Cronologia dei paragrafi

I due ciechi di Gerico
Ingresso messianico a Gerusalemme
I venditori cacciati dal tempio
Il fico sterile e seccato. Fede e preghiera
Obiezione dei Giudei sull'autorità di gesù
Parabola dei due figli Parabola dei vignaioli omicidi
Parabola del banchetto nuziale
Il tributo a Cesare
La resurrezione dei morti
Il più grande comandamento
Il Cristo, figlio e signore di Davide
Ipocrisia è vanità degli scribi è dei farisei
Sette maledizioni agli scribi e ai farisei
Delitti e castighi imminenti
Apostrofe a Gerusalemme
Introduzione
L'inizio dei dolori
La grande tribolazione di Gerusalemme
L'avvento del figlio dell'uomo sarà manifesto
Dimensione cosmica di questo avvento
Parabola del fico. Vegliare per non essere sorpresi
Parabola del maggiordomo
Parabola delle dieci vergini
Parabola dei talenti
Il giudizio finale
Complotto contro gesù
L'unzione è Betenia
Il tradimento di Giuda
Preparativi del pasto pasquale
Annunzio del tradimento di Giuda
Istituzione dell'Eucaristia
Predizione del rinnegamento di Pietro
Al Getsamani
L'arresto di gesù
gesù davanti al sinedrio
Rinnegamenti di Pietro
gesù condotto davanti a Pilato
Morte di Giuda
gesù davanti a Pilato
La corona di spine
La crocifissione
gesù in croce deriso e oltraggiato
La morte di gesù
La sepoltura
La custodia della tomba
La tomba vuota. Messaggio dell'angelo
L'apparizione alle pie donne
Sopruso dei capi giudei
Apparizione in Galilea e missione universale
Ascendenti di Gesú
Giuseppe assume la paternitŕ legale di Gesů
La visita dei Magi
Ascendenti di Gesú

I due ciechi di Gerico (mat 20,29-99)

20:29 Mentre uscivano da Gerico, una grande folla lo seguì. 30 Ed ecco, due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava Gesù, gridarono dicendo: "Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!". 31 La folla li rimproverava perchè tacessero; ma essi gridavano ancora più forte: "Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!". 32 Gesù si fermò, li chiamò e disse: "Che cosa volete che io faccia per voi?". 33 Gli risposero: "Signore, che i nostri occhi si aprano!". 34 Gesù ebbe compassione, toccò loro gli occhi ed essi all'istante ricuperarono la vista e lo seguirono.

20:29 20:29 OR uscendo essi di Gerico, una gran moltitudine lo seguito'. 30 20:30 Ed ecco, due ciechi, che sedevano proesso della via, avendo udito che Gesu' passava, gridarono, dicendo: Abbi pieta' di noi, Signore, Figliuol di Davide! 31 20:31 Ma la moltitudine li sgridava, acciocche' tacessero. ma essi vie piu' gridavano, dicendo: Abbi pieta' di noi, Signore, Figliuolo di Davide. 32 20:32 E Gesu', fermatosi, li chiamo', e disse: Che volete ch'io vi faccia? 33 20:33 Essi gli dissero: Signore, che gli occhi nostri sieno aperti. 34 20:34 E Gesu', mosso a pieta', tocco' gli occhi loro, e incontanente gli occhi loro ricoverarono la vista, ed essi lo seguitarono.

20:29 20:29 E come uscivano da Gerico, una gran moltitudine lo segui'. 30 20:30 Ed ecco che due ciechi, seduti proesso la strada, avendo udito che Gesu' passava, si misero a gridare: Abbi pieta' di noi, Signore, figliuol di Davide! 31 20:31 Ma la moltitudine li sgridava, perchè tacessero. essi pero' gridavan piu' forte: Abbi pieta' di noi, Signore, figliuol di Davide! 32 20:32 E Gesu', fermatosi, li chiamo' e disse: Che volete ch'io vi faccia? 33 20:33 Ed essi: Signore, che s'aproano gli occhi nostri. 34 20:34 Allora Gesu', mosso a pieta', tocco' gli occhi loro, e in quell'istante ricuperarono la vista e lo seguirono.

20:29 20:29 Mentre uscivano da Gerico, una folla lo seguò. 30 20:30 E due ciechi, seduti proesso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: 'Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!'. 31 20:31 Ma la folla li sgridava, perchè tacessero. essi però gridavano più forte: 'Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!'. 32 20:32 Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: 'Che volete che io vi faccia?'. 33 20:33 Ed essi: 'Signore, che i nostri occhi si aproano'. 34 20:34 Allora Gesù, mosso a pietà, toccò i loro occhi e in quell'istante ricuperarono la vista e lo seguirono.

20:29 20:29 Mentre essi uscivano da Gerico, una grande folla li seguì. 30 20:30 Ed ecco, due ciechi che sedevano lungo la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare dicendo: ’Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide'. 31 20:31 Ma la folla li sgridava perchè tacessero. essi però gridavano ancora più forte dicendo: ’Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!'. 32 20:32 Allora Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: ’Che volete che io vi faccia?'. 33 20:33 Essi gli dissero: ’Signore, che i nostri occhi si aproano!'. 34 20:34 E Gesù, mosso a pietà, toccò i loro occhi. e all’istante i loro occhi recuperarono la vista e lo seguirono.

20:29 Mentre uscivano da Gerico, una gran folla seguiva Gesù. 30 Ed ecco che due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava, si misero a gridare: ""Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide!"". 31 La folla li sgridava perchè tacessero; ma essi gridavano ancora più forte: ""Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!"". 32 Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: ""Che volete che io vi faccia?"". 33 Gli risposero: ""Signore, che i nostri occhi si aprano!"". 34 Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono.

Mappa

Commento di un santo

Abbiamo un'istoria bellissima, molto accomodata al bisogno nostro: l'istoria di que' due ciechi che furono, come recita il santo evangelo, sanati da nostro Signore, nell'uscir di Gerico per andare a Gerusalemme, vicino al tempo della sua passione. Erano poveri mendichi, che stavano per la via mendicando, e furono illuminati dal Signore: e non solo illuminati negli occhi esteriori, ma negl'interiori ancora; non solo sanati nel corpo, ma nell'anima insieme. E' per esempio questo molto accomodato al bisogno nostro e di molto ammaestramento, che siccome siamo simili nella mendicità, così siamo nel di mandare aiuto, in chieder la luce. E uno dei primi e più efficaci mezzi coi quali abbiamo da impetrarla è conoscere il bisogno che ne abbiamo; conoscere, dico, quanto ne siamo privi, in quanta mendicità e cecità siamo involti e quanto all'anima e quanto al corpo. Tutta la vita nostra è un continuo mendicare; nè vi è cosa più povera e mendica dell'uomo... Da tutti abbiamo bisogno, in ogni cosa siamo mendichi, parlando poi anche del solo corpo. Che, quanto all'anima, oh che mendicità ed estrema povertà! Di continuo ci bisogna dimandar lume, cognizione, grazia, buona volontà, fortezza, quel che è peggio, non curiamo di questa povertà nostra, nè studiamo di conoscerla; e guai a quell'anima che non conosce se stessa. E' in cattivo stato quell'anima, in cattivo stato. E può aver maggior superbia che presumere di se stessa? che attribuire alla virtù sua le opere che fa? Chi è quella, che abbia almeno un poco di ragione, che si voglia gloriare nelle forze sue e nel giudizio suo?.. Se entrassimo bene nell'interior nostro e penetrassimo bene sino al fondo, ah quante macchie, quanti peccati occulti! come bene ci conosceremmo ciechi, poveri e mendichi! Questa cognizione è utilissima; ed io l'ho non solo per preparazione molto degna all'orazione, ma per mezzo molto efficace per impetrare quanto in essa dimandiamo. Conviene metterci avanti al Signor Dio, scoprirgli la viltà nostra, le piaghe nostre, le miserie nostre, la cecità nostra, la povertà e mendicità nostra. I ciechi erano poveri mendichi, stavano per le vie accattando ed in questa loro mendicità ottennero la sanità. Nè in ciò siamo noi da loro differenti, poichè oltre la povertà simile, stiamo in questo mondo che è una via e siamo di continuo viandanti e pellegrini fin che in esso permaniamo. Non manca a noi la turba, che, come a quelli, ci insegni il Signore. Poichè, oltre le continue voci dei predicatori e delle Scritture sacre, tutte queste cose create sono turbe che ce lo insegnano: e campi, e fiori, e arbori, e uccelli, ed acque, e sale, e stelle, tutte ci insegnano il Signore; per tutto egli passeggia; in tutto ci si scopre l'amore, la potenza e la sapienza sua. Ma notate che quella stessa turba, che insegnò il Signore ai ciechi, la stessa dico, vietava loro che non dimandassero la sanità. Il che avviene a noi, e molte volte, quando affezionandoci troppo a queste cose, create pur per servizio nostro, le godiamo con troppo senso e ne siamo ingrati al Signor Dio, di modo tale che di quelle cose, che ci sono date per istrumenta di maggiar virtù, ce ne serviamo di maniera che ci si convertono in occasione di far male... Ma non per questo abbiamo da impaurirsi a desistere dall'opera nostra. Nè per quella si ritirarono i ciechi, anzi più ingagliardivano le voci: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi (ML 9, 27).

Autore

Borromeo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

Conversione di misure antiche presenti nel testo

QuantitĂ  nel testo
misura bibblica
QuantitĂ  convertita
UnitĂ  di misura attuale

Genealogia