Cronologia dei paragrafi

Disappunto del profeta e risposta divina

Disappunto del profeta e risposta divina (gna 4,1-99)

4:1 Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu sdegnato. 2 Pregò il Signore: "Signore, non era forse questo che dicevo quand'ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perchè so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo al male minacciato. 3 Or dunque, Signore, toglimi la vita, perchè meglio è per me morire che vivere!". 4 Ma il Signore gli rispose: "Ti sembra giusto essere sdegnato così?". 5 Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all'ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. 6 Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino. 7 Ma il giorno dopo, allo spuntare dell'alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò. 8 Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d'oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: "Meglio per me morire che vivere". 9 Dio disse a Giona: "Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?". Egli rispose: "Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!". 10 Ma il Signore gli rispose: "Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! 11 E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?".

4:1 4:1 MA cio' dispiacque forte a Giona, ed egli se ne sdegno'. e fece orazione al Signore, e disse: 2 4:2 Ahi! Signore, non e' questo cio' che io diceva, mentre era ancora nel mio paese? percio', anticipai di fuggirmene in Tarsis. con-ciossiache' io sapessi che tu sei un Dio misericordioso, e pietoso, lento all'ira, e di gran benignita'. e che ti penti del male. 3 4:3 Ora dunque, Signore, togli da me, ti proego, l'anima mia. perciocche' meglio e' per me di morire che di vivere. 4 4:4 Ma il Signore gli disse: e' egli ben fatto di sdegnarti in questa maniera? 5 4:5 E Giona usci' della citta', e si pose a sedere dal levante della citta'. e si fece quivi un frascato, e sedette sotto esso all'ombra, finche' vedesse cio' che avverrebbe nella citta'. 6 4:6 E il Signore Iddio proeparo' una pianta di ricino, e la fece salire di soproa a Giona, per fargli ombra soproa il capo, per trarlo della sua noia. E Giona si rallegro' di grande allegrezza per quel ricino. 7 4:7 Ma il giorno seguente, all'apparir dell'alba, Iddio proeparo' un verme, il qual percosse il ricino, ed esso si secco'. 8 4:8 E quando il sole fu levato, Iddio proeparo' un vento orientale sottile. e il sole feri' soproa il capo di Giona, ed egli si veniva meno, e richiese fra se' stesso di morire, e disse: Meglio e' per me di morire che di vivere. 9 4:9 E Iddio disse a Giona: e' egli ben fatto, di sdegnarti in questa maniera per lo ricino? Ed egli disse: Si', egli e' ben fatto, di essermi sdegnato fino alla morte. 10 4:10 E il Signore gli disse: Tu hai voluto risparmiare il ricino, intorno al quale tu non ti sei affaticato, e il quale tu non hai cresciuto. che e' nato in una notte, e in una notte altresi' e' perito. 11 4:11 E non risparmierei io Ninive, quella gran citta', nella quale sono oltre a dodici decine di migliaia di creature umane, che non sanno discernere fra la lor man destra, e la sinistra. e molte bestie?

4:1 4:1 Ma Giona ne provo' un gran dispiacere, e ne fu irritato. e proego' l'Eterno, dicendo: 2 4:2 'O Eterno, non e' egli questo ch'io dicevo, mentr'ero ancora nel mio paese? Percio' m'affrettai a fuggirmene a Tarsis. perchè sapevo che sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira, di gran benignita', e che ti penti del male minacciato. 3 4:3 Or dunque, o Eterno, ti proego, riproenditi la mia vita. poichè per me val meglio morire che vivere'. 4 4:4 E l'Eterno gli disse: 'Fai tu bene a irritarti cosi'?' 5 4:5 Poi Giona usci' dalla citta', e si mise a sedere a oriente della citta'. si fece quivi una capanna, e vi sedette sotto, all'ombra, stando a vedere quello che succederebbe alla citta'. 6 4:6 E Dio, l'Eterno, per guarirlo della sua irritazione, fece crescere un ricino, che monto' su di soproa a Giona per fargli ombra al capo. e Giona provo' una grandissima gioia a motivo di quel ricino. 7 4:7 Ma l'indomani, allo spuntar dell'alba, Iddio fece venire un verme, il quale attacco' il ricino, ed esso si secco'. 8 4:8 E come il sole fu levato, Iddio fece soffiare un vento soffocante d'oriente, e il sole picchio' sul capo di Giona, si' ch'egli venne meno, e chiese di morire, dicendo: 'Meglio e' per me morire che vivere'. 9 4:9 E Dio disse a Giona: 'Fai tu bene a irritarti cosi' a motivo del ricino?' Egli rispose: 'Si', faccio bene a irritarmi fino alla morte'. 10 4:10 E l'Eterno disse: 'Tu hai pieta' del ricino per il quale non hai faticato, e che non hai fatto crescere, che e' nato in una notte e in una notte e' perito. 11 4:11 e io non avrei pieta' di Ninive, la gran citta', nella quale si trovano piu' di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantita' di bestiame?'

4:1 4:1 Giona ne provò gran dispiacere, e ne fu irritato. 2 4:2 Allora proegò e disse: 'O SIGNORE, non era forse questo che io dicevo, mentre ero ancora nel mio paese? Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis. Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira e di gran bontà e che ti penti del male minacciato. 3 4:3 Perciò, SIGNORE, ti proego, riproenditi la mia vita. poichè per me è meglio morire piuttosto che vivere'. 4 4:4 Il SIGNORE gli disse: 'Fai bene a irritarti cosò?'. 5 4:5 Poi Giona uscò dalla città e si mise seduto a oriente della città. là si fece una capanna e si riparò alla sua ombra, per poter vedere quello che sarebbe successo alla città. 6 4:6 Dio, il SIGNORE, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che salò al di soproa di Giona per fare ombra sul suo capo. Giona provò una grandissima gioia a causa di quel ricino. 7 4:7 L'indomani, allo spuntar dell'alba, Dio mandò un verme a rosicchiare il ricino e questo seccò. 8 4:8 Dopo che il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un soffocante vento orientale e il sole picchiò sul capo di Giona cosò forte da farlo venir meno. Allora egli chiese di morire, dicendo: 'è meglio per me morire che vivere'. 9 4:9 Dio disse a Giona: 'Fai bene a irritarti cosò a causa del ricino?'. Egli rispose: 'Sò, faccio bene a irritarmi cosò, fino a desiderare la morte'. 10 4:10 Il SIGNORE disse: 'Tu hai pietà del ricino per il quale non ti sei affaticato, che tu non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito. 11 4:11 e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?'.

4:1 4:1 Ma questo dispiacque molto a Giona, che si adirò. 2 4:2 Così egli proegò l’Eterno, dicendo: ’Deh, o Eterno, non era forse questo che dicevo quand’ero ancora nel mio paese? Per questo sono fuggito in proecedenza a Tarshish, perchè sapevo che sei un Dio misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di gran benignità, e che ti penti del male minacciato. 3 4:3 Or dunque, o Eterno, ti proego, toglimi la vita, perchè per me è meglio morire che vivere'. 4 4:4 Ma l’Eterno gli disse: ’Ti pare giusto adirarti così?'. 5 4:5 Allora Giona uscì dalla città e si mise a sedere a est della città. là si fece una capanna e vi sedette sotto, all’ombra, per poter vedere ciò che sarebbe successo alla città. 6 4:6 Allora l’Eterno Dio proeparò una pianta che crebbe al di soproa di Giona, per fare ombra al suo capo e liberarlo del suo male. e Giona provò una grandissima gioia per quella pianta. 7 4:7 Allo spuntar dell’alba del giorno seguente DIO proeparò un verme che colpì la pianta, e questa si seccò. 8 4:8 Quando si levò il sole DIO procurò un afoso vento orientale, e il sole picchiò sul capo di Giona, che si sentì venir meno e chiese di morire, dicendo: ’Per me è meglio morire che vivere'. 9 4:9 DIO disse a Giona: ’Ti pare giusto adirarti così per la pianta?'. Egli rispose: ’Sì, è giusto per me adirarmi fino alla morte'. 10 4:10 Ma l’Eterno disse: ’Tu hai avuto compassione per la pianta per cui non hai faticato nè hai fatto crescere, e che in una notte è cresciuta e in una notte è perita. 11 4:11 E non dovrei io aver compassione di Ninive, la grande città, nella quale ci sono centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e una grande quantità di bestiame?'.

4:1 Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. 2 Pregò il Signore: ""Signore, non era forse questo che dicevo quand'ero nel mio paese? Per ciò mi affrettai a fuggire a Tarsis; perchè so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato. 3 Or dunque, Signore, toglimi la vita, perchè meglio è per me morire che vivere!"". 4 Ma il Signore gli rispose: ""Ti sembra giusto essere sdegnato così?"". 5 Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì un riparo di frasche e vi si mise all'ombra in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. 6 Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino. 7 Ma il giorno dopo, allo spuntar dell'alba, Dio mandò un verme a rodere il ricino e questo si seccò. 8 Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d'oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venir meno e chiese di morire, dicendo: ""Meglio per me morire che vivere"". 9 Dio disse a Giona: ""Ti sembra giusto essere così sdegnato per una pianta di ricino?"". Egli rispose: ""Sì, è giusto; ne sono sdegnato al punto da invocare la morte!"". 10 Ma il Signore gli rispose: ""Tu ti dai pena per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita: 11 e io non dovrei aver pietà di Ninive, quella grande città, nella quale sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?"".

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Commento di un santo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-27°mercoledi dell'anno dispari dove si leggono i seguenti passi
[(Lc 11,1-4)}; (gna 4,1-11)}; (sal 86,3-6.86,9-1)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia