:51 E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: ’Che vuoi che io ti faccia?'. Il cieco gli disse: ’Rabboni, che io recuperi la vista!'.

10:46 Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti"". 47 E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 48 Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: ""Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!"". 49 Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: ""Figlio di Davide, abbi pietà di me!"". 50 Allora Gesù si fermò e disse: ""Chiamatelo!"". E chiamarono il cieco dicendogli: ""Coraggio! Alzati, ti chiama!"". 51 Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 52 Allora Gesù gli disse: ""Che vuoi che io ti faccia?"". E il cieco a lui: ""Rabbunì, che io riabbia la vista!"".

Mappa

Commento di un santo

Cristo è dunque "la Lce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo" (Gv 1,9), e la Chiesa, illuminata dalla sua Lce, diventa essa stessa "Lce del mondo", che illumina "coloro che sono nelle tenebre" (Rm 2,19), come Cristo stesso attesta quando dice ai suoi discepoli: "Voi siete la Lce del mondo" (Mt 5,14). Di qui deriva che Cristo è la Lce degli apostoli, e gli apostoli, a loro volta, sono la Lce del mondo... E come il sole e la luna illuminano i nostri corpi, così da Cristo e dalla Chiesa sono illuminate le nostre menti. Quantomeno, le illuminano se noi non siamo dei ciechi spirituali. Infatti, come il sole e la luna non cessano di diffondere la loro Lce sui ciechi corporali che però non possono accogliere la Lce, così Cristo elargisce la sua Lce alle nostre menti, epperò non ci illuminerà di fatto che se non vi si oppone la cecità del nostro spirito. In tal caso, occorre anzitutto che coloro che sono ciechi seguano Cristo dicendo e gridando: "Figlio di David, abbi pietà di noi" (Mt 9,27), affinchè, dopo aver ottenuto da Cristo stesso la vista, possano successivamente essere del pari irradiati dallo splendore della sua Lce. Inoltre, non tutti i vedenti sono egualmente illuminati da Cristo, ma ciascuno lo è nella misura in cui egli può ricevere la Lce. Gli occhi del nostro corpo non sono egualmente illuminati dal sole: più si salirà in alto, più si alzerà l'osservatorio dal quale lo sguardo contemplerà la sua levata, e meglio si percepirà anche il chiarore e il calore; analogamente, più il nostro spirito, salendo ed elevandosi, si sarà avvicinato a Cristo, esponendosi più da vicino allo splendore della sua Lce, più magnificamente e brillantemente si irradierà il suo fulgore, come rivela Dio stesso per mezzo del profeta: "Avvicinatevi a me e io mi avvicinerò a voi, dice il Signore" (Za 1,3); e dice ancora: "Io sono un Dio vicino e non un Dio lontano" (Ger 23,23). Non è però che tutti andiamo a lui nella stessa maniera, bensì ciascuno va a lui secondo le proprie possibilità (Mt 25,15). O andiamo a lui insieme alle folle e allora ci ristora in parabole (Mt 13,34), solo perchè il prolungato digiuno non ci faccia soccombere lungo la via (Mt 15,32,Mc 8,3); oppure, rimaniamo continuamente e per sempre seduti ai suoi piedi, non preoccupandoci che di ascoltare la sua parola, senza lasciarci turbare "dai molti servizi, scegliendo la parte migliore" che non ci verrà tolta (cf. Lc 10,39s). Avvicinandosi così a lui (Mt 13,36), si riceve da lui molta più Lce. E se, al pari degli apostoli, senza allontanarci da lui sia pure di poco, restiamo sempre con lui in tutte le sue tribolazioni (Lc 22,28), allora egli ci espone e spiega nel segreto ciò che aveva detto alle folle (Mc 4,34) e ci illumina con maggiore chiarezza. E anche se si è capaci di andare a lui fino alla sommità del monte, come Pietro, Giacomo e Giovanni (Mt 17,13), non si verrà illuminati solamente dalla Lce di Cristo, ma anche dalla voce del Padre in persona.

Autore

origene
Abbiamo un'istoria bellissima, molto accomodata al bisogno nostro: l'istoria di que' due ciechi che furono, come recita il santo evangelo, sanati da nostro Signore, nell'uscir di Gerico per andare a Gerusalemme, vicino al tempo della sua passione. Erano poveri mendichi, che stavano per la via mendicando, e furono illuminati dal Signore: e non solo illuminati negli occhi esteriori, ma negl'interiori ancora; non solo sanati nel corpo, ma nell'anima insieme. E' per esempio questo molto accomodato al bisogno nostro e di molto ammaestramento, che siccome siamo simili nella mendicità, così siamo nel di mandare aiuto, in chieder la Lce. E uno dei primi e più efficaci mezzi coi quali abbiamo da impetrarla è conoscere il bisogno che ne abbiamo; conoscere, dico, quanto ne siamo privi, in quanta mendicità e cecità siamo involti e quanto all'anima e quanto al corpo. Tutta la vita nostra è un continuo mendicare; nè vi è cosa più povera e mendica dell'uomo... Da tutti abbiamo bisogno, in ogni cosa siamo mendichi, parlando poi anche del solo corpo. Che, quanto all'anima, oh che mendicità ed estrema povertà! Di continuo ci bisogna dimandar lume, cognizione, grazia, buona volontà, fortezza, quel che è peggio, non curiamo di questa povertà nostra, nè studiamo di conoscerla; e guai a quell'anima che non conosce se stessa. E' in cattivo stato quell'anima, in cattivo stato. E può aver maggior superbia che presumere di se stessa? che attribuire alla virtù sua le opere che fa? Chi è quella, che abbia almeno un poco di ragione, che si voglia gloriare nelle forze sue e nel giudizio suo?.. Se entrassimo bene nell'interior nostro e penetrassimo bene sino al fondo, ah quante macchie, quanti peccati occulti! come bene ci conosceremmo ciechi, poveri e mendichi! Questa cognizione è utilissima; ed io l'ho non solo per preparazione molto degna all'orazione, ma per mezzo molto efficace per impetrare quanto in essa dimandiamo. Conviene metterci avanti al Signor Dio, scoprirgli la viltà nostra, le piaghe nostre, le miserie nostre, la cecità nostra, la povertà e mendicità nostra. I ciechi erano poveri mendichi, stavano per le vie accattando ed in questa loro mendicità ottennero la sanità. Nè in ciò siamo noi da loro differenti, poichè oltre la povertà simile, stiamo in questo mondo che è una via e siamo di continuo viandanti e pellegrini fin che in esso permaniamo. Non manca a noi la turba, che, come a quelli, ci insegni il Signore. Poichè, oltre le continue voci dei predicatori e delle Scritture sacre, tutte queste cose create sono turbe che ce lo insegnano: e campi, e fiori, e arbori, e uccelli, ed acque, e sale, e stelle, tutte ci insegnano il Signore; per tutto egli passeggia; in tutto ci si scopre l'amore, la potenza e la sapienza sua. Ma notate che quella stessa turba, che insegnò il Signore ai ciechi, la stessa dico, vietava loro che non dimandassero la sanità. Il che avviene a noi, e molte volte, quando affezionandoci troppo a queste cose, create pur per servizio nostro, le godiamo con troppo senso e ne siamo ingrati al Signor Dio, di modo tale che di quelle cose, che ci sono date per istrumenta di maggiar virtù, ce ne serviamo di maniera che ci si convertono in occasione di far male... Ma non per questo abbiamo da impaurirsi a desistere dall'opera nostra. Nè per quella si ritirarono i ciechi, anzi più ingagliardivano le voci: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi (ML 9, 27).

Autore

Borromeo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-8°giovedi dell'anno Pari dove si leggono i seguenti passi
[(mc 10,46-52)}; (1pt 2,2-5.2,9-12)}; (sal 1,2-5)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia