Cronologia dei paragrafi

VI. Il pesce
VII. Raguele
VIII. La tomba
IX. Le nozze
X. Gli occhi
XI. Raffaele
XII. Sion
XIII. Ninive

VI. Il pesce (tob 6,1-99)

6:1 Il giovane partì insieme con l'angelo, e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finchè li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. 2 Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand'ecco un grosso pesce balzando dall'acqua tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. 3 Ma l'angelo gli disse: "Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire". Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. 4 Gli disse allora l'angelo: "Apri il pesce e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte ma getta via gli intestini. Infatti il suo fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti". 5 Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato. Arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l'altra parte la mise in serbo dopo averla salata. 6 Poi ambedue ripresero il viaggio, finchè non furono vicini alla Media. 7 Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: "Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?". 8 Gli rispose: "Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo, e cesserà da lei ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna. 9 Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di chi è affetto da macchie bianche; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono". 10 Erano entrati nella Media e già erano vicini a Ecbàtana, 11 quando Raffaele disse al ragazzo: "Fratello Tobia!". Gli rispose: "Eccomi". Riprese: "Questa notte dobbiamo alloggiare presso Raguele, che è tuo parente. Egli ha una figlia chiamata Sara 12 e all'infuori di Sara non ha altro figlio o figlia. A te, come parente più stretto, spetta il diritto di sposarla più di qualunque altro uomo e di avere in eredità i beni di suo padre. è una ragazza saggia, coraggiosa, molto graziosa e suo padre è una brava persona". 13 E aggiunse: "Tu hai il diritto di sposarla. Ascoltami, fratello: io parlerò della fanciulla al padre questa sera, per serbartela come fidanzata. Quando torneremo dalla città di Rage, celebreremo le sue nozze. So che Raguele non potrà rifiutarla a te o prometterla ad altri; egli incorrerebbe nella morte secondo la prescrizione della legge di Mosè, poichè egli sa che prima di ogni altro spetta a te avere sua figlia. Ascoltami, dunque, fratello. Questa sera parleremo della fanciulla e ne domanderemo la mano. Al nostro ritorno dalla città di Rage la prenderemo e la condurremo con noi a casa tua". 14 Allora Tobia rispose a Raffaele: "Fratello Azaria, ho sentito dire che ella è già stata data in moglie a sette uomini ed essi sono morti nella stanza nuziale la notte stessa in cui dovevano unirsi a lei. Inoltre ho sentito dire che un demonio le uccide i mariti. 15 Per questo ho paura; il demonio a lei non fa del male, ma se qualcuno le si vuole accostare, egli lo uccide. Io sono l'unico figlio di mio padre. Ho paura di morire e di condurre così alla tomba la vita di mio padre e di mia madre per l'angoscia della mia perdita. Non hanno un altro figlio che possa seppellirli". 16 Ma quello gli disse: "Hai forse dimenticato i moniti di tuo padre, che ti ha raccomandato di prendere in moglie una donna del tuo casato? Ascoltami, dunque, o fratello: non preoccuparti di questo demonio e sposala. Sono certo che questa sera ti verrà data in moglie. 17 Quando però entri nella camera nuziale, prendi il cuore e il fegato del pesce e mettine un poco sulla brace degli incensi. L'odore si spanderà, il demonio lo dovrà annusare e fuggirà per non farsi più vedere in eterno intorno a lei. 18 Poi, prima di unirti con lei, alzatevi tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perchè venga su di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: ella ti è stata destinata fin dall'eternità. Sarai tu a salvarla. Ella verrà con te e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero". 19 Quando Tobia sentì le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua parente, della stirpe della famiglia di suo padre, l'amò molto senza poter più distogliere il suo cuore da lei.

