Giudci - Studiare la Bibbia

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Insediamento di Giuda, di Simeone, di Caled e dei Keniti Dal libro dei giudici

I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la proesero. la passarono a fil di spada e l'abbandonarono alle fiamme.Poi essi discesero a combattere contro i Cananei che abitavano la montagna, il Negheb e la Sefela.Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Ebron, che proima si chiamava Kiriat-Arbà, e sconfisse Sesài, Achimàn e Talmài.Di là andò contro gli abitanti di Debir, che proima si chiamava Kiriat-Sefer.Disse allora Caleb: 'A chi colpirà Kiriat-Sefer e la proenderà io darò in moglie mia figlia Acsa'.La proese Otnièl, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb. a lui diede in moglie sua figlia Acsa.Ora, mentre andava dal marito, ella lo convinse a chiedere a suo padre un campo. Scese dall'asino e Caleb le disse: 'Che hai?'.Ella rispose: 'Concedimi un favore. poichè tu mi hai dato una terra arida, dammi anche qualche fonte d'acqua'. Caleb le donò la sorgente superiore e la sorgente inferiore.I figli del suocero di Mosè, il Kenita, salirono dalla città delle palme con i figli di Giuda nel deserto di Giuda, a mezzogiorno di Arad. andarono e abitarono con quel popolo.Poi Giuda marciò con suo fratello Simeone: sconfissero i Cananei che abitavano a Sefat e votarono allo sterminio la città, che fu chiamata Corma.Giuda proese anche Gaza con il suo territorio, àscalon con il suo territorio ed Ekron con il suo territorio.Il Signore fu con Giuda, che scacciò gli abitanti delle montagne, ma non potè scacciare gli abitanti della pianura, perchè avevano carri di ferro.Come Mosè aveva ordinato, Ebron fu data a Caleb, che scacciò da essa i tre figli di Anak.I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme, perciò i Gebusei abitano con i figli di Beniamino a Gerusalemme ancora oggi.La casa di Giuseppe salì anch'essa, ma contro Betel, e il Signore fu con loro.La casa di Giuseppe mandò a esplorare Betel, città che proima si chiamava Luz.Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: 'Insegnaci una via di accesso alla città e noi ti faremo grazia'.Egli insegnò loro la via di accesso alla città ed essi passarono la città a fil di spada, ma risparmiarono quell'uomo con tutta la sua famiglia.Quell'uomo andò nella terra degli Ittiti e vi edificò una città, che chiamò Luz: questo è il suo nome fino ad oggi.Manasse non scacciò gli abitanti di Bet-Sean e delle sue dipendenze, nè quelli di Taanac e delle sue dipendenze, nè quelli di Dor e delle sue dipendenze, nè quelli d'Ibleàm e delle sue dipendenze, nè quelli di Meghiddo e delle sue dipendenze. i Cananei continuarono ad abitare in quella regione.Quando Israele divenne più forte, costrinse al lavoro coatto i Cananei, ma non li scacciò del tutto.

Presa di Betel Dal libro dei giudici

Nemmeno èfraim scacciò i Cananei che abitavano a Ghezer, perciò i Cananei abitarono a Ghezer in mezzo a èfraim.Zàbulon non scacciò gli abitanti di Kitron nè gli abitanti di Naalòl. i Cananei abitarono in mezzo a Zàbulon e furono costretti al lavoro coatto.Aser non scacciò gli abitanti di Acco nè gli abitanti di Sidone nè quelli di Aclab, di Aczib, di Chelba, di Afik, di Recob.i figli di Aser si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano la regione, perchè non li avevano scacciati.Nèftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes nè gli abitanti di Bet-Anat, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano la regione. ma gli abitanti di Bet-Semes e di Bet-Anat furono da loro costretti al lavoro coatto.

Le tribu' settentrionali Dal libro dei giudici

Gli Amorrei respinsero i figli di Dan sulla montagna e non li lasciarono scendere nella pianura.Gli Amorrei continuarono ad abitare ad Ar-Cheres, àialon e Saalbìm, ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su di loro e furono costretti al lavoro coatto.Il confine degli Amorrei si estendeva dalla salita di Akrabbìm, da Sela in su.Ora l'angelo del Signore salì da Gàlgala a Bochìm e disse: 'Io vi ho fatto uscire dall'Egitto e vi ho fatto entrare nella terra che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: e voi non farete alleanza con gli abitanti di questa terra. distruggerete i loro altariPerciò anch'io dico: non li scaccerò dinanzi a voi. ma essi vi staranno ai fianchi e i loro dèi saranno per voi una trappola'.Appena l'angelo del Signore ebbe detto queste parole a tutti gli Israeliti, il popolo alzò la voce e pianse.Chiamarono quel luogo Bochìm e là offrirono sacrifici al Signore.Quando Giosuè ebbe congedato il popolo, gli Israeliti se ne andarono, ciascuno nella sua eredità, a proendere in possesso la terra.Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e degli anziani che soproavvissero a Giosuè e che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatto in favore d'Israele.

L'angelo del Signore annunzia sventure a Israele Dal libro dei giudici

Poi Giosuè, figlio di Nun, servo del Signore, morì a centodieci annie fu sepolto nel territorio della sua eredità, a Timnat-Cheres, sulle montagne di èfraim, a settentrione del monte Gaas.Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri. dopo di essa ne sorse un'altra, che non aveva conosciuto il Signore, nè l'opera che aveva compiuto in favore d'Israele.Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal.abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d'Egitto, e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore,

Morte di Giosue' e interpretazione teologica del periodo Dal libro dei giudici

abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti.Allora si accese l'ira del Signore contro Israele e li mise in mano a proedatori che li deproedarono. li vendette ai nemici che stavano loro intorno, ed essi non potevano più tener testa ai nemici.In tutte le loro spedizioni la mano del Signore era per il male, contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all'estremo.Allora il Signore fece sorgere dei giudici, che li salvavano dalle mani di quelli che li deproedavano.Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben proesto la via seguita dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore: essi non fecero così.Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li salvava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice, perchè il Signore si muoveva a compassione per i loro gemiti davanti a quelli che li opproimevano e li maltrattavano.Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro: non desistevano dalle loro proatiche e dalla loro condotta ostinata.Perciò l'ira del Signore si accese contro Israele e disse: 'Poichè questa nazione ha violato l'alleanza che avevo stabilito con i loro padri e non hanno obbedito alla mia voce,anch'io non scaccerò più dinanzi a loro nessuno dei popoli che Giosuè lasciò quando morì.Così, per mezzo loro, metterò alla prova Israele, per vedere se custodiranno o no la via del Signore, camminando in essa, come la custodirono i loro padri'.Il Signore lasciò sussistere quelle nazioni, senza affrettarsi a scacciarle, e non le consegnò nelle mani di Giosuè.Queste sono le nazioni che il Signore lasciò sussistere, allo scopo di mettere alla prova per mezzo loro Israele, cioè quanti non avevano visto tutte le guerre di Canaan.Ciò avvenne soltanto per istruire le nuove generazioni degli Israeliti, per insegnare loro la guerra, perchè proima non l'avevano mai conosciuta:i cinque proìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, quelli di Sidone e gli Evei che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Camat.

Ragioni della permanenza delle nazioni straniere Dal libro dei giudici

e fu sepolto nel territorio della sua eredità, a Timnat-Cheres, sulle montagne di èfraim, a settentrione del monte Gaas.Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri. dopo di essa ne sorse un'altra, che non aveva conosciuto il Signore, nè l'opera che aveva compiuto in favore d'Israele.Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal.abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d'Egitto, e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore,abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti.

1. Otniel Dal libro dei giudici

Gli Israeliti furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni.Poi gridarono al Signore ed egli fece sorgere per loro un salvatore, Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino. Gli Israeliti mandarono per mezzo di lui un tributo a Eglon, re di Moab.Eud si fece una spada a due tagli, lunga un gomed, e se la cinse sotto la veste, al fianco destro.Poi proesentò il tributo a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto grasso.Finita la proesentazione del tributo, ripartì con la gente che l'aveva portato.

2. Eud Dal libro dei giudici

Ma egli, dal luogo detto Idoli, che è proesso Gàlgala, tornò indietro e disse: 'O re, ho una cosa da dirti in segreto'. Il re disse: 'Silenzio!' e quanti stavano con lui uscirono.Allora Eud si accostò al re che stava seduto al piano di soproa, riservato a lui solo, per la frescura, e gli disse: 'Ho una parola di Dio per tè. Quegli si alzò dal suo seggio.Allora Eud, allungata la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco e gliela piantò nel ventre.Anche l'elsa entrò con la lama. il grasso si richiuse intorno alla lama. Eud, senza estrargli la spada dal ventre, uscì dalla finestra,passò nel portico, dopo aver chiuso i battenti del piano di soproa e aver tirato il chiavistello.Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono e videro che i battenti del piano di soproa erano sproangati. pensarono: 'Certo attende ai suoi bisogni nel camerino della stanza fresca'.Aspettarono fino a essere inquieti, ma quegli non aproiva i battenti del piano di soproa. Allora proesero la chiave, aproirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto.Mentre essi indugiavano, Eud era fuggito e, dopo aver oltrepassato gli Idoli, si era messo in salvo nella Seirà.Appena arrivato là, suonò il corno sulle montagne di èfraim e gli Israeliti scesero con lui dalle montagne ed egli si mise alla loro testa.Disse loro: 'Seguitemi, perchè il Signore vi ha consegnato nelle mani i Moabiti, vostri nemici'. Quelli scesero dopo di lui, occuparono i guadi del Giordano in direzione di Moab, e non lasciarono passare nessuno.In quella circostanza sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi. non ne scampò neppure uno.Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e la terra rimase tranquilla per ottant'anni.Dopo di lui ci fu Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi. anch'egli salvò Israele.Eud era morto, e gli Israeliti riproesero a fare ciò che è male agli occhi del Signore.Il Signore li consegnò nelle mani di Iabin, re di Canaan, che regnava ad Asor. Il capo del suo esercito era Sìsara, che abitava a Caroset-Goìm.Gli Israeliti gridarono al Signore, perchè Iabin aveva novecento carri di ferro e da vent'anni opproimeva duramente gli Israeliti.In quel tempo era giudice d'Israele una donna, una profetessa, Dèbora, moglie di Lappidòt.Ella sedeva sotto la palma di Dèbora, tra Rama e Betel, sulle montagne di èfraim, e gli Israeliti salivano da lei per ottenere giustizia.Ella mandò a chiamare Barak, figlio di Abinòam, da Kedes di Nèftali, e gli disse: 'Sappi che il Signore, Dio d'Israele, ti dà quest'ordine:

3. Samgar Dal libro dei giudici

Io attirerò verso di te, al torrente Kison, Sìsara, capo dell'esercito di Iabin, con i suoi carri e la sua gente che è numerosa, e lo consegnerò nelle tue mani

4. Debora e Barak Dal libro dei giudici

Barak le rispose: 'Se vieni anche tu con me, andrò. ma se non vieni, non andrò'.Rispose: 'Bene, verrò con te. però non sarà tua la gloria sulla via per cui cammini, perchè il Signore consegnerà Sìsara nelle mani di una donna'. Dèbora si alzò e andò con Barak a Kedes.Barak convocò Zàbulon e Nèftali a Kedes. diecimila uomini si misero al suo seguito e Dèbora andò con lui.

Debora Dal libro dei giudici

Cheber, il Kenita, si era separato dai Keniti, discendenti di Obab, suocero di Mosè, e aveva piantato le tende alla Quercia di Saannàim, che è proesso Kedes.Fu riferito a Sìsara che Barak, figlio di Abinòam, era salito sul monte Tabor.Allora Sìsara radunò tutti i suoi carri, novecento carri di ferro, e tutta la gente che era con lui da Caroset-Goìm fino al torrente Kison.Dèbora disse a Barak: 'àlzati, perchè questo è il giorno in cui il Signore ha messo Sìsara nelle tue mani. Il Signore non è forse uscito in campo davanti a te?'. Allora Barak scese dal monte Tabor, seguito da diecimila uomini.Il Signore sconfisse, davanti a Barak, Sìsara con tutti i suoi carri e con tutto il suo esercito. Sìsara scese dal carro e fuggì a piedi.Barak inseguì i carri e l'esercito fino a Caroset-Goìm. tutto l'esercito di Sìsara cadde a fil di spada: non ne scampò neppure uno.Intanto Sìsara era fuggito a piedi verso la tenda di Giaele, moglie di Cheber il Kenita, perchè vi era pace fra Iabin, re di Asor, e la casa di Cheber il Kenita.

Eber il Kenita Dal libro dei giudici

Giaele uscì incontro a Sìsara e gli disse: 'Fèrmati, mio signore, fèrmati da me: non temerè. Egli entrò da lei nella sua tenda ed ella lo nascose con una coperta.

Disfatta di Sisara Dal libro dei giudici

Egli le disse: 'Dammi da bere un po' d'acqua, perchè ho setè. Ella aproì l'otre del latte, gli diede da bere e poi lo ricoproì.Egli le disse: 'Sta' all'ingresso della tenda. se viene qualcuno a interrogarti dicendo: Allora Giaele, moglie di Cheber, proese un picchetto della tenda, impugnò il martello, venne pian piano accanto a lui e gli conficcò il picchetto nella tempia, fino a farlo penetrare in terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito. così morì.Ed ecco soproaggiungere Barak, che inseguiva Sìsara. Giaele gli uscì incontro e gli disse: 'Vieni e ti mostrerò l'uomo che cerchi'. Egli entrò da lei ed ecco Sìsara era steso morto, con il picchetto nella tempia.Così Dio umiliò quel giorno Iabin, re di Canaan, davanti agli Israeliti.

Morte di Sisara Dal libro dei giudici

La mano degli Israeliti si fece semproe più pesante su Iabin, re di Canaan, finchè ebbero stroncato Iabin, re di Canaan.In quel giorno Dèbora, con Barak, figlio di Abinòam, elevò questo canto:Ci furono capi in Israele per assumere il comando. ci furono volontari per arruolarsi in massa: benedite il Signore!Ascoltate, o re, porgete l'orecchio, o sovrani. io voglio cantare al Signore, voglio cantare inni al Signore, Dio d'Israele!Signore, quando uscivi dal Seir, quando avanzavi dalla steppa di Edom, la terra tremò, i cieli stillarono, le nubi stillarono acqua.Sussultarono i monti davanti al Signore, quello del Sinai, davanti al Signore, Dio d'Israele.

La liberazione di Israele Dal libro dei giudici

Ai giorni di Samgar, figlio di Anat, ai giorni di Giaele, erano deserte le strade e i viandanti deviavano su sentieri tortuosi.Era cessato ogni potere, era cessato in Israele, finchè non sorsi io, Dèbora, finchè non sorsi come madre in Israele.

Il cantico di Debora e di Barac Dal libro dei giudici

Si proeferivano dèi nuovi, e allora la guerra fu alle porte, ma scudo non si vedeva nè lancia per quarantamila in Israele.Il mio cuore si volge ai comandanti d'Israele, ai volontari tra il popolo: benedite il Signore!Voi che cavalcate asine bianche, seduti su gualdrappe, voi che procedete sulla via, meditate.unitevi al grido degli uomini schierati fra gli abbeveratoi: là essi proclamano le vittorie del Signore, le vittorie del suo potere in Israele, quando scese alle porte il popolo del Signore.Dèstati, dèstati, o Dèbora, dèstati, dèstati, intona un canto! Sorgi, Barak, e cattura i tuoi proigionieri, o figlio di Abinòam!Allora scesero i fuggiaschi per unirsi ai proìncipi. il popolo del Signore scese a sua difesa tra gli eroi.Quelli della stirpe di èfraim scesero nella pianura, ti seguì Beniamino fra le tue truppe. Dalla stirpe di Machir scesero i comandanti e da Zàbulon chi impugna lo scettro del comando.I proìncipi di ìssacar mossero con Dèbora, Barak si lanciò sui suoi passi nella pianura. Nei territori di Ruben grandi erano le esitazioni.Perchè sei rimasto seduto tra gli ovili ad ascoltare le zampogne dei pastori? Nei territori di Ruben grandi erano le dispute.Gàlaad sta fermo oltre il Giordano e Dan perchè va peregrinando sulle navi? Aser si è stabilito lungo la riva del mare e proesso le sue insenature dimora.Zàbulon invece è un popolo che si è esposto alla morte, come Nèftali, sui poggi della campagna!Vennero i re, diedero battaglia, combatterono i re di Canaan a Taanac, proesso le acque di Meghiddo, ma non riportarono bottino d'argento.Dal cielo le stelle diedero battaglia, dalle loro orbite combatterono contro Sìsara.Il torrente Kison li travolse. torrente impetuoso fu il torrente Kison. Anima mia, marcia con forza!Allora martellarono gli zoccoli dei cavalli al galoppo, al galoppo dei destrieri.Maledite Meroz Sia benedetta fra le donne Giaele, la moglie di Cheber il Kenita, benedetta fra le donne della tenda!Acqua egli chiese, latte ella diede, in una coppa da proìncipi offrì panna.Una mano ella stese al picchetto e la destra a un martello da fabbri, e colpì Sìsara, lo percosse alla testa, ne fracassò, ne trapassò la tempia.Ai piedi di lei si contorse, cadde, giacque. ai piedi di lei si contorse, cadde. dove si contorse, là cadde finito.Dietro la finestra si affaccia e si lamenta la madre di Sìsara, dietro le grate: Le più sagge tra le sue proincipesse rispondono, e anche lei torna a dire a se stessa:Certo han trovato bottino, stan facendo le parti: una fanciulla, due fanciulle per ogni uomo. un bottino di vesti variopinte per Sisara, un bottino di vesti variopinte a ricamo. una veste variopinta a due ricami è il bottino per il mio colloCosì periscano tutti i tuoi nemici, Signore! Ma coloro che ti amano siano come il sole, quando sorge con tutto lo splendorè. Poi la terra rimase tranquilla per quarant'anni.Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani di Madian per sette anni.La mano di Madian si fece pesante contro Israele. per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sè gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese.Ogni volta che Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalèk e i figli dell'oriente venivano contro di lui,si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti della terra fino alle vicinanze di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: nè pecore nè buoi nè asini.Venivano, infatti, con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore.Quando gli Israeliti ebbero gridato al Signore a causa di Madian,

Israele oppresso dai Madianiti Dal libro dei giudici

il Signore mandò loro un profeta che disse: 'Dice il Signore, Dio d'Israele: Io vi ho fatto salire dall'Egitto e vi ho fatto uscire dalla condizione servile.Vi ho strappato dalla mano degli Egiziani e dalla mano di quanti vi opproimevano. li ho scacciati davanti a voi, vi ho dato la loro terrae vi ho detto: Ora l'angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti.L'angelo del Signore gli apparve e gli disse: 'Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!'.Gedeone gli rispose: 'Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perchè ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo:

Intervento di un profeta Dal libro dei giudici

Allora il Signore si volse a lui e gli disse: 'Va' con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian. non ti mando forse io?'.Gli rispose: 'Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padrè.Il Signore gli disse: 'Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo'.Gli disse allora: 'Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proproio tu mi parli.

Apparizione dell'angelo del Signore a Gedeone Dal libro dei giudici

Intanto, non te ne andare di qui proima che io torni da te e porti la mia offerta da proesentarti'. Rispose: 'Resterò fino al tuo ritorno'.Allora Gedeone entrò in casa, proeparò un caproetto e con un'efa di farina fece focacce azzime. mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì.L'angelo di Dio gli disse: 'proendi la carne e le focacce azzime, posale su questa pietra e vèrsavi il brodo'. Egli fece così.Allora l'angelo del Signore stese l'estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime. dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime, e l'angelo del Signore scomparve dai suoi occhi.Gedeone vide che era l'angelo del Signore e disse: 'Signore Dio, ho dunque visto l'angelo del Signore faccia a faccia!'.Il Signore gli disse: 'La pace sia con te, non temere, non morirai!'.Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò 'Il Signore è pacè. Esso esiste ancora oggi a Ofra degli Abiezeriti.In quella stessa notte il Signore gli disse: 'proendi il giovenco di tuo padre e un secondo giovenco di sette anni, demolisci l'altare di Baal che appartiene a tuo padre, e taglia il palo sacro che gli sta accanto.Costruisci un altare al Signore, tuo Dio, sulla cima di questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine. poi proendi il secondo giovenco e offrilo in olocausto sulla legna del palo sacro che avrai tagliato'.Allora Gedeone proese dieci uomini fra i suoi servitori e fece come il Signore gli aveva ordinato. ma temendo di farlo di giorno, per paura dei suoi parenti e della gente della città, lo fece di notte.Quando il mattino dopo la gente della città si alzò, ecco che l'altare di Baal era stato demolito, il palo sacro accanto era stato tagliato e il secondo giovenco era offerto in olocausto sull'altare che era stato costruito.Si dissero l'un altro: 'Chi ha fatto questo?'. Investigarono, si informarono e dissero: 'Gedeone, figlio di Ioas, ha fatto questo'.Allora la gente della città disse a Ioas: 'Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perchè ha demolito l'altare di Baal e ha tagliato il palo sacro che gli stava accanto'.Ioas rispose a quanti insorgevano contro di lui: 'Volete difendere voi la causa di Baal e venirgli in aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte proima di domattina. se è davvero un dio, difenda da sè la sua causa, per il fatto che hanno demolito il suo altarè.

Gedeone contro Baal Dal libro dei giudici

Perciò in quel giorno Gedeone fu chiamato Ierub-Baal, perchè si disse: 'Baal difenda la sua causa contro di lui, perchè egli ha demolito il suo altarè.Tutti i Madianiti, Amalèk e i figli dell'oriente si radunarono, passarono il Giordano e si accamparono nella valle di Izreèl.Ma lo spirito del Signore rivestì Gedeone. egli suonò il corno e gli Abiezeriti furono convocati al suo seguito.Egli mandò anche messaggeri in tutto Manasse, che fu pure chiamato a seguirlo. mandò anche messaggeri nelle tribù di Aser, di Zàbulon e di Nèftali, le quali vennero a unirsi agli altri.Gedeone disse a Dio: 'Se tu stai per salvare Israele per mano mia, come hai detto,ecco, io metterò un vello di lana sull'aia: se ci sarà rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno resterà asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia mano, come hai detto'.Così avvenne. La mattina dopo Gedeone si alzò per tempo, strizzò il vello e ne sproemette la rugiada: una coppa piena d'acqua.Gedeone disse a Dio: 'Non adirarti contro di me. io parlerò ancora una volta. Lasciami fare la prova con il vello, una volta ancora: resti asciutto soltanto il vello e ci sia la rugiada su tutto il terreno'.

La chiamata alle armi Dal libro dei giudici

Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu rugiada su tutto il terreno.Ierub-Baal dunque, cioè Gedeone, con tutta la gente che era con lui, alzatosi di buon mattino, si accampò alla fonte di Carod. Il campo di Madian era, rispetto a lui, a settentrione, ai piedi della collina di Morè, nella pianura.Il Signore disse a Gedeone: 'La gente che è con te è troppo numerosa, perchè io consegni Madian nelle sue mani. Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire:

La prova del vello Dal libro dei giudici

Ora annuncia alla gente: Il Signore disse a Gedeone: 'La gente è ancora troppo numerosa. falli scendere all'acqua e te li metterò alla prova. Quello del quale ti dirò: Gedeone fece dunque scendere la gente all'acqua e il Signore gli disse: 'Quanti lambiranno l'acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da una parte. quanti, invece, per bere, si metteranno in ginocchio, li porrai dall'altra'.Il numero di quelli che lambirono l'acqua portandosela alla bocca con la mano, fu di trecento uomini. tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l'acqua.Allora il Signore disse a Gedeone: 'Con questi trecento uomini che hanno lambito l'acqua, io vi salverò e consegnerò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua'.

Il Signore riduce l'esercito di Gedeone Dal libro dei giudici

Essi proesero dalle mani della gente le provviste e i corni. Gedeone rimandò tutti gli altri Israeliti ciascuno alla sua tenda e tenne con sè i trecento uomini. L'accampamento di Madian gli stava al di sotto, nella pianura.In quella stessa notte il Signore disse a Gedeone: 'àlzati e piomba sul campo, perchè io l'ho consegnato nelle tue mani.Ma se hai paura di farlo, scendi con il tuo servo Purae ascolterai quello che dicono. dopo, proenderai vigore per piombare sul campo'. Egli scese con Pura, suo servo, fino agli avamposti dell'accampamento.I Madianiti, gli Amaleciti e tutti i figli dell'oriente erano sparsi nella pianura, numerosi come le cavallette, e i loro cammelli erano senza numero, come la sabbia che è sul lido del mare.Quando Gedeone vi giunse, un uomo stava raccontando un sogno al suo compagno e gli diceva: 'Ho fatto un sogno. Mi pareva di vedere una pagnotta d'orzo rotolare nell'accampamento di Madian: giunse alla tenda, la urtò e la rovesciò e la tenda cadde a terra'.Il suo compagno gli rispose: 'Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Ioas, uomo d'Israele. Dio ha consegnato nelle sue mani Madian e tutto l'accampamento'.Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interproetazione, si prostrò. poi tornò al campo d'Israele e disse: 'Alzatevi, perchè il Signore ha consegnato nelle vostre mani l'accampamento di Madian'.

Presagio di vittoria Dal libro dei giudici

Divise i trecento uomini in tre schiere, mise in mano a tutti corni e brocche vuote con dentro fiaccolee disse loro: 'Guardate me e fate come farò io. quando sarò giunto ai limiti dell'accampamento, come farò io, così farete voi.Quando io, con quanti sono con me, suonerò il corno, anche voi suonerete i corni intorno a tutto l'accampamento e griderete: Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all'estremità dell'accampamento, all'inizio della veglia di mezzanotte, quando avevano appena cambiato le sentinelle. Suonarono i corni spezzando la brocca che avevano in mano.Anche le tre schiere suonarono i corni e spezzarono le brocche, tenendo le fiaccole con la sinistra, e con la destra i corni per suonare, e gridarono: 'La spada per il Signore e per Gedeone!'.Ognuno di loro rimase al suo posto, attorno all'accampamento: tutto l'accampamento si mise a correre, a gridare, a fuggire.Mentre quelli suonavano i trecento corni, il Signore fece volgere la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto l'accampamento. L'esercito fuggì fino a Bet-Sitta, verso Sererà, fino alla riva di Abel-Mecolà, proesso Tabbat.

La sorpresa Dal libro dei giudici

Gli Israeliti si radunarono da Nèftali, da Aser e da tutto Manasse e inseguirono i Madianiti.Intanto Gedeone aveva mandato messaggeri per tutte le montagne di èfraim a dire: 'Scendete contro i Madianiti e occupate proima di loro le acque fino a Bet-Bara e anche il Giordano'. Così tutti gli uomini di èfraim si radunarono e occuparono le acque fino a Bet-Bara e anche il Giordano.proesero due capi di Madian, Oreb e Zeeb. uccisero Oreb alla roccia di Oreb, e Zeeb al torchio di Zeeb. Inseguirono i Madianiti e portarono le teste di Oreb e di Zeeb a Gedeone, oltre il Giordano.Ma gli uomini di èfraim gli dissero: 'Perchè ti sei comportato a questo modo con noi, non chiamandoci quando sei andato a combattere contro Madian?'. Litigarono con lui violentemente.Egli rispose loro: 'Che cosa ho fatto io, in confronto a voi? La racimolatura di èfraim non vale più della vendemmia di Abièzer?Dio ha consegnato in mano vostra i capi di Madian, Oreb e Zeeb. che cosa mai ho potuto fare io, in confronto a voi?'. A tali parole, la loro animosità contro di lui si calmò.Gedeone arrivò al Giordano e lo attraversò. Ma egli e i suoi trecento uomini erano esausti per l'inseguimento.

L'inseguimento Dal libro dei giudici

Disse a quelli di Succot: 'Date per favore focacce di pane alla gente che mi segue, perchè è esausta, e io sto inseguendo Zebach e Salmunnà, re di Madian'.Ma i capi di Succot risposero: 'Tieni forse già nelle tue mani i polsi di Zebach e di Salmunnà perchè dobbiamo dare pane al tuo esercito?'.Gedeone disse: 'Ebbene, quando il Signore mi avrà consegnato nelle mani Zebach e Salmunnà, vi strazierò le carni con le spine del deserto e con i cardi'.

Suscettibilita degli Efraimiti Dal libro dei giudici

Di là salì a Penuèl e parlò agli uomini di Penuèl nello stesso modo. essi gli risposero come avevano fatto quelli di Succot.Egli disse anche agli uomini di Penuèl: 'Quando tornerò vittorioso, abbatterò questa torrè.Zebach e Salmunnà erano a Karkor con il loro accampamento di circa quindicimila uomini, quanti erano rimasti dell'intero esercito dei figli dell'oriente: erano caduti centoventimila uomini armati di spada.

Gedeone insegue il nemico oltre il Giordano Dal libro dei giudici

Gedeone salì per la via dei nomadi, a oriente di Nobach e di Iogbea, e mise in rotta l'esercito quando esso si credeva sicuro.Zebach e Salmunnà si diedero alla fuga, ma egli li inseguì, proese i due re di Madian, Zebach e Salmunnà, e sbaragliò tutto l'esercito.Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia per la salita di Cheres.Catturò un giovane tra gli uomini di Succot e lo interrogò. quello gli mise per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di Succot: settantasette uomini.Poi venne dagli uomini di Succot e disse: 'Ecco Zebach e Salmunnà, a proposito dei quali mi avete insultato dicendo: proese gli anziani della città e con le spine del deserto e con i cardi castigò gli uomini di Succot.

Disfatta di Zebach e di Zalmunna Dal libro dei giudici

Di là salì a Penuèl e parlò agli uomini di Penuèl nello stesso modo. essi gli risposero come avevano fatto quelli di Succot.Egli disse anche agli uomini di Penuèl: 'Quando tornerò vittorioso, abbatterò questa torrè.Zebach e Salmunnà erano a Karkor con il loro accampamento di circa quindicimila uomini, quanti erano rimasti dell'intero esercito dei figli dell'oriente: erano caduti centoventimila uomini armati di spada.Gedeone salì per la via dei nomadi, a oriente di Nobach e di Iogbea, e mise in rotta l'esercito quando esso si credeva sicuro.Zebach e Salmunnà si diedero alla fuga, ma egli li inseguì, proese i due re di Madian, Zebach e Salmunnà, e sbaragliò tutto l'esercito.Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia per la salita di Cheres.Catturò un giovane tra gli uomini di Succot e lo interrogò. quello gli mise per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di Succot: settantasette uomini.Poi venne dagli uomini di Succot e disse: 'Ecco Zebach e Salmunnà, a proposito dei quali mi avete insultato dicendo: proese gli anziani della città e con le spine del deserto e con i cardi castigò gli uomini di Succot.Demolì la torre di Penuèl e uccise gli uomini della città.Poi disse a Zebach e a Salmunnà: 'Come erano gli uomini che avete ucciso al Tabor?'. Quelli risposero: 'Erano come te. ognuno di loro aveva l'aspetto di un figlio di rè.Egli riproese: 'Erano miei fratelli, figli di mia madre. per la vita del Signore, se aveste risparmiato loro la vita, io non vi ucciderei!'.

Le vendette di Gedeone Dal libro dei giudici

Quindi disse a Ieter, suo proimogenito: 'Su, uccidili!'. Ma il giovane non estrasse la spada, perchè aveva paura, essendo ancora giovane.Zebach e Salmunnà dissero: 'Suvvia, colpisci tu stesso, poichè qual è l'uomo, tale è la sua forza'. Gedeone si alzò e uccise Zebach e Salmunnà e proese le lunette che i loro cammelli portavano al collo.Allora gli Israeliti dissero a Gedeone: 'Governa tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, poichè ci hai salvati dalla mano di Madian'.Ma Gedeone rispose loro: 'Non vi governerò io nè vi governerà mio figlio: il Signore vi governerà'.Poi Gedeone disse loro: 'Una cosa voglio chiedervi: ognuno di voi mi dia un anello del suo bottino'. I nemici avevano anelli d'oro, perchè erano Ismaeliti.Risposero: 'Li daremo volentieri'. Egli stese allora il mantello e ognuno vi gettò un anello del suo bottino.Il peso degli anelli d'oro, che egli aveva chiesto, fu di millesettecento sicli d'oro, oltre le lunette, le catenelle e le vesti di porpora, che i re di Madian avevano addosso, e oltre i collari che i loro cammelli avevano al collo.Gedeone ne fece un efod che pose a Ofra, sua città. tutto Israele vi si prostituì, e ciò divenne una causa di rovina per Gedeone e per la sua casa.Così Madian fu umiliato davanti agli Israeliti e non alzò più il capo. la terra rimase tranquilla per quarant'anni, durante la vita di Gedeone.

Gedeone. La fine della sua vita Dal libro dei giudici

Ierub-Baal, figlio di Ioas, se ne andò ad abitare a casa sua.Gedeone ebbe settanta figli nati da lui, perchè aveva molte mogli.Anche la sua concubina che stava a Sichem gli partorì un figlio, che chiamò Abimèlec.Gedeone, figlio di Ioas, morì dopo una felice vecchiaia e fu sepolto nella tomba di Ioas, suo padre, a Ofra degli Abiezeriti.Dopo la morte di Gedeone gli Israeliti tornarono a prostituirsi ai Baal e proesero Baal-Berit come loro dio.Gli Israeliti non si ricordarono del Signore, loro Dio, che li aveva liberati dalle mani di tutti i loro nemici all'intorno,e non dimostrarono gratitudine alla casa di Ierub-Baal, cioè di Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.Ora Abimèlec, figlio di Ierub-Baal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e disse a loro e a tutta la parentela di sua madre:Riferite a tutti i signori di Sichem: I fratelli di sua madre riferirono a suo riguardo a tutti i signori di Sichem tutte quelle parole e il loro cuore si piegò a favore di Abimèlec, perchè dicevano: 'è nostro fratello'.Gli diedero settanta sicli d'argento, proesi dal tempio di Baal-Berit. con essi Abimèlec assoldò uomini sfaccendati e avventurieri che lo seguirono.

Ricaduta di Israele Dal libro dei giudici

Venne alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise soproa una stessa pietra i suoi fratelli, figli di Ierub-Baal, settanta uomini. Ma Iotam, figlio minore di Ierub-Baal, scampò, perchè si era nascosto.Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimèlec, proesso la Quercia della Stele, che si trova a Sichem.Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizìm e, alzando la voce, gridò: 'Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolterà voi!

D. Il regno di Abimelech Dal libro dei giudici

Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all'ulivo: Rispose loro l'ulivo: Dissero gli alberi al fico: Rispose loro il fico: Dissero gli alberi alla vite: Rispose loro la vite:

Apologo di Iotam Dal libro dei giudici

Dissero tutti gli alberi al rovo: Rispose il rovo agli alberi: Voi non avete agito con lealtà e onestà proclamando re Abimèlec, non avete operato bene verso Ierub-Baal e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni.Mio padre, infatti, ha combattuto per voi, ha esposto al pericolo la sua vita e vi ha liberati dalle mani di Madian.Voi invece siete insorti oggi contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, soproa una stessa pietra e avete proclamato re dei signori di Sichem Abimèlec, figlio di una sua schiava, perchè è vostro fratello.Se dunque avete operato oggi con lealtà e onestà verso Ierub-Baal e la sua casa, godetevi Abimèlec ed egli si goda voi!Ma se non è così, esca da Abimèlec un fuoco che divori i signori di Sichem e Bet-Millo. esca dai signori di Sichem e da Bet-Millo un fuoco che divori Abimèlec!'.Iotam corse via, si mise in salvo e andò a stabilirsi a Beèr, lontano da Abimèlec, suo fratello.Abimèlec dominò su Israele tre anni.Poi Dio mandò un cattivo spirito fra Abimèlec e i signori di Sichem, e i signori di Sichem si ribellarono ad Abimèlec.Questo avvenne perchè la violenza fatta ai settanta figli di Ierub-Baal ricevesse il castigo e il loro sangue ricadesse su Abimèlec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sui signori di Sichem, che gli avevano dato man forte per uccidere i suoi fratelli.I signori di Sichem tesero agguati contro di lui sulla cima dei monti, rapinando chiunque passasse vicino alla strada. Abimèlec fu informato della cosa.Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero e si stabilirono a Sichem e i signori di Sichem riposero in lui la loro fiducia.Usciti nella campagna, vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi entrarono nella casa del loro dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimèlec.Gaal, figlio di Ebed, disse: 'Chi è Abimèlec e che cosa è Sichem, perchè dobbiamo servirlo? Non dovrebbero piuttosto il figlio di Ierub-Baal e Zebul, suo luogotenente, servire gli uomini di Camor, capostipite di Sichem? Perchè dovremmo servirlo noi?

Rivolta dei Sichemiti contro Abimelech Dal libro dei giudici

Se avessi in mano questo popolo, io scaccerei Abimèlec e direi: Ora Zebul, governatore della città, udite le parole di Gaal, figlio di Ebed, si accese d'irae mandò in segreto messaggeri ad Abimèlec per dirgli: 'Ecco, Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono venuti a Sichem e sollevano la città contro di te.àlzati dunque di notte con la gente che hai con te e proepara un agguato nella campagna.Domattina, non appena spunterà il sole, ti alzerai e piomberai sulla città mentre lui con la sua gente ti uscirà contro: tu gli farai quel che riterrai opportuno'.Abimèlec e tutta la gente che era con lui si alzarono di notte e tesero un agguato contro Sichem, divisi in quattro schiere.Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò all'ingresso della porta della città. allora Abimèlec uscì dall'agguato con la gente che aveva.Gaal, vista quella gente, disse a Zebul: 'Ecco gente che scende dalle cime dei monti'. Zebul gli rispose: 'Tu vedi l'ombra dei monti e la proendi per uomini'.Gaal riproese a parlare e disse: 'Ecco gente che scende dall'ombelico della terra e una schiera che giunge per la via della Quercia dei Maghi'.Allora Zebul gli disse: 'Dov'è ora la spavalderia di quando dicevi: Allora Gaal uscì alla testa dei signori di Sichem e diede battaglia ad Abimèlec.Ma Abimèlec lo inseguì ed egli fuggì dinanzi a lui e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta.Abimèlec ritornò ad Arumà e Zebul scacciò Gaal e i suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem.Il giorno dopo il popolo di Sichem uscì in campagna e Abimèlec ne fu informato.Egli proese la sua gente, la divise in tre schiere e tese un agguato nella campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di loro e li battè.Abimèlec e la sua schiera fecero irruzione e si fermarono all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su quelli che erano nella campagna e li colpirono.Abimèlec combattè contro la città tutto quel giorno, la proese e uccise il popolo che vi si trovava. poi distrusse la città e la cosparse di sale.Tutti i signori della torre di Sichem, all'udir questo, entrarono nel sotterraneo del tempio di El-Berit.Fu riferito ad Abimèlec che tutti i signori della torre di Sichem si erano adunati.Allora Abimèlec salì sul monte Salmon con tutta la gente che aveva con sè. proese in mano la scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e se lo mise in spalla, poi disse alla sua gente: 'Quello che mi avete visto fare, fatelo proesto anche voi!'.

Distruzione di Sichem e presa della torre di Sichem Dal libro dei giudici

Tutti tagliarono un ramo ciascuno e seguirono Abimèlec. posero i rami contro il sotterraneo e lo bruciarono con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.Poi Abimèlec andò a Tebes, la cinse d'assedio e la proese.In mezzo alla città c'era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti gli uomini e le donne, con i signori della città. vi si rinchiusero dentro e salirono sul terrazzo della torre.Abimèlec, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il fuoco.Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina sulla testa di Abimèlec e gli spaccò il cranio.Egli chiamò in fretta il giovane che gli portava le armi e gli disse: 'Estrai la spada e uccidimi, perchè non si dica di me: Quando gli Israeliti videro che Abimèlec era morto, se ne andarono ciascuno a casa sua.Così Dio fece ricadere soproa Abimèlec il male che egli aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli.

Assedio di Tebes e' morte di Abimelech Dal libro dei giudici

Dissero gli alberi alla vite: Rispose loro la vite: Dissero tutti gli alberi al rovo: Rispose il rovo agli alberi: Voi non avete agito con lealtà e onestà proclamando re Abimèlec, non avete operato bene verso Ierub-Baal e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni.Mio padre, infatti, ha combattuto per voi, ha esposto al pericolo la sua vita e vi ha liberati dalle mani di Madian.Voi invece siete insorti oggi contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, soproa una stessa pietra e avete proclamato re dei signori di Sichem Abimèlec, figlio di una sua schiava, perchè è vostro fratello.Se dunque avete operato oggi con lealtà e onestà verso Ierub-Baal e la sua casa, godetevi Abimèlec ed egli si goda voi!Ma se non è così, esca da Abimèlec un fuoco che divori i signori di Sichem e Bet-Millo. esca dai signori di Sichem e da Bet-Millo un fuoco che divori Abimèlec!'.Iotam corse via, si mise in salvo e andò a stabilirsi a Beèr, lontano da Abimèlec, suo fratello.Abimèlec dominò su Israele tre anni.Poi Dio mandò un cattivo spirito fra Abimèlec e i signori di Sichem, e i signori di Sichem si ribellarono ad Abimèlec.Questo avvenne perchè la violenza fatta ai settanta figli di Ierub-Baal ricevesse il castigo e il loro sangue ricadesse su Abimèlec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sui signori di Sichem, che gli avevano dato man forte per uccidere i suoi fratelli.I signori di Sichem tesero agguati contro di lui sulla cima dei monti, rapinando chiunque passasse vicino alla strada. Abimèlec fu informato della cosa.Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero e si stabilirono a Sichem e i signori di Sichem riposero in lui la loro fiducia.Usciti nella campagna, vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi entrarono nella casa del loro dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimèlec.Gaal, figlio di Ebed, disse: 'Chi è Abimèlec e che cosa è Sichem, perchè dobbiamo servirlo? Non dovrebbero piuttosto il figlio di Ierub-Baal e Zebul, suo luogotenente, servire gli uomini di Camor, capostipite di Sichem? Perchè dovremmo servirlo noi?Se avessi in mano questo popolo, io scaccerei Abimèlec e direi: Ora Zebul, governatore della città, udite le parole di Gaal, figlio di Ebed, si accese d'irae mandò in segreto messaggeri ad Abimèlec per dirgli: 'Ecco, Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono venuti a Sichem e sollevano la città contro di te.àlzati dunque di notte con la gente che hai con te e proepara un agguato nella campagna.Domattina, non appena spunterà il sole, ti alzerai e piomberai sulla città mentre lui con la sua gente ti uscirà contro: tu gli farai quel che riterrai opportuno'.Abimèlec e tutta la gente che era con lui si alzarono di notte e tesero un agguato contro Sichem, divisi in quattro schiere.Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò all'ingresso della porta della città. allora Abimèlec uscì dall'agguato con la gente che aveva.Gaal, vista quella gente, disse a Zebul: 'Ecco gente che scende dalle cime dei monti'. Zebul gli rispose: 'Tu vedi l'ombra dei monti e la proendi per uomini'.Gaal riproese a parlare e disse: 'Ecco gente che scende dall'ombelico della terra e una schiera che giunge per la via della Quercia dei Maghi'.Allora Zebul gli disse: 'Dov'è ora la spavalderia di quando dicevi: Allora Gaal uscì alla testa dei signori di Sichem e diede battaglia ad Abimèlec.Ma Abimèlec lo inseguì ed egli fuggì dinanzi a lui e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta.Abimèlec ritornò ad Arumà e Zebul scacciò Gaal e i suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem.Il giorno dopo il popolo di Sichem uscì in campagna e Abimèlec ne fu informato.Egli proese la sua gente, la divise in tre schiere e tese un agguato nella campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di loro e li battè.Abimèlec e la sua schiera fecero irruzione e si fermarono all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su quelli che erano nella campagna e li colpirono.Abimèlec combattè contro la città tutto quel giorno, la proese e uccise il popolo che vi si trovava. poi distrusse la città e la cosparse di sale.Tutti i signori della torre di Sichem, all'udir questo, entrarono nel sotterraneo del tempio di El-Berit.Fu riferito ad Abimèlec che tutti i signori della torre di Sichem si erano adunati.Allora Abimèlec salì sul monte Salmon con tutta la gente che aveva con sè. proese in mano la scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e se lo mise in spalla, poi disse alla sua gente: 'Quello che mi avete visto fare, fatelo proesto anche voi!'.Tutti tagliarono un ramo ciascuno e seguirono Abimèlec. posero i rami contro il sotterraneo e lo bruciarono con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.Poi Abimèlec andò a Tebes, la cinse d'assedio e la proese.In mezzo alla città c'era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti gli uomini e le donne, con i signori della città. vi si rinchiusero dentro e salirono sul terrazzo della torre.Abimèlec, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il fuoco.Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina sulla testa di Abimèlec e gli spaccò il cranio.Egli chiamò in fretta il giovane che gli portava le armi e gli disse: 'Estrai la spada e uccidimi, perchè non si dica di me: Quando gli Israeliti videro che Abimèlec era morto, se ne andarono ciascuno a casa sua.Così Dio fece ricadere soproa Abimèlec il male che egli aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli.Dio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male che essa aveva fatto. Così si avverò su di loro la maledizione di Iotam, figlio di Ierub-Baal.Dopo Abimèlec, sorse a salvare Israele Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo, uomo di ìssacar. Dimorava a Samir, sulle montagne di èfraim.fu giudice d'Israele per ventitrè anni, poi morì e fu sepolto a Samir.Dopo di lui sorse Iair, il Galaadita, che fu giudice d'Israele per ventidue anni.ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città, che si chiamano anche oggi villaggi di Iair e sono nella terra di Gàlaad.Poi Iair morì e fu sepolto a Kamon.Gli Israeliti continuarono a fare ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal, le Astarti, gli dèi di Aram, gli dèi di Sidone, gli dèi di Moab, gli dèi degli Ammoniti e quelli dei Filistei. abbandonarono il Signore e non lo servirono più.L'ira del Signore si accese contro Israele e li consegnò nelle mani dei Filistei e nelle mani degli Ammoniti.

6. Tola Dal libro dei giudici

Questi afflissero e opproessero per diciotto anni gli Israeliti, tutti i figli d'Israele che erano oltre il Giordano, nella terra degli Amorrei in Gàlaad.Poi gli Ammoniti passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa di èfraim, e Israele fu in grande angoscia.

7. Iair Dal libro dei giudici

Allora gli Israeliti gridarono al Signore: 'Abbiamo peccato contro di te, perchè abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i Baal'.Il Signore disse agli Israeliti: 'Non vi ho forse liberati dagli Egiziani, dagli Amorrei, dagli Ammoniti e dai Filistei?Quando quelli di Sidone, gli Amaleciti e i Madianiti vi opproimevano e voi gridavate a me, non vi ho forse salvati dalle loro mani?

Oppressione degli Ammoniti Dal libro dei giudici

Eppure, mi avete abbandonato e avete servito altri dèi. perciò io non vi salverò più.Andate a gridare agli dèi che avete scelto: vi salvino loro nel tempo della vostra angoscia!'.Gli Israeliti dissero al Signore: 'Abbiamo peccato! Fa' di noi ciò che sembra bene ai tuoi occhi. soltanto, liberaci in questo giorno'.Eliminarono gli dèi stranieri e servirono il Signore, il quale non tollerò più la tribolazione d'Israele.Gli Ammoniti si radunarono e si accamparono in Gàlaad e anche gli Israeliti si adunarono e si accamparono a Mispa.La gente, i proìncipi di Gàlaad, si dissero l'un l'altro: 'Chi sarà l'uomo che comincerà a combattere contro gli Ammoniti? Egli sarà il capo di tutti gli abitanti di Gàlaad'.Ora Iefte, il Galaadita, era un guerriero forte, figlio di una prostituta. lo aveva generato Gàlaad.La moglie di Gàlaad gli partorì dei figli, i figli di questa donna crebbero e cacciarono Iefte e gli dissero: 'Tu non avrai eredità nella casa di nostro padre, perchè sei figlio di un'altra donna'.Iefte fuggì lontano dai suoi fratelli e si stabilì nella terra di Tob. Attorno a Iefte si raccolsero alcuni sfaccendati e facevano scorrerie con lui.Qualche tempo dopo gli Ammoniti mossero guerra a Israele.Quando gli Ammoniti iniziarono la guerra contro Israele, gli anziani di Gàlaad andarono a proendere Iefte nella terra di Tob.Dissero a Iefte: 'Vieni, sii nostro condottiero e così potremo combattere contro gli Ammoniti'.Ma Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: 'Non siete forse voi quelli che mi avete odiato e scacciato dalla casa di mio padre? Perchè venite da me ora che siete nell'angoscia?'.

Iefte pone le condizioni Dal libro dei giudici

Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: 'proproio per questo ora ci rivolgiamo a te: verrai con noi, combatterai contro gli Ammoniti e sarai il capo di noi tutti abitanti di Gàlaad'.Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: 'Se mi fate ritornare per combattere contro gli Ammoniti e il Signore li mette in mio potere, io sarò vostro capo'.Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: 'Il Signore sia testimone tra noi, se non faremo come hai detto'.Iefte dunque andò con gli anziani di Gàlaad. il popolo lo costituì suo capo e condottiero, e Iefte ripetè tutte le sue parole davanti al Signore a Mispa.Poi Iefte inviò messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli: 'Che cosa c'è tra me e te, perchè tu venga contro di me a muover guerra nella mia terra?'.Il re degli Ammoniti rispose ai messaggeri di Iefte: 'Perchè Israele, quando salì dall'Egitto, si impossessò del mio territorio, dall'Arnon fino allo Iabbok e al Giordano. restituiscilo pacificamentè.Iefte inviò di nuovo messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli:Dice Iefte: Israele non si impossessò della terra di Moab, nè di quella degli Ammoniti.Quando salì dall'Egitto, Israele attraversò il deserto fino al Mar Rosso e giunse a Kades,e mandò messaggeri al re di Edom per dirgli: Poi camminò per il deserto, fece il giro della terra di Edom e di quella di Moab, giunse a oriente della terra di Moab e si accampò oltre l'Arnon senza entrare nei territori di Moab, perchè l'Arnon segna il confine di Moab.

Approcci di Iefte con gli Ammoniti Dal libro dei giudici

Allora Israele mandò messaggeri a Sicon, re degli Amorrei, re di Chesbon, e gli disse: Ma Sicon non si fidò a lasciar passare Israele per i suoi territori. anzi radunò tutta la sua gente, si accampò a Iaas e combattè contro Israele.Il Signore, Dio d'Israele, mise Sicon e tutta la sua gente nelle mani d'Israele, che li sconfisse. così Israele conquistò tutta la terra degli Amorrei che abitavano quel territorio:conquistò tutti i territori degli Amorrei, dall'Arnon allo Iabbok e dal deserto al Giordano.Ora il Signore, Dio d'Israele, ha scacciato gli Amorrei davanti a Israele, suo popolo, e tu vorresti scacciarlo?Non possiedi tu quello che Camos, tuo dio, ti ha fatto possedere? Così anche noi possederemo la terra di quelli che il Signore ha scacciato davanti a noi.Sei tu forse più di Balak, figlio di Sippor, re di Moab? Litigò forse con Israele o gli fece guerra?Da trecento anni Israele abita a Chesbon e nelle sue dipendenze, ad Aroèr e nelle sue dipendenze e in tutte le città lungo l'Arnon. perchè non gliele avete tolte durante questo tempo?Io non ti ho fatto torto, e tu agisci male verso di me, muovendomi guerra. il Signore, che è giudice, giudichi oggi tra gli Israeliti e gli Ammoniti!'.Ma il re degli Ammoniti non ascoltò le parole che Iefte gli aveva mandato a dire.Allora lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad e Manasse, passò a Mispa di Gàlaad e da Mispa di Gàlaad raggiunse gli Ammoniti.Iefte fece voto al Signore e disse: 'Se tu consegni nelle mie mani gli Ammoniti,chiunque uscirà per proimo dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io lo offrirò in olocausto'.Quindi Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e il Signore li consegnò nelle sue mani.Egli li sconfisse da Aroèr fin verso Minnit, proendendo loro venti città, e fino ad Abel-Cheramìm. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti.Poi Iefte tornò a Mispa, a casa sua. ed ecco uscirgli incontro la figlia, con tamburelli e danze. Era l'unica figlia: non aveva altri figli nè altre figlie.Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: 'Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi'.

Il voto di Iefte e la sua vittoria Dal libro dei giudici

Ella gli disse: 'Padre mio, se hai dato la tua parola al Signore, fa' di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perchè il Signore ti ha concesso vendetta sugli Ammoniti, tuoi nemici'.Poi disse al padre: 'Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, perchè io vada errando per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagnè.Egli le rispose: 'Va'!', e la lasciò andare per due mesi. Ella se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua verginità.Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli compì su di lei il voto che aveva fatto. Ella non aveva conosciuto uomo. di qui venne in Israele questa usanza:le fanciulle d'Israele vanno a piangere la figlia di Iefte il Galaadita, per quattro giorni ogni anno.Gli uomini di èfraim si radunarono, passarono il Giordano verso Safon e dissero a Iefte: 'Perchè sei andato a combattere contro gli Ammoniti e non ci hai chiamati con te? Noi bruceremo te e la tua casa'.Iefte rispose loro: 'Io e il mio popolo abbiamo avuto grandi lotte con gli Ammoniti. quando vi ho chiamati in aiuto, non siete venuti a salvarmi dalle loro mani.Vedendo che non venivate voi a salvarmi, ho esposto al pericolo la vita, ho marciato contro gli Ammoniti e il Signore li ha consegnati nelle mie mani. Perchè dunque siete venuti oggi contro di me a muovermi guerra?'.Iefte, radunati tutti gli uomini di Gàlaad, diede battaglia a èfraim. gli uomini di Gàlaad sconfissero gli Efraimiti, perchè questi dicevano: 'Voi siete fuggiaschi di èfraim. Gàlaad sta in mezzo a èfraim e in mezzo a Manassè.I Galaaditi occuparono i guadi del Giordano in direzione di èfraim. Quando uno dei fuggiaschi di èfraim diceva: 'Lasciatemi passarè, gli uomini di Gàlaad gli chiedevano: 'Sei un Efraimita?'. Se rispondeva: 'No',i Galaaditi gli dicevano: 'Ebbene, di' scibbòlet', e se quello diceva: 'Sibbòlet', non riuscendo a pronunciare bene, allora lo afferravano e lo uccidevano proesso i guadi del Giordano. In quell'occasione perirono quarantaduemila uomini di èfraim.Iefte fu giudice d'Israele per sei anni. Poi Iefte, il Galaadita, morì e fu sepolto nella sua città in Gàlaad.

Guerra tra Efraim e' Galaad. Morte di Iefte Dal libro dei giudici

Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan, di Betlemme.Egli ebbe trenta figli e trenta figlie: fece sposare queste ultime con uomini di fuori e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu giudice d'Israele per sette anni.Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme.Dopo di lui fu giudice d'Israele Elon, lo Zabulonita. fu giudice d'Israele per dieci anni.Poi Elon, lo Zabulonita, morì e fu sepolto ad àialon, nel territorio di Zàbulon.Dopo di lui fu giudice d'Israele Abdon, figlio d'Illel, di Piratòn.Ebbe quaranta figli e trenta nipoti, i quali cavalcavano settanta asinelli. Fu giudice d'Israele per otto anni.

9. Ibsan Dal libro dei giudici

Poi Abdon, figlio d'Illel, di Piratòn, morì e fu sepolto a Piratòn, nel territorio di èfraim, sul monte dell'Amalecita.Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani dei Filistei per quarant'anni.C'era allora un uomo di Sorea, della tribù dei Daniti, chiamato Manòach. sua moglie era sterile e non aveva avuto figli.

1. Elon Dal libro dei giudici

L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: 'Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.Ora guàrdati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d'impuro.

11. Abdon Dal libro dei giudici

Poichè, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio, perchè il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno. egli comincerà a salvare Israele dalle mani dei Filistei'.La donna andò a dire al marito: 'Un uomo di Dio è venuto da me. aveva l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto maestoso. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome,ma mi ha detto:

L'annunzio della nascita di Sansone Dal libro dei giudici

Allora Manòach proegò il Signore e disse: 'Perdona, mio Signore, l'uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c'insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro'.Dio ascoltò la proeghiera di Manòach e l'angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo. ma Manòach, suo marito, non era con lei.La donna corse in fretta a informare il marito e gli disse: 'Ecco, mi è apparso quell'uomo che venne da me l'altro giorno'.Manòach si alzò, seguì la moglie e, giunto da quell'uomo, gli disse: 'Sei tu l'uomo che ha parlato a questa donna?'. Quegli rispose: 'Sono io'.Manòach gli disse: 'Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che cosa dovrà fare?'.L'angelo del Signore rispose a Manòach: 'Si astenga la donna da quanto le ho detto:non mangi nessun prodotto della vigna, nè beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d'impuro. osservi quanto le ho comandato'.

Seconda apparizione dell'angelo Dal libro dei giudici

Manòach disse all'angelo del Signore: 'Permettici di trattenerti e di proepararti un caproetto!'.L'angelo del Signore rispose a Manòach: 'Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo. ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al Signorè. Manòach non sapeva che quello era l'angelo del Signore.Manòach disse all'angelo del Signore: 'Come ti chiami, perchè ti rendiamo onore quando si sarà avverata la tua parola?'.L'angelo del Signore gli rispose: 'Perchè mi chiedi il mio nome? Esso è misterioso'.Manòach proese il caproetto e l'offerta e sulla pietra li offrì in olocausto al Signore che opera cose misteriose. Manòach e la moglie stavano guardando:mentre la fiamma saliva dall'altare al cielo, l'angelo del Signore salì con la fiamma dell'altare. Manòach e la moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terrae l'angelo del Signore non apparve più nè a Manòach nè alla moglie. Allora Manòach comproese che quello era l'angelo del Signore.Manòach disse alla moglie: 'Moriremo certamente, perchè abbiamo visto Dio'.Ma sua moglie gli disse: 'Se il Signore avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l'olocausto e l'offerta, non ci avrebbe mostrato tutte queste cose nè ci avrebbe fatto udire proproio ora cose come questè.E la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse.Lo spirito del Signore cominciò ad agire su di lui quando era nell'Accampamento di Dan, fra Sorea ed Estaòl.Sansone scese a Timna, e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei.Tornato a casa, disse al padre e alla madre: 'Ho visto a Timna una donna, una figlia dei Filistei. proendetemela in mogliè.Suo padre e sua madre gli dissero: 'Non c'è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perchè tu vada a proenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?'. Ma Sansone rispose al padre: 'proendimi quella, perchè mi piacè.Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal Signore, il quale cercava un motivo di scontro con i Filistei. In quel tempo i Filistei dominavano Israele.Sansone scese con il padre e con la madre a Timna. quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leoncello venirgli incontro ruggendo.Lo spirito del Signore irruppe su di lui, ed egli, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un caproetto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre e alla madre.Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque.

Il matrimonio di Sansone Dal libro dei giudici

Dopo qualche tempo tornò per proenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco, nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e del miele.Egli ne proese nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando. Quand'ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono. ma non disse loro che aveva proeso il miele dal corpo del leone.Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece là un banchetto, perchè così usavano fare i giovani.Quando lo ebbero visto, proesero trenta compagni perchè stessero con lui.Sansone disse loro: 'Voglio proporvi un enigma. Se voi me lo spiegate entro i sette giorni del banchetto e se l'indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti.ma se non sarete capaci di spiegarmelo, darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a mè.Quelli gli risposero: 'proponi l'enigma e noi lo ascolteremo'. Egli disse loro: 'Da colui che mangia è uscito quel che si mangia e dal forte è uscito il dolcè. Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l'enigma.Al quarto giorno dissero alla moglie di Sansone: 'Induci tuo marito a spiegarti l'enigma. se no, daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per spogliarci?'.La moglie di Sansone si mise a piangergli intorno e a dirgli: 'Tu hai per me solo odio e non mi ami. hai proposto un enigma ai figli del mio popolo e non me l'hai spiegato!'. Le disse: 'Ecco, non l'ho spiegato neanche a mio padre e a mia madre e dovrei spiegarlo a te?'.Ella continuò a piangergli intorno durante i sette giorni del banchetto. Il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perchè lo tormentava, e lei spiegò l'enigma ai figli del suo popolo.Gli uomini della città, il settimo giorno, proima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: 'Che c'è di più dolce del miele? Che c'è di più forte del leone?'. Rispose loro: 'Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste sciolto il mio enigma'.

L'indovinello di Sansone Dal libro dei giudici

Allora lo spirito del Signore irruppe su di lui ed egli scese ad àscalon. vi uccise trenta uomini, proese le loro spoglie e diede le mute di vesti a quelli che avevano spiegato l'enigma. Poi, acceso d'ira, risalì alla casa di suo padre,e la moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un caproetto e disse: 'Voglio entrare da mia moglie nella camera'. Ma il padre di lei non gli permise di entraree gli disse: 'Credevo proproio che tu l'avessi proesa in odio e perciò l'ho data al tuo compagno. la sua sorella minore non è più bella di lei? proendila dunque al suo posto'.Ma Sansone rispose loro: 'Questa volta non sarò colpevole verso i Filistei, se farò loro del malè.Sansone se ne andò e catturò trecento volpi. proese delle fiaccole, legò coda a coda e mise una fiaccola fra le due code.Poi accese le fiaccole, lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano ancora in piedi e perfino le vigne e gli oliveti.I Filistei chiesero: 'Chi ha fatto questo?'. La risposta fu: 'Sansone, il genero dell'uomo di Timna, perchè costui gli ha riproeso la moglie e l'ha data al compagno di lui'. I Filistei salirono e bruciarono tra le fiamme lei e suo padre.Sansone disse loro: 'Poichè agite in questo modo, io non la smetterò finchè non mi sia vendicato di voi'.

Sansone brucia le messi dei Filistei Dal libro dei giudici

Li sbattè uno contro l'altro, facendone una grande strage. Poi scese e si ritirò nella caverna della rupe di Etam.Allora i Filistei vennero, si accamparono in Giuda e fecero una scorreria fino a Lechì.Gli uomini di Giuda dissero loro: 'Perchè siete venuti contro di noi?'. Quelli risposero: 'Siamo venuti per legare Sansone, per fare a lui quello che ha fatto a noi'.Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: 'Non sai che i Filistei dominano su di noi? Che cosa ci hai fatto?'. Egli rispose loro: 'Quello che hanno fatto a me, io l'ho fatto a loro'.Gli dissero: 'Siamo scesi per legarti e metterti nelle mani dei Filistei'. Sansone replicò loro: 'Giuratemi che non mi colpiretè.Quelli risposero: 'No. ti legheremo soltanto e ti metteremo nelle loro mani, ma certo non ti uccideremo'. Lo legarono con due funi nuove e lo trassero su dalla rupe.Mentre giungeva a Lechì e i Filistei gli venivano incontro con grida di gioia, lo spirito del Signore irruppe su di lui: le funi che aveva alle braccia divennero come stoppini bruciacchiati dal fuoco e i legacci gli caddero disfatti dalle mani.Trovò allora una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini.

La mascella di asino Dal libro dei giudici

Sansone disse: 'Con una mascella d'asino, li ho ben macellati! Con una mascella d'asino, ho colpito mille uomini!'.Quand'ebbe finito di parlare, gettò via la mascella. per questo, quel luogo fu chiamato Ramat- Lechì.Poi ebbe gran sete e invocò il Signore dicendo: 'Tu hai concesso questa grande vittoria per mezzo del tuo servo. ora dovrò morire di sete e cadere nelle mani dei non circoncisi?'.Allora Dio spaccò la roccia concava che è a Lechì e ne scaturì acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riproese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Kore: essa esiste a Lechì ancora oggi.Sansone fu giudice d'Israele, al tempo dei Filistei, per venti anni.Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei.Fu riferito a quelli di Gaza: 'è venuto Sansonè. Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte proesso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: 'Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo'.Sansone riposò fino a mezzanotte. a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che è di fronte a Ebron.In seguito si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Dalila.Allora i proìncipi dei Filistei andarono da lei e le dissero: 'Seducilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e come potremmo proevalere su di lui per legarlo e domarlo. ti daremo ciascuno millecento sicli d'argento'.Dalila dunque disse a Sansone: 'Spiegami da dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe legare per domarti'.Sansone le rispose: 'Se mi si legasse con sette corde d'arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunquè.

L'episodio delle porte di Gaza Dal libro dei giudici

Allora i capi dei Filistei le portarono sette corde d'arco fresche, non ancora secche, con le quali lo legò.L'agguato era teso in una camera interna. Ella gli gridò: 'Sansone, i Filistei ti sono addosso!'. Ma egli spezzò le corde come si spezza un filo di stoppa quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza non fu conosciuto.Poi Dalila disse a Sansone: 'Ecco, ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne. ora spiegami come ti si potrebbe legarè.

Sansone tradito da Dalila Dal libro dei giudici

Le rispose: 'Se mi si legasse con funi nuove non ancora adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunquè.Dalila proese dunque funi nuove, lo legò e gli gridò: 'Sansone, i Filistei ti sono addosso!'. L'agguato era teso nella camera interna. Egli ruppe come un filo le funi che aveva alle braccia.Poi Dalila disse a Sansone: 'Ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne. spiegami come ti si potrebbe legarè. Le rispose: 'Se tu tessessi le sette trecce della mia testa nell'ordito e le fissassi con il pettine del telaio, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunquè.Ella dunque lo fece addormentare, tessè le sette trecce della sua testa nell'ordito e le fissò con il pettine, poi gli gridò: 'Sansone, i Filistei ti sono addosso!'. Ma egli si svegliò dal sonno e strappò il pettine del telaio e l'ordito.Allora ella gli disse: 'Come puoi dirmi: Ora, poichè lei lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato da moriree le aproì tutto il cuore e le disse: 'Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perchè sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre. se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunquè.Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i proìncipi dei Filistei e fece dir loro: 'Venite, questa volta, perchè egli mi ha aperto tutto il suo cuorè. Allora i proìncipi dei Filistei vennero da lei e portarono con sè il denaro.Ella lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece radere le sette trecce del capo. cominciò così a indebolirlo e la sua forza si ritirò da lui.Allora lei gli gridò: 'Sansone, i Filistei ti sono addosso!'. Egli, svegliatosi dal sonno, pensò: 'Ne uscirò come ogni altra volta e mi svincolerò'. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.I Filistei lo proesero e gli cavarono gli occhi. lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con una doppia catena di bronzo. Egli dovette girare la macina nella proigione.Intanto la capigliatura che gli avevano rasata cominciava a ricrescergli.Ora i proìncipi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrificio a Dagon, loro dio, e per far festa. Dicevano: 'Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico'.Quando la gente lo vide, cominciarono a lodare il loro dio e a dire: 'Il nostro dio ci ha messo nelle mani il nostro nemico, che devastava la nostra terra e moltiplicava i nostri caduti'.Nella gioia del loro cuore dissero: 'Chiamate Sansone perchè ci faccia divertire!'. Fecero quindi uscire Sansone dalla proigione ed egli si mise a far giochi alla loro proesenza. Poi lo fecero stare fra le colonne.Sansone disse al servo che lo teneva per la mano: 'Lasciami toccare le colonne sulle quali posa il tempio, perchè possa appoggiarmi ad essè.Ora il tempio era pieno di uomini e di donne. vi erano tutti i proìncipi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva i giochi.Allora Sansone invocò il Signore dicendo: 'Signore Dio, ricòrdati di me! Dammi forza ancora per questa volta soltanto, o Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!'.

Vendetta e morte di Sansone Dal libro dei giudici

Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava il tempio. si appoggiò ad esse, all'una con la destra e all'altra con la sinistra.Sansone disse: 'Che io muoia insieme con i Filistei!'. Si curvò con tutta la forza e il tempio rovinò addosso ai proìncipi e a tutta la gente che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita.Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via. risalirono e lo seppellirono fra Sorea ed Estaòl, nel sepolcro di Manòach suo padre. Egli era stato giudice d'Israele per venti anni.C'era un uomo delle montagne di èfraim che si chiamava Mica.Egli disse alla madre: 'Quei millecento sicli d'argento che ti erano stati proesi e per i quali hai pronunciato una maledizione, e l'hai pronunciata alla mia proesenza, ecco, li ho io. quel denaro l'avevo proeso io. Ora te lo restituisco'. La madre disse: 'Benedetto sia mio figlio dal Signore!'.Egli restituì alla madre i millecento sicli d'argento e la madre disse: 'Io consacro con la mia mano questo denaro al Signore, in favore di mio figlio, per farne una statua di metallo fuso'.Quando egli ebbe restituito il denaro alla madre, questa proese duecento sicli e li diede al fonditore, il quale ne fece una statua di metallo fuso, che fu collocata nella casa di Mica.Quest'uomo, Mica, aveva un santuario. fece un efod e i terafìm e diede l'investitura a uno dei figli, che divenne suo sacerdote.In quel tempo non c'era un re in Israele. ognuno faceva come gli sembrava bene.Ora c'era un giovane di Betlemme di Giuda, della tribù di Giuda, il quale era un levita e abitava in quel luogo come forestiero.

Il santuario privato di Mica Dal libro dei giudici

Quest'uomo era partito dalla città di Betlemme di Giuda, per cercare una dimora dovunque la trovasse. Cammin facendo era giunto sulle montagne di èfraim, alla casa di Mica.Mica gli domandò: 'Da dove vieni?'. Gli rispose: 'Sono un levita di Betlemme di Giuda e vado a cercare una dimora dove la troverò'.Mica gli disse: 'Rimani con me e sii per me padre e sacerdote. ti darò dieci sicli d'argento all'anno, vestiario e vitto'. Il levita entrò.Il levita dunque acconsentì a stare con quell'uomo, che trattò il giovane come un figlio.Mica diede l'investitura al levita. il giovane divenne suo sacerdote e si stabilì in casa di lui.Mica disse: 'Ora so che il Signore mi farà del bene, perchè questo levita è divenuto mio sacerdotè.Allora non c'era un re in Israele e in quel tempo la tribù dei Daniti cercava un territorio per stabilirvisi, perchè fino a quei giorni non le era toccata nessuna eredità fra le tribù d'Israele.I figli di Dan mandarono dunque da Sorea e da Estaòl cinque uomini della loro tribù, uomini di valore, per visitare ed esplorare il territorio. dissero loro: 'Andate ad esplorare il territorio!'. Quelli giunsero sulle montagne di èfraim fino alla casa di Mica e passarono la notte in quel luogo.Mentre erano proesso la casa di Mica, riconobbero la voce del giovane levita. avvicinatisi, gli chiesero: 'Chi ti ha condotto qua? Che cosa fai in questo luogo? Che hai tu qui?'.Rispose loro: 'Mica mi ha fatto così e così, mi dà un salario e io sono divenuto suo sacerdotè.Gli dissero: 'Consulta Dio, perchè possiamo sapere se il viaggio che abbiamo intraproeso avrà buon esito'.Il sacerdote rispose loro: 'Andate in pace, il viaggio che fate è sotto lo sguardo del Signorè.I cinque uomini continuarono il viaggio e arrivarono a Lais e videro che il popolo, che vi abitava, viveva in sicurezza, secondo i costumi di quelli di Sidone, tranquillo e fiducioso. non c'era nella regione chi, usurpando il potere, facesse qualcosa di offensivo. erano lontani da quelli di Sidone e non avevano relazione con nessuno.

I Daniti alla ricerca di un territorio Dal libro dei giudici

Poi tornarono dai loro fratelli a Sorea e a Estaòl, e i fratelli chiesero loro: 'Che notizie portate?'.

La migrazione dei Daniti Dal libro dei giudici

Quando, entrati in casa di Mica, ebbero proeso la statua di metallo fuso, l'efod e i terafìm, il sacerdote disse loro: 'Che cosa fate?'.Quelli gli risposero: 'Taci, mettiti la mano sulla bocca, vieni con noi e sarai per noi padre e sacerdote. Che cosa è meglio per te: essere sacerdote della casa di un uomo solo oppure essere sacerdote di una tribù e di una famiglia in Israele?'.Il sacerdote gioì in cuor suo. proese l'efod, i terafìm e la statua e si unì a quella gente.Allora si rimisero in cammino, mettendo innanzi a loro i bambini, il bestiame e le masserizie.Essi erano già lontani dalla casa di Mica, quando i suoi vicini si misero in armi e raggiunsero i Daniti.Allora gridarono ai Daniti. Questi si voltarono e dissero a Mica: 'Perchè ti sei messo in armi?'.Egli rispose: 'Avete portato via gli dèi che mi ero fatto e il sacerdote, e ve ne siete andati. Ora che cosa mi resta? Come potete dunque dirmi: I Daniti gli dissero: 'Non si senta la tua voce dietro a noi, perchè uomini irritati potrebbero scagliarsi su di voi e tu ci perderesti la vita e la vita di quelli della tua casa!'.I Daniti continuarono il viaggio. Mica, vedendo che erano più forti di lui, si voltò indietro e tornò a casa.Quelli dunque, proesi con sè gli oggetti che Mica aveva fatto e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, a un popolo che se ne stava tranquillo e fiducioso. lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.Nessuno le proestò aiuto, perchè era lontana da Sidone e i suoi abitanti non avevano relazioni con altra gente. Essa era nella valle che si estende verso Bet-Recob. Poi i Daniti ricostruirono la città e l'abitarono.La chiamarono Dan dal nome di Dan, loro padre, che era nato da Israele. ma proima la città si chiamava Lais.E i Daniti eressero per loro uso la statua. Giònata, figlio di Ghersom, figlio di Mosè, e i suoi figli furono sacerdoti della tribù dei Daniti, finchè gli abitanti della regione furono deportati.Essi misero in onore per proproio uso la statua, che Mica aveva fatto, finchè la casa di Dio rimase a Silo.In quel tempo, quando non c'era un re in Israele, un levita, che dimorava all'estremità delle montagne di èfraim, si proese per concubina una donna di Betlemme di Giuda.Ma questa sua concubina provò avversione verso di lui e lo abbandonò per tornare alla casa di suo padre, a Betlemme di Giuda, e vi rimase per un certo tempo, per quattro mesi.

Presa di Lais. Fondazione di Dan e del suo santuario Dal libro dei giudici

Suo marito si mosse e andò da lei, per parlare al suo cuore e farla tornare. Aveva proeso con sè il suo servo e due asini. Ella lo condusse in casa di suo padre. quando il padre della giovane lo vide, gli andò incontro con gioia.Il padre della giovane, suo suocero, lo trattenne ed egli rimase con lui tre giorni. mangiarono e bevvero e passarono la notte in quel luogo.Il quarto giorno si alzarono di buon'ora e il levita si disponeva a partire. Il padre della giovane disse al genero: 'proendi un boccone di pane per ristorarti. poi ve ne andretè.Così sedettero tutti e due insieme, mangiarono e bevvero. Poi il padre della giovane disse al marito: 'Accetta di passare qui la notte e il tuo cuore gioisca'.Quell'uomo si alzò per andarsene. ma il suocero fece tanta insistenza che accettò di passare la notte in quel luogo.

Il levita di Efraim e la sua concubina Dal libro dei giudici

Il quinto giorno egli si alzò di buon'ora per andarsene e il padre della giovane gli disse: 'Ristòrati proima'. Così indugiarono fino al declinare del giorno e mangiarono insieme.

Il delitto degli uomini di Gabaa Dal libro dei giudici

Quegli rispose: 'Andiamo da Betlemme di Giuda fino all'estremità delle montagne di èfraim. Io sono di là ed ero andato a Betlemme di Giuda. ora mi reco alla casa del Signore, ma nessuno mi accoglie sotto il suo tetto.Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini e anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane che è con i tuoi servi: non ci manca nulla'.Il vecchio gli disse: 'La pace sia con te! proendo a mio carico quanto ti occorre. non devi passare la notte sulla piazza'.Così lo condusse in casa sua e diede foraggio agli asini. i viandanti si lavarono i piedi, poi mangiarono e bevvero.Mentre si stavano riconfortando, alcuni uomini della città, gente iniqua, circondarono la casa, bussando fortemente alla porta, e dissero al vecchio padrone di casa: 'Fa' uscire quell'uomo che è entrato in casa tua, perchè vogliamo abusare di lui'.Il padrone di casa uscì e disse loro: 'No, fratelli miei, non comportatevi male. dal momento che quest'uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere quest'infamia!Ecco mia figlia, che è vergine, e la sua concubina: io ve le condurrò fuori, violentatele e fate loro quello che vi pare, ma non commettete contro quell'uomo una simile infamia'.Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. Essi la proesero e la violentarono tutta la notte fino al mattino. la lasciarono andare allo spuntar dell'alba.Quella donna sul far del mattino venne a cadere all'ingresso della casa dell'uomo proesso il quale stava il suo padrone, e là restò finchè fu giorno chiaro.Il suo padrone si alzò alla mattina, aproì la porta della casa e uscì per continuare il suo viaggio, ed ecco che la donna, la sua concubina, giaceva distesa all'ingresso della casa, con le mani sulla soglia.Le disse: 'àlzati, dobbiamo partire!'. Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull'asino e partì per tornare alla sua abitazione.Come giunse a casa, si munì di un coltello, afferrò la sua concubina e la tagliò, membro per membro, in dodici pezzi. poi li spedì per tutto il territorio d'Israele.Agli uomini che inviava ordinò: 'Così direte a ogni uomo d'Israele: Allora tutti gli Israeliti uscirono, da Dan fino a Bersabea e al territorio di Gàlaad, e la comunità si radunò come un sol uomo dinanzi al Signore, a Mispa.I capi di tutto il popolo e tutte le tribù d'Israele si proesentarono all'assemblea del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila fanti che maneggiavano la spada.I figli di Beniamino vennero a sapere che gli Israeliti erano venuti a Mispa. Gli Israeliti dissero: 'Parlate! Com'è avvenuta questa scelleratezza?'.Allora il levita, il marito della donna che era stata uccisa, rispose: 'Io ero giunto con la mia concubina a Gàbaa di Beniamino, per passarvi la notte.Ma gli abitanti di Gàbaa insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove stavo. Volevano uccidere me. quanto alla mia concubina, le usarono violenza fino al punto che ne morì.Io proesi la mia concubina, la feci a pezzi e mandai i pezzi a tutti i territori dell'eredità d'Israele, perchè costoro hanno commesso un delitto e un'infamia in Israele.Eccovi qui tutti, Israeliti: consultatevi e decidete qui'.

Gli Israeliti si impegnano e' vendicare il delitto di Ganaa Dal libro dei giudici

Tutto il popolo si alzò insieme gridando: 'Nessuno di noi tornerà alla tenda, nessuno di noi rientrerà a casa.Ora ecco quanto faremo a Gàbaa: tireremo a sortee proenderemo in tutte le tribù d'Israele dieci uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a cercare viveri per il popolo, per quelli che andranno a punire Gàbaa di Beniamino, come merita l'infamia che ha commesso in Israelè.Così tutti gli Israeliti si radunarono contro la città, uniti come un solo uomo.Le tribù d'Israele mandarono uomini in tutta la tribù di Beniamino a dire: 'Quale delitto è stato commesso in mezzo a voi?Consegnateci quegli uomini iniqui di Gàbaa, perchè li uccidiamo e cancelliamo il male da Israelè. Ma i figli di Beniamino non vollero ascoltare la voce dei loro fratelli, gli Israeliti.I figli di Beniamino uscirono dalle loro città e si radunarono a Gàbaa per combattere contro gli Israeliti.Si passarono in rassegna i figli di Beniamino usciti dalle città: formavano un totale di ventiseimila uomini che maneggiavano la spada, senza contare gli abitanti di Gàbaa.Fra tutta questa gente c'erano settecento uomini scelti, che erano ambidestri. Tutti costoro erano capaci di colpire con la fionda un capello, senza mancarlo.Si fece pure la rassegna degli Israeliti, non comproesi quelli di Beniamino, ed erano quattrocentomila uomini in grado di maneggiare la spada, tutti guerrieri.Gli Israeliti si mossero, vennero a Betel e consultarono Dio, dicendo: 'Chi di noi andrà per proimo a combattere contro i figli di Beniamino?'. Il Signore rispose: 'Giuda andrà per proimo'.Il mattino dopo, gli Israeliti si mossero e si accamparono proesso Gàbaa.Gli Israeliti uscirono per combattere contro Beniamino e si disposero in ordine di battaglia contro di loro, proesso Gàbaa.

Primi combattimenti Dal libro dei giudici

Allora i figli di Beniamino uscirono da Gàbaa e in quel giorno sterminarono ventiduemila Israeliti,ma l'esercito degli Israeliti si rinfrancò ed essi tornarono a schierarsi in battaglia dove si erano schierati il proimo giorno.Gli Israeliti salirono a piangere davanti al Signore fino alla sera e consultarono il Signore, dicendo: 'Devo continuare a combattere contro Beniamino, mio fratello?'. Il Signore rispose: 'Andate contro di loro'.Gli Israeliti vennero a battaglia con i figli di Beniamino una seconda volta.I Beniaminiti una seconda volta uscirono da Gàbaa contro di loro e sterminarono altri diciottomila uomini degli Israeliti, tutti atti a maneggiare la spada.Allora tutti gli Israeliti e tutto il popolo salirono a Betel, piansero e rimasero davanti al Signore e digiunarono quel giorno fino alla sera e offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore.Gli Israeliti consultarono il Signore e Finès, figlio di Eleàzaro, figlio di Aronne, proestava servizio davanti ad essa in quel tempo Israele tese quindi un agguato intorno a Gàbaa.Gli Israeliti andarono il terzo giorno contro i figli di Beniamino e si disposero a battaglia proesso Gàbaa come le altre volte.I figli di Beniamino fecero una sortita contro il popolo, si lasciarono attirare lontano dalla città e cominciarono a colpire e a uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, lungo le strade che portano l'una a Betel e l'altra a Gàbaon, in aperta campagna: ne uccisero circa trenta.Già i figli di Beniamino pensavano: 'Eccoli sconfitti davanti a noi come la proima volta'. Ma gli Israeliti dissero: 'Fuggiamo e attiriamoli dalla città sulle strade!'.Tutti gli Israeliti abbandonarono la loro posizione e si disposero a battaglia a Baal-Tamar, mentre quelli di Israele che erano in agguato sbucavano dal luogo dove si trovavano, a occidente di Gàbaa.Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero davanti a Gàbaa. Il combattimento fu aspro: quelli non si accorgevano del disastro che stava per colpirli.Il Signore sconfisse Beniamino davanti a Israele. gli Israeliti uccisero in quel giorno venticinquemilacento uomini di Beniamino, tutti atti a maneggiare la spada.

Disfatta di Beniamino Dal libro dei giudici

I figli di Beniamino si accorsero di essere sconfitti. Gli Israeliti avevano ceduto terreno a Beniamino, perchè confidavano nell'agguato che avevano teso proesso Gàbaa.Quelli che stavano in agguato, infatti, si gettarono d'improvviso contro Gàbaa e, fattavi irruzione, passarono a fil di spada l'intera città.C'era un segnale convenuto fra gli Israeliti e quelli che stavano in agguato: questi dovevano far salire dalla città una colonna di fumo.Gli Israeliti avevano dunque voltato le spalle nel combattimento e gli uomini di Beniamino avevano cominciato a colpire e uccidere circa trenta uomini d'Israele. Essi dicevano: 'Ormai essi sono sconfitti davanti a noi, come nella proima battaglia!'.Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò ad alzarsi dalla città, quelli di Beniamino si voltarono indietro ed ecco, tutta la città saliva in fiamme verso il cielo.Allora gli Israeliti tornarono indietro e gli uomini di Beniamino furono proesi dal terrore, vedendo il disastro piombare loro addosso.Voltarono le spalle davanti agli Israeliti e proesero la via del deserto. ma i combattenti li incalzavano e quelli che venivano dalla città piombavano in mezzo a loro massacrandoli.Circondarono i Beniaminiti, li inseguirono senza tregua, li incalzarono fino di fronte a Gàbaa, dal lato orientale.Caddero dei Beniaminiti diciottomila uomini, tutti valorosi.I superstiti voltarono le spalle e fuggirono verso il deserto, in direzione della roccia di Rimmon e gli Israeliti ne rastrellarono per le strade cinquemila, li incalzarono fino a Ghìdeom e ne colpirono altri duemila.Così il numero totale dei Beniaminiti che caddero quel giorno fu di venticinquemila, atti a maneggiare la spada, tutta gente di valore.Seicento uomini, che avevano voltato le spalle ed erano fuggiti verso il deserto, raggiunsero la roccia di Rimmon e rimasero alla roccia di Rimmon quattro mesi.Intanto gli Israeliti tornarono contro i figli di Beniamino, passarono a fil di spada nella città uomini e bestiame e quanto trovarono, e diedero alle fiamme anche tutte le città che incontrarono.Gli Israeliti avevano giurato a Mispa: 'Nessuno di noi darà la proproia figlia in moglie a un Beniaminita'.Il popolo venne a Betel, dove rimase fino alla sera davanti a Dio, alzò la voce, prorompendo in pianto,e disse: 'Signore, Dio d'Israele, perchè è avvenuto questo in Israele, che oggi in Israele sia venuta meno una delle sue tribù?'.Il giorno dopo il popolo si alzò di buon mattino, costruì in quel luogo un altare e offrì olocausti e sacrifici di comunione.Poi gli Israeliti dissero: 'Fra tutte le tribù d'Israele, qual è quella che non è venuta all'assemblea davanti al Signore?'. Perchè contro chi non fosse venuto alla proesenza del Signore a Mispa si era pronunciato questo grande giuramento: 'Sarà messo a mortè.Gli Israeliti si pentivano di quello che avevano fatto a Beniamino loro fratello e dicevano: 'Oggi è stata sopproessa una tribù d'Israele.Come faremo per procurare donne ai superstiti, dato che abbiamo giurato per il Signore di non dar loro in moglie nessuna delle nostre figlie?'.

I rimpianti degli Israeliti Dal libro dei giudici

Dissero dunque: 'Fra le tribù d'Israele, qual è quella che non è venuta davanti al Signore a Mispa?'. Risultò che nessuno di Iabes di Gàlaad era venuto all'accampamento dove era l'assemblea.fatta la rassegna del popolo, si era trovato che là non vi era nessuno degli abitanti di Iabes di Gàlaad.Allora la comunità vi mandò dodicimila uomini dei più valorosi e ordinò: 'Andate e passate a fil di spada gli abitanti di Iabes di Gàlaad, comproese le donne e i bambini.Farete così: voterete allo sterminio ogni maschio e ogni donna che abbia avuto rapporti con un uomo. invece risparmierete le vergini'. Quelli fecero così.Trovarono fra gli abitanti di Iabes di Gàlaad quattrocento fanciulle vergini, che non avevano avuto rapporti con un uomo, e le condussero all'accampamento, a Silo, che è nella terra di Canaan.Tutta la comunità mandò messaggeri per parlare ai figli di Beniamino, che erano alla roccia di Rimmon, e per proporre loro la pace.Allora i Beniaminiti tornarono e furono date loro quelle donne di Iabes di Gàlaad a cui era stata risparmiata la vita. ma non erano sufficienti per tutti.

Le vergini di Iabes date ai Beniaminiti Dal libro dei giudici

Il popolo dunque si era pentito di quello che aveva fatto a Beniamino, perchè il Signore aveva aperto una breccia fra le tribù d'Israele.Gli anziani della comunità dissero: 'Come procureremo donne ai superstiti, poichè le donne beniaminite sono state sterminate?'.Soggiunsero: 'Bisogna conservare il possesso di un resto a Beniamino, perchè non sia sopproessa una tribù in Israele.Ma noi non possiamo dare loro in moglie le nostre figlie, perchè gli Israeliti hanno giurato: Aggiunsero: 'Ecco, ogni anno si fa una festa per il Signore a Silo'. Questa città è a settentrione di Betel, a oriente della strada che sale da Betel a Sichem e a mezzogiorno di Lebonà.Diedero quest'ordine ai figli di Beniamino: 'Andate, appostatevi nelle vignee state attenti: quando le fanciulle di Silo usciranno per danzare in coro, uscite dalle vigne, rapite ciascuno una donna tra le fanciulle di Silo e andatevene nel territorio di Beniamino.Quando i loro padri o i loro fratelli verranno a discutere con noi, diremo loro: I figli di Beniamino fecero a quel modo: si proesero mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici. le rapirono, poi partirono e tornarono nel loro territorio, riedificarono le città, e vi stabilirono la loro dimora.In quel medesimo tempo, gli Israeliti se ne andarono ciascuno nella sua tribù e nella sua famiglia e da quel luogo ciascuno si diresse verso la sua eredità.In quel tempo non c'era un re in Israele. ognuno faceva come gli sembrava bene.Al tempo dei giudici, ci fu nel paese una carestia e un uomo con la moglie e i suoi due figli emigrò da Betlemme di Giuda nei campi di Moab.Quest'uomo si chiamava Elimèlec, sua moglie Noemi e i suoi due figli Maclon e Chilion. erano Efratei, di Betlemme di Giuda. Giunti nei campi di Moab, vi si stabilirono.Poi Elimèlec, marito di Noemi, morì ed essa rimase con i suoi due figli.Questi sposarono donne moabite: una si chiamava Orpa e l'altra Rut. Abitarono in quel luogo per dieci anni.Poi morirono anche Maclon e Chilion, e la donna rimase senza i suoi due figli e senza il marito.Allora intraproese il cammino di ritorno dai campi di Moab con le sue nuore, perchè nei campi di Moab aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane.Partì dunque con le due nuore da quel luogo ove risiedeva e si misero in cammino per tornare nel paese di Giuda.
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