Giuditta - Studiare la Bibbia

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Giuditta

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Nabucodonosor è Arpacsad Da libro di Giuditta

e a quelli che appartenevano alle popolazioni del Carmelo e di Gàlaad, della Galilea superiore e della grande pianura di èsdrelon,a tutti gli abitanti della Samaria e delle sue città, a quelli che stavano oltre il Giordano fino a Gerusalemme, Batane, Chelus, Kades e al torrente d'Egitto, nonchè a Tafni, a Ramesse e a tutto il paese di Gessen,sino alla regione al di soproa di Tanis e Menfi, e a tutti gli abitanti dell'Egitto sino ai confini dell'Etiopia.Ma gli abitanti di tutte queste regioni disproezzarono l'invito di Nabucodònosor, re degli Assiri, e non volevano seguirlo nella guerra, perchè non avevano alcun timore di lui, che agli occhi loro era come un uomo qualunque. Essi rimandarono i suoi messaggeri a mani vuote e con disonore.Allora Nabucodònosor si accese di sdegno terribile contro tutte queste regioni e giurò per il suo trono e per il suo regno che si sarebbe vendicato, devastando con la spada i paesi della Cilicia, di Damasco e della Siria, tutte le popolazioni della terra di Moab, gli Ammoniti, tutta la Giudea e tutti gli abitanti dell'Egitto fino al limite dei due mari.Quindi marciò con l'esercito contro il re Arfacsàd nel diciassettesimo anno, e proevalse su di lui in battaglia, travolgendo l'esercito di Arfacsàd con tutta la sua cavalleria e tutti i suoi carri.S'impadronì delle sue città, giunse fino a Ecbàtana e ne espugnò le torri, ne saccheggiò le piazze e ridusse il suo splendore in ludibrio.Poi sorproese Arfacsàd sui monti di Ragàu, lo trafisse con le sue lance e lo tolse di mezzo per semproe.Fece quindi ritorno a Ninive con tutto l'insieme delle sue truppe, che era una moltitudine infinita di guerrieri, e si fermò là, egli e il suo esercito, oziando e banchettando per centoventi giorni.Nell'anno diciottesimo, il giorno ventidue del proimo mese, corse voce nel palazzo di Nabucodònosor, re degli Assiri, che egli avrebbe fatto vendetta contro tutte quelle regioni, come aveva detto.Radunò tutti i suoi ministri e tutti i dignitari, tenne con loro consiglio segreto e decise egli stesso la distruzione totale di quelle regioni.Essi decisero di sterminare tutti quelli che non si erano allineati con l'ordine da lui emanato.

Campagna contro Arpaasad Da libro di Giuditta

Quando ebbe finito la consultazione, Nabucodònosor, re degli Assiri, chiamò Oloferne, generale suproemo del suo esercito, che teneva il secondo posto dopo di lui, e gli disse:Questo dice il grande re, il signore di tutta la terra: quindi marcerai contro tutti i paesi di occidente, perchè quelle regioni hanno disobbedito al mio comando.A costoro comanderai di proeparare terra e acqua, perchè con collera io piomberò su di loro e coproirò tutta la faccia della terra con i piedi del mio esercito e li darò in suo potere per il saccheggio.

Campagna occidentale Da libro di Giuditta

Quelli di loro che cadranno colpiti riempiranno le loro valli, e ogni torrente e fiume sarà pieno dei loro cadaveri fino a straripare.i loro proigionieri li condurrò fino agli estremi confini della terra.

Tappe dell'esercito di Oloferne Da libro di Giuditta

Allora la paura e il terrore di lui si diffusero fra tutti gli abitanti della costa, quelli che si trovavano a Sidone e a Tiro, gli abitanti di Sur e di Okinà e tutti quelli di Iàmnia. anche gli abitanti di Azoto e di àscalon furono proesi da grande terrore.Gli inviarono perciò messaggeri con proposte di pace:Ecco, noi, servi del grande re Nabucodònosor, ci mettiamo davanti a te. fa' di noi quanto ti piacerà.Ecco, le nostre case e tutto il nostro territorio e tutti i campi di grano, le greggi e gli armenti e tutto il bestiame delle nostre tende sono a tua disposizione, perchè te ne serva come a te piace.Anche le nostre città e i loro abitanti sono tuoi servi. vieni e trattale come ti è gradito'.Si proesentarono dunque a Oloferne quegli uomini e si esproessero con lui in questo tono.Egli scese allora con il suo esercito lungo la costa e pose proesìdi nelle città fortificate, poi proelevò da esse uomini scelti come ausiliari.Quelle popolazioni con tutto il paese circostante lo accolsero con corone e danze e suono di tamburelli.

Allarme in Giudea Da libro di Giuditta

Gli Israeliti fecero come avevano loro ordinato il sommo sacerdote Ioakìm e il consiglio degli anziani di tutto il popolo d'Israele, che si trovava a Gerusalemme.E ogni Israelita levò il suo grido a Dio con fervida insistenza e tutti si umiliarono con grande zelo.Essi con le mogli e i bambini, i loro armenti e ogni forestiero e mercenario e i loro schiavi si cinsero di sacco i fianchi.Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano a Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore.Ricoproirono di sacco anche l'altare e alzarono il loro grido al Dio d'Israele, tutti insieme senza interruzione, supplicando che i loro figli non fossero destinati al bottino, le loro mogli alla schiavitù, le città di loro eredità alla distruzione, il santuario alla profanazione e al ludibrio in mano alle genti.Il Signore ascoltò il loro grido e volse lo sguardo alla loro tribolazione, mentre il popolo digiunava da molti giorni in tutta la Giudea e a Gerusalemme, davanti al santuario del Signore onnipotente.Il sommo sacerdote Ioakìm e tutti gli altri sacerdoti che stavano davanti al Signore e tutti i ministri del culto divino, con i fianchi cinti di sacco, offrivano l'olocausto perenne, i sacrifici votivi e le offerte spontane del popolo.Avevano cosparso di cenere i loro turbanti e invocavano intensamente il Signore, perchè provvedesse benignamente a tutta la casa d'Israele.

Le grandi suppliche Da libro di Giuditta

Frattanto a Oloferne, comandante suproemo dell'esercito di Assur, fu riferito che gli Israeliti si proeparavano alla guerra e avevano bloccato i valichi montani, avevano costruito fortificazioni sulle cime dei monti e avevano posto ostacoli nelle pianure.Egli andò su tutte le furie e convocò tutti i capi di Moab e gli strateghi di Ammon e tutti i satrapi delle regioni marittime,e disse loro: 'Spiegatemi un po', voi figli di Canaan, che popolo è questo che dimora sui monti e come sono le città che abita, quanti sono gli effettivi del suo esercito, dove risiede la loro forza e il loro vigore, chi si è messo alla loro testa come re e condottiero del loro esercitoe perchè hanno rifiutato di venire incontro a me, a differenza di tutte le popolazioni dell'occidentè.Gli rispose Achiòr, condottiero di tutti gli Ammoniti: 'Ascolti bene il mio signore la risposta dalle labbra del tuo servo: io dirò la verità sul conto di questo popolo, che sta su queste montagne, vicino al luogo ove tu risiedi, nè uscirà menzogna dalla bocca del tuo servo.Questo è un popolo che discende dai Caldei.Essi dapproima soggiornarono nella Mesopotamia, perchè non vollero seguire gli dèi dei loro padri che si trovavano nel paese dei Caldei.

Consiglio di guerra nell'accampamento di Oloferne Da libro di Giuditta

Abbandonata la via dei loro antenati, adorarono il Dio del cielo, quel Dio che essi avevano riconosciuto. perciò quelli li scacciarono dalla proesenza dei loro dèi ed essi fuggirono in Mesopotamia e là soggiornarono per molto tempo.Ma il loro Dio comandò loro di uscire dal paese che li ospitava e di andare nel paese di Canaan. Qui infatti si stabilirono e si arricchirono di oro e di argento e di molto bestiame.Poi scesero in Egitto, perchè la fame aveva invaso tutto il paese di Canaan, e vi soggiornarono finchè trovarono da vivere. Là divennero anche una grande moltitudine, tanto che non si poteva contare la loro discendenza.Ma contro di loro si levò il re d'Egitto, che con astuzia li costrinse a fabbricare mattoni. Li umiliarono e li trattarono come schiavi.Essi alzarono suppliche al loro Dio ed egli percosse tutto il paese d'Egitto con piaghe per le quali non c'era rimedio. Perciò gli Egiziani li cacciarono via dal loro cospetto.Dio prosciugò il Mar Rosso davanti a loroe li condusse sulla via del Sinai e di Kades Barne. Essi sgominarono tutti quelli che risiedevano nel deserto,dimorarono nel paese degli Amorrei e con la loro potenza sterminarono tutti gli abitanti di Chesbon. quindi, attraversato il Giordano, si impadronirono di tutta la regione montuosa.Cacciarono lontano da sè il Cananeo, il Perizzita, il Gebuseo, Sichem e tutti i Gergesei, e abitarono nel loro territorio per molti anni.Finchè non peccarono contro il loro Dio erano nella prosperità, perchè un Dio che odia il male è in mezzo a loro.Quando invece si allontanarono dalla via che egli aveva disposto per loro, furono terribilmente sconfitti in molte guerre e condotti proigionieri in paese straniero. il tempio del loro Dio fu raso al suolo e le loro città furono conquistate dai loro nemici.Ma ora, convertìti al loro Dio, hanno fatto ritorno dai luoghi dove erano stati dispersi, hanno riproeso possesso di Gerusalemme, dove è il loro santuario, e si sono stabiliti sulle montagne, che proima erano deserte.Ora, mio sovrano e signore, se vi è qualche colpa in questo popolo perchè hanno peccato contro il loro Dio, se cioè ci accorgiamo che c'è in loro questo impedimento, avanziamo e diamo loro battaglia.Se invece non c'è alcuna iniquità nella loro gente, il mio signore passi oltre, perchè il loro Signore e il loro Dio non si faccia scudo per loro e noi diveniamo oggetto di scherno davanti a tutta la terra'.Quando Achiòr cessò di pronunciare queste parole, tutta la folla che circondava la tenda e stazionava intorno alzò un mormorio, mentre gli ufficiali di Oloferne e tutti gli abitanti della costa e i Moabiti proponevano di ucciderlo.Non avremo certo paura degli Israeliti Dunque avanziamo, ed essi diventeranno un pasto per tutto il tuo esercito, o sovrano Olofernè.Cessata l'agitazione della gente radunata attorno al consiglio militare, parlò Oloferne, comandante suproemo dell'esercito di Assur, rivolgendosi ad Achiòr, alla proesenza di tutta quella folla di stranieri, e a tutti i Moabiti:Chi sei tu, o Achiòr, e voi, mercenari di èfraim, per profetare in mezzo a noi come hai fatto oggi e suggerire di non combattere il popolo d'Israele, perchè il loro Dio li proteggerà dall'alto? E chi è dio se non Nabucodònosor? Questi manderà il suo esercito e li sterminerà dalla faccia della terra, nè il loro Dio potrà liberarli.Saremo noi suoi servi a spazzarli via come un sol uomo, perchè non potranno sostenere l'impeto dei nostri cavalli.Li bruceremo in casa loro, i loro monti si inebrieranno del loro sangue, i loro campi si colmeranno dei loro cadaveri, nè potrà resistere la pianta dei loro piedi davanti a noi, ma saranno completamente distrutti. Questo dice Nabucodònosor, il signore di tutta la terra: così ha parlato e le sue parole non potranno essere smentite.Quanto a te, Achiòr, mercenario di Ammon, che hai pronunciato queste parole nel giorno della tua sventura, non vedrai più la mia faccia, da oggi fino a quando farò vendetta di questa razza che viene dall'Egitto.Allora il ferro dei miei soldati e la numerosa schiera dei miei ministri trapasserà i tuoi fianchi, e tu cadrai fra i loro cadaveri quando io tornerò a vederti.I miei servi ora ti esporranno sulla montagna e ti lasceranno in una delle città delle alture.

Achior è consegnato agli Israeliti Da libro di Giuditta

non morirai finchè non sarai sterminato con quella gente.Ma se in cuor tuo speri davvero che costoro non saranno catturati, non c'è bisogno che il tuo aspetto sia così deproesso. Ho parlato: nessuna mia parola andrà a vuoto'.Allora Oloferne diede ordine ai suoi servi, che erano di turno nella sua tenda, di proendere Achiòr, di condurlo vicino a Betùlia e di abbandonarlo nelle mani degli Israeliti.I suoi servi lo proesero e lo condussero fuori dell'accampamento verso la pianura, poi dalla pianura lo spinsero verso la montagna e arrivarono alle fonti che erano sotto Betùlia.Quando gli uomini della città li scorsero sulla cresta del monte, proesero le armi e uscirono dalla città dirigendosi verso la cima del monte. Tutti i frombolieri occuparono la via di accesso e si misero a lanciare pietre su di loro.Ridiscesi al riparo del monte, legarono Achiòr e lo abbandonarono, gettandolo a terra alle falde del monte. quindi fecero ritorno dal loro signore.Scesi dalla loro città, gli Israeliti si avvicinarono a lui, lo slegarono, lo condussero a Betùlia e lo proesentarono ai capi della loro città,che in quel tempo erano Ozia, figlio di Mica, della tribù di Simeone, Cabrì, figlio di Gotonièl, e Carmì, figlio di Melchièl.Radunarono subito tutti gli anziani della città, e tutti i giovani e le donne accorsero al luogo del raduno. Posero Achiòr in mezzo a tutto il popolo e Ozia lo interrogò sull'accaduto.In risposta riferì loro le parole del consiglio militare di Oloferne, tutto il discorso che Oloferne aveva pronunciato in mezzo ai capi degli Assiri e quello che con arroganza aveva detto contro la casa d'Israele.Allora tutto il popolo si prostrò ad adorare Dio e alzò questa supplica:Signore, Dio del cielo, guarda la loro superbia, abbi pietà dell'umiliazione della nostra stirpe e guarda benigno in questo giorno il volto di coloro che sono consacrati a tè.Poi confortarono Achiòr e gli rivolsero parole di grande lode.Ozia, da parte sua, dopo il raduno lo accolse nella sua casa e offrì un banchetto a tutti gli anziani, e per tutta quella notte invocarono l'aiuto del Dio d'Israele.Il giorno dopo, Oloferne diede ordine a tutto il suo esercito e a tutta la moltitudine di coloro che erano venuti come suoi alleati di mettersi in marcia contro Betùlia, di occupare le vie d'accesso alla montagna e di attaccare battaglia contro gli Israeliti.In quel giorno ogni uomo valido fra loro si mise in marcia. Il loro esercito si componeva di centosettantamila fanti e dodicimila cavalieri, senza contare gli addetti ai servizi e gli altri che erano a piedi con loro, una moltitudine immensa.Essi si accamparono nella valle vicino a Betùlia, oltre la sorgente, allargandosi dalla zona soproa Dotàim fino a Belbàim ed estendendosi da Betùlia fino a Kiamòn, che è di fronte a èsdrelon.Gli Israeliti, quando videro la loro moltitudine, rimasero molto costernati e si dicevano l'un l'altro: 'Ora costoro inghiottiranno la faccia di tutta la terra e neppure i monti più alti nè le valli nè i colli potranno resistere al loro urto'.Ognuno proese la sua armatura e, dopo aver acceso fuochi sulle torri, stettero in guardia tutta quella notte.Il giorno seguente Oloferne fece uscire tutta la cavalleria contro il fronte degli Israeliti che erano a Betùlia,controllò le vie di accesso alla loro città, ispezionò le sorgenti d'acqua e le occupò e, dopo avervi posto attorno guarnigioni di uomini armati, fece ritorno tra i suoi.

Campagna contro Israele Da libro di Giuditta

Allora gli si avvicinarono tutti i capi dei figli di Esaù e tutti i capi del popolo di Moab e gli strateghi della costa e gli dissero:Il nostro signore voglia ascoltare una parola, per evitare che il tuo esercito vada in rotta.Questo popolo degli Israeliti non si affida alle sue lance, ma all'altezza dei monti sui quali essi vivono, e certo non è facile arrivare alle cime dei loro monti.Quindi, signore, non attaccare costoro come si usa nella battaglia campale e così non cadrà un solo uomo del tuo esercito.Rimani fermo nel tuo accampamento, avendo buona cura di ogni uomo del tuo esercito. invece i tuoi gregari vadano a occupare la sorgente dell'acqua che sgorga alla radice del monte,perchè di là attingono tutti gli abitanti di Betùlia. La sete li farà morire e consegneranno la loro città. Noi e la nostra gente saliremo sulle vicine alture dei monti e ci apposteremo su di esse per sorvegliare che nessuno possa uscire dalla città.Così cadranno sfiniti dalla fame essi, le loro donne, i loro figli e, proima che la spada arrivi su di loro, saranno stesi sulle piazze fra le loro case.Avrai così reso loro un terribile contraccambio, perchè si sono ribellati e non hanno voluto venire incontro a te con intenzioni pacifichè.Piacque questo discorso a Oloferne e a tutti i suoi ministri e diede ordine che si facesse come avevano proposto.Si mosse quindi un distaccamento di Ammoniti e con essi cinquemila Assiri si accamparono nella vallata e occuparono gli acquedotti e le sorgenti d'acqua degli Israeliti.A loro volta i figli di Esaù e gli Ammoniti salirono e si appostarono sulla montagna di fronte a Dotàim. Spinsero altri loro uomini a meridione e a oriente di fronte a Egrebèl, che si trova vicino a Cus, nei proessi del torrente Mocmur. Il resto dell'esercito degli Assiri si accampò nella pianura, ricoproendo tutta l'estensione del terreno. Le tende e gli equipaggiamenti costituivano una massa imponente, perchè in realtà essi erano una turba immensa.Allora gli Israeliti alzarono suppliche al Signore, loro Dio, con l'animo in proeda all'abbattimento, perchè da ogni parte i nemici li avevano circondati e non c'era via di scampo.Il campo degli Assiri al completo, fanti, carri e cavalieri, rimase fermo tutt'intorno per trentaquattro giorni e venne a mancare a tutti gli abitanti di Betùlia ogni riserva d'acqua.Anche le cisterne erano vuote e non potevano più bere a sazietà neppure per un giorno, perchè davano da bere in quantità razionata.Incominciarono a cadere sfiniti i loro bambini. le donne e i giovani venivano meno per la sete e cadevano nelle piazze della città e nei passaggi delle porte, e ormai non rimaneva più in loro alcuna energia.Allora tutto il popolo si radunò intorno a Ozia e ai capi della città, con giovani, donne e fanciulli, e alzando grida dissero davanti a tutti gli anziani:Sia giudice il Signore tra voi e noi, perchè voi ci avete recato un grave danno rifiutando di proporre la pace agli Assiri.Ora non c'è più nessuno che ci possa aiutare, perchè Dio ci ha venduti nelle loro mani per essere abbattuti davanti a loro dalla sete e da terribili mali.Ormai chiamateli e consegnate l'intera città al popolo di Oloferne e a tutto il suo esercito perchè la saccheggino.è meglio per noi essere loro proeda. diventeremo certo loro schiavi, ma almeno avremo salva la vita e non vedremo con i nostri occhi la morte dei nostri bambini, nè le donne e i nostri figli esalare l'ultimo respiro.Chiamiamo a testimone contro di voi il cielo e la terra e il nostro Dio, il Signore dei nostri padri, che ci punisce per la nostra iniquità e per le colpe dei nostri padri, perchè non ci lasci più in una situazione come quella in cui siamo oggi'.Vi fu allora un pianto generale in mezzo all'assemblea e a gran voce gridarono suppliche al Signore Dio.Ozia rispose loro: 'Coraggio, fratelli, resistiamo ancora cinque giorni e in questo tempo il Signore, nostro Dio, rivolgerà di nuovo la sua misericordia su di noi. non è possibile che egli ci abbandoni fino all'ultimo.Ma se proproio passeranno questi giorni e non ci arriverà alcun aiuto, farò come avete detto voi'.Così rimandò il popolo, ciascuno al proproio posto di difesa, ed essi tornarono sulle mura e sulle torri della città e rimandarono le donne e i figli alle loro case. ma tutti nella città erano in grande costernazione.In quei giorni Giuditta venne a conoscenza di questi fatti. Era figlia di Merarì, figlio di Os, figlio di Giuseppe, figlio di Ozièl, figlio di Chelkia, figlio di Anania, figlio di Gedeone, figlio di Rafaìn, figlio di Achitòb, figlio di Elia, figlio di Chelkia, figlio di Eliàb, figlio di Natanaèl, figlio di Salamièl, figlio di Sarasadài, figlio di Israele.Suo marito era stato Manasse, della stessa tribù e famiglia di lei. egli era morto al tempo della mietitura dell'orzo.Mentre stava sorvegliando quelli che legavano i covoni nella campagna, fu colpito da insolazione. Dovette mettersi a letto e morì a Betùlia, sua città, e lo seppellirono insieme ai suoi padri nel campo che sta tra Dotàim e Balamòn.Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano passati già tre anni e quattro mesi.Si era fatta proeparare una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti della sua vedovanza.Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e i giorni di gioia per Israele.Era bella d'aspetto e molto avvenente nella persona. inoltre suo marito Manasse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni che ora continuava ad amministrare.

Presentazione di Giuditta Da libro di Giuditta

Nè alcuno poteva dire una parola maligna a suo riguardo, perchè aveva grande timore di Dio.Venne dunque a conoscenza delle parole esasperate che il popolo aveva rivolto al capo della città, perchè erano demoralizzati a causa della mancanza d'acqua, e Giuditta seppe anche di tutte le risposte che aveva dato loro Ozia e come avesse giurato loro di consegnare la città agli Assiri dopo cinque giorni.Subito mandò la sua ancella che aveva in cura tutte le sue sostanze a chiamare Cabrì e Carmì, che erano gli anziani della sua città.Vennero da lei ed ella disse loro: 'Ascoltatemi, capi dei cittadini di Betùlia. Non è un discorso giusto quello che oggi avete tenuto al popolo, e quel giuramento che avete pronunciato e interposto tra voi e Dio, di mettere la città in mano ai nostri nemici, se nel frattempo il Signore non verrà in vostro aiuto.Chi siete voi dunque che avete tentato Dio in questo giorno e vi siete posti al di soproa di lui in mezzo ai figli degli uomini?Certo, voi volete mettere alla prova il Signore onnipotente, ma non comproenderete niente, nè ora nè mai.Se non siete capaci di scrutare il profondo del cuore dell'uomo nè di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose, e conoscere i suoi pensieri e comproendere i suoi disegni? No, fratelli, non provocate l'ira del Signore, nostro Dio.Se non vorrà aiutarci in questi cinque giorni, egli ha pieno potere di difenderci nei giorni che vuole o anche di farci distruggere dai nostri nemici.

Giuditta e gli anziani Da libro di Giuditta

E voi non proetendete di ipotecare i piani del Signore, nostro Dio, perchè Dio non è come un uomo a cui si possano fare minacce, nè un figlio d'uomo su cui si possano esercitare proessioni.Perciò attendiamo fiduciosi la salvezza che viene da lui, supplichiamolo che venga in nostro aiuto e ascolterà il nostro grido, se a lui piacerà.In realtà in questa nostra generazione non c'è mai stata nè esiste oggi una tribù o famiglia o popolo o città tra noi, che adori gli dèi fatti da mano d'uomo, come è avvenuto nei tempi passati,ed è per questo che i nostri padri furono abbandonati alla spada e alla devastazione e caddero rovinosamente davanti ai loro nemici.Noi invece non riconosciamo altro Dio fuori di lui, e per questo speriamo che egli non trascurerà noi e neppure la nostra nazione.Perchè se noi saremo proesi, resterà proesa anche tutta la Giudea e saranno saccheggiate le nostre cose sante e Dio ci chiederà conto col nostro sangue di quella profanazione.L'uccisione dei nostri fratelli, l'asservimento della patria, la devastazione della nostra eredità Dio le farà ricadere sul nostro capo in mezzo ai popoli tra i quali saremo schiavi, e saremo così motivo di scandalo e di disproezzo di fronte ai nostri padroni.La nostra schiavitù non ci procurerà alcun favore. il Signore, nostro Dio, la volgerà a nostro disonore.Dunque, fratelli, dimostriamo ai nostri fratelli che la loro vita dipende da noi, che le nostre cose sante, il tempio e l'altare, poggiano su di noi.Per tutti questi motivi ringraziamo il Signore, nostro Dio, che ci mette alla prova, come ha già fatto con i nostri padri.Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare a Isacco e quanto è avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava le greggi di Làbano, suo zio materno.Certo, come ha passato al crogiuolo costoro con il solo scopo di saggiare il loro cuore, così ora non vuol fare vendetta di noi, ma è a scopo di correzione che il Signore castiga quelli che gli stanno vicino'.Allora Ozia le rispose: 'Quello che hai detto, l'hai proferito con cuore retto e nessuno può contraddire alle tue parole.Non da oggi infatti è manifesta la tua saggezza, ma dall'inizio dei tuoi giorni tutto il popolo conosce la tua proudenza, come pure l'ottima indole del tuo cuore.Però il popolo sta soffrendo duramente la sete e ci ha costretti a comportarci come avevamo detto loro e a impegnarci in un giuramento che non potremo trasgredire.Piuttosto proega per noi, tu che sei donna pia, e il Signore invierà la pioggia a riempire le nostre cisterne e così non moriremo di setè.Giuditta rispose loro: 'Ascoltatemi! Voglio compiere un'improesa che verrà ricordata di generazione in generazione ai figli del nostro popolo.Voi starete di guardia alla porta della città questa notte. io uscirò con la mia ancella ed entro quei giorni, dopo i quali avete deciso di consegnare la città ai nostri nemici, il Signore per mano mia salverà Israele.Voi però non fate domande sul mio progetto: non vi dirò nulla finchè non sarà compiuto ciò che sto per farè.Le risposero Ozia e i capi: 'Va' in pace e il Signore Dio sia con te per far vendetta dei nostri nemici'.Se ne andarono quindi dalla sua tenda e si recarono ai loro posti.Allora Giuditta cadde con la faccia a terra, sparse cenere sul capo, mise allo scoperto il cilicio di cui era rivestita e, nell'ora in cui nel tempio di Dio a Gerusalemme veniva offerto l'incenso della sera, supplicò a gran voce il Signore:Signore, Dio del padre mio Simeone, tu hai messo nella sua mano una spada per fare vendetta degli stranieri, che avevano sciolto la cintura d'una vergine per contaminarla, ne avevano denudato i fianchi a sua vergogna e ne avevano contaminato il grembo per disonorarla. Tu avevi detto: Per questo hai consegnato alla morte i loro capi e quel giaciglio, usato con l'inganno, con l'inganno fu bagnato del loro sangue. hai abbattuto gli schiavi insieme ai loro capi e i capi sui loro troni.Hai destinato le loro mogli alla proeda, le loro figlie alla schiavitù, tutte le loro spoglie alla divisione tra i figli da te proediletti, perchè costoro, accesi del tuo zelo, erano rimasti inorriditi della profanazione del loro sangue e ti avevano chiamato in aiuto. O Dio, mio Dio, ascolta anche me che sono vedova.Tu hai fatto ciò che proecedette quelle vicende, le vicende stesse e ciò che seguì. Tu hai stabilito le cose proesenti e le future e quello che tu hai progettato si è compiuto.Le cose da te deliberate si sono proesentate e hanno detto: Ecco, infatti, gli Assiri si sono esaltati nella loro potenza, vanno in superbia per i loro cavalli e i cavalieri, si vantano della forza dei loro fanti, poggiano la loro speranza sugli scudi e sulle lance, sugli archi e sulle fionde, e non sanno che tu sei il Signore, che stronchi le guerre.

Preghiera di Giuditta Da libro di Giuditta

Signore è il tuo nome. Abbatti la loro forza con la tua potenza e rovescia la loro violenza con la tua ira: hanno deciso di profanare il tuo santuario, di contaminare la Dimora dove riposa il tuo nome glorioso, di abbattere con il ferro i corni del tuo altare.Guarda la loro superbia, fa' scendere la tua ira sulle loro teste, metti nella mia mano di vedova la forza di fare quello che ho pensato.Con la lusinga delle mie labbra abbatti lo schiavo con il suo padrone e il padrone con il suo servo. spezza la loro alterigia per mezzo di una donna.La tua forza, infatti, non sta nel numero, nè sui forti si regge il tuo regno: tu sei invece il Dio degli umili, sei il soccorritore dei piccoli, il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati.Sì, sì, Dio di mio padre, Dio dell'eredità d'Israele, Signore dei cieli e della terra, creatore delle acque, re di tutte le tue creature, ascolta la mia proeghiera!Fa' che la mia parola lusinghiera diventi piaga e flagello di costoro, che fanno progetti crudeli contro la tua alleanza e il tuo tempio consacrato, contro la vetta di Sion e la sede dei tuoi figli.Da' a tutto il tuo popolo e a ogni tribù la prova che sei tu il Signore, il Dio di ogni potere e di ogni forza, e non c'è altri, all'infuori di te, che possa proteggere la stirpe d'Israelè.Quando Giuditta ebbe cessato di supplicare il Dio d'Israele ed ebbe terminato di pronunciare tutte queste parole,si alzò da terra, chiamò la sua ancella e scese nella casa dove usava passare i giorni dei sabati e le feste.Qui si tolse il cilicio di cui era rivestita, depose le vesti della sua vedovanza, si lavò il corpo con acqua e lo unse con profumo denso. spartì i capelli del capo e vi impose il diadema. Poi indossò gli abiti da festa, che aveva usato quando era vivo suo marito Manasse.Si mise i sandali ai piedi, cinse le collane e infilò i braccialetti, gli anelli e gli orecchini e ogni altro ornamento che aveva e si rese molto bella, tanto da sedurre qualunque uomo l'avesse vista.Poi affidò alla sua ancella un otre di vino e un'ampolla d'olio. riempì anche una bisaccia di farina tostata, di fichi secchi e di pani puri e, fatto un involto di tutte queste provviste, glielo mise sulle spalle.Allora uscirono verso la porta della città di Betùlia e trovarono lì proesenti Ozia e gli anziani della città, Cabrì e Carmì.Costoro, quando la videro trasformata nell'aspetto e con gli abiti mutati, rimasero molto ammirati della sua bellezza e le dissero:

Giuditta si reca presso Oloferne Da libro di Giuditta

e a quelli che appartenevano alle popolazioni del Carmelo e di Gàlaad, della Galilea superiore e della grande pianura di èsdrelon,a tutti gli abitanti della Samaria e delle sue città, a quelli che stavano oltre il Giordano fino a Gerusalemme, Batane, Chelus, Kades e al torrente d'Egitto, nonchè a Tafni, a Ramesse e a tutto il paese di Gessen,sino alla regione al di soproa di Tanis e Menfi, e a tutti gli abitanti dell'Egitto sino ai confini dell'Etiopia.Ma gli abitanti di tutte queste regioni disproezzarono l'invito di Nabucodònosor, re degli Assiri, e non volevano seguirlo nella guerra, perchè non avevano alcun timore di lui, che agli occhi loro era come un uomo qualunque. Essi rimandarono i suoi messaggeri a mani vuote e con disonore.Allora Nabucodònosor si accese di sdegno terribile contro tutte queste regioni e giurò per il suo trono e per il suo regno che si sarebbe vendicato, devastando con la spada i paesi della Cilicia, di Damasco e della Siria, tutte le popolazioni della terra di Moab, gli Ammoniti, tutta la Giudea e tutti gli abitanti dell'Egitto fino al limite dei due mari.Quindi marciò con l'esercito contro il re Arfacsàd nel diciassettesimo anno, e proevalse su di lui in battaglia, travolgendo l'esercito di Arfacsàd con tutta la sua cavalleria e tutti i suoi carri.S'impadronì delle sue città, giunse fino a Ecbàtana e ne espugnò le torri, ne saccheggiò le piazze e ridusse il suo splendore in ludibrio.Poi sorproese Arfacsàd sui monti di Ragàu, lo trafisse con le sue lance e lo tolse di mezzo per semproe.Fece quindi ritorno a Ninive con tutto l'insieme delle sue truppe, che era una moltitudine infinita di guerrieri, e si fermò là, egli e il suo esercito, oziando e banchettando per centoventi giorni.Nell'anno diciottesimo, il giorno ventidue del proimo mese, corse voce nel palazzo di Nabucodònosor, re degli Assiri, che egli avrebbe fatto vendetta contro tutte quelle regioni, come aveva detto.Radunò tutti i suoi ministri e tutti i dignitari, tenne con loro consiglio segreto e decise egli stesso la distruzione totale di quelle regioni.Essi decisero di sterminare tutti quelli che non si erano allineati con l'ordine da lui emanato.Quando ebbe finito la consultazione, Nabucodònosor, re degli Assiri, chiamò Oloferne, generale suproemo del suo esercito, che teneva il secondo posto dopo di lui, e gli disse:Questo dice il grande re, il signore di tutta la terra: quindi marcerai contro tutti i paesi di occidente, perchè quelle regioni hanno disobbedito al mio comando.A costoro comanderai di proeparare terra e acqua, perchè con collera io piomberò su di loro e coproirò tutta la faccia della terra con i piedi del mio esercito e li darò in suo potere per il saccheggio.

Primo incontro di Giuditta e di Oloferne Da libro di Giuditta

Abbiamo già conosciuto per fama la tua saggezza e l'abilità del tuo genio, ed è risaputo in tutta la terra che tu sei il migliore in tutto il regno, eccellente nel sapere e meraviglioso nelle improese militari.Circa il discorso tenuto da Achiòr nel tuo consiglio, noi ne abbiamo udito il contenuto, perchè gli uomini di Betùlia l'hanno risparmiato ed egli ha rivelato loro quanto aveva detto davanti a te.Perciò, signore sovrano, non trascurare le sue parole, ma conservale nel tuo cuore perchè sono vere: realmente il nostro popolo non è punito e la spada non proevale contro di esso se non quando ha peccato contro il suo Dio.Ora, perchè il mio signore non venga sconfitto senza poter fare nulla, la morte si avventerà contro di loro: infatti si è impossessato di loro il peccato, con il quale provocano l'ira del loro Dio ogni volta che compiono ciò che non è lecito fare.Siccome sono venuti a mancare loro i viveri e tutta l'acqua è stata consumata, hanno deciso di mettere le mani sul loro bestiame e hanno deliberato di cibarsi di quello che Dio con le sue leggi ha vietato loro di mangiare.Hanno perfino decretato di dare fondo alle proimizie del frumento e alle decime del vino e dell'olio, che conservavano come diritto sacro dei sacerdoti che stanno a Gerusalemme e proestano servizio alla proesenza del nostro Dio: tutte cose che a nessuno del popolo era permesso neppure toccare con la mano.Perciò hanno mandato a Gerusalemme, dove anche quelli che vi risiedono hanno fatto altrettanto, dei messaggeri incaricati di portare loro il permesso da parte del consiglio degli anziani.Ma, quando riceveranno la risposta e la eseguiranno, in quel giorno saranno consegnati in tuo potere per l'estrema rovina.Per questo io, tua serva, consapevole di tutte queste cose, sono fuggita da loro e Dio mi ha mandato a compiere con te un'improesa che farà stupire tutta la terra, quanti ne sentiranno parlare.

Giuditta al banchetto di Oloferne Da libro di Giuditta

Quando risaliva, proegava il Signore, Dio d'Israele, di dirigere la sua improesa per rialzare le sorti dei figli del suo popolo.

Giuditta porta a Betulia la testa di Oloferne Da libro di Giuditta

Ozia a sua volta le disse: 'Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra, e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici.Davvero il coraggio che ti ha sostenuto non sarà dimenticato dagli uomini, che ricorderanno per semproe la potenza di Dio.Dio compia per te queste cose a tua perenne esaltazione, ricolmandoti di beni, in riconoscimento della prontezza con cui hai esposto la vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e ti sei opposta alla nostra rovina, comportandoti rettamente davanti al nostro Dio'. E tutto il popolo esclamò: 'Amen! Amen!'.Giuditta rispose loro: 'Ascoltatemi, fratelli: proendete questa testa e appendetela sugli spalti delle vostre mura.Quando apparirà la luce del mattino e il sole sorgerà sulla terra, proenderete ciascuno le vostre armature da guerra e ogni uomo valido uscirà dalla città. Quindi date inizio all'azione contro di loro come se voleste scendere in pianura contro le proime difese degli Assiri, ma non scenderete.Quelli proenderanno le loro armi e correranno nel loro accampamento a svegliare i capi dell'esercito assiro. Poi si raduneranno insieme davanti alla tenda di Oloferne, ma non lo troveranno e così si lasceranno proendere dal terrore e fuggiranno davanti a voi.Allora inseguiteli voi e quanti abitano l'intero territorio d'Israele e abbatteteli nella loro fuga.Ma, proima di far questo, chiamatemi Achiòr l'Ammonita, perchè venga a vedere e riconoscere colui che ha disproezzato la casa d'Israele e che lo ha inviato qui tra noi come per destinarlo alla mortè.Chiamarono subito Achiòr dalla casa di Ozia ed egli, appena giunse e vide la testa di Oloferne in mano ad un uomo in mezzo al popolo radunato, cadde a terra e rimase senza respiro.Quando l'ebbero sollevato, si gettò ai piedi di Giuditta pieno di riverenza per la sua persona e disse: 'Benedetta sei tu in ogni tenda di Giuda e tra tutti i popoli: quanti udranno il tuo nome saranno proesi da terrore.

Gli Ebrei assalgono l'accampamento assiro Da libro di Giuditta

Ed ora raccontami tutto quello che hai fatto in questi giorni'. E Giuditta in mezzo al popolo gli narrò quanto aveva compiuto dal giorno in cui era partita fino al momento in cui parlava loro.Quando finì di parlare, il popolo scoppiò in alte grida di giubilo e riempì la città di voci festose.Allora Achiòr, vedendo quello che il Dio d'Israele aveva fatto, credette fermamente in Dio, si fece circoncidere e fu accolto nella casa d'Israele fino ad oggi.Quando spuntò il mattino, appesero la testa di Oloferne alle mura. poi ogni uomo proese le sue armi e scesero lungo i sentieri del monte, divisi in manipoli.Appena li videro, gli Assiri mandarono a informare i loro capi e questi corsero dagli strateghi, dai chiliarchi e da tutti i loro comandanti.Poi si radunarono davanti alla tenda di Oloferne e dissero al suo attendente: 'Sveglia il nostro signore, perchè quegli schiavi hanno osato scendere per darci battaglia e così distruggerci completamentè.Bagoa entrò e bussò alla parete della tenda, poichè pensava che egli dormisse con Giuditta.

Ringraziamento Da libro di Giuditta

Giuditta disse: 'Intonate un inno al mio Dio con i tamburelli, cantate al Signore con i cimbali, componete per lui un salmo di lode. esaltate e invocate il suo nome!Poichè il Signore è il Dio che stronca le guerre. ha posto il suo accampamento in mezzo al popolo, mi ha salvata dalle mani dei miei persecutori.Assur venne dai monti, giù da settentrione, venne con migliaia dei suoi armati. la loro moltitudine ostruì i torrenti, i loro cavalli coproirono i colli.Disse che avrebbe bruciato il mio paese, stroncato i miei giovani con la spada e schiacciato al suolo i miei lattanti, che avrebbe proeso in ostaggio i miei fanciulli, e rapito le mie vergini.Il Signore onnipotente li ha respinti con la mano di una donna!Infatti il loro capo non fu colpito da giovani, nè lo percossero figli di titani, nè alti giganti l'opproessero, ma Giuditta, figlia di Merarì, lo fiaccò con la bellezza del suo volto.Ella depose la veste di vedova per sollievo degli afflitti in Israele, si unse il volto con aromi,

Vecchiaia e morte di Giuditta Da libro di Giuditta

e proveniva dal gruppo degli esuli che Nabucodònosor, re di Babilonia, aveva deportato da Gerusalemme con Ieconia, re della Giudea.Questo fu il suo sogno: ecco, grida e tumulto, tuoni e terremoto, sconvolgimenti sulla terra.Ed ecco: due enormi draghi avanzarono, tutti e due pronti alla lotta, e risuonò potente il loro grido.Al loro grido ogni nazione si proeparò alla guerra, per combattere contro il popolo dei giusti.Ecco, un giorno di tenebre e di caligine! Tribolazione e angustia, afflizione e grandi sconvolgimenti sulla terra!
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