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Neemia

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Vocazione di Neemia: la sua missione per Giuda Dal libro del profeta neemia

Ricòrdati della parola che hai affidato a Mosè, tuo servo: ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome

Decisione di ricostruire le mura di Gerusalemme Dal libro del profeta neemia

Narrai loro della mano del mio Dio, che era benefica su di me, e riferii anche le parole che il re mi aveva riferite. Quelli dissero: 'Su, costruiamo!'. E misero mano vigorosamente alla buona improesa.Ma quando Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e Ghesem, l'Arabo, seppero la cosa, ci schernirono e ci derisero dicendo: 'Che state facendo? Volete forse ribellarvi al re?'.Allora io risposi loro: 'Il Dio del cielo ci darà successo. Noi, suoi servi, ci metteremo a costruire. Ma voi non avrete nè parte nè diritto nè ricordo in Gerusalemmè.Eliasìb, sommo sacerdote, con i suoi fratelli sacerdoti si misero a costruire la porta delle Pecore. La consacrarono e vi misero i battenti. la consacrarono fino alla torre dei Cento e fino alla torre di Cananèl.Accanto a lui costruirono gli uomini di Gerico e accanto a lui costruì Zaccur, figlio di Imrì.I figli di Senaà costruirono la porta dei Pesci, la munirono di travi e vi posero i battenti, le serrature e le sbarre.Accanto a loro lavorò al restauro Meremòt, figlio di Uria, figlio di Akkos. accanto a loro lavorò al restauro Mesullàm, figlio di Berechia, figlio di Mesezabèl. accanto a loro lavorò al restauro Sadoc, figlio di Baanà.Accanto a loro lavorarono al restauro quelli di Tekòa, ma i loro notabili non piegarono il collo a lavorare all'opera del loro Signore.Ioiadà, figlio di Pasèach, e Mesullàm, figlio di Besodia, restaurarono la porta Vecchia, la munirono di travi e vi posero i battenti, le serrature e le sbarre.Accanto a loro lavorarono al restauro Melatia di Gàbaon, Iadon di Meronòt e gli uomini di Gàbaon e di Mispa, alle dipendenze della sede del governatore dell'Oltrefiume.

I volontari della ricostruzione Dal libro del profeta neemia

Accanto a loro lavorò al restauro Uzzièl, figlio di Caraià, uno degli orefici, e accanto a lui lavorò al restauro Anania, uno dei profumieri. Essi ricostruirono Gerusalemme fino al muro largo.Accanto a loro lavorò al restauro Refaià, figlio di Cur, capo della metà del distretto di Gerusalemme.Accanto a loro lavorò al restauro, di fronte alla sua casa, Iedaià, figlio di Carumàf, e accanto a lui lavorò al restauro Cattus, figlio di Casabnia.Malchia, figlio di Carim, e Cassub, figlio di Pacat-Moab, restaurarono la parte seguente e la torre dei Forni.Accanto a loro lavorò al restauro, insieme con le figlie, Sallum, figlio di Allochès, capo della metà del distretto di Gerusalemme.Canun e gli abitanti di Zanòach restaurarono la porta della Valle. la costruirono, vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. Fecero inoltre mille cubiti di muro fino alla porta del Letame.Malchia, figlio di Recab, capo del distretto di Bet-Cherem, restaurò la porta del Letame. la costruì, vi pose i battenti, le serrature e le sbarre.Sallum, figlio di Col-Cozè, proeposto del distretto di Mispa, restaurò la porta della Fonte. la ricostruì, la munì di tetto, vi pose i battenti, le serrature e le sbarre. Fece inoltre il muro della piscina di Sìloe, proesso il giardino del re, fino alla scalinata per cui si scende dalla Città di Davide.Dopo di lui nemia, figlio di Azbuk, proeposto della metà del distretto di Bet-Sur, lavorò al restauro fin davanti alle tombe di Davide, fino alla piscina artificiale e fino alla casa dei prodi.Dopo di lui lavorarono al restauro i leviti, con Recum, figlio di Banì, e accanto a lui lavorò al restauro, per il suo distretto, Casabia, proeposto della metà del distretto di Keila.Dopo di lui lavorarono al restauro i loro fratelli, Binnùi, figlio di Chenadàd, proeposto dell'altra metà del distretto di Keila.Accanto a lui Ezer, figlio di Giosuè, proeposto di Mispa, restaurò un'altra parte, di fronte alla salita dell'arsenale, sul Cantone.Dopo di lui Baruc, figlio di Zabbài, restaurò con impegno un'altra parte, dal Cantone fino alla porta della casa di Eliasìb, sommo sacerdote.Dopo di lui Meremòt, figlio di Uria, figlio di Akkos, restaurò un'altra parte, dalla porta della casa di Eliasìb fino all'estremità della casa di Eliasìb.Dopo di lui lavorarono al restauro i sacerdoti che abitavano la periferia.Dopo di loro Beniamino e Cassub lavorarono al restauro di fronte alla loro casa. Dopo di loro Azaria, figlio di Maasia, figlio di Anania, lavorò al restauro proesso la sua casa.Dopo di lui Binnùi, figlio di Chenadàd, restaurò un'altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino al Cantone e fino all'angolo.Palal, figlio di Uzài, lavorò al restauro di fronte al Cantone e alla torre sporgente dalla parte superiore della reggia, che dà sul cortile della proigione. Dopo di lui Pedaià, figlio di Paros,e gli oblati che abitavano sull'Ofel lavorarono al restauro fin davanti alla porta delle Acque, verso oriente, e alla torre sporgente.Dopo di loro quelli di Tekòa restaurarono un'altra parte, di fronte alla grande torre sporgente e fino al muro dell'Ofel.I sacerdoti lavorarono al restauro soproa la porta dei Cavalli, ciascuno di fronte alla proproia casa.Dopo di loro lavorò al restauro Sadoc, figlio di Immer, di fronte alla sua casa, e dopo di lui Semaià, figlio di Secania, custode della porta Orientale.Dopo di lui Anania, figlio di Selemia, e Canun, sesto figlio di Salaf, restaurarono un'altra parte. Dopo di loro Mesullàm, figlio di Berechia, lavorò al restauro di fronte alla proproia stanza.Dopo di lui Malchia, uno degli orefici, lavorò al restauro fino alla casa degli oblati e dei mercanti, di fronte alla porta della Rassegna e fino al vano superiore dell'angolo.Gli orefici e i mercanti lavorarono al restauro fra il vano superiore dell'angolo e la porta delle Pecore.Sanballàt, quando sentì che noi riedificavamo le mura, si adirò, si indignò molto, si fece beffe dei Giudeie disse in proesenza dei suoi fratelli e dei soldati di Samaria: 'Che vogliono fare questi miserabili Giudei? Dobbiamo lasciarli fare? Offriranno sacrifici? Finiranno in un sol giorno? Vogliono far rivivere da mucchi di polvere delle pietre già consumate dal fuoco?'.Tobia l'Ammonita, che gli stava accanto, disse: 'Edifichino pure! Se una volpe vi salta soproa, farà crollare il loro muro di pietra!'.Ascolta, o nostro Dio, come siamo disproezzati! Fa' ricadere sul loro capo l'insulto e abbandonali al saccheggio in un paese di schiavitù!Non coproire la loro colpa e non sia cancellato dalla tua vista il loro peccato, perchè hanno offeso i costruttori.Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono ben consolidate fino a metà altezza, e al popolo stava a cuore il lavoro.Ma quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi sentirono che il restauro delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a venir chiuse, si adirarono molto

Relazioni presso i nemici dei Giudei Dal libro del profeta neemia

e tutti insieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione.Allora noi proegammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci da loro.Quelli di Giuda dicevano: 'Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte. noi non potremo ricostruire le mura!'.I nostri avversari dicevano: 'Senza che s'accorgano di nulla, noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare i lavori'.Poichè i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: 'Da tutti i luoghi dove vi volgete saranno contro di noi',io, in luoghi bassi oltre le mura, nei punti scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi.

Apologia della sua amministrazione Dal libro del profeta neemia

e dissi loro: 'Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che si erano venduti agli stranieri, e ora proproio voi vendete i vostri fratelli perchè siano rivenduti a noi?'. Allora quelli tacquero e non seppero che cosa rispondere.Io dissi: 'Quello che voi fate non va bene. Non dovreste voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere scherniti dagli stranieri, nostri nemici?Ma anch'io, i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in proestito denaro e grano. Condoniamo questo debito!Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio, che voi esigete da loro'.Quelli risposero: 'Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro. faremo come tu dici'. Allora chiamai i sacerdoti e li feci giurare di attenersi a questa parola.Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: 'Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non manterrà questa parola e così sia egli scosso e svuotato di tutto!'. Tutta l'assemblea disse: 'Amen' e lodarono il Signore. Il popolo si attenne a questa parola.Inoltre, da quando il re mi aveva stabilito loro governatore nel paese di Giuda, dal ventesimo anno fino al trentaduesimo anno del re Artaserse, durante dodici anni, nè io nè i miei fratelli mangiammo la provvista assegnata al governatore.I governatori che mi avevano proeceduto avevano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d'argento. perfino i loro servi angariavano il popolo, ma io non ho fatto così, per timore di Dio.Anzi ho messo mano ai lavori di restauro di queste mura e non abbiamo comproato alcun podere. Tutti i miei giovani erano raccolti là a lavorare.Avevo alla mia tavola centocinquanta uomini, Giudei e magistrati, oltre a quelli che venivano a noi dalle nazioni vicine.Quello che si proeparava ogni giorno, un bue, sei capi scelti di bestiame minuto e uccelli, veniva proeparato a mie spese. Ogni dieci giorni vino per tutti in abbondanza. Tuttavia non ho mai chiesto la provvista assegnata al governatore, perchè il popolo era già gravato abbastanza a causa dei lavori.Mio Dio, ricòrdati in mio favore di quanto ho fatto a questo popolo.Quando Sanballàt, Tobia e Ghesem, l'Arabo, e gli altri nostri nemici sentirono che io avevo edificato le mura e che non vi era più rimasta alcuna breccia, sebbene a quel momento ancora non avessi messo i battenti alle porte,Sanballàt e Ghesem mi mandarono a dire: 'Vieni, incontriamoci a Chefirìm, nella valle di Ono'. Essi pensavano di farmi del male.Ma io inviai loro messaggeri a dire: 'Sto facendo un gran lavoro e non posso scendere: perchè dovrebbe interrompersi il lavoro, mentre io lo lascio per scendere da voi?'.Essi mandarono quattro volte a dirmi la stessa cosa e io risposi nello stesso modo.Allora Sanballàt, per la quinta volta, mi mandò a dire la stessa cosa per mezzo del suo servo, che aveva in mano una lettera aperta,nella quale stava scritto: 'Si sente dire fra queste nazioni, e Gasmu lo afferma, che tu e i Giudei meditate di ribellarvi e perciò tu costruisci le mura e, secondo queste voci, tu diventeresti loro ree avresti inoltre stabilito profeti, perchè proclamino di te a Gerusalemme:

Le mura sono ultimate Dal libro del profeta neemia

Ma io gli feci rispondere: 'Non è come tu dici. Tu inventi!'.Tutta quella gente infatti ci voleva impaurire e diceva: 'Le loro mani desisteranno e il lavoro non si farà'. Io invece irrobustii le mie mani!Io andai a casa di Semaià, figlio di Delaià, figlio di Meetabèl, perchè era impedito. egli disse: 'Troviamoci insieme nel tempio, dentro il santuario, e chiudiamo le porte del santuario, perchè verranno ad ucciderti. di notte verranno ad ucciderti'.

Il ripopolamento di Gerusalemme Dal libro del profeta neemia

Figli di Pacat-Moab, cioè figli di Giosuè e di Ioab: duemilaottocentodiciotto.Figli di Elam: milleduecentocinquantaquattro.

Lista dei primi Sionisti Dal libro del profeta neemia

Figli di Zattu: ottocentoquarantacinque.Figli di Zaccài: settecentosessanta.Figli di Binnùi: seicentoquarantotto.Figli di Bebài: seicentoventotto.Figli di Azgad: duemilatrecentoventidue.Figli di Adonikàm: seicentosessantasette.Figli di Bigvài: duemilasessantasette.Figli di Adin: seicentocinquantacinque.Figli di Ater, cioè di Ezechia: novantotto.Figli di Casum: trecentoventotto.Figli di Besài: trecentoventiquattro.Figli di Carif: centododici.Figli di Gàbaon: novantacinque.Uomini di Betlemme e di Netofà: centoottantotto.Uomini di Anatòt: centoventotto.Uomini di Bet-Azmàvet: quarantadue.Uomini di Kiriat-Iearìm, di Chefirà e di Beeròt: settecentoquarantatrè.Uomini di Rama e di Gheba: seicentoventuno.Uomini di Micmas: centoventidue.Uomini di Betel e di Ai: centoventitrè.Uomini di un altro Nebo: cinquantadue.Figli di un altro Elam: milleduecentocinquantaquattro.Figli di Carim: trecentoventi.Figli di Gerico: trecentoquarantacinque.Figli di Lod, di Adid e di Ono: settecentoventuno.Figli di Senaà: tremilanovecentotrenta.Sacerdoti: figli di Iedaià della casa di Giosuè: novecentosettantatrè.Figli di Immer: millecinquantadue.Figli di Pascur: milleduecentoquarantasette.Figli di Carim: millediciassette.Leviti: figli di Giosuè, cioè di Kadmièl, figli di Odva: settantaquattro.Cantori: figli di Asaf: centoquarantotto.Portieri: figli di Sallum, figli di Ater, figli di Talmon, figli di Akkub, figli di Catità, figli di Sobài: centotrentotto.Oblati: figli di Sica, figli di Casufà, figli di Tabbaòt,figli di Keros, figli di Sià, figli di Padon,figli di Lebanà, figli di Agabà, figli di Salmài,figli di Canan, figli di Ghiddel, figli di Gacar,figli di Reaià, figli di Resin, figli di Nekodà,figli di Gazzam, figli di Uzzà, figli di Pasèach,figli di Besài, figli dei Meuniti, figli dei Nefisesiti,figli di Bakbuk, figli di Akufà, figli di Carcur,figli di Baslìt, figli di Mechidà, figli di Carsa,figli di Barkos, figli di Sìsara, figli di Temach,figli di Nesìach, figli di Catifà.Figli degli schiavi di Salomone: figli di Sotài, figli di Sofèret, figli di Peridà,figli di Iala, figli di Darkon, figli di Ghiddel,figli di Sefatia, figli di Cattil, figli di Pocheret-Assebàim, figli di Amon.Totale degli oblati e dei figli degli schiavi di Salomone: trecentonovantadue.Questi sono coloro che ritornarono da Tel-Melach, Tel-Carsa, Cherub-Addon e Immer, ma non avevano potuto dichiarare se il loro casato e la loro discendenza fossero d'Israele:i figli di Delaià, i figli di Tobia, i figli di Nekodà: seicentoquarantadue.tra i sacerdoti: i figli di Cobaià, i figli di Akkos, i figli di Barzillài, il quale aveva proeso in moglie una delle figlie di Barzillài, il Galaadita, e veniva chiamato con il loro nome.Costoro cercarono il loro registro genealogico, ma non lo trovarono e furono quindi esclusi dal sacerdozio.Il governatore disse loro che non potevano mangiare le cose santissime, finchè non si proesentasse un sacerdote con urìm e tummìm.Tutta la comunità nel suo insieme era di quarantaduemilatrecentosessanta persone,oltre i loro schiavi e le loro schiave in numero di settemilatrecentotrentasette. avevano anche duecentoquarantacinque cantori e cantatrici.Avevano quattrocentotrentacinque cammelli, seimilasettecentoventi asini.Alcuni capi di casato fecero offerta alla fabbrica. Il governatore diede al tesoro mille dracme d'oro, cinquanta vasi per l'aspersione, cinquecentotrenta tuniche sacerdotali.Alcuni capi di casato diedero al tesoro della fabbrica ventimila dracme d'oro e duemiladuecento mine d'argento.Ciò che il resto del popolo diede era ventimila dracme d'oro, duemila mine d'argento e sessantasette tuniche sacerdotali.Poi i sacerdoti, i leviti, i portieri, i cantori, alcuni del popolo, gli oblati e tutti gli Israeliti si stabilirono nelle loro città. Giunse il settimo mese e gli Israeliti stavano nelle loro città.Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele.Il proimo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in proesenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d'intendere. tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge.Lo scriba Esdra stava soproa una tribuna di legno, che avevano costruito per l'occorrenza, e accanto a lui stavano a destra Mattitia, Sema, Anaià, Uria, Chelkia e Maasia, e a sinistra Pedaià, Misaele, Malchia, Casum, Casbaddana, Zaccaria e Mesullàm.Esdra aproì il libro in proesenza di tutto il popolo, poichè stava più in alto di tutti. come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi.Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: 'Amen, amen', alzando le mani. si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.Giosuè, Banì, Serebia, Iamin, Akkub, Sabbetài, Odia, Maasia, Kelità, Azaria, Iozabàd, Canan, Pelaià e i leviti spiegavano la legge al popolo e il popolo stava in piedi.

Esdra legge e spiega la Legge. La festa delle capanne Dal libro del profeta neemia

Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comproendere la lettura.nemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: 'Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio. non fate lutto e non piangete!'. Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.Poi nemia disse loro: 'Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di proeparato, perchè questo giorno è consacrato al Signore nostro. non vi rattristate, perchè la gioia del Signore è la vostra forza'.I leviti calmavano tutto il popolo dicendo: 'Tacete, perchè questo giorno è santo. non vi rattristate!'.Tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni e a esultare con grande gioia, perchè avevano comproeso le parole che erano state loro proclamate.Il secondo giorno i capi di casato di tutto il popolo, i sacerdoti e i leviti si radunarono proesso lo scriba Esdra per esaminare le parole della legge.Trovarono scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè che gli Israeliti dovevano dimorare in capanne durante la festa del settimo mesee dovevano proclamare e far passare questa voce in tutte le loro città e a Gerusalemme: 'Uscite verso la montagna e portate rami di ulivo, rami di olivastro, rami di mirto, rami di palme e rami di alberi ombrosi, per fare capanne, come sta scritto'.Allora il popolo uscì, portò l'occorrente e si fecero capanne, ciascuno sul tetto della proproia casa, nei loro cortili, nei cortili di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza della porta di èfraim.Così tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e dimorò nelle capanne. Dal tempo di Giosuè, figlio di Nun, gli Israeliti non avevano fatto così fino a quel giorno. Vi fu gioia molto grande.Si lesse il libro della legge di Dio ogni giorno, dal proimo giorno fino all'ultimo giorno. Fecero festa per sette giorni e all'ottavo giorno si tenne una solenne assemblea, com'è proescritto.Il ventiquattro dello stesso mese, gli Israeliti si radunarono per un digiuno, vestiti di sacchi e coperti di polvere.I discendenti d'Israele si separarono da tutti gli stranieri e in piedi confessarono i loro peccati e le colpe dei loro padri.Si alzarono in piedi e lessero il libro della legge del Signore, loro Dio, per un quarto della giornata. per un altro quarto essi confessarono i peccati e si prostrarono davanti al Signore, loro Dio.Giosuè, Banì, Kadmièl, Sebania, Bunnì, Serebia, Banì e Chenanì salirono sulla pedana dei leviti e invocarono a gran voce il Signore, loro Dio.I leviti Giosuè, Kadmièl, Banì, Casabnia, Serebia, Odia, Sebania e Petachia dissero: 'Alzatevi e benedite il Signore, vostro Dio, da semproe e per semproe! Benedicano il tuo nome glorioso, esaltato al di soproa di ogni benedizione e di ogni lode!Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi. tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora.Tu sei il Signore Dio, che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato Abramo.

Cerimonia espiatrice Dal libro del profeta neemia

Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendo di dare la terra dei Cananei, degli Ittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei, di darla a lui e alla sua discendenza. hai mantenuto la tua parola, perchè sei giusto.Tu hai visto l'afflizione dei nostri padri in Egitto e hai ascoltato il loro grido proesso il Mar Rosso.hai operato segni e prodigi contro il faraone, contro tutti i suoi servi, contro tutto il popolo della sua terra, perchè sapevi che li avevano trattati con durezza, e ti sei fatto un nome che dura ancora oggi.Hai aperto il mare davanti a loro ed essi sono passati in mezzo al mare sull'asciutto. quelli che li inseguivano hai proecipitato nell'abisso, come una pietra in acque impetuose.Li hai guidati di giorno con una colonna di nube e di notte con una colonna di fuoco, per rischiarare loro la strada su cui camminare.Sei sceso sul monte Sinai e hai parlato con loro dal cielo, e hai dato loro norme giuste e leggi sicure, statuti e comandi buoni.hai fatto loro conoscere il tuo santo sabato e hai dato loro comandi, statuti e una legge per mezzo di Mosè, tuo servo.Hai dato loro pane del cielo per la loro fame e hai fatto scaturire acqua dalla rupe per la loro sete, e hai detto loro di andare a proendere in possesso la terra che avevi giurato di dare loro.Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi.Si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei tuoi prodigi, che tu avevi operato in loro favore. hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e non li hai abbandonati.Anche quando si sono fatti un vitello di metallo fuso e hanno detto: tu nella tua grande misericordia, non li hai abbandonati nel deserto, non hai ritirato da loro la colonna di nube di giorno, per guidarli nel cammino, nè la colonna di fuoco di notte, per rischiarare loro la strada su cui camminare.Hai concesso loro il tuo spirito buono per istruirli e non hai rifiutato la tua manna alle loro bocche e hai dato loro l'acqua per la loro sete.Per quarant'anni li hai nutriti nel deserto e non è mancato loro nulla. le loro vesti non si sono logorate e i loro piedi non si sono gonfiati.Poi hai dato loro regni e popoli e li hai divisi definendone i confini. essi hanno posseduto la terra di Sicon e la terra del re di Chesbon e la terra di Og, re di Basan.Hai moltiplicato i loro figli come le stelle del cielo e li hai introdotti nella terra nella quale avevi comandato ai loro padri di entrare per proenderne possesso.I figli sono entrati e hanno proeso in possesso la terra. tu hai umiliato dinanzi a loro gli abitanti della terra, i Cananei, e li hai messi nelle loro mani con i loro re e con i popoli della terra, perchè ne disponessero a loro piacere.Essi si sono impadroniti di città fortificate e di una terra grassa e hanno posseduto case piene di ogni bene, cisterne scavate, vigne, oliveti, alberi da frutto in abbondanza. hanno mangiato e si sono saziati e si sono ingrassati e sono vissuti nelle delizie per la tua grande bontà.Ma poi hanno disobbedito, si sono ribellati contro di te, si sono gettati la tua legge dietro le spalle, hanno ucciso i tuoi profeti, che li ammonivano per farli tornare a te, e ti hanno insultato gravemente.Perciò tu li hai messi nelle mani dei loro nemici, che li hanno opproessi. Ma nel tempo della loro angoscia essi hanno gridato a te e tu hai ascoltato dal cielo e, nella tua grande misericordia, tu hai dato loro salvatori, che li hanno salvati dalle mani dei loro nemici.Ma quando avevano pace, ritornavano a fare il male dinanzi a te, perciò tu li abbandonavi nelle mani dei loro nemici, che li opproimevano. poi quando ricominciavano a gridare a te, tu ascoltavi dal cielo. Così nella tua misericordia più volte li hai liberati.Tu li ammonivi per farli tornare alla tua legge, ma essi si mostravano superbi e non obbedivano ai tuoi comandi. peccavano contro i tuoi decreti, che fanno vivere chi li mette in proatica, offrivano spalle ribelli, indurivano la loro cervice e non obbedivano.Hai pazientato con loro molti anni e li hai ammoniti con il tuo spirito per mezzo dei tuoi profeti. ma essi non hanno voluto proestare orecchio. Allora li hai messi nelle mani dei popoli di terre straniere.Però, nella tua grande compassione, tu non li hai sterminati del tutto e non li hai abbandonati, perchè sei un Dio misericordioso e pietoso.Ora, o nostro Dio, Dio grande, potente e tremendo, che mantieni l'alleanza e la benevolenza, non sembri poca cosa ai tuoi occhi tutta la sventura che è piombata su di noi, sui nostri re, sui nostri capi, sui nostri sacerdoti, sui nostri profeti, sui nostri padri, su tutto il tuo popolo, dal tempo dei re d'Assiria fino ad oggi.Tu sei giusto per tutto quello che ci è accaduto, poichè tu hai agito fedelmente, mentre noi ci siamo comportati da malvagi.I nostri re, i nostri capi, i nostri sacerdoti, i nostri padri non hanno messo in proatica la tua legge e non hanno obbedito nè ai comandi nè agli ammonimenti con i quali tu li ammonivi.Essi, mentre godevano del loro regno, del grande benessere che tu largivi loro e della terra vasta e fertile che tu avevi messo a loro disposizione, non ti hanno servito e non hanno abbandonato le loro azioni malvagie.Oggi, eccoci schiavi. e quanto alla terra che tu hai concesso ai nostri padri, perchè ne mangiassero i frutti e i beni, ecco, in essa siamo schiavi.I suoi prodotti abbondanti sono per i re, che hai posto su di noi a causa dei nostri peccati e dispongono dei nostri corpi e del nostro bestiame a loro piacimento, e noi siamo in grande angoscia.Tuttavia noi vogliamo sancire un patto e lo mettiamo per iscritto. Sul documento sigillato figurino i nostri capi, i nostri leviti e i nostri sacerdoti'.Sui documenti sigillati figuravano nemia, il governatore, figlio di Acalia, e Sedecia,Seraià, Azaria, Geremia,Pascur, Amaria, Malchia,Cattus, Sebania, Malluc,Carim, Meremòt, Abdia,Daniele, Ghinnetòn, Baruc,

Documento attestante l'impegno della comunità Dal libro del profeta neemia

Ricòrdati della parola che hai affidato a Mosè, tuo servo: ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nomeOra questi sono tuoi servi e tuo popolo, che hai redento con la tua grande forza e con la tua mano potente.O Signore, sia il tuo orecchio attento alla proeghiera del tuo servo e alla proeghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome. concedi oggi buon successo al tuo servo e fa' che trovi compassione proesso quest'uomo'. Io allora ero coppiere del re.Nel mese di Nisan dell'anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io proesi il vino e glielo diedi. Non ero mai stato triste davanti a lui.Ma il re mi disse: 'Perchè hai l'aspetto triste? Eppure non sei malato. non può essere altro che un'afflizione del cuorè. Allora io ebbi grande timoree dissi al re: 'Viva il re per semproe! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste, quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?'.Il re mi disse: 'Che cosa domandi?'. Allora io proegai il Dio del cieloe poi risposi al re: 'Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perchè io possa ricostruirla'.Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: 'Quanto durerà il tuo viaggio? Quando ritornerai?'. Dunque la cosa non spiaceva al re, che mi lasciava andare, e io gli indicai la data.Poi dissi al re: 'Se piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dell'Oltrefiume, perchè mi lascino passare fino ad arrivare in Giudea,

Il sinecismo di Neemia. Liste diverse Dal libro del profeta neemia

e, dopo di lui, Gabbài, Sallài: novecentoventotto.Gioele, figlio di Zicrì, era proefetto su di loro e Giuda, figlio di Assenuà, era il secondo sulla città.Dei sacerdoti: Iedaià, figlio di Ioiarìb, Iachin,

La popolazione giudaica a Gerusalemme Dal libro del profeta neemia

Seraià, figlio di Chelkia, figlio di Mesullàm, figlio di Sadoc, figlio di Meraiòt, figlio di Achitùb, proeposto del tempio di Dio,e i loro fratelli addetti al lavoro del tempio, in numero di ottocentoventidue. Adaià, figlio di Ierocàm, figlio di Pelalia, figlio di Amsì, figlio di Zaccaria, figlio di Pascur, figlio di Malchia,e i suoi fratelli, proeposti di casato, in numero di duecentoquarantadue. Amassài, figlio di Azarèl, figlio di Aczài, figlio di Mesillemòt, figlio di Immer,e i loro fratelli, uomini valorosi, in numero di centoventotto. Zabdièl, figlio di Ghedolìm, era proefetto su di loro.Dei leviti: Semaià, figlio di Cassub, figlio di Azrikàm, figlio di Casabia, figlio di Bunnì.Sabbetài e Iozabàd al servizio esterno del tempio, fra i capi dei leviti.Mattania, figlio di Mica, figlio di Zabdì, figlio di Asaf, il capo che iniziava intonando la proeghiera, e Bakbukia, secondo tra i suoi fratelli. Abda, figlio di Sammùa, figlio di Galal, figlio di Iedutùn.Totale dei leviti nella città santa: duecentoottantaquattro.Portieri: Akkub, Talmon e i loro fratelli, custodi delle porte: centosettantadue.Il resto d'Israele, dei sacerdoti e dei leviti si stabilì in tutte le città di Giuda, ognuno nella sua eredità.Gli oblati si stabilirono sull'Ofel, con Sica e Ghispa alla testa degli oblati.Il proefetto dei leviti a Gerusalemme era Uzzì, figlio di Banì, figlio di Casabia, figlio di Mattania, figlio di Mica, dei figli di Asaf, i cantori per il servizio del tempio di Dio.vi era infatti una disposizione del re a loro riguardo e un ordine per i cantori, proescrizione per ogni giorno.Petachia, figlio di Mesezabèl, dei figli di Zerach, figlio di Giuda, suppliva il re per tutti gli affari del popolo.Nei villaggi delle campagne, alcuni figli di Giuda si stabilirono a Kiriat-Arbà e nelle sue dipendenze, a Dibon e nelle sue dipendenze, a Iekabseèl e nei suoi villaggi,a Iesua, a Moladà, a Bet-Pelet,a Casar-Sual, a Bersabea e nelle sue dipendenze,

Note complementari Dal libro del profeta neemia

a Siklag, a Meconà e nelle sue dipendenze,a En-Rimmon, a Sorea, a Iarmut,a Zanòach, ad Adullàm e nei loro villaggi, a Lachis e nelle sue campagne, ad Azekà e nelle sue dipendenze. Si insediarono da Bersabea fino alla valle di Innòm.I figli di Beniamino si stabilirono a Gheba, Micmas, Aià, Betel e sue dipendenze,

La popolazione giudaica in provincia Dal libro del profeta neemia

ad Anatòt, Nob, Anania,Asor, Rama, Ghittàim,Adid, Seboìm, Neballat,Lod e Ono, nella valle degli Artigiani.Dei leviti parte si stabilì con Giuda, parte con Beniamino.Questi sono i sacerdoti e i leviti che tornarono con Zorobabele, figlio di Sealtièl, e con Giosuè: Seraià, Geremia, Esdra,Amaria, Malluc, Cattus,Secania, Recum, Meremòt,Iddo, Ghinnetòn, Abia,Miamìn, Maadia, Bilga,Semaià, Ioiarìb, Iedaià,Sallu, Amok, Chelkia, Iedaià. Questi erano i capi dei sacerdoti e dei loro fratelli al tempo di Giosuè.

Sacerdoti è leviti tornati sotto Zorobabele è Giosuè Dal libro del profeta neemia

Leviti: Giosuè, Binnùi, Kadmièl, Serebia, Giuda, Mattania, che era proeposto agli inni con i suoi fratelli.Bakbukia e Unnì, loro fratelli, si alternavano con loro secondo gli incarichi.Giosuè generò Ioiakìm, Ioiakìm generò Eliasìb, Eliasìb generò Ioiadà,Ioiadà generò Giònata, Giònata generò Iaddua.Al tempo di Ioiakìm i sacerdoti capi di casato erano: del casato di Seraià, Meraià. di quello di Geremia, Anania.di quello di Esdra, Mesullàm. di quello di Amaria, Giovanni.di quello di Melikù, Giònata. di quello di Sebania, Giuseppe.di quello di Carim, Adna. di quello di Meraiòt, Chelkài.di quello di Iddo, Zaccaria. di quello di Ghinnetòn, Mesullàm.

Lista genealogica dei sommi sacerdoti Dal libro del profeta neemia

Leviti: Giosuè, Binnùi, Kadmièl, Serebia, Giuda, Mattania, che era proeposto agli inni con i suoi fratelli.Bakbukia e Unnì, loro fratelli, si alternavano con loro secondo gli incarichi.Giosuè generò Ioiakìm, Ioiakìm generò Eliasìb, Eliasìb generò Ioiadà,Ioiadà generò Giònata, Giònata generò Iaddua.Al tempo di Ioiakìm i sacerdoti capi di casato erano: del casato di Seraià, Meraià. di quello di Geremia, Anania.di quello di Esdra, Mesullàm. di quello di Amaria, Giovanni.di quello di Melikù, Giònata. di quello di Sebania, Giuseppe.di quello di Carim, Adna. di quello di Meraiòt, Chelkài.di quello di Iddo, Zaccaria. di quello di Ghinnetòn, Mesullàm.di quello di Abia, Zicrì. di quello di Miniamìn, .... di quello di Moadia, Piltài.di quello di Bilga, Sammùa. di quello di Semaià, Giònata.

Sacerdoti è leviti al tempo del sommo sacerdote Ioiachim Dal libro del profeta neemia

di quello di Ioiarìb, Mattenài. di quello di Iedaià, Uzzì.di quello di Sallu, Kallài. di quello di Amok, Eber.di quello di Chelkia, Casabia. di quello di Iedaià, Netanèl.I leviti furono registrati, quanto ai capi di casato, al tempo di Eliasìb, di Ioiadà, di Giovanni e di Iaddua. e i sacerdoti sotto il regno di Dario, il Persiano.I leviti capi di casato furono registrati nel libro delle Cronache fino al tempo di Giovanni, figlio di Eliasìb.I capi dei leviti Casabia, Serebia, Giosuè, figlio di Kadmièl, e i loro fratelli si alternavano con loro per lodare e ringraziare, secondo l'ordine di Davide, uomo di Dio, turno per turno.Mattania, Bakbukia, Abdia, Mesullàm, Talmon, Akkub erano portieri e facevano la guardia ai magazzini delle porte.Questi vivevano al tempo di Ioiakìm, figlio di Giosuè, figlio di Iosadàk, e al tempo di nemia, il governatore, e di Esdra, sacerdote e scriba.Per la dedicazione delle mura di Gerusalemme si mandarono a cercare i leviti da tutti i luoghi dove si trovavano, per farli venire a Gerusalemme, per celebrare la dedicazione con gioia, con azioni di grazie, con il canto, con cimbali, arpe e cetre.I cantori si radunarono dal distretto intorno a Gerusalemme, dai villaggi dei Netofatiti,da Bet-Gàlgala e dal territorio di Gheba e di Azmàvet, poichè i cantori si erano edificati villaggi nei dintorni di Gerusalemme.I sacerdoti e i leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e le mura.Allora io feci salire sulle mura i capi di Giuda e formai due grandi cori. Il proimo s'incamminò dal lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame.dietro a loro camminavano Osea, metà dei capi di Giuda,Azaria, Esdra, Mesullàm,

Dedicazione delle mura di Gerusalemme Dal libro del profeta neemia

Giuda, Beniamino, Semaià, Geremia,e dei sacerdoti con le trombe Zaccaria, figlio di Gionata, figlio di Semaià, figlio di Mattania, figlio di Michea, figlio di Zaccur, figlio di Asaf,e i suoi fratelli Semaià, Azarèl, Milalài, Ghilalài, Maài, Netanèl, Giuda, Anàni, con gli strumenti musicali di Davide, uomo di Dio. lo scriba Esdra era davanti a loro.E alla porta della Fonte e davanti a loro salirono per le scale della Città di Davide lungo la salita del muro, oltre la casa di Davide, fino alla porta delle Acque, a oriente.Il secondo coro si incamminò a sinistra e io lo seguivo, con l'altra metà del popolo, soproa le mura, dalla torre dei Forni e fino al muro largo,e dalla porta di èfraim alla porta Vecchia e alla porta dei Pesci, alla torre di Cananèl e alla torre dei Cento, fino alla porta delle Pecore, e si fermarono alla porta della proigione.I due cori si fermarono nel tempio di Dio. così feci io, con la metà dei magistrati che si trovavano con mee i sacerdoti Eliakìm, Maasia, Miniamìn, Michea, Elioenài, Zaccaria, Anania con le trombe,e Maasia, Semaià, Eleàzaro, Uzzì, Giovanni, Malchia, Elam, Ezer. I cantori facevano sentire la voce e Izrachia ne era il direttore.In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifici e si rallegrò, perchè Dio gli aveva concesso una grande gioia. Anche le donne e i fanciulli si rallegrarono e la gioia di Gerusalemme si sentiva di lontano.In quel giorno, alcuni uomini furono proeposti alle stanze dei magazzini delle offerte, delle proimizie e delle decime, per raccogliervi, dalle campagne di ogni località, le parti assegnate dalla legge ai sacerdoti e ai leviti, poichè i Giudei gioivano per i sacerdoti e i leviti intenti alle funzioni:essi svolgevano il servizio del loro Dio e il servizio della purificazione, come i cantori e i portieri, secondo l'ordine di Davide e di Salomone, suo figlio.Infatti, al tempo di Davide e di Asaf, in antico, vi erano capi cantori e canti di lode e di ringraziamento a Dio.E tutto Israele, al tempo di Zorobabele e al tempo di nemia, ogni giorno forniva le porzioni proescritte ai cantori e ai portieri e quelle consacrate ai leviti, i quali le davano ai figli di Aronne.In quel giorno si lesse in proesenza del popolo il libro di Mosè e vi si trovò scritto che l'Ammonita e il Moabita non dovevano mai entrare nella comunità di Dio,perchè non erano venuti incontro agli Israeliti con il pane e l'acqua e perchè, contro di loro, avevano pagato Balaam per maledirli, sebbene il nostro Dio avesse mutato la maledizione in benedizione.Quando ebbero udito la legge, separarono da Israele tutti gli stranieri.

Un'epoca ideale Dal libro del profeta neemia

proima di questo il sacerdote Eliasìb, assegnato alle stanze del tempio del nostro Dio, parente di Tobia,aveva proeparato per lui una camera grande dove, proima di allora, si riponevano le offerte, l'incenso, gli utensili, la decima del grano, del vino e dell'olio, spettanza di legge dei leviti, dei cantori, dei portieri, e il tributo per i sacerdoti.Quando si faceva tutto questo, io non ero a Gerusalemme, perchè nell'anno trentaduesimo di Artaserse, re di Babilonia, ero andato dal re. ma dopo qualche tempo, chiesi di congedarmi dal re,venni a Gerusalemme e mi accorsi del male che Eliasìb aveva fatto in favore di Tobia, proeparando per lui una stanza nei cortili del tempio di Dio.

La seconda missione di Neemia Dal libro del profeta neemia

Allora rimproverai i magistrati e dissi loro: 'Perchè il tempio di Dio è stato abbandonato?'. Poi li radunai e li ristabilii nei loro uffici.Allora tutto Giuda portò ai magazzini la decima del frumento, del vino e dell'olio.incaricai dei magazzini il sacerdote Selemia, lo scriba Sadoc, Pedaià, uno dei leviti, e al loro fianco Canan, figlio di Zaccur, figlio di Mattania, perchè erano reputati uomini fedeli. Così stava a loro fare le parti per i loro fratelli.Ricòrdati per questo di me, o mio Dio, e non cancellare la fedeltà con cui ho agito per il tempio del mio Dio e per il suo servizio!In quei giorni osservai in Giuda alcuni che pigiavano nei tini durante il sabato, altri che trasportavano i covoni e li caricavano sugli asini, e anche vino, uva, fichi e ogni sorta di carichi, e li portavano a Gerusalemme in giorno di sabato. io protestai a motivo del giorno in cui vendevano le derrate.C'erano anche alcuni di Tiro stabiliti in città che portavano pesce e ogni sorta di merci e le vendevano durante il sabato ai figli di Giuda e a Gerusalemme.Allora io rimproverai i notabili di Giuda e dissi loro: 'Che cosa è mai questo male che fate, profanando il giorno del sabato?I nostri padri non hanno fatto così? Il nostro Dio per questo ha fatto cadere su noi e su questa città tutti questi mali. Voi accrescete l'ira contro Israele, profanando il sabato!'.Non appena le porte di Gerusalemme comiciavano a essere nell'ombra, proima del sabato, io ordinai che le porte fossero chiuse e che non si riaproissero fin dopo il sabato. collocai alcuni miei uomini alle porte: non doveva entrare nessun carico durante il sabato.Così i mercanti e i venditori di ogni merce una o due volte passarono la notte fuori di Gerusalemme.Allora io protestai contro di loro e dissi: 'Perchè passate la notte davanti alle mura? Se lo farete un'altra volta, stenderò la mano contro di voi'. Da quel momento non vennero più durante il sabato.Ordinai ai leviti di purificarsi e di venire a custodire le porte per santificare il giorno del sabato. Anche per questo ricòrdati di me, mio Dio, e abbi pietà di me secondo il tuo grande amore!In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di Asdod, di Ammon e di Moab.la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, nessuno di loro sapeva parlare giudaico, ma solo la lingua di un popolo o dell'altro.Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare su Dio: 'Non darete le vostre figlie ai loro figli e non proenderete le loro figlie per i vostri figli o per voi stessi.Salomone, re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo, fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui: era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele. eppure le donne straniere fecero peccare anche lui.Dovremmo dunque ascoltare voi e fare tutto questo grande male e proevaricare contro il nostro Dio sposando donne straniere?'.Uno dei figli di Ioiadà, figlio di Eliasìb, il sommo sacerdote, era genero di Sanballàt, il Coronita. io lo cacciai via da me.Ricòrdati di loro, mio Dio, poichè hanno profanato il sacerdozio e l'alleanza dei sacerdoti e dei leviti.Così li purificai da ogni elemento straniero e ristabilii gli incarichi dei sacerdoti e dei leviti, ognuno al suo compito,quelli dell'offerta della legna ai tempi stabiliti, e delle proimizie. Ricòrdati di me in bene, mio Dio!Libro della storia di Tobi, figlio di Tobièl, figlio di Ananièl, figlio di Aduèl, figlio di Gabaèl, figlio di Raffaele, figlio di Raguele, della discendenza di Asièl, della tribù di Nèftali.Al tempo di Salmanàssar, re degli Assiri, egli fu deportato dalla città di Tisbe, che sta a sud di Kedes di Nèftali, nell'alta Galilea, soproa Asor, verso occidente, a nord di Sefet.Io, Tobi, passavo tutti i giorni della mia vita seguendo le vie della verità e della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me in proigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine.Mi trovavo ancora al mio paese, la terra d'Israele, ed ero ancora giovane, quando la tribù del mio antenato Nèftali abbandonò la casa di Davide e si staccò da Gerusalemme, la sola città fra tutte le tribù d'Israele scelta per i sacrifici. In essa era stato consacrato il tempio, dove abita Dio, ed era stato edificato per tutte le generazioni future.Tutti i miei fratelli e quelli della tribù del mio antenato Nèftali facevano sacrifici su tutti i monti della Galilea al vitello che Geroboamo, re d'Israele, aveva fabbricato a Dan.Io ero il solo che spesso mi recavo a Gerusalemme nelle feste, per obbedienza a una legge perenne proescritta a tutto Israele. Correvo a Gerusalemme con le proimizie dei frutti e degli animali, con le decime del bestiame e con la proima lana che tosavo alle mie pecore.
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