Atti degli apostoli - Studiare la Bibbia

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Atti degli apostoli

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Prologo dal libro degli atti degli apostoli

Nel proimo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizifino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, 'quella Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo'.

L'Ascensione dal libro degli atti degli apostoli

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: 'Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?'.Ma egli rispose: 'Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere,ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra'.Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si proesentarono a loroe dissero: 'Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo'.

Il gruppo degli apostoli dal libro degli atti degli apostoli

Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato.Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo.Tutti questi erano perseveranti e concordi nella proeghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

La sostituzione di Giuda dal libro degli atti degli apostoli

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu proedetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù.Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.Giuda dunque comprò un campo con il proezzo del suo delitto e poi, proecipitando, si squarciò e si sparsero tutte le sue viscere.La cosa è divenuta nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e così quel campo, nella loro lingua, è stato chiamato Akeldamà, cioè Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti, e il suo incarico lo proenda un altro.Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi,cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezionè.Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soproannominato Giusto, e Mattia.Poi proegarono dicendo: 'Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai sceltoper proendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava'.Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

La Pentecoste dal libro degli atti degli apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esproimersi.Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perchè ciascuno li udiva parlare nella proproia lingua.Erano stupiti e, fuori di sè per la meraviglia, dicevano: 'Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?E come mai ciascuno di noi sente parlare nella proproia lingua nativa?Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti,Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio'.Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: 'Che cosa significa questo?'.Altri invece li deridevano e dicevano: 'Si sono ubriacati di vino dolcè.

Discorso di Pietro alla folla dal libro degli atti degli apostoli

Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: 'Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole.Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino.accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:Avverrà: negli ultimi giorni E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno.Farò prodigi lassù nel cielo e segni quaggiù sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo.Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, proima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e glorioso.E avverrà: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret consegnato a voi secondo il proestabilito disegno e la proescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso.Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perchè non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo semproe il Signore innanzi a me. egli sta alla mia destra, perchè io non vacilli.Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza,perchè tu non abbandonerai la mia vita negli inferi nè permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua proesenza.Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi.Ma poichè era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,proevide la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, nè la sua carne subì la corruzione.Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.Davide infatti non salì al cielo. tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,finchè io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi.Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso'.

Le prime conversioni dal libro degli atti degli apostoli

All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: 'Che cosa dobbiamo fare, fratelli?'.E Pietro disse loro: 'Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro'.Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: 'Salvatevi da questa generazione perversa!'.Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

La prima comunità cristiana dal libro degli atti degli apostoli

Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle proeghiere.Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.vendevano le loro proproietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, proendevano cibo con letizia e semplicità di cuore,lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

La guarigione dello storpio dal libro degli atti degli apostoli

Pietro e Giovanni salivano al tempio per la proeghiera delle tre del pomeriggio.

Discorso di Pietro al popolo dal libro degli atti degli apostoli

Mentre egli tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sè per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: 'Uomini d'Israele, perchè vi meravigliate di questo e perchè continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest'uomo?Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo.voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete. la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla proesenza di tutti voi.Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi.Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva proeannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire.Convertitevi dunque e cambiate vita, perchè siano cancellati i vostri peccatie così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù.Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità.Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me. voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà.E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo.E tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch'essi questi giorni.Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra.Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato proima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perchè ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità'.

Pietro e Giovanni davanti al sinedrio dal libro degli atti degli apostoli

Stavano ancora parlando al popolo, quando soproaggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducei,irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti.Li arrestarono e li misero in proigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera.Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi,il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti.Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: 'Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?'.Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: 'Capi del popolo e anziani,visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato,sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo.In nessun altro c'è salvezza. non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati'.Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù.Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare.Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra lorodicendo: 'Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro. esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo.Ma perchè non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nomè.Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo nè di insegnare nel nome di Gesù.Ma Pietro e Giovanni replicarono: 'Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi.Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato'.Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perchè tutti glorificavano Dio per l'accaduto.L'uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni.

Preghiera degli apostoli nella persecuzione dal libro degli atti degli apostoli

Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani.Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio dicendo: 'Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano,tu che, per mezzo dello Spirito Santo, dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide: Perchè le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane?Si sollevarono i re della terra e i proìncipi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo.davvero in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le nazioni e i popoli d'Israele, si sono alleati contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato,per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano deciso che avvenisse.E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di proclamare con tutta franchezza la tua parola,stendendo la tua mano affinchè si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù'.Quand'ebbero terminato la proeghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza.

La prima comunità cristiana dal libro degli atti degli apostoli

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proproietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perchè quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato vendutoe lo deponevano ai piedi degli apostoli. poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

La generosità di Barnaba dal libro degli atti degli apostoli

Così Giuseppe, soproannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significàfiglio dell'esortazionè, un levita originario di Cipro,padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

La frode di Anania e di Saffara dal libro degli atti degli apostoli

Un uomo di nome Anania, con sua moglie Saffìra, vendette un terrenoe, tenuta per sè, d'accordo con la moglie, una parte del ricavato, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli.Ma Pietro disse: 'Anania, perchè Satana ti ha riempito il cuore, cosicchè hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo?proima di venderlo, non era forse tua proproietà e l'importo della vendita non era forse a tua disposizione? Perchè hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio'.All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. Un grande timore si diffuse in tutti quelli che ascoltavano.Si alzarono allora i giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono.Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò sua moglie, ignara dell'accaduto.Pietro le chiese: 'Dimmi: è a questo proezzo che avete venduto il campo?'. Ed ella rispose: 'Sì, a questo proezzo'.Allora Pietro le disse: 'Perchè vi siete accordati per mettere alla prova lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta quelli che hanno seppellito tuo marito: porteranno via anche tè.Ella all'istante cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta, la portarono fuori e la seppellirono accanto a suo marito.Un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose.

Quadro d'insieme dal libro degli atti degli apostoli

Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone.nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.Semproe più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne,tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perchè, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coproisse qualcuno di loro.Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.

Arresto e liberazione miracolosa degli apostoli dal libro degli atti degli apostoli

Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia,e, proesi gli apostoli, li gettarono nella proigione pubblica.Ma, durante la notte, un angelo del Signore aproì le porte del carcere, li condusse fuori e disse:Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita'.

Gli apostoli davanti al sinedrio dal libro degli atti degli apostoli

Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare. Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè tutto il senato dei figli d'Israele. mandarono quindi a proelevare gli apostoli nella proigione.Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a riferire:Abbiamo trovato la proigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno'.Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo.In quel momento arrivò un tale a riferire loro: 'Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo'.Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza, per timore di essere lapidati dal popolo.Li condussero e li proesentarono nel sinedrio. il sommo sacerdote li interrogòdicendo: 'Non vi avevamo esproessamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo'.Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: 'Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini.Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce.Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati.E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono'.All'udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.

L'intervento di Gamaliele dal libro degli atti degli apostoli

Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momentoe disse: 'Uomini d'Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini.Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che proetendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla.Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero.Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest'opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta.ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!'. Seguirono il suo pareree, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà.Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.

L'istituzione dei sette dal libro degli atti degli apostoli

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perchè, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: 'Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense.Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.Noi, invece, ci dedicheremo alla proeghiera e al servizio della Parola'.Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia.Li proesentarono agli apostoli e, dopo aver proegato, imposero loro le mani.E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente. anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

L'arresto di Stefano dal libro degli atti degli apostoli

Stefano intanto, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo.Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell'Asia, si alzarono a discutere con Stefano,ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.Allora istigarono alcuni perchè dicessero: 'Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio'.E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio.proesentarono quindi falsi testimoni, che dissero: 'Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge.Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato'.E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.

Il discorso di Stefano dal libro degli atti degli apostoli

Disse allora il sommo sacerdote: 'Le cose stanno proproio così?'.Stefano rispose: 'Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo quando era in Mesopotamia, proima che si stabilisse in Carran,e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e vieni nella terra che io ti indicherò.Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran. di là, dopo la morte di suo padre, Dio lo fece emigrare in questa terra dove voi ora abitate.In essa non gli diede alcuna proproietà, neppure quanto l'orma di un piede e, sebbene non avesse figli, promise di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui.Poi Dio parlò così: La sua discendenza vivrà da straniera in terra altrui, tenuta in schiavitù e opproessione per quattrocento anni.Ma la nazione di cui saranno schiavi, io la giudicherò E gli diede l'alleanza della circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi.Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero perchè fosse condotto in Egitto. Dio però era con luie lo liberò da tutte le sue tribolazioni e gli diede grazia e sapienza davanti al faraone, re d'Egitto, il quale lo nominò governatore dell'Egitto e di tutta la sua casa.Su tutto l'Egitto e su Canaan vennero carestia e grande tribolazione e i nostri padri non trovavano da mangiare.Giacobbe, avendo udito che in Egitto c'era del cibo, vi inviò i nostri padri una proima volta.la seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e così fu nota al faraone la stirpe di Giuseppe.Giuseppe allora mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, in tutto settantacinque persone.Giacobbe discese in Egitto. Egli morì, come anche i nostri padri.essi furono trasportati in Sichem e deposti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato, pagando in denaro, dai figli di Emor, a Sichem.Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,finchè sorse in Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe.Questi, agendo con inganno contro la nostra gente, opproesse i nostri padri fino al punto di costringerli ad abbandonare i loro bambini, perchè non soproavvivessero.In quel tempo nacque Mosè, ed era molto bello. Fu allevato per tre mesi nella casa paternae, quando fu abbandonato, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come suo figlio.Così Mosè venne educato in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente in parole e in opere.Quando compì quarant'anni, gli venne il desiderio di fare visita ai suoi fratelli, i figli d'Israele.Vedendone uno che veniva maltrattato, ne proese le difese e vendicò l'opproesso, uccidendo l'Egiziano.Egli pensava che i suoi fratelli avrebbero comproeso che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non comproesero.Il giorno dopo egli si proesentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e cercava di rappacificarli. Disse: Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: Vuoi forse uccidermi, come ieri hai ucciso l'Egiziano?A queste parole Mosè fuggì e andò a vivere da straniero nella terra di Madian, dove ebbe due figli.Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente.Mosè rimase stupito di questa visione e, mentre si avvicinava per vedere meglio, venne la voce del Signore:Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Esterrefatto, Mosè non osava guardare. Allora il Signore gli disse: Ho visto i maltrattamenti fatti al mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli. Ora vieni, io ti mando in EgittoQuesto Mosè, che essi avevano rinnegato dicendo: Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nella terra d'Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant'anni.Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo, che gli parlava sul monte Sinai, e i nostri padri. egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi.Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero e in cuor loro si volsero verso l'Egitto,dicendo ad Aronne: E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono un sacrificio all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani.Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto degli astri del cielo, come è scritto nel libro dei profeti: Mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?Avete proeso con voi la tenda di Moloc e la stella del vostro dio Refan, immagini che vi siete fabbricate per adorarle! Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.Nel deserto i nostri padri avevano la tenda della testimonianza, come colui che parlava a Mosè aveva ordinato di costruirla secondo il modello che aveva visto.E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè la portarono con sè nel territorio delle nazioni che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide.Costui trovò grazia dinanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per la casa di Giacobbe.ma fu Salomone che gli costruì una casa.L'Altissimo tuttavia non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il profeta:Il cielo è il mio trono e la terra sgabello dei miei piedi. Quale casa potrete costruirmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo?Non è forse la mia mano che ha creato tutte queste cose?Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete semproe resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi.Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che proeannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori,voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata'.All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.

Lapidazione di Stefano. Saulo persecutore dal libro degli atti degli apostoli

Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dioe disse: 'Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio'.Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui,lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.E lapidavano Stefano, che proegava e diceva: 'Signore Gesù, accogli il mio spirito'.Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: 'Signore, non imputare loro questo peccato'. Detto questo, morì.

Filippo in Samaria dal libro degli atti degli apostoli

Filippo, sceso in una città della Samaria, proedicava loro il Cristo.E le folle, unanimi, proestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva.Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti.E vi fu grande gioia in quella città.

Simone il mago dal libro degli atti degli apostoli

Vi era da tempo in città un tale di nome Simone, che proaticava la magia e faceva strabiliare gli abitanti della Samaria, spacciandosi per un grande personaggio.A lui proestavano attenzione tutti, piccoli e grandi, e dicevano: 'Costui è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grandè.Gli proestavano attenzione, perchè per molto tempo li aveva stupiti con le sue magie.Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che annunciava il vangelo del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare.Anche lo stesso Simone credette e, dopo che fu battezzato, stava semproe attaccato a Filippo. Rimaneva stupito nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni.Essi scesero e proegarono per loro perchè ricevessero lo Spirito Santo.non era infatti ancora disceso soproa nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denarodicendo: 'Date anche a me questo potere perchè, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo'.Ma Pietro gli rispose: 'Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perchè hai pensato di comproare con i soldi il dono di Dio!Non hai nulla da spartire nè da guadagnare in questa cosa, perchè il tuo cuore non è retto davanti a Dio.Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e proega il Signore che ti sia perdonata l'intenzione del tuo cuore.Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e proeso nei lacci dell'iniquità'.Rispose allora Simone: 'proegate voi per me il Signore, perchè non mi accada nulla di ciò che avete detto'.Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani.

Filippo battezza un ministro etiope dal libro degli atti degli apostoli

Un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: 'àlzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza. essa è deserta'.Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etìope, eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme,stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia.Disse allora lo Spirito a Filippo: 'Va' avanti e accòstati a quel carro'.Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: 'Capisci quello che stai leggendo?'.Egli rispose: 'E come potrei capire, se nessuno mi guida?'. E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non aproe la sua bocca.Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poichè è stata recisa dalla terra la sua vita.Rivolgendosi a Filippo, l'eunuco disse: 'Ti proego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?'.Filippo, proendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù.proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunuco disse: 'Ecco, qui c'è dell'acqua. che cosa impedisce che io sia battezzato?'.[]Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò.Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più. e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada.Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finchè giunse a Cesarèa.

La vocazione di Saulo dal libro degli atti degli apostoli

Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si proesentò al sommo sacerdotee gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cieloe, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: 'Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti?'.Rispose: 'Chi sei, o Signore?'. Ed egli: 'Io sono Gesù, che tu persèguiti!Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi farè.Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno.Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco.Per tre giorni rimase cieco e non proese nè cibo nè bevanda.C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: 'Anania!'. Rispose: 'Eccomi, Signore!'.E il Signore a lui: 'Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso. ecco, sta proegandoe ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perchè recuperasse la vista'.Rispose Anania: 'Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nomè.Ma il Signore gli disse: 'Va', perchè egli è lo strumento che ho scelto per me, affinchè porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele.e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nomè.Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: 'Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perchè tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo'.E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato,poi proese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco,

Predicazione di Saulo a Damasco dal libro degli atti degli apostoli

e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cieloe, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: 'Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti?'.Rispose: 'Chi sei, o Signore?'. Ed egli: 'Io sono Gesù, che tu persèguiti!Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi farè.Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno.Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco.Per tre giorni rimase cieco e non proese nè cibo nè bevanda.C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: 'Anania!'. Rispose: 'Eccomi, Signore!'.E il Signore a lui: 'Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso. ecco, sta proegandoe ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perchè recuperasse la vista'.Rispose Anania: 'Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nomè.Ma il Signore gli disse: 'Va', perchè egli è lo strumento che ho scelto per me, affinchè porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele.e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nomè.Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: 'Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perchè tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo'.E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato,poi proese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco,e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: 'Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui proecisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?'.Saulo frattanto si rinfrancava semproe di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.Trascorsero così parecchi giorni e i Giudei deliberarono di ucciderlo,ma Saulo venne a conoscenza dei loro piani. Per riuscire a eliminarlo essi sorvegliavano anche le porte della città, giorno e notte.ma i suoi discepoli, di notte, lo proesero e lo fecero scendere lungo le mura, calandolo giù in una cesta.

Visita di Saulo a Gerusalemme dal libro degli atti degli apostoli

Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.Allora Bàrnaba lo proese con sè, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva proedicato con coraggio nel nome di Gesù.Così egli potè stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, proedicando apertamente nel nome del Signore.Parlava e discuteva con quelli di lingua greca. ma questi tentavano di ucciderlo.Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.

Periodo di tranquillita dal libro degli atti degli apostoli

La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

Pietro guarisce a Lidda dal libro degli atti degli apostoli

E avvenne che Pietro, mentre andava a far visita a tutti, si recò anche dai fedeli che abitavano a Lidda.Qui trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva su una barella perchè era paralitico.Pietro gli disse: 'Enea, Gesù Cristo ti guarisce. àlzati e rifatti il letto'. E subito si alzò.Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saron e si convertirono al Signore.

Pietro risuscita una donna a Giaffa dal libro degli atti degli apostoli

A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità proproio in quei giorni ella si ammalò e morì. La lavarono e la posero in una stanza al piano superiore.E, poichè Lidda era vicina a Giaffa, i discepoli, udito che Pietro si trovava là, gli mandarono due uomini a invitarlo: 'Non indugiare, vieni da noi!'.Pietro allora si alzò e andò con loro. Appena arrivato, lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto, che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era fra loro.Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a proegare. poi, rivolto al corpo, disse: 'Tabità, àlzati!'. Ed ella aproì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere.Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i fedeli e le vedove e la proesentò loro viva.La cosa fu risaputa in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore.Pietro rimase a Giaffa parecchi giorni, proesso un certo Simone, conciatore di pelli.

Pietro si reca da un centurione romano dal libro degli atti degli apostoli

Vi era a Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica.Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia. faceva molte elemosine al popolo e proegava semproe Dio.Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: 'Cornelio!'.Egli lo guardò e proeso da timore disse: 'Che c'è, Signore?'. Gli rispose: 'Le tue proeghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio ed egli si è ricordato di te.Ora manda degli uomini a Giaffa e fa' venire un certo Simone, detto Pietro.Egli è ospite proesso un tale Simone, conciatore di pelli, che abita vicino al marè.Quando l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un soldato, uomo religioso, che era ai suoi ordini.spiegò loro ogni cosa e li mandò a Giaffa.Il giorno dopo, mentre quelli erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro, verso mezzogiorno, salì sulla terrazza a proegare.Gli venne fame e voleva proendere cibo. Mentre glielo proeparavano, fu rapito in estasi:vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi.In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo.Allora risuonò una voce che gli diceva: 'Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!'.Ma Pietro rispose: 'Non sia mai, Signore, perchè io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro'.E la voce di nuovo a lui: 'Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano'.Questo accadde per tre volte. poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato nel cielo.Mentre Pietro si domandava perplesso, tra sè e sè, che cosa significasse ciò che aveva visto, ecco gli uomini inviati da Cornelio: dopo aver domandato della casa di Simone, si proesentarono all'ingresso,chiamarono e chiesero se Simone, detto Pietro, fosse ospite lì.Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: 'Ecco, tre uomini ti cercano.àlzati, scendi e va' con loro senza esitare, perchè sono io che li ho mandati'.Pietro scese incontro a quegli uomini e disse: 'Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?'.Risposero: 'Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutta la nazione dei Giudei, ha ricevuto da un angelo santo l'ordine di farti venire in casa sua per ascoltare ciò che hai da dirgli'.Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente partì con loro e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono.Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli con i parenti e gli amici intimi che aveva invitato.Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio.Ma Pietro lo rialzò, dicendo: 'àlzati: anche io sono un uomo!'.Poi, continuando a conversare con lui, entrò, trovò riunite molte personee disse loro: 'Voi sapete che a un Giudeo non è lecito aver contatti o recarsi da stranieri. ma Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo.Per questo, quando mi avete mandato a chiamare, sono venuto senza esitare. Vi chiedo dunque per quale ragione mi avete mandato a chiamarè.Cornelio allora rispose: 'Quattro giorni or sono, verso quest'ora, stavo facendo la proeghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si proesentò un uomo in splendida vestee mi disse: Manda dunque qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro. egli è ospite nella casa di Simone, il conciatore di pelli, vicino al mareSubito ho mandato a chiamarti e tu hai fatto una cosa buona a venire. Ora dunque tutti noi siamo qui riuniti, al cospetto di Dio, per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato'.

Discorso di Pietro presso Cornelio dal libro degli atti degli apostoli

Pietro allora proese la parola e disse: 'In verità sto rendendomi conto che Dio non fa proeferenza di persone,ma accoglie chi lo teme e proatica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo proedicato da Giovanni.cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perchè Dio era con lui.E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce,ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse,non a tutto il popolo, ma a testimoni proescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio.A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nomè.

Il battesimo dei primi pagani dal libro degli atti degli apostoli

Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese soproa tutti coloro che ascoltavano la Parola.E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo.li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse:Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?'.E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo proegarono di fermarsi alcuni giorni.

A Gerusalemme, Pietro giustifica la sua condotta dal libro degli atti degli apostoli

Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio.E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravanodicendo: 'Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!'.Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo:Mi trovavo in proeghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me.Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo.Sentii anche una voce che mi diceva: Io dissi: Nuovamente la voce dal cielo riproese: Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo.Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si proesentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi.Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo proesentarsi in casa sua e dirgli: egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famigliaAvevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in proincipio era disceso su di noi.Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?'.All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: 'Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perchè abbiano la vita!'.

Fondazione della chiesa di Antiochia dal libro degli atti degli apostoli

Intanto quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorchè ai Giudei.Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore,da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo:lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la proima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Barnaba e Saulo a Gerusalemme dal libro degli atti degli apostoli

In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiòchia.Uno di loro, di nome àgabo, si alzò in piedi e annunciò, per impulso dello Spirito, che sarebbe scoppiata una grande carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l'impero di Claudio.Allora i discepoli stabilirono di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo quello che possedeva.questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo.

Arresto di Pietro e sua liberazione miracolosa dal libro degli atti degli apostoli

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa.Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi.Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una proeghiera per lui.In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.Ed ecco, gli si proesentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: 'àlzati, in fretta!'. E le catene gli caddero dalle mani.L'angelo gli disse: 'Mettiti la cintura e lègati i sandali'. E così fece. L'angelo disse: 'Metti il mantello e seguimi!'.Pietro uscì e proese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva invece di avere una visione.Essi oltrepassarono il proimo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città. la porta si aproì da sè davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si allontanò da lui.Pietro allora, rientrato in sè, disse: 'Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva'.Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti erano riuniti e proegavano.Appena ebbe bussato alla porta esterna, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era.Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aproì la porta, ma corse ad annunciare che fuori c'era Pietro.Tu vaneggi!', le dissero. Ma ella insisteva che era proproio così. E quelli invece dicevano: 'è l'angelo di Pietro'.Questi intanto continuava a bussare e, quando aproirono e lo videro, rimasero stupefatti.Egli allora fece loro cenno con la mano di tacere e narrò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dal carcere, e aggiunse: 'Riferite questo a Giacomo e ai fratelli'. Poi uscì e se ne andò verso un altro luogo.Sul far del giorno, c'era non poco scompiglio tra i soldati: che cosa mai era accaduto di Pietro?Erode lo fece cercare e, non essendo riuscito a trovarlo, fece processare le sentinelle e ordinò che fossero messe a morte. poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarèa.

La morte del persecutore dal libro degli atti degli apostoli

Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi.Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una proeghiera per lui.In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.Ed ecco, gli si proesentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: 'àlzati, in fretta!'. E le catene gli caddero dalle mani.L'angelo gli disse: 'Mettiti la cintura e lègati i sandali'. E così fece. L'angelo disse: 'Metti il mantello e seguimi!'.Pietro uscì e proese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva invece di avere una visione.Essi oltrepassarono il proimo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città. la porta si aproì da sè davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si allontanò da lui.Pietro allora, rientrato in sè, disse: 'Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva'.Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti erano riuniti e proegavano.Appena ebbe bussato alla porta esterna, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era.Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aproì la porta, ma corse ad annunciare che fuori c'era Pietro.Tu vaneggi!', le dissero. Ma ella insisteva che era proproio così. E quelli invece dicevano: 'è l'angelo di Pietro'.Questi intanto continuava a bussare e, quando aproirono e lo videro, rimasero stupefatti.Egli allora fece loro cenno con la mano di tacere e narrò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dal carcere, e aggiunse: 'Riferite questo a Giacomo e ai fratelli'. Poi uscì e se ne andò verso un altro luogo.Sul far del giorno, c'era non poco scompiglio tra i soldati: che cosa mai era accaduto di Pietro?Erode lo fece cercare e, non essendo riuscito a trovarlo, fece processare le sentinelle e ordinò che fossero messe a morte. poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarèa.Egli era infuriato contro gli abitanti di Tiro e di Sidone. Questi però si proesentarono a lui di comune accordo e, dopo aver convinto Blasto, proefetto della camera del re, chiedevano pace, perchè il loro paese riceveva viveri dal paese del re.Nel giorno fissato Erode, vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso.La folla acclamava: 'Voce di un dio e non di un uomo!'.Ma improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perchè non aveva dato gloria a Dio. ed egli, divorato dai vermi, spirò.

Barnaba e Saulo ritornano ad Antiochia dal libro degli atti degli apostoli

Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva.Bàrnaba e Saulo poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono proendendo con sè Giovanni, detto Marco.

L'invio in missione dal libro degli atti degli apostoli

C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo.Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: 'Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati'.Allora, dopo aver digiunato e proegato, imposero loro le mani e li congedarono.

A Cipro, il mago Elimas dal libro degli atti degli apostoli

Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro.Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con sè anche Giovanni come aiutante.Attraversata tutta l'isola fino a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Iesus,al seguito del proconsole Sergio Paolo, uomo saggio, che aveva fatto chiamare a sè Bàrnaba e Saulo e desiderava ascoltare la parola di Dio.Ma Elimas, il mago Allora Saulo, detto anche Paolo, colmato di Spirito Santo, fissò gli occhi su di luie disse: 'Uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore?Ed ecco, dunque, la mano del Signore è soproa di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il solè. Di colpo piombarono su di lui oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano.Quando vide l'accaduto, il proconsole credette, colpito dall'insegnamento del Signore.

Arrivo ad Antiochia di Pisidia dal libro degli atti degli apostoli

Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.Dopo la lettura della Legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: 'Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!'.

La predicazione di Paolo davanti ai Giudei dal libro degli atti degli apostoli

Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: 'Uomini d'Israele e voi timorati di Dio, ascoltate.Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto,distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terraper circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuele.Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant'anni.E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù.Giovanni aveva proeparato la sua venuta proedicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele.Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza.Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non l'hanno riconosciuto e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei profeti che si leggono ogni sabato.pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro.Ma Dio lo ha risuscitato dai mortied egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo.E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata,perchè Dio l'ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato.Sì, Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione, come ha dichiarato: Darò a voi le cose sante di Davide, quelle degne di fede.Per questo in un altro testo dice anche: Non permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.Ora Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nel suo tempo, morì e fu unito ai suoi padri e subì la corruzione.Ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione.Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera sua viene annunciato a voi il perdono dei peccati. Da tutte le cose da cui mediante la legge di Mosè non vi fu possibile essere giustificati,per mezzo di lui chiunque crede è giustificato.Badate dunque che non avvenga ciò che è detto nei profeti:Guardate, beffardi, stupite e nascondetevi, perchè un'opera io compio ai vostri giorni, un'opera che voi non credereste se vi fosse raccontata!'.Mentre uscivano, li esortavano ad annunciare loro queste cose il sabato seguente.Sciolta l'assemblea, molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.

Paolo e Barnaba si rivolgono ai pagani dal libro degli atti degli apostoli

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore.Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: 'Era necessario che fosse proclamata proima di tutto a voi la parola di Dio, ma poichè la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto per essere luce delle genti, perchè tu porti la salvezza sino all'estremità della terra'.Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio.Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Evangelizzazione di Iconio dal libro degli atti degli apostoli

Anche a Icònio essi entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che un grande numero di Giudei e di Greci divennero credenti.Ma i Giudei, che non avevano accolto la fede, eccitarono e inasproirono gli animi dei pagani contro i fratelli.Essi tuttavia rimasero per un certo tempo e parlavano con franchezza in virtù del Signore, che rendeva testimonianza alