Cronologia dei paragrafi

Professione di fede di Pietro
Primo annunzio della passione
Condizioni per seguire gesù
La Trasfigurazione
Domanda su Elia
L'epilettico indemoniato
Secondo annunzio della passione
Chi è il più grande
Uso del nome di gesù
carità verso è discepoli
Lo scandalo
Questioni sul divorzio
gesù e i bambini
L'uomo ricco
Il pericolo delle ricchezze
Ricompensa promessa alla rinuncia
Terzo annunzio della passione
La domanda dei figli di Zebedeo
I capi devono servire
Il cieco all'uscita di Gerico
Ingresso messianico in Gerusalemme
Il fico sterile
I venditori cacciati dal tempio
Il fico seccato. Fede e preghiera
Obiezione dei Giudei sull'autorità di gesù
Parabola dei vignaioli omicidi
Il tribùto a Cesare
La resurrezione dei morti
Il primo comandamento
Il Cristo figlio e signore di Davide
Gli scribi giudicati da gesù
L'obolo della vedova
Discorso escatologico. Introduzione
L'inizio dei dolori
La grande tribùlazione di Gerusalemme
Manifestazione gloriosa del figlio dell'uomo
Parabola del fico
Vegliate per non essere sorpresi
Complotto contro gesù
L'unzione a Betania
Il tradimento di Giuda
Preparativi del pasto pasquale
Annunzio del tradimento di Giuda
Istituzione dell'Eucaristia
Predizione del rinnegamento di Pietro
Al Getsamani
L'arresto di gesù
gesù davanti al sinedrio
Rinnegamenti di Pietro
gesù davanti a Pilato
La corona di spine
La via della croce
La crocifissione
gesù in croce deriso e oltraggiato
La morte di gesù
Le pie donne su Calvario
La sepoltura
La tomba vuota. Messaggio dell'angelo
Apparizioni di gesù resuscitato

Professione di fede di Pietro (mc 8,27-30)

8:27 Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: "La gente, chi dice che io sia?". 28 Ed essi gli risposero: "Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti". 29 Ed egli domandava loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro gli rispose: "Tu sei il Cristo". 30 E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

8:27 8:27 POI Gesu', co' suoi discepoli, se ne ando' nelle castella di Cesarea di Filippo. e per lo cammino domando' i suoi discepoli, dicendo loro: Chi dicono gli uomini che io sono? 28 8:28 Ed essi risposero: Alcuni, che tu sei Giovanni Battista. ed altri, Elia. ed altri, un de' profeti. 29 8:29 Ed egli disse loro: E voi, chi dite che io sono? E Pietro, rispondendo, gli disse: Tu sei il Cristo. 30 8:30 Ed egli divieto' loro severamente che a niuno dicessero cio' di lui.

8:27 8:27 Poi Gesu', co' suoi discepoli, se ne ando' verso le borgate di Cesarea di Filippo. e cammin facendo domando' ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch'io sia? 28 8:28 Ed essi risposero: Gli uni, Giovanni Battista. altri, Elia. ed altri, uno de' profeti. 29 8:29 Ed egli domando' loro: E voi, chi dite ch'io sia? E Pietro gli rispose: Tu sei il Cristo. 30 8:30 Ed egli vieto' loro severamente di dir cio' di lui ad alcuno.

8:27 8:26 Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: 'Non entrare neppure nel villaggio'. 28 8:27 Poi Gesù se ne andò, con i suoi discepoli, verso i villaggi di Cesarea di Filippo. strada facendo, domandò ai suoi discepoli: 'Chi dice la gente che io sia?'. 29 8:28 Essi risposero: 'Alcuni, Giovanni il battista. altri, Elia, e altri, uno dei profeti'. 30 8:29 Egli domandò loro: 'E voi, chi dite che io sia?'. E Pietro gli rispose: 'Tu sei il Cristo'.

8:27 8:26 E Gesù lo rimandò a casa sua, dicendo: ’Non entrare nel villaggio e non dirlo ad alcuno nel villaggio'. 28 8:27 Poi Gesù con i suoi discepoli, se ne andò per le borgate di Cesarea di Filippo. e lungo il cammino interrogò i suoi discepoli, dicendo loro: ’Chi dice la gente che io sia?'. 29 8:28 Essi risposero: ’Alcuni Giovanni Battista, altri Elia, ed altri uno dei profeti'. 30 8:29 Ed egli disse loro: ’Ma voi, chi dite che io sia?'. E Pietro, rispondendo, gli disse: ’Tu sei il Cristo'.

8:27 E lo rimandò a casa dicendo: ""Non entrare nemmeno nel villaggio"". 28 Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: ""Chi dice la gente che io sia?"". 29 Ed essi gli risposero: ""Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti"". 30 Ma egli replicò: ""E voi chi dite che io sia?"". Pietro gli rispose: ""Tu sei il Cristo"".

Mappa

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Commento di un santo

Non dobbiamo vergognarci della croce del Salvatore, ma anzi gloriarcene. Perchè se è vero che la parola della croce è '' scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani ' (1 Cor 1, 18.23), per noi è fonte di salvezza. Se per quelli che vanno in perdizione è stoltezza, per noi che siamo stati salvati è fortezza di Dio. Infatti non era un semplice uomo colui che diede la vita per noi, bensì il Figlio di Dio, Dio fatto uomo. Se una volta quell'agnello, immolato secondo la prescrizione di Mosè, teneva lontano l'angelo sterminatore, non dovrebbe avere maggior efficacia per liberaci dai peccati '' l'Agnello che toglie il peccato del mondo ' (Gv 1, 29) ? Sì, Gesù ha veramente sofferto per tutti gli uomini. La croce non era un simulacro. Altrimenti anche la redenzione sarebbe stato un simulacro. La morte non era un'illusione; la Passione fu reale. Cristo è stato veramente crocifisso; non dobbiamo vergognarcene. è stato crocifisso; non dobbiamo negarlo. Anzi, lo dico con fierezza.. Riconosco la croce perchè ho conosciuto la risurrezione. Se il crocifisso fosse rimasto nella morte, forse non avrei riconosciuto la croce e l'avrei nascosta, come pure avrei nascosto il mio Maestro. Invece la risurrezione ha fatto seguito alla croce, e non mi vergogno di parlare di essa. Dobbiamo dunque gloriarci piuttosto che vergognarci della croce del Salvatore, perchè parlare di croce è scandalo per i giudei e pazzia per i greci, ma per noi è annunzio di salvezza. La croce, follia per quanti vanno alla perdizione, per noi che da essa abbiamo la salvezza è potenza di Dio, in quanto come detto chi su di essa morì era il Figlio di Dio, Dio fatto uomo e non un semplice uomo. Se ai tempi di Mosè un agnello potè allontanare l'angelo sterminatore, logicamente e molto più efficacemente l'Agnello di Dio potè addossarsi i peccati del mondo per liberarlo dalle sue colpe. Se potè il sangue d'un ovino senza ragione diventare un'efficace salvaguardia, non potè e non dovè con maggiore efficacia procurarci salvezza il sangue dell'Unigenito? Chi non crede che il Crocifisso ne abbia avuto il potere, lo chieda ai demoni che ne sanno qualcosa; se non crede alle parole, creda all'evidenza dei fatti: ai demoni non ha incusso paura nessun altro fra i tanti che sono stati crocifissi sulla terra: il Cristo, crocifisso per noi, terrorizza i demoni con il solo segno della sua croce, per il fatto stesso di essere morto in croce non come gli altri giustiziati perchè colpevoli, ma per le colpe altrui. Sta scritto: ''Egli non fece peccato, nè fu trovato inganno nella sua bocca', e lo disse non Pietro che potremmo sospettare di benevolenza verso il suo Maestro, bensì Isaia che non vide Cristo presente con i suoi occhi di carne ma ne previde l'avvento nella carne con quelli dello spirito. Perchè del resto produrre soltanto questa testimonianza del profeta? Prendi come testimone lo stesso Pilato che fu suo giudice e lo condannò, ma disse: ''Non trovo colpa alcuna in quest'uomo', poi lo consegnò ma se ne lavò le mani e protestò: ''Sono innocente del sangue di costui'. Prendi anche la testimonianza del ladrone, primo a ottenere da Cristo il paradiso, che riprendeva il vicino dicendogli: ''Noi abbiamo la pena che ci meritiamo, ma egli non ha fatto alcun male; al giudizio eravamo presenti sia io che tu' Gesù dunque patì veramente per tutti gli uomini. La sua croce non fu mèra apparenza, altrimenti sarebbe anche un'apparenza la nostra redenzione. La sua morte non fu immaginaria, altrimenti sarebbe anche un mito la nostra salvezza. Se la sua morte non fosse stata reale avrebbero insinuato la verità quanti dicevano: ''Ci siamo ricordati che quel seduttore da vivo affermava: ''Dopo tre giorni risorgerò''...'. No, fu vera la sua passione; vera infatti fu la sua crocifissione, della quale non ci vergogniamo affatto. Fu crocifisso, e noi non lo rinneghiamo; ne parlo e me ne glorio!. Se invero qui ora lo negassi, insorgerebbero per confutarmi questo Golgota dove adesso siamo tutti riuniti, il legno della croce che questo paese ha ormai distribuito per tutta la terra in piccoli frammenti. Riconosco del resto la croce dopo averne conosciuto la risurrezione, perchè se il crocifisso fosse rimasto morto, forse piuttosto che riconoscere il mio Maestro lo nasconderei assieme alla sua croce. Ve ne parlo senza vergogna perchè dopo la crocifissione ci fu la risurrezione.

Autore

Cirillo di Gerusalemme

Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia