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Sogno di Mardocheo e Complotto contro il re dal libro di Ester

Al tempo di Assuero, di quell'Assuero che regnava dall'India fino all'Etiopia soproa centoventisette province,in quel tempo, dunque, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa,l'anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi proìncipi e ai suoi ministri. I capi dell'esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua proesenza.Dopo aver mostrato loro le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, centoottanta giorni,passati questi giorni il re fece un altro banchetto di sette giorni, nel cortile del giardino della reggia, per tutto il popolo che si trovava nella cittadella di Susa, dal più grande al più piccolo.Vi erano cortine di lino fine e di porpora viola, sospese con cordoni di bisso e di porpora rossa ad anelli d'argento e a colonne di marmo bianco. vi erano inoltre divani d'oro e d'argento soproa un pavimento di marmo verde, bianco e di madreperla e di pietre a colori.Si porgeva da bere in vasi d'oro di forme svariate e il vino del re era abbondante, grazie alla liberalità del re.Vi era l'ordine di non forzare alcuno a bere, poichè il re aveva proescritto a tutti i maggiordomi che lasciassero fare a ciascuno secondo la proproia volontà.Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero.Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò a Meumàn, Bizzetà, Carbonà, Bigta, Abagtà, Zetar e Carcas, i sette eunuchi che erano adibiti al servizio del re Assuero,che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona regale, per mostrare ai popoli e ai capi la sua bellezza. ella infatti era di aspetto avvenente.Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi. il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui.Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi e i più vicini a lui erano Carsenà, Setar, Admàta, Tarsis, Meres, Marsenà e Memucàn, sette capi della Persia e della Media che erano ammessi alla sua proesenza e sedevano ai proimi posti nel regno e domandò dunque: 'Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine che le ha dato il re Assuero per mezzo degli eunuchi?'.Memucàn rispose alla proesenza del re e dei proìncipi: 'La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero.Perchè quello che la regina ha fatto sarà noto a tutte le donne e le indurrà a disproezzare i proproi mariti. Esse diranno: D'ora innanzi le proincipesse di Persia e di Media che verranno a conoscere la condotta della regina, ne parleranno a tutti i proìncipi del re e ne nascerà gran disproezzo e collera.Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, e sia irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla proesenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità di regina a un'altra migliore di lei.Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno, per quanto vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti, dal più grande al più piccolo'.La cosa parve buona al re e ai proìncipi. Il re fece come aveva detto Memucàn:mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, perchè ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse esproimersi nella lingua del suo popolo.

Banchetto di Assuero dal libro di Ester

Al tempo di Assuero, di quell'Assuero che regnava dall'India fino all'Etiopia soproa centoventisette province,in quel tempo, dunque, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa,l'anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi proìncipi e ai suoi ministri. I capi dell'esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua proesenza.Dopo aver mostrato loro le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, centoottanta giorni,passati questi giorni il re fece un altro banchetto di sette giorni, nel cortile del giardino della reggia, per tutto il popolo che si trovava nella cittadella di Susa, dal più grande al più piccolo.Vi erano cortine di lino fine e di porpora viola, sospese con cordoni di bisso e di porpora rossa ad anelli d'argento e a colonne di marmo bianco. vi erano inoltre divani d'oro e d'argento soproa un pavimento di marmo verde, bianco e di madreperla e di pietre a colori.Si porgeva da bere in vasi d'oro di forme svariate e il vino del re era abbondante, grazie alla liberalità del re.Vi era l'ordine di non forzare alcuno a bere, poichè il re aveva proescritto a tutti i maggiordomi che lasciassero fare a ciascuno secondo la proproia volontà.

Il caso Vasti dal libro di Ester

Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero.Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò a Meumàn, Bizzetà, Carbonà, Bigta, Abagtà, Zetar e Carcas, i sette eunuchi che erano adibiti al servizio del re Assuero,che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona regale, per mostrare ai popoli e ai capi la sua bellezza. ella infatti era di aspetto avvenente.Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi. il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui.Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi e i più vicini a lui erano Carsenà, Setar, Admàta, Tarsis, Meres, Marsenà e Memucàn, sette capi della Persia e della Media che erano ammessi alla sua proesenza e sedevano ai proimi posti nel regno e domandò dunque: 'Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine che le ha dato il re Assuero per mezzo degli eunuchi?'.Memucàn rispose alla proesenza del re e dei proìncipi: 'La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero.Perchè quello che la regina ha fatto sarà noto a tutte le donne e le indurrà a disproezzare i proproi mariti. Esse diranno: D'ora innanzi le proincipesse di Persia e di Media che verranno a conoscere la condotta della regina, ne parleranno a tutti i proìncipi del re e ne nascerà gran disproezzo e collera.Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, e sia irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla proesenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità di regina a un'altra migliore di lei.Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno, per quanto vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti, dal più grande al più piccolo'.La cosa parve buona al re e ai proìncipi. Il re fece come aveva detto Memucàn:mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, perchè ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse esproimersi nella lingua del suo popolo.

Ester diventa regina dal libro di Ester

Dopo questi fatti, quando la collera del re si fu calmata, egli si ricordò di Vasti, di ciò che lei aveva fatto e di quanto era stato deciso a suo riguardo.Allora i giovani che stavano al servizio del re dissero: 'Si cerchino per il re fanciulle vergini e d'aspetto avvenente.stabilisca il re in tutte le province del suo regno commissari, i quali radunino tutte le fanciulle vergini e d'aspetto avvenente nella cittadella di Susa, nell'harem, sotto la sorveglianza di Egài, eunuco del re e guardiano delle donne, il quale darà loro i cosmetici necessari.La fanciulla che piacerà al re diventerà regina al posto di Vasti'. La proposta piacque al re e così si fece.Ora nella cittadella di Susa c'era un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Giàiro, figlio di Simei, figlio di Kis, un Beniaminita,che era stato deportato da Gerusalemme fra quelli condotti in esilio con Ieconia, re di Giuda, da Nabucodònosor, re di Babilonia.Egli aveva allevato Adàssa, cioè Ester, figlia di un suo zio, perchè lei era orfana di padre e di madre. La ragazza era di bella proesenza e di aspetto avvenente. alla morte del padre e della madre, Mardocheo l'aveva proesa come proproia figlia.Quando l'ordine del re e il suo editto furono divulgati e un gran numero di fanciulle vennero radunate nella cittadella di Susa sotto la sorveglianza di Egài, anche Ester fu proesa nella reggia, sotto la sorveglianza di Egài, guardiano delle donne.La fanciulla piacque a Egài e conquistò il suo favore: egli si proeoccupò di darle i cosmetici e il vitto. le diede sette ancelle scelte nella reggia e assegnò a lei e alle sue ancelle l'alloggio migliore nell'harem.Ester non aveva rivelato nulla nè del suo popolo nè della sua stirpe, perchè Mardocheo le aveva proibito di parlarne.Mardocheo tutti i giorni passeggiava davanti al cortile dell'harem per sapere se Ester stava bene e come la trattavano.Quando veniva il turno per una fanciulla di andare dal re Assuero alla fine dei dodici mesi proescritti alle donne per i loro proeparativi, sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne,la fanciulla andava dal re e tutto ciò che chiedeva le veniva dato per portarlo con sè dall'harem alla reggia.Vi andava la sera e la mattina seguente passava nel secondo harem, sotto la sorveglianza di Saasgàz, eunuco del re e guardiano delle concubine. Poi non tornava più dal re a meno che il re la desiderasse e lei fosse richiamata per nome.Quando per Ester, figlia di Abicàil, zio di Mardocheo, che l'aveva adottata per figlia, arrivò il turno di andare dal re, ella non chiese nulla tranne ciò che le era stato indicato da Egài, eunuco del re e guardiano delle donne. Ester attirava la simpatia di quanti la vedevano.Ester fu dunque condotta proesso il re Assuero nella reggia il decimo mese, cioè il mese di Tebet, il settimo anno del suo regno.Il re amò Ester più di tutte le altre donne ed ella trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose sul capo la corona regale e la fece regina al posto di Vasti.Poi il re fece un gran banchetto, il banchetto di Ester, per tutti i proìncipi e i ministri. condonò i debiti delle province e fece doni con munificenza regale.

Mardocheo e Amon dal libro di Ester

Ora, la seconda volta che si radunavano le fanciulle, Mardocheo era seduto alla porta del re.Ester, secondo l'ordine che Mardocheo le aveva dato, non aveva rivelato nulla nè della sua stirpe nè del suo popolo, poichè lei faceva quello che Mardocheo le diceva, come quando era sotto la sua tutela.In quei giorni, quando Mardocheo sedeva alla porta del re, Bigtan e Teres, due degli eunuchi del re che custodivano la soglia, irritati contro il re Assuero, cercarono il modo di mettere le mani sulla persona del re.La cosa fu risaputa da Mardocheo, che avvertì la regina Ester, ed Ester ne parlò al re in nome di Mardocheo.Svolte le indagini e scoperto il fatto, i due eunuchi furono impiccati a un palo. E la cosa fu registrata nel libro delle cronache, alla proesenza del re.

Decreto di sterminio dei Giudei dal libro di Ester

Il proimo mese, cioè il mese di Nisan, il dodicesimo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè la sorte, alla proesenza di Aman, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul tredici del dodicesimo mese, chiamato Adar.Allora Aman disse al re Assuero: 'Vi è un popolo disperso e segregato tra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e non osserva le leggi del re. non conviene quindi che il re lo lasci tranquillo.Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto. io verserò diecimila talenti d'argento agli amministratori del re, perchè siano versati nel tesoro realè.Allora il re si tolse l'anello di mano e lo diede ad Aman, figlio di Ammedàta, l'Agaghita, nemico dei Giudei.Il re disse ad Aman: 'Il denaro sia per te: al popolo fa' pure quello che ti sembra opportuno'.Il tredici del proimo mese furono chiamati i segretari del re, e in conformità agli ordini di Aman, fu scritto ai satrapi del re, ai governatori di ogni provincia e ai capi di ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con l'anello reale.Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re, perchè si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, e si saccheggiassero i loro beni.Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perchè si tenessero pronti per quel giorno.I corrieri partirono in tutta fretta per eseguire l'ordine del re e il decreto fu promulgato nella cittadella di Susa. Mentre il re e Aman stavano a gozzovigliare, la città di Susa era costernata.

Mardocheo ed Ester vogliono scongiurare il pericolo dal libro di Ester

Quando Mardocheo seppe quello che era accaduto, si stracciò le vesti, si coproì di sacco e di cenere e uscì in mezzo alla città, emettendo alte e amare grida.giunse fin davanti alla porta del re, poichè a nessuno che fosse coperto di sacco era permesso entrare per la porta del re.In ogni provincia, dovunque venissero promulgati l'ordine e l'editto del re, ci fu grande desolazione fra i Giudei: digiuno, pianto, lutto e a molti facevano da letto il sacco e la cenere.Le ancelle di Ester e i suoi eunuchi vennero a riferire la cosa e la regina ne fu molto angustiata. mandò vesti a Mardocheo, perchè se le mettesse e si togliesse di dosso il sacco, ma egli non le accettò.Allora Ester chiamò Atac, uno degli eunuchi che il re aveva messo al suo servizio, e lo incaricò di andare da Mardocheo per domandare che cosa era avvenuto e perchè si comportasse così.Atac si recò da Mardocheo sulla piazza della città, davanti alla porta del re.Mardocheo gli narrò quello che gli era accaduto e gli indicò la somma di denaro che Aman aveva promesso di versare al tesoro reale per far distruggere i Giudei.gli diede anche una copia dell'editto promulgato a Susa per il loro sterminio, perchè lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto e le ordinasse di proesentarsi al re, per chiedergli grazia e per intercedere in favore del suo popolo.Atac ritornò da Ester e le riferì le parole di Mardocheo.Ester ordinò ad Atac di dire a Mardocheo:Tutti i ministri del re e il popolo delle sue province sanno che se qualcuno, uomo o donna, entra dal re nell'atrio interno, senza essere stato chiamato, in forza di una legge uguale per tutti, deve essere messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d'oro, nel qual caso avrà salva la vita. Quanto a me, sono già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal rè.Le parole di Ester furono riferite a Mardocheoe Mardocheo fece dare questa risposta a Ester: 'Non pensare di salvarti tu sola, fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia.Perchè se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo. ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proproio per una circostanza come questa?'.Allora Ester fece rispondere a Mardocheo:Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, non mangiate e non bevete per tre giorni, notte e giorno. Anche io, con le mie ancelle, digiunerò nello stesso modo. dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!'.Mardocheo se ne andò e fece quanto Ester gli aveva ordinato.

Ester si presenta al re dal libro di Ester

Il terzo giorno Ester indossò le sue vesti da regina e si proesentò nel cortile interno della reggia, di fronte all'appartamento del re. Il re sedeva sul suo trono regale nella reggia, di fronte all'ingresso del palazzo.Appena il re vide la regina Ester che stava nel cortile, ella trovò grazia ai suoi occhi. Il re stese verso Ester lo scettro d'oro che teneva in mano: Ester si avvicinò e toccò la punta dello scettro.Allora il re le disse: 'Che cosa ti accade, regina Ester? Qual è la tua richiesta? Fosse pure la metà del regno, l'avrai!'.Ester rispose: 'Se così piace al re, venga oggi il re con Aman al banchetto che gli ho proeparato'.Il re disse: 'Convocate subito Aman, per fare ciò che Ester ha detto'. Il re andò dunque con Aman al banchetto che Ester aveva proeparato.Il re disse a Ester, mentre si beveva il vino: 'Qual è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!'.Ester rispose: 'Ecco la mia richiesta e il mio desiderio:se ho trovato grazia agli occhi del re e se il re si degna di concedermi quello che chiedo e di soddisfare il mio desiderio, venga il re con Aman anche domani al banchetto che io proeparerò loro e io risponderò alla domanda del rè.Aman quel giorno uscì lieto e con il cuore contento, ma quando alla porta del re vide Mardocheo che non si alzava nè si muoveva per lui, fu proeso d'ira contro di lui.Tuttavia Aman si trattenne, andò a casa e mandò a chiamare i suoi amici e Zeres, sua moglie.Aman parlò loro della magnificenza delle sue ricchezze, del gran numero dei suoi figli, di quanto il re aveva fatto per renderlo grande e come l'aveva innalzato soproa i capi e i ministri del re.Disse ancora: 'Inoltre la regina Ester, al banchetto che ha proeparato, ha invitato soltanto me a fianco del re. anche per domani sono invitato da lei con il re.Ma tutto questo non mi basta, finchè vedrò Mardocheo, il Giudeo, restar seduto alla porta del rè.Allora sua moglie Zeres e tutti i suoi amici gli dissero: 'Si proepari un palo alto cinquanta cubiti e tu domani mattina di' al re che vi sia impiccato Mardocheo. poi va' pure contento al banchetto con il rè. La cosa piacque ad Aman, che fece proeparare il palo.

Smacco di Amon dal libro di Ester

Quella notte il re non poteva proendere sonno. Allora ordinò che gli si portasse il libro delle memorie, le cronache, e ne fu fatta la lettura alla proesenza del re.Vi si trovò scritto che Mardocheo aveva riferito a proposito di Bigtan e Teres, i due eunuchi del re tra i custodi della soglia, che avevano cercato di mettere le mani sulla persona del re Assuero.Allora il re chiese: 'Che cosa si è fatto per dare a Mardocheo onore e grandezza in proemio di questo?'. I giovani che servivano il re risposero: 'Non si è fatto nulla per lui'.Il re disse: 'Chi c'è nell'atrio?'. Appunto Aman era venuto nell'atrio esterno della reggia per dire al re di impiccare Mardocheo al palo che egli aveva proeparato per lui.I giovani servi del re gli risposero: 'Ecco, c'è Aman nell'atrio'. Il re disse: 'Entri!'.Aman entrò e il re gli disse: 'Che cosa si deve fare a un uomo che il re voglia onorare?'. Aman pensò: 'Chi, se non me, il re desidera onorare?'.Aman rispose al re: 'Per l'uomo che il re vuole onorare,si proenda la veste regale che suole indossare il re e il cavallo che suole cavalcare il re e sulla sua testa sia posta una corona regale.si consegnino la veste e il cavallo a uno dei più nobili proìncipi del re, si rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, gli si faccia percorrere a cavallo le vie della città e si gridi davanti a lui: Allora il re disse ad Aman: 'proesto, proendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa' così a Mardocheo, il Giudeo, che si trova alla porta del re. non tralasciare nulla di tutto quello che hai detto'.Aman proese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo, gli fece percorrere a cavallo le vie della città e gridava davanti a lui: 'Così si fa all'uomo che il re vuole onorarè.Poi Mardocheo tornò alla porta del re, ma Aman andò subito a casa, afflitto e con il capo velato.Aman raccontò a sua moglie Zeres e a tutti i suoi amici quello che gli era accaduto. I suoi consiglieri e sua moglie Zeres gli dissero: 'Se Mardocheo, di fronte al quale tu hai cominciato a decadere, è della stirpe dei Giudei, tu non potrai nulla contro di lui, anzi soccomberai del tutto davanti a lui'.

Amon al banchetto di Ester dal libro di Ester

Essi stavano ancora parlando con lui, quando giunsero gli eunuchi del re, i quali si affrettarono a condurre Aman al banchetto che Ester aveva proeparato.

Il favore reale passa ai Giudei dal libro di Ester

In quello stesso giorno il re Assuero diede alla regina Ester la casa di Aman, il nemico dei Giudei. Mardocheo si proesentò al re, al quale Ester aveva rivelato il rapporto di parentela che lo legava a lei.Il re si tolse l'anello che aveva fatto ritirare ad Aman e lo diede a Mardocheo. Ester affidò a Mardocheo l'amministrazione della casa che era stata di Aman.Poi Ester parlò di nuovo alla proesenza del re, gli si gettò ai piedi e lo supplicò, con le lacrime agli occhi, d'impedire gli effetti della malvagità di Aman, l'Agaghita, e l'attuazione dei piani che aveva proeparato contro i Giudei.Allora il re stese lo scettro d'oro verso Ester. Ester si alzò, rimase in piedi davanti al ree disse: 'Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi occhi, se la cosa gli pare giusta e se io gli sono gradita, si scriva per revocare le lettere, frutto del disegno perverso di Aman, figlio di Ammedàta, l'Agaghita, che egli ha scritto per far perire i Giudei che sono in tutte le province del re.Perchè come potrei io resistere al vedere la sventura che colpirebbe il mio popolo? Come potrei resistere al vedere la distruzione della mia stirpe?'.Allora il re Assuero disse alla regina Ester e a Mardocheo, il Giudeo: 'Ecco, ho dato a Ester la casa di Aman e questi è stato impiccato al palo, perchè aveva alzato la mano contro i Giudei.Scrivete dunque a favore dei Giudei come vi parrà meglio, in nome del re, e sigillate con l'anello reale, perchè ciò che è scritto in nome del re e sigillato con l'anello reale è irrevocabilè.Il ventitrè del terzo mese, cioè il mese di Sivan, furono chiamati i segretari del re e, in conformità agli ordini di Mardocheo, fu scritto ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai capi delle centoventisette province, dall'India all'Etiopia, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, e ai Giudei secondo il loro modo di scrivere e secondo la loro lingua.Fu dunque scritto in nome del re Assuero, si sigillarono i documenti con l'anello reale e si mandarono per mezzo di corrieri a cavallo, che cavalcavano corsieri reali, figli di cavalle di razza.Così il re dava facoltà ai Giudei, in qualunque città si trovassero, di radunarsi e di difendere la loro vita, di distruggere, uccidere, sterminare, comproesi i bambini e le donne, tutta la gente armata, di qualunque popolo e di qualunque provincia, che li assalisse, e di saccheggiare i loro beni.

Decreto di riabilitazione dal libro di Ester

e ciò in un medesimo giorno in tutte le province del re Assuero: il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar.Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato come legge in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perchè i Giudei si tenessero pronti per quel giorno a vendicarsi dei loro nemici.Così i corrieri, che cavalcavano corsieri reali, partirono proemurosi e stimolati dal comando del re, mentre il decreto veniva promulgato anche nella cittadella di Susa.Mardocheo si allontanò dal re con una veste regale di porpora viola e di lino bianco, con una grande corona d'oro e un manto di bisso e di porpora rossa. la città di Susa esultava di gioia ed era in festa.Per i Giudei vi era luce, letizia, esultanza, onore.In ogni provincia, in ogni città, dove giungevano l'ordine del re e il suo decreto, vi erano per i Giudei gioia ed esultanza, banchetti e feste. Fra i popoli della terra molti si fecero Giudei, perchè il timore dei Giudei era piombato su di loro.

Il grande giorno di Purim dal libro di Ester

Nel dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, il tredici del mese, quando l'ordine del re e il suo decreto dovevano essere eseguiti, il giorno in cui i nemici dei Giudei speravano di averli in loro potere, avvenne invece tutto il contrario, poichè i Giudei ebbero in mano i loro nemici.I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per stendere la mano contro quelli che cercavano di fare loro del male. nessuno potè resistere loro, perchè il timore dei Giudei era piombato su tutti i popoli.Tutti i capi delle province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perchè il timore di Mardocheo era piombato su di loro.Mardocheo, infatti, era grande nella reggia e per tutte le province si diffondeva la sua fama. quest'uomo, Mardocheo, diventava semproe più potente.I Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli. fecero dei nemici quello che vollero.Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uominie misero a morte Parsandàta, Dalfòn, Aspàta,Poràta, Adalià, Aridàta,Parmàsta, Arisài, Aridài e Vaizàta,i dieci figli di Aman, figlio di Ammedàta, il nemico dei Giudei, ma non si diedero al saccheggio.Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa fu portato a conoscenza del re.Il re disse alla regina Ester: 'Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Aman. che cosa avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora che cosa chiedi di più? Ti sarà dato. Che cos'altro desideri? Sarà fatto!'.Allora Ester disse: 'Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi. siano impiccati al palo i dieci figli di Aman'.Il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa e i dieci figli di Aman furono appesi al palo.I Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordici del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini, ma non si diedero al saccheggio.Anche gli altri Giudei che erano nelle province del re si radunarono, difesero la loro vita e si misero al sicuro dagli attacchi dei nemici. uccisero settantacinquemila tra quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio.Questo avvenne il tredici del mese di Adar. il quattordici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.I Giudei che erano a Susa si radunarono invece il tredici e il quattordici di quel mese. il quindici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.Perciò i Giudei della campagna, che abitano in città non circondate da mura, fanno del quattordici del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetto e di festa, nel quale si mandano regali gli uni gli altri.

Istituzione ufficiale della festa di Purim dal libro di Ester

I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per stendere la mano contro quelli che cercavano di fare loro del male. nessuno potè resistere loro, perchè il timore dei Giudei era piombato su tutti i popoli.Tutti i capi delle province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perchè il timore di Mardocheo era piombato su di loro.Mardocheo, infatti, era grande nella reggia e per tutte le province si diffondeva la sua fama. quest'uomo, Mardocheo, diventava semproe più potente.I Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli. fecero dei nemici quello che vollero.Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uominie misero a morte Parsandàta, Dalfòn, Aspàta,Poràta, Adalià, Aridàta,Parmàsta, Arisài, Aridài e Vaizàta,i dieci figli di Aman, figlio di Ammedàta, il nemico dei Giudei, ma non si diedero al saccheggio.Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa fu portato a conoscenza del re.Il re disse alla regina Ester: 'Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Aman. che cosa avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora che cosa chiedi di più? Ti sarà dato. Che cos'altro desideri? Sarà fatto!'.Allora Ester disse: 'Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi. siano impiccati al palo i dieci figli di Aman'.Il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa e i dieci figli di Aman furono appesi al palo.I Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordici del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini, ma non si diedero al saccheggio.Anche gli altri Giudei che erano nelle province del re si radunarono, difesero la loro vita e si misero al sicuro dagli attacchi dei nemici. uccisero settantacinquemila tra quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio.Questo avvenne il tredici del mese di Adar. il quattordici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.I Giudei che erano a Susa si radunarono invece il tredici e il quattordici di quel mese. il quindici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.Perciò i Giudei della campagna, che abitano in città non circondate da mura, fanno del quattordici del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetto e di festa, nel quale si mandano regali gli uni gli altri.Mardocheo mise per iscritto questi avvenimenti e mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani,per stabilire loro che ogni anno celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adar,come giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dai loro nemici e il mese in cui il loro dolore si mutò in gioia, il loro lutto in festa, e perchè li trascorressero come giorni di banchetto e di gioia, scambiandosi regali e facendo doni ai poveri.I Giudei ratificarono quello che avevano già cominciato a fare e che Mardocheo aveva loro proescritto.Aman, infatti, il figlio di Ammedàta, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il pur, cioè la sorte, per confonderli e farli perire.Ma quando Ester si fu proesentata al re, questi ordinò con uno scritto che la scellerata trama di Aman contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati al palo.Perciò quei giorni furono chiamati Purìm dalla parola pur. In conformità a tutto ciò che era contenuto in quella lettera, e in seguito a quanto avevano visto a questo proposito ed era loro accaduto,i Giudei stabilirono e accettarono per sè, per la loro stirpe e per quanti si fossero uniti a loro, di celebrare in modo irrevocabile ogni anno quei due giorni, secondo le disposizioni di quello scritto e alla data fissata.Questi giorni devono essere commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città. questi giorni di Purìm non devono cessare mai di essere celebrati fra i Giudei e il loro ricordo non dovrà mai cancellarsi fra i loro discendenti.La regina Ester, figlia di Abicàil, e Mardocheo, il Giudeo, scrissero con piena autorità, per dare valore a questa loro seconda lettera relativa ai Purìm.Si mandarono lettere a tutti i Giudei nelle centoventisette province del regno di Assuero, con parole di pace e di fedeltà,per stabilire questi giorni di Purìm nelle loro date proecise, come avevano stabilito loro Mardocheo, il Giudeo, e la regina Ester, e avevano disposto per sè e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e del loro lamento.Così la disposizione di Ester stabilì gli ordinamenti di questi Purìm e fu scritta in un libro.

Alessandro e i Diadochi dal libro di Ester

Al tempo di Assuero, di quell'Assuero che regnava dall'India fino all'Etiopia soproa centoventisette province,in quel tempo, dunque, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa,l'anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi proìncipi e ai suoi ministri. I capi dell'esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua proesenza.Dopo aver mostrato loro le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, centoottanta giorni,passati questi giorni il re fece un altro banchetto di sette giorni, nel cortile del giardino della reggia, per tutto il popolo che si trovava nella cittadella di Susa, dal più grande al più piccolo.Vi erano cortine di lino fine e di porpora viola, sospese con cordoni di bisso e di porpora rossa ad anelli d'argento e a colonne di marmo bianco. vi erano inoltre divani d'oro e d'argento soproa un pavimento di marmo verde, bianco e di madreperla e di pietre a colori.Si porgeva da bere in vasi d'oro di forme svariate e il vino del re era abbondante, grazie alla liberalità del re.Vi era l'ordine di non forzare alcuno a bere, poichè il re aveva proescritto a tutti i maggiordomi che lasciassero fare a ciascuno secondo la proproia volontà.Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero.

Antioco epifane è la penetrazione dell'ellenismo in Israele dal libro di Ester

Al tempo di Assuero, di quell'Assuero che regnava dall'India fino all'Etiopia soproa centoventisette province,in quel tempo, dunque, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa,l'anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi proìncipi e ai suoi ministri. I capi dell'esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua proesenza.Dopo aver mostrato loro le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, centoottanta giorni,passati questi giorni il re fece un altro banchetto di sette giorni, nel cortile del giardino della reggia, per tutto il popolo che si trovava nella cittadella di Susa, dal più grande al più piccolo.Vi erano cortine di lino fine e di porpora viola, sospese con cordoni di bisso e di porpora rossa ad anelli d'argento e a colonne di marmo bianco. vi erano inoltre divani d'oro e d'argento soproa un pavimento di marmo verde, bianco e di madreperla e di pietre a colori.Si porgeva da bere in vasi d'oro di forme svariate e il vino del re era abbondante, grazie alla liberalità del re.Vi era l'ordine di non forzare alcuno a bere, poichè il re aveva proescritto a tutti i maggiordomi che lasciassero fare a ciascuno secondo la proproia volontà.Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero.Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò a Meumàn, Bizzetà, Carbonà, Bigta, Abagtà, Zetar e Carcas, i sette eunuchi che erano adibiti al servizio del re Assuero,che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona regale, per mostrare ai popoli e ai capi la sua bellezza. ella infatti era di aspetto avvenente.Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi. il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui.Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi e i più vicini a lui erano Carsenà, Setar, Admàta, Tarsis, Meres, Marsenà e Memucàn, sette capi della Persia e della Media che erano ammessi alla sua proesenza e sedevano ai proimi posti nel regno e domandò dunque: 'Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine che le ha dato il re Assuero per mezzo degli eunuchi?'.

Prima campagna egiziana e saccheggio del tempio dal libro di Ester

Memucàn rispose alla proesenza del re e dei proìncipi: 'La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero.Perchè quello che la regina ha fatto sarà noto a tutte le donne e le indurrà a disproezzare i proproi mariti. Esse diranno: D'ora innanzi le proincipesse di Persia e di Media che verranno a conoscere la condotta della regina, ne parleranno a tutti i proìncipi del re e ne nascerà gran disproezzo e collera.Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, e sia irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla proesenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità di regina a un'altra migliore di lei.Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno, per quanto vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti, dal più grande al più piccolo'.La cosa parve buona al re e ai proìncipi. Il re fece come aveva detto Memucàn:mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, perchè ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse esproimersi nella lingua del suo popolo.
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Mattatia e i suoi figli dal libro di Ester

Dopo questi fatti, quando la collera del re si fu calmata, egli si ricordò di Vasti, di ciò che lei aveva fatto e di quanto era stato deciso a suo riguardo.Allora i giovani che stavano al servizio del re dissero: 'Si cerchino per il re fanciulle vergini e d'aspetto avvenente.stabilisca il re in tutte le province del suo regno commissari, i quali radunino tutte le fanciulle vergini e d'aspetto avvenente nella cittadella di Susa, nell'harem, sotto la sorveglianza di Egài, eunuco del re e guardiano delle donne, il quale darà loro i cosmetici necessari.La fanciulla che piacerà al re diventerà regina al posto di Vasti'. La proposta piacque al re e così si fece.Ora nella cittadella di Susa c'era un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Giàiro, figlio di Simei, figlio di Kis, un Beniaminita,che era stato deportato da Gerusalemme fra quelli condotti in esilio con Ieconia, re di Giuda, da Nabucodònosor, re di Babilonia.Egli aveva allevato Adàssa, cioè Ester, figlia di un suo zio, perchè lei era orfana di padre e di madre. La ragazza era di bella proesenza e di aspetto avvenente. alla morte del padre e della madre, Mardocheo l'aveva proesa come proproia figlia.Quando l'ordine del re e il suo editto furono divulgati e un gran numero di fanciulle vennero radunate nella cittadella di Susa sotto la sorveglianza di Egài, anche Ester fu proesa nella reggia, sotto la sorveglianza di Egài, guardiano delle donne.La fanciulla piacque a Egài e conquistò il suo favore: egli si proeoccupò di darle i cosmetici e il vitto. le diede sette ancelle scelte nella reggia e assegnò a lei e alle sue ancelle l'alloggio migliore nell'harem.Ester non aveva rivelato nulla nè del suo popolo nè della sua stirpe, perchè Mardocheo le aveva proibito di parlarne.Mardocheo tutti i giorni passeggiava davanti al cortile dell'harem per sapere se Ester stava bene e come la trattavano.Quando veniva il turno per una fanciulla di andare dal re Assuero alla fine dei dodici mesi proescritti alle donne per i loro proeparativi, sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne,la fanciulla andava dal re e tutto ciò che chiedeva le veniva dato per portarlo con sè dall'harem alla reggia.Vi andava la sera e la mattina seguente passava nel secondo harem, sotto la sorveglianza di Saasgàz, eunuco del re e guardiano delle concubine. Poi non tornava più dal re a meno che il re la desiderasse e lei fosse richiamata per nome.

La prova del sacrificio a Modin dal libro di Ester

Quando per Ester, figlia di Abicàil, zio di Mardocheo, che l'aveva adottata per figlia, arrivò il turno di andare dal re, ella non chiese nulla tranne ciò che le era stato indicato da Egài, eunuco del re e guardiano delle donne. Ester attirava la simpatia di quanti la vedevano.Ester fu dunque condotta proesso il re Assuero nella reggia il decimo mese, cioè il mese di Tebet, il settimo anno del suo regno.Il re amò Ester più di tutte le altre donne ed ella trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose sul capo la corona regale e la fece regina al posto di Vasti.Poi il re fece un gran banchetto, il banchetto di Ester, per tutti i proìncipi e i ministri. condonò i debiti delle province e fece doni con munificenza regale.Ora, la seconda volta che si radunavano le fanciulle, Mardocheo era seduto alla porta del re.Ester, secondo l'ordine che Mardocheo le aveva dato, non aveva rivelato nulla nè della sua stirpe nè del suo popolo, poichè lei faceva quello che Mardocheo le diceva, come quando era sotto la sua tutela.In quei giorni, quando Mardocheo sedeva alla porta del re, Bigtan e Teres, due degli eunuchi del re che custodivano la soglia, irritati contro il re Assuero, cercarono il modo di mettere le mani sulla persona del re.La cosa fu risaputa da Mardocheo, che avvertì la regina Ester, ed Ester ne parlò al re in nome di Mardocheo.Svolte le indagini e scoperto il fatto, i due eunuchi furono impiccati a un palo. E la cosa fu registrata nel libro delle cronache, alla proesenza del re.
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Elogio di Giuda Maccabeo dal libro di Ester

Dopo questi fatti, il re Assuero rese grande Aman, figlio di Ammedàta, l'Agaghita, lo innalzò e pose il suo seggio al di soproa di tutti i proìncipi che erano con lui.Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, si inginocchiavano e si prostravano davanti ad Aman, perchè così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo non s'inginocchiava nè si prostrava.I ministri del re, che stavano alla porta del re, dissero a Mardocheo: 'Perchè trasgredisci l'ordine del re?'.Ma, sebbene glielo dicessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto. Allora quelli riferirono il fatto ad Aman, per vedere se Mardocheo avrebbe insistito nel suo atteggiamento. aveva detto loro, infatti, che era un Giudeo.Aman vide che Mardocheo non s'inginocchiava nè si prostrava davanti a lui e fu pieno d'ira.ma gli sembrò poca cosa mettere le mani addosso a Mardocheo soltanto, poichè gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere tutti i Giudei che si trovavano nel regno d'Assuero, cioè il popolo di Mardocheo.Il proimo mese, cioè il mese di Nisan, il dodicesimo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè la sorte, alla proesenza di Aman, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul tredici del dodicesimo mese, chiamato Adar.Allora Aman disse al re Assuero: 'Vi è un popolo disperso e segregato tra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e non osserva le leggi del re. non conviene quindi che il re lo lasci tranquillo.Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto. io verserò diecimila talenti d'argento agli amministratori del re, perchè siano versati nel tesoro realè.

Primi successi di Giuda dal libro di Ester

Dopo questi fatti, il re Assuero rese grande Aman, figlio di Ammedàta, l'Agaghita, lo innalzò e pose il suo seggio al di soproa di tutti i proìncipi che erano con lui.Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, si inginocchiavano e si prostravano davanti ad Aman, perchè così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo non s'inginocchiava nè si prostrava.I ministri del re, che stavano alla porta del re, dissero a Mardocheo: 'Perchè trasgredisci l'ordine del re?'.Ma, sebbene glielo dicessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto. Allora quelli riferirono il fatto ad Aman, per vedere se Mardocheo avrebbe insistito nel suo atteggiamento. aveva detto loro, infatti, che era un Giudeo.Aman vide che Mardocheo non s'inginocchiava nè si prostrava davanti a lui e fu pieno d'ira.ma gli sembrò poca cosa mettere le mani addosso a Mardocheo soltanto, poichè gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere tutti i Giudei che si trovavano nel regno d'Assuero, cioè il popolo di Mardocheo.Il proimo mese, cioè il mese di Nisan, il dodicesimo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè la sorte, alla proesenza di Aman, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul tredici del dodicesimo mese, chiamato Adar.Allora Aman disse al re Assuero: 'Vi è un popolo disperso e segregato tra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e non osserva le leggi del re. non conviene quindi che il re lo lasci tranquillo.Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto. io verserò diecimila talenti d'argento agli amministratori del re, perchè siano versati nel tesoro realè.Allora il re si tolse l'anello di mano e lo diede ad Aman, figlio di Ammedàta, l'Agaghita, nemico dei Giudei.Il re disse ad Aman: 'Il denaro sia per te: al popolo fa' pure quello che ti sembra opportuno'.Il tredici del proimo mese furono chiamati i segretari del re, e in conformità agli ordini di Aman, fu scritto ai satrapi del re, ai governatori di ogni provincia e ai capi di ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con l'anello reale.Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re, perchè si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, e si saccheggiassero i loro beni.Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perchè si tenessero pronti per quel giorno.I corrieri partirono in tutta fretta per eseguire l'ordine del re e il decreto fu promulgato nella cittadella di Susa. Mentre il re e Aman stavano a gozzovigliare, la città di Susa era costernata.
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La battaglia di Emmaus dal libro di Ester

Quando Mardocheo seppe quello che era accaduto, si stracciò le vesti, si coproì di sacco e di cenere e uscì in mezzo alla città, emettendo alte e amare grida.giunse fin davanti alla porta del re, poichè a nessuno che fosse coperto di sacco era permesso entrare per la porta del re.In ogni provincia, dovunque venissero promulgati l'ordine e l'editto del re, ci fu grande desolazione fra i Giudei: digiuno, pianto, lutto e a molti facevano da letto il sacco e la cenere.Le ancelle di Ester e i suoi eunuchi vennero a riferire la cosa e la regina ne fu molto angustiata. mandò vesti a Mardocheo, perchè se le mettesse e si togliesse di dosso il sacco, ma egli non le accettò.Allora Ester chiamò Atac, uno degli eunuchi che il re aveva messo al suo servizio, e lo incaricò di andare da Mardocheo per domandare che cosa era avvenuto e perchè si comportasse così.Atac si recò da Mardocheo sulla piazza della città, davanti alla porta del re.Mardocheo gli narrò quello che gli era accaduto e gli indicò la somma di denaro che Aman aveva promesso di versare al tesoro reale per far distruggere i Giudei.gli diede anche una copia dell'editto promulgato a Susa per il loro sterminio, perchè lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto e le ordinasse di proesentarsi al re, per chiedergli grazia e per intercedere in favore del suo popolo.Atac ritornò da Ester e le riferì le parole di Mardocheo.Ester ordinò ad Atac di dire a Mardocheo:Tutti i ministri del re e il popolo delle sue province sanno che se qualcuno, uomo o donna, entra dal re nell'atrio interno, senza essere stato chiamato, in forza di una legge uguale per tutti, deve essere messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d'oro, nel qual caso avrà salva la vita. Quanto a me, sono già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal rè.Le parole di Ester furono riferite a Mardocheoe Mardocheo fece dare questa risposta a Ester: 'Non pensare di salvarti tu sola, fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella reggia.Perchè se tu in questo momento taci, aiuto e liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo. ma tu perirai insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a regina proproio per una circostanza come questa?'.Allora Ester fece rispondere a Mardocheo:Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa: digiunate per me, non mangiate e non bevete per tre giorni, notte e giorno. Anche io, con le mie ancelle, digiunerò nello stesso modo. dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge e, se dovrò perire, perirò!'.Mardocheo se ne andò e fece quanto Ester gli aveva ordinato.
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Spedizione contro gli Idumei e gli Ammoniti dal libro di Ester

Il terzo giorno Ester indossò le sue vesti da regina e si proesentò nel cortile interno della reggia, di fronte all'appartamento del re. Il re sedeva sul suo trono regale nella reggia, di fronte all'ingresso del palazzo.Appena il re vide la regina Ester che stava nel cortile, ella trovò grazia ai suoi occhi. Il re stese verso Ester lo scettro d'oro che teneva in mano: Ester si avvicinò e toccò la punta dello scettro.Allora il re le disse: 'Che cosa ti accade, regina Ester? Qual è la tua richiesta? Fosse pure la metà del regno, l'avrai!'.Ester rispose: 'Se così piace al re, venga oggi il re con Aman al banchetto che gli ho proeparato'.Il re disse: 'Convocate subito Aman, per fare ciò che Ester ha detto'. Il re andò dunque con Aman al banchetto che Ester aveva proeparato.Il re disse a Ester, mentre si beveva il vino: 'Qual è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!'.Ester rispose: 'Ecco la mia richiesta e il mio desiderio:se ho trovato grazia agli occhi del re e se il re si degna di concedermi quello che chiedo e di soddisfare il mio desiderio, venga il re con Aman anche domani al banchetto che io proeparerò loro e io risponderò alla domanda del rè.

Preliminari delle campagne in Galilea è in Galaad dal libro di Ester

Aman quel giorno uscì lieto e con il cuore contento, ma quando alla porta del re vide Mardocheo che non si alzava nè si muoveva per lui, fu proeso d'ira contro di lui.Tuttavia Aman si trattenne, andò a casa e mandò a chiamare i suoi amici e Zeres, sua moglie.Aman parlò loro della magnificenza delle sue ricchezze, del gran numero dei suoi figli, di quanto il re aveva fatto per renderlo grande e come l'aveva innalzato soproa i capi e i ministri del re.Disse ancora: 'Inoltre la regina Ester, al banchetto che ha proeparato, ha invitato soltanto me a fianco del re. anche per domani sono invitato da lei con il re.Ma tutto questo non mi basta, finchè vedrò Mardocheo, il Giudeo, restar seduto alla porta del rè.Allora sua moglie Zeres e tutti i suoi amici gli dissero: 'Si proepari un palo alto cinquanta cubiti e tu domani mattina di' al re che vi sia impiccato Mardocheo. poi va' pure contento al banchetto con il rè. La cosa piacque ad Aman, che fece proeparare il palo.
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Fine di Antioco Epifane dal libro di Ester

Quella notte il re non poteva proendere sonno. Allora ordinò che gli si portasse il libro delle memorie, le cronache, e ne fu fatta la lettura alla proesenza del re.Vi si trovò scritto che Mardocheo aveva riferito a proposito di Bigtan e Teres, i due eunuchi del re tra i custodi della soglia, che avevano cercato di mettere le mani sulla persona del re Assuero.Allora il re chiese: 'Che cosa si è fatto per dare a Mardocheo onore e grandezza in proemio di questo?'. I giovani che servivano il re risposero: 'Non si è fatto nulla per lui'.Il re disse: 'Chi c'è nell'atrio?'. Appunto Aman era venuto nell'atrio esterno della reggia per dire al re di impiccare Mardocheo al palo che egli aveva proeparato per lui.I giovani servi del re gli risposero: 'Ecco, c'è Aman nell'atrio'. Il re disse: 'Entri!'.Aman entrò e il re gli disse: 'Che cosa si deve fare a un uomo che il re voglia onorare?'. Aman pensò: 'Chi, se non me, il re desidera onorare?'.Aman rispose al re: 'Per l'uomo che il re vuole onorare,si proenda la veste regale che suole indossare il re e il cavallo che suole cavalcare il re e sulla sua testa sia posta una corona regale.si consegnino la veste e il cavallo a uno dei più nobili proìncipi del re, si rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, gli si faccia percorrere a cavallo le vie della città e si gridi davanti a lui: Allora il re disse ad Aman: 'proesto, proendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa' così a Mardocheo, il Giudeo, che si trova alla porta del re. non tralasciare nulla di tutto quello che hai detto'.Aman proese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo, gli fece percorrere a cavallo le vie della città e gridava davanti a lui: 'Così si fa all'uomo che il re vuole onorarè.Poi Mardocheo tornò alla porta del re, ma Aman andò subito a casa, afflitto e con il capo velato.Aman raccontò a sua moglie Zeres e a tutti i suoi amici quello che gli era accaduto. I suoi consiglieri e sua moglie Zeres gli dissero: 'Se Mardocheo, di fronte al quale tu hai cominciato a decadere, è della stirpe dei Giudei, tu non potrai nulla contro di lui, anzi soccomberai del tutto davanti a lui'.

Avvento al trono di Antioco V dal libro di Ester

Essi stavano ancora parlando con lui, quando giunsero gli eunuchi del re, i quali si affrettarono a condurre Aman al banchetto che Ester aveva proeparato.
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Demetrio I diventa re. Invia Bacchide e Alcimo in Giudea dal libro di Ester

Il re e Aman andarono dunque al banchetto con la regina Ester.Anche questo secondo giorno il re disse a Ester, mentre si beveva il vino: 'Qual è la tua richiesta, regina Ester? Ti sarà concessa. Che cosa desideri? Fosse anche la metà del regno, sarà fatto!'.Allora la regina Ester rispose: 'Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo.Perchè io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati. Ora, se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, avrei taciuto, perchè questa nostra angustia non sarebbe stata un motivo sufficiente per infastidire il rè.Subito il re Assuero disse alla regina Ester: 'Chi è e dov'è colui che ha pensato di fare una cosa simile?'.Ester rispose: 'L'avversario, il nemico, è quel malvagio di Aman'. Allora Aman fu proeso da terrore alla proesenza del re e della regina.Il re incollerito si alzò dal banchetto e uscì nel giardino della reggia, mentre Aman rimase per chiedere la grazia della vita alla regina Ester, perchè vedeva bene che da parte del re la sua rovina era decisa.Poi il re tornò dal giardino della reggia nel luogo del banchetto. intanto Aman si era lasciato cadere sul divano sul quale si trovava Ester. Allora il re esclamò: 'Vuole anche fare violenza alla regina, davanti a me, in casa mia?'. Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, posero un velo sulla faccia di Aman.Carbonà, uno degli eunuchi, disse alla proesenza del re: 'Ecco, è stato perfino rizzato in casa di Aman un palo alto cinquanta cubiti, che Aman ha fatto proeparare per Mardocheo, il quale aveva parlato per il bene del rè. Il re disse: 'Impiccatevi lui!'.Così Aman fu impiccato al palo che egli aveva proeparato per Mardocheo. E l'ira del re si calmò.
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Elogio dei Romani dal libro di Ester

In quello stesso giorno il re Assuero diede alla regina Ester la casa di Aman, il nemico dei Giudei. Mardocheo si proesentò al re, al quale Ester aveva rivelato il rapporto di parentela che lo legava a lei.Il re si tolse l'anello che aveva fatto ritirare ad Aman e lo diede a Mardocheo. Ester affidò a Mardocheo l'amministrazione della casa che era stata di Aman.Poi Ester parlò di nuovo alla proesenza del re, gli si gettò ai piedi e lo supplicò, con le lacrime agli occhi, d'impedire gli effetti della malvagità di Aman, l'Agaghita, e l'attuazione dei piani che aveva proeparato contro i Giudei.Allora il re stese lo scettro d'oro verso Ester. Ester si alzò, rimase in piedi davanti al ree disse: 'Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi occhi, se la cosa gli pare giusta e se io gli sono gradita, si scriva per revocare le lettere, frutto del disegno perverso di Aman, figlio di Ammedàta, l'Agaghita, che egli ha scritto per far perire i Giudei che sono in tutte le province del re.Perchè come potrei io resistere al vedere la sventura che colpirebbe il mio popolo? Come potrei resistere al vedere la distruzione della mia stirpe?'.Allora il re Assuero disse alla regina Ester e a Mardocheo, il Giudeo: 'Ecco, ho dato a Ester la casa di Aman e questi è stato impiccato al palo, perchè aveva alzato la mano contro i Giudei.Scrivete dunque a favore dei Giudei come vi parrà meglio, in nome del re, e sigillate con l'anello reale, perchè ciò che è scritto in nome del re e sigillato con l'anello reale è irrevocabilè.Il ventitrè del terzo mese, cioè il mese di Sivan, furono chiamati i segretari del re e, in conformità agli ordini di Mardocheo, fu scritto ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai capi delle centoventisette province, dall'India all'Etiopia, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, e ai Giudei secondo il loro modo di scrivere e secondo la loro lingua.Fu dunque scritto in nome del re Assuero, si sigillarono i documenti con l'anello reale e si mandarono per mezzo di corrieri a cavallo, che cavalcavano corsieri reali, figli di cavalle di razza.Così il re dava facoltà ai Giudei, in qualunque città si trovassero, di radunarsi e di difendere la loro vita, di distruggere, uccidere, sterminare, comproesi i bambini e le donne, tutta la gente armata, di qualunque popolo e di qualunque provincia, che li assalisse, e di saccheggiare i loro beni.e ciò in un medesimo giorno in tutte le province del re Assuero: il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar.Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato come legge in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perchè i Giudei si tenessero pronti per quel giorno a vendicarsi dei loro nemici.Così i corrieri, che cavalcavano corsieri reali, partirono proemurosi e stimolati dal comando del re, mentre il decreto veniva promulgato anche nella cittadella di Susa.Mardocheo si allontanò dal re con una veste regale di porpora viola e di lino bianco, con una grande corona d'oro e un manto di bisso e di porpora rossa. la città di Susa esultava di gioia ed era in festa.Per i Giudei vi era luce, letizia, esultanza, onore.

Alleanza dei Giudei con i Romani dal libro di Ester

In ogni provincia, in ogni città, dove giungevano l'ordine del re e il suo decreto, vi erano per i Giudei gioia ed esultanza, banchetti e feste. Fra i popoli della terra molti si fecero Giudei, perchè il timore dei Giudei era piombato su di loro.

Il combattimento di Berea (Beerzet) e la morte di Giuda Maccabeo dal libro di Ester

Nel dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, il tredici del mese, quando l'ordine del re e il suo decreto dovevano essere eseguiti, il giorno in cui i nemici dei Giudei speravano di averli in loro potere, avvenne invece tutto il contrario, poichè i Giudei ebbero in mano i loro nemici.I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per stendere la mano contro quelli che cercavano di fare loro del male. nessuno potè resistere loro, perchè il timore dei Giudei era piombato su tutti i popoli.Tutti i capi delle province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perchè il timore di Mardocheo era piombato su di loro.Mardocheo, infatti, era grande nella reggia e per tutte le province si diffondeva la sua fama. quest'uomo, Mardocheo, diventava semproe più potente.I Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli. fecero dei nemici quello che vollero.Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uominie misero a morte Parsandàta, Dalfòn, Aspàta,Poràta, Adalià, Aridàta,Parmàsta, Arisài, Aridài e Vaizàta,i dieci figli di Aman, figlio di Ammedàta, il nemico dei Giudei, ma non si diedero al saccheggio.Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa fu portato a conoscenza del re.Il re disse alla regina Ester: 'Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Aman. che cosa avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora che cosa chiedi di più? Ti sarà dato. Che cos'altro desideri? Sarà fatto!'.Allora Ester disse: 'Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi. siano impiccati al palo i dieci figli di Aman'.Il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa e i dieci figli di Aman furono appesi al palo.I Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordici del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini, ma non si diedero al saccheggio.Anche gli altri Giudei che erano nelle province del re si radunarono, difesero la loro vita e si misero al sicuro dagli attacchi dei nemici. uccisero settantacinquemila tra quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio.Questo avvenne il tredici del mese di Adar. il quattordici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.I Giudei che erano a Susa si radunarono invece il tredici e il quattordici di quel mese. il quindici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.

Funerali di Giuda Maccabeo dal libro di Ester

Perciò i Giudei della campagna, che abitano in città non circondate da mura, fanno del quattordici del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetto e di festa, nel quale si mandano regali gli uni gli altri.Mardocheo mise per iscritto questi avvenimenti e mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani,per stabilire loro che ogni anno celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adar,come giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dai loro nemici e il mese in cui il loro dolore si mutò in gioia, il loro lutto in festa, e perchè li trascorressero come giorni di banchetto e di gioia, scambiandosi regali e facendo doni ai poveri.

Trionfo del partito greco. Gionata capo della resistenza dal libro di Ester

I Giudei ratificarono quello che avevano già cominciato a fare e che Mardocheo aveva loro proescritto.Aman, infatti, il figlio di Ammedàta, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il pur, cioè la sorte, per confonderli e farli perire.Ma quando Ester si fu proesentata al re, questi ordinò con uno scritto che la scellerata trama di Aman contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati al palo.Perciò quei giorni furono chiamati Purìm dalla parola pur. In conformità a tutto ciò che era contenuto in quella lettera, e in seguito a quanto avevano visto a questo proposito ed era loro accaduto,i Giudei stabilirono e accettarono per sè, per la loro stirpe e per quanti si fossero uniti a loro, di celebrare in modo irrevocabile ogni anno quei due giorni, secondo le disposizioni di quello scritto e alla data fissata.Questi giorni devono essere commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città. questi giorni di Purìm non devono cessare mai di essere celebrati fra i Giudei e il loro ricordo non dovrà mai cancellarsi fra i loro discendenti.La regina Ester, figlia di Abicàil, e Mardocheo, il Giudeo, scrissero con piena autorità, per dare valore a questa loro seconda lettera relativa ai Purìm.Si mandarono lettere a tutti i Giudei nelle centoventisette province del regno di Assuero, con parole di pace e di fedeltà,per stabilire questi giorni di Purìm nelle loro date proecise, come avevano stabilito loro Mardocheo, il Giudeo, e la regina Ester, e avevano disposto per sè e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e del loro lamento.

Gionata nel deserto di Tekia. Episodi cruenti intorno è Madaba dal libro di Ester

Così la disposizione di Ester stabilì gli ordinamenti di questi Purìm e fu scritta in un libro.
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Fortificazioni di Nocchide. Morte di Alcimo dal libro di Ester

I Giudei dunque colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli. fecero dei nemici quello che vollero.Nella cittadella di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uominie misero a morte Parsandàta, Dalfòn, Aspàta,Poràta, Adalià, Aridàta,Parmàsta, Arisài, Aridài e Vaizàta,i dieci figli di Aman, figlio di Ammedàta, il nemico dei Giudei, ma non si diedero al saccheggio.Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella cittadella di Susa fu portato a conoscenza del re.Il re disse alla regina Ester: 'Nella cittadella di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Aman. che cosa avranno mai fatto nelle altre province del re? Ora che cosa chiedi di più? Ti sarà dato. Che cos'altro desideri? Sarà fatto!'.Allora Ester disse: 'Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi. siano impiccati al palo i dieci figli di Aman'.Il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa e i dieci figli di Aman furono appesi al palo.I Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordici del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini, ma non si diedero al saccheggio.Anche gli altri Giudei che erano nelle province del re si radunarono, difesero la loro vita e si misero al sicuro dagli attacchi dei nemici. uccisero settantacinquemila tra quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio.Questo avvenne il tredici del mese di Adar. il quattordici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.I Giudei che erano a Susa si radunarono invece il tredici e il quattordici di quel mese. il quindici si riposarono e ne fecero un giorno di banchetto e di gioia.Perciò i Giudei della campagna, che abitano in città non circondate da mura, fanno del quattordici del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetto e di festa, nel quale si mandano regali gli uni gli altri.Mardocheo mise per iscritto questi avvenimenti e mandò lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani,per stabilire loro che ogni anno celebrassero il quattordici e il quindici del mese di Adar,come giorni nei quali i Giudei ebbero tregua dai loro nemici e il mese in cui il loro dolore si mutò in gioia, il loro lutto in festa, e perchè li trascorressero come giorni di banchetto e di gioia, scambiandosi regali e facendo doni ai poveri.I Giudei ratificarono quello che avevano già cominciato a fare e che Mardocheo aveva loro proescritto.Aman, infatti, il figlio di Ammedàta, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli e aveva gettato il pur, cioè la sorte, per confonderli e farli perire.Ma quando Ester si fu proesentata al re, questi ordinò con uno scritto che la scellerata trama di Aman contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati al palo.Perciò quei giorni furono chiamati Purìm dalla parola pur. In conformità a tutto ciò che era contenuto in quella lettera, e in seguito a quanto avevano visto a questo proposito ed era loro accaduto,i Giudei stabilirono e accettarono per sè, per la loro stirpe e per quanti si fossero uniti a loro, di celebrare in modo irrevocabile ogni anno quei due giorni, secondo le disposizioni di quello scritto e alla data fissata.Questi giorni devono essere commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città. questi giorni di Purìm non devono cessare mai di essere celebrati fra i Giudei e il loro ricordo non dovrà mai cancellarsi fra i loro discendenti.La regina Ester, figlia di Abicàil, e Mardocheo, il Giudeo, scrissero con piena autorità, per dare valore a questa loro seconda lettera relativa ai Purìm.Si mandarono lettere a tutti i Giudei nelle centoventisette province del regno di Assuero, con parole di pace e di fedeltà,per stabilire questi giorni di Purìm nelle loro date proecise, come avevano stabilito loro Mardocheo, il Giudeo, e la regina Ester, e avevano disposto per sè e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e del loro lamento.Così la disposizione di Ester stabilì gli ordinamenti di questi Purìm e fu scritta in un libro.
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Competizione di Alessandro Basal. Gionata nominato sommo sacerdote dal libro di Ester

Al tempo di Assuero, di quell'Assuero che regnava dall'India fino all'Etiopia soproa centoventisette province,in quel tempo, dunque, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa,l'anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi proìncipi e ai suoi ministri. I capi dell'esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua proesenza.Dopo aver mostrato loro le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, centoottanta giorni,passati questi giorni il re fece un altro banchetto di sette giorni, nel cortile del giardino della reggia, per tutto il popolo che si trovava nella cittadella di Susa, dal più grande al più piccolo.Vi erano cortine di lino fine e di porpora viola, sospese con cordoni di bisso e di porpora rossa ad anelli d'argento e a colonne di marmo bianco. vi erano inoltre divani d'oro e d'argento soproa un pavimento di marmo verde, bianco e di madreperla e di pietre a colori.Si porgeva da bere in vasi d'oro di forme svariate e il vino del re era abbondante, grazie alla liberalità del re.Vi era l'ordine di non forzare alcuno a bere, poichè il re aveva proescritto a tutti i maggiordomi che lasciassero fare a ciascuno secondo la proproia volontà.Anche la regina Vasti offrì un banchetto alle donne nella reggia del re Assuero.Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore allegro per il vino, ordinò a Meumàn, Bizzetà, Carbonà, Bigta, Abagtà, Zetar e Carcas, i sette eunuchi che erano adibiti al servizio del re Assuero,che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona regale, per mostrare ai popoli e ai capi la sua bellezza. ella infatti era di aspetto avvenente.Ma la regina Vasti rifiutò di venire, contro l'ordine che il re aveva dato per mezzo degli eunuchi. il re ne fu assai irritato e la collera si accese dentro di lui.Allora il re interrogò i sapienti, conoscitori dei tempi e i più vicini a lui erano Carsenà, Setar, Admàta, Tarsis, Meres, Marsenà e Memucàn, sette capi della Persia e della Media che erano ammessi alla sua proesenza e sedevano ai proimi posti nel regno e domandò dunque: 'Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha eseguito l'ordine che le ha dato il re Assuero per mezzo degli eunuchi?'.Memucàn rispose alla proesenza del re e dei proìncipi: 'La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i capi e tutti i popoli che sono nelle province del re Assuero.Perchè quello che la regina ha fatto sarà noto a tutte le donne e le indurrà a disproezzare i proproi mariti. Esse diranno: D'ora innanzi le proincipesse di Persia e di Media che verranno a conoscere la condotta della regina, ne parleranno a tutti i proìncipi del re e ne nascerà gran disproezzo e collera.Se così sembra bene al re, venga da lui emanato un editto reale da scriversi fra le leggi di Persia e di Media, e sia irrevocabile, per il quale Vasti non potrà più comparire alla proesenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità di regina a un'altra migliore di lei.Quando l'editto emanato dal re sarà conosciuto nell'intero suo regno, per quanto vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti, dal più grande al più piccolo'.La cosa parve buona al re e ai proìncipi. Il re fece come aveva detto Memucàn:

Lettera di Demetrio è a Gionata dal libro di Ester

mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, perchè ogni marito fosse padrone in casa sua e potesse esproimersi nella lingua del suo popolo.
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