6:1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

6:1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

6:1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

6:1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

6:1 Quando però entri nella camera nuziale, prendi il cuore e il fegato del pesce e mettine un poco sulla brace degli incensi. L'odore si spanderà, il demonio lo dovrà annusare e fuggirà e non comparirà più intorno a lei. 2 Poi, prima di unirti con essa, alzatevi tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perchè venga su di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: essa ti è stata destinata fin dall'eternità. Sarai tu a salvarla. Ti seguirà e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero"". 3 Quando Tobia sentì le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua consanguinea della stirpe della famiglia di suo padre, l'amò al punto da non saper più distogliere il cuore da lei. 4 Quando fu entrato in Ecbàtana, Tobia disse: ""Fratello Azaria, conducimi diritto da nostro fratello Raguele"". Egli lo condusse alla casa di Raguele, che trovarono seduto presso la porta del cortile. Lo salutarono per primi ed egli rispose: ""Salute fratelli, siate i benvenuti!"". Li fece entrare in casa. 5 Disse alla moglie Edna: ""Quanto somiglia questo giovane a mio fratello Tobi!"". 6 Edna domandò loro: ""Di dove siete, fratelli?"", ed essi risposero: ""Siamo dei figli di Neftali, deportati a Ninive"". 7 Disse allora: ""Conoscete nostro fratello Tobi?"". Le dissero: ""Lo conosciamo"". Riprese: ""Come sta?"". 8 Risposero: ""Vive e sta bene"". E Tobia aggiunse: ""è mio padre"". 9 Raguele allora balzò in piedi, l'abbracciò e pianse. Poi gli disse: ""Sii benedetto, figliolo! Sei il figlio di un ottimo padre. Che sventura per un uomo giusto e largo di elemosine essere diventato cieco!"". Si gettò al collo del parente Tobia e pianse. 10 Pianse anche la moglie Edna e pianse anche la loro figlia Sara. 11 Poi egli macellò un montone del gregge e fece loro una calorosa accoglienza. 12 Si lavarono, fecero le abluzioni e, quando si furono messi a tavola, Tobia disse a Raffaele: ""Fratello Azaria, domanda a Raguele che mi dia in moglie mia cugina Sara"". 13 Raguele udì queste parole e disse al giovane: ""Mangia, bevi e stó allegro per questa sera, poichè nessuno all'infuori di te, mio parente, ha il diritto di prendere mia figlia Sara, come del resto neppure io ho la facoltà di darla ad un altro uomo all'infuori di te, poichè tu sei il mio parente più stretto. Però, figlio, vogliono dirti con franchezza la verità. 14 L'ho data a sette mariti, scelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevi, figliolo; il Signore provvederà"". 15 Ma Tobia disse: ""Non mangerò affatto nè berrò, prima che tu abbia preso una decisione a mio riguardo"". Rispose Raguele: ""Lo farò! Essa ti viene data secondo il decreto del libro di Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti sia data. Prendi dunque tua cugina, d'ora in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti viene concessa da oggi per sempre. Il Signore del cielo vi assista questa notte, figlio mio, e vi conceda la sua misericordia e la sua pace"". 16 Raguele chiamò la figlia Sara e quando essa venne la prese per mano e l'affidò a Tobia con queste parole: ""Prendila; secondo la legge e il decreto scritto nel libro di Mosè ti viene concessa in moglie. Tienila e sana e salva conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi assista con la sua pace"". 17 Chiamò poi la madre di lei e le disse di portare un foglio e stese il documento di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie a Tobia la propria figlia, in base al decreto della legge di Mosè. Dopo di ciò cominciarono a mangiare e a bere. 18 Poi Raguele chiamò la moglie Edna e le disse: ""Sorella mia, prepara l'altra camera e conducila dentro"". 19 Essa andò a preparare il letto della camera, come le aveva ordinato, e vi condusse la figlia. Pianse per lei, poi si asciugò le lacrime e disse:

Mappa

Commento di un santo

Che dire dei cani, i quali evidentemente hanno per natura l'istinto di mostrarsi riconoscenti e di esercitare uno scrupoloso servizio di guardia per l'incolumità del padrone? Perciò a coloro che dimenticano il beneficio, ai pigri, agli ac cidiosi la Scrittura grida: Cani muti, che non sapete latrare (Is 56, 10). Solo i cani che sanno latrare per i padroni sanno difendere le loro case. Perciò impara anche tu a levare la tua voce per Cristo, quando feroci lupi ne assaltano l'ovile, impara a tenere pronta nella tua bocca la parola, perchè non sembri che tu, come un cane muto mantenendo un silenzio imputabile a tradimento, abbia abbandonato il posto di guardia affidato alla tua fedeltà. Tale fu il cane viaggiatore e compagno dell'angelo, che Raffaele non inutilmente nel libro ispirato21 ritenne di prendere con sè e con il figlio di Tobi, quando si mise in cammino per mettere in fuga Asmodeo e sancire le nozze (cf. Tb 3,8; 8, 3); in fatti la riconoscenza di un animo non immemore scaccia il demonio e consolida il matrimonio. Perciò il santo angelo Raffaele con l'esempio di quel muto animale educava alla riconoscenza l'animo del giovane Tobia, che era stato affidato al la sua protezione (cf. Tb 6, 1; 11,5; 11, 9 Vulg.).

Autore

Beda

Lettura del testo durante l'anno liturgico

ordinario

-9°giovedi dell'anno dispari dove si leggono i seguenti passi
[(tob 6,1-11.7,1-9.8,4-9)}; (mc 12,28-34)}; (sal 128,1-5)};
E nelle seguenti solennità
dove si leggono i seguenti passi:

Conversione di misure antiche presenti nel testo

Quantità nel testo
misura bibblica
Quantità convertita
Unità di misura attuale

Genealogia