Cronologia dei paragrafi

Mardocheo ed Ester vogliono scongiurare il pericolo
Ester si presenta al re
Smacco di Amon
Amon al banchetto di Ester
Il favore reale passa ai Giudei
Decreto di riabilitazione
Il grande giorno di Purim
Istituzione ufficiale della festa di Purim

Mardocheo ed Ester vogliono scongiurare il pericolo (est 4,1-99)

4:1 Quando Mardocheo seppe quello che era accaduto, si stracciò le vesti, indossò un sacco e si cosparse di cenere. Precipitatosi nella piazza della città, gridava a gran voce: "Viene distrutto un popolo che non ha fatto nulla di male". 2 Venne fino alla porta del re e si fermò; infatti non gli era consentito entrare nel palazzo portando sacco e cenere. 3 In ogni provincia in cui erano state pubblicate le lettere, c'erano grida e lamenti e grande afflizione tra i Giudei, i quali si stendevano sul sacco e sulla cenere. 4 Entrarono le ancelle e gli eunuchi della regina e le parlarono. All'udire quel che era accaduto, rimase sconvolta e mandò a vestire Mardocheo e a togliergli il sacco; ma egli non acconsentì. 5 Allora Ester chiamò il suo eunuco Acrateo, che stava al suo servizio, e lo mandò a chiedere informazioni precise a Mardocheo. 6 [] 7 Mardocheo gli fece conoscere quel che era accaduto e la promessa che Aman aveva fatto al re riguardo ai diecimila talenti per il tesoro, allo scopo di sterminare i Giudei. 8 E gli diede la copia dell'editto promulgato nella città di Susa e riguardante la loro distruzione, perchè la mostrasse a Ester; gli disse di ordinarle di entrare dal re, per domandargli grazia e intercedere a favore del popolo. "Ricòrdati - aggiunse - dei giorni in cui eri povera, quando eri nutrita dalle mie mani, giacchè Aman, il quale ha avuto il secondo posto dopo il re, ha parlato contro di noi per farci morire. Invoca il Signore e parla al re in favore nostro, perchè ci liberi dalla morte". 9 10 Acrateo entrò e le riferì tutte queste parole. 11 Ed Ester disse ad Acrateo: "Va' da Mardocheo e digli: 12 "Tutte le nazioni dell'impero sanno che chiunque, uomo o donna, entri dal re, nel palazzo interno, senza essere chiamato, non avrà scampo; solo colui sul quale il re avrà steso il suo scettro d'oro sarà salvo. E io non sono più stata chiamata a entrare dal re già da trenta giorni"". 13 Acrateo riferì a Mardocheo tutte queste parole di Ester. 14 Mardocheo disse ad Acrateo: "Va' a dirle: "Ester, non dire a te stessa che tu sola potrai salvarti nel regno, fra tutti i Giudei. 15 Perchè se tu ti rifiuti in questa circostanza, da un'altra parte verranno aiuto e protezione per i Giudei. Tu e la casa di tuo padre perirete. Chi sa che tu non sia diventata regina proprio per questa circostanza?"". 16 Ester mandò da Mardocheo l'uomo che era venuto da lei e gli fece dire: 17 "Va' e raduna i Giudei che abitano a Susa e digiunate per me: per tre giorni e tre notti non mangiate e non bevete. Anch'io e le mie ancelle digiuneremo. Allora, contravvenendo alla legge, entrerò dal re, anche se dovessi morire". 17 Mardocheo andò e fece tutto quello che Ester gli aveva ordinato. 17 Poi pregò il Signore, ricordando tutte le gesta del Signore, e disse: 17 "Signore, Signore, re che domini l'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e non c'è nessuno che possa opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. 17 Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e non c'è nessuno che possa resistere a te, Signore. 17 Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia nè per vanagloria ho fatto questo gesto, di non prostrarmi davanti al superbo Aman, perchè avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. 17 Ma ho fatto questo per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. 17 Ora, Signore Dio, re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perchè guardano a noi per distruggerci e desiderano ardentemente far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. 17 Non trascurare il tuo possesso che hai redento per te dal paese d'Egitto. 17 Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perchè, vivi, possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non far scomparire quelli che ti lodano con la loro bocca". 17 Tutti gli Israeliti gridavano con tutte le loro forze, perchè la morte stava davanti ai loro occhi. 17 Anche la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un'angoscia mortale. Si tolse le vesti di lusso e indossò gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi profumi si riempì la testa di ceneri e di immondizie. Umiliò duramente il suo corpo e, con i capelli sconvolti, coprì ogni sua parte che prima soleva ornare a festa. Poi supplicò il Signore e disse: 17 "Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all'infuori di te, perchè un grande pericolo mi sovrasta. 17 Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai preso Israele tra tutte le nazioni e i nostri padri tra tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto per loro tutto quello che avevi promesso. 17 Ma ora abbiamo peccato contro di te e ci hai consegnato nelle mani dei nostri nemici, perchè abbiamo dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! 17 Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù: hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire il decreto della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, 17 di aprire invece la bocca delle nazioni per lodare gli idoli vani e proclamare per sempre la propria ammirazione per un re mortale. 17 Non consegnare, Signore, il tuo scettro a quelli che neppure esistono. Non permettere che ridano della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare chi è a capo dei nostri persecutori. 17 Ricòrdati, Signore, manifèstati nel giorno della nostra afflizione e da' a me coraggio, o re degli dèi e dominatore di ogni potere. 17 Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, per lo sterminio suo e di coloro che sono d'accordo con lui. 17 Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perchè sono sola e non ho altri che te, Signore! 17 Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. 17 Tu sai che mi trovo nella necessità e che detesto l'insegna della mia alta carica, che cinge il mio capo nei giorni in cui devo comparire in pubblico; la detesto come un panno immondo e non la porto nei giorni in cui mi tengo appartata. 17 La tua serva non ha mangiato alla tavola di Aman; non ha onorato il banchetto del re nè ha bevuto il vino delle libagioni. 17 La tua serva, da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito, se non in te, Signore, Dio di Abramo.

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4:1 ""Vó, raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno; anch'io con le ancelle digiunerò nello stesso modo; dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!"". 2 Mardocheo se ne andò e fece quanto Ester gli aveva ordinato. 3 Poi pregò il Signore, ricordando tutte le sue gesta, e disse: 4 Signore, Signore re, sovrano dell'universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi a te nella tua volontà di salvare Israele. 5 Tu hai fatto il cielo e la terra e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento. Tu sei il Signore di tutte le cose e nessuno può resistere a te, Signore. 6 Tu conosci tutto; tu sai, Signore, che non per orgoglio, non per superbia nè per vanagloria ho fatto il gesto di non prostrarmi davanti al superbo Amàn, perchè avrei anche baciato la pianta dei suoi piedi per la salvezza d'Israele. 7 Ma ho fatto ciò per non porre la gloria di un uomo al di sopra della gloria di Dio; non mi prostrerò mai davanti a nessuno se non davanti a te, che sei il mio Signore, e non farò così per superbia. 8 Ora, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo! Perchè mirano a distruggerci e bramano di far perire quella che è la tua eredità dai tempi antichi. 9 Non trascurare la porzione che per te stesso hai liberato dal paese d'Egitto. 10 Ascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; cambia il nostro lutto in gioia, perchè vivi possiamo cantare inni al tuo nome, Signore, e non chiudere la bocca di quelli che ti lodano"". 11 Tutti gli Israeliti gridavano con tutta la forza, perchè la morte stava davanti ai loro occhi. 12 Anche la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un'angoscia mortale. Si tolse le vesti di lusso e indossò gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi profumi si riempì la testa di ceneri e di immondizie. Umiliò molto il suo corpo e con i capelli sconvolti si muoveva dove prima era abituata agli ornamenti festivi. Poi supplicò il Signore e disse: 13 ""Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perchè un grande pericolo mi sovrasta. 14 Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. 15 Ora abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per aver noi dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! 16 Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, 17 di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne. 17 Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dei che neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare il primo dei nostri persecutori. 17 Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me dó coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. 17 Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui. 17 Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perchè sono sola e non ho altri che te, Signore! 17 Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. 17 Tu sai che mi trovo nella necessità, che detesto l'emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi tengo appartata. 17 La tua serva non ha mangiato alla tavola di Amàn nè ha onorato il banchetto del re nè bevuto il vino delle libazioni. 17 La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di te, Signore, Dio di Abramo. 17 Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia angoscia!"". 17 Il terzo giorno, quando ebbe finito di pregare, ella si tolse le vesti da schiava e si coprì di tutto il fasto del suo grado. 17 Divenuta così splendente di bellezza, dopo aver invocato il Dio che veglia su tutti e li salva, prese con sè due ancelle. Su di una si appoggiava con apparente mollezza, mentre l'altra la seguiva tenendo sollevato il mantello di lei. 17 Appariva rosea nello splendore della sua bellezza e il suo viso era gioioso, come pervaso d'amore, ma il suo cuore era stretto dalla paura. 17 Attraversate una dopo l'altra tutte le porte, si trovò alla presenza del re. Egli era seduto sul trono regale, vestito di tutti gli ornamenti maestosi delle sue comparse, tutto splendente di oro e di pietre preziose, e aveva un aspetto molto terribile. 17 Alzò il viso splendente di maestà e guardò in un accesso di collera. La regina si sentì svenire, mutò il suo colore in pallore e poggiò la testa sull'ancella che l'accompagnava. 17 Ma Dio volse a dolcezza lo spirito del re ed egli, fattosi ansioso, balzò dal trono, la prese fra le braccia, sostenendola finchè non si fu ripresa, e andava confortandola con parole rasserenanti, dicendole: 17 ""Che c'è, Ester? Io sono tuo fratello; fatti coraggio, tu non devi morire. Il nostro ordine riguarda solo la gente comune. Avvicinati!"". 17 Alzato lo scettro d'oro, lo posò sul collo di lei, la baciò e le disse: ""Parlami!"". 17 Gli disse: ""Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio cuore si è agitato davanti alla tua gloria. Perchè tu sei meraviglioso, signore, e il tuo volto è pieno d'incanto"". 17 Ma mentre parlava, cadde svenuta; il re s'impressionò e tutta la gente del suo seguito cercava di rianimarla. 17 Allora il re le disse: ""Che vuoi, Ester, qual è la tua richiesta? Fosse pure metà del mio regno, l'avrai!"". 17 Ester rispose: ""Se così piace al re, venga oggi il re con Amàn al banchetto che gli ho preparato"". 17 Il re disse: ""Convocate subito Amàn, per far ciò che Ester ha detto"". Il re andò dunque con Amàn al banchetto che Ester aveva preparato. 17 Il re disse a Ester, mentre si beveva il vino: ""Qual è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!"". 17 Ester rispose: ""Ecco la mia richiesta e quel che desidero:

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Commento di un santo

Lettura del testo durante l'anno liturgico

quaresima

-1° dell'anno dove si leggono i seguenti passi
[(sal 138,1-3.138,7-8)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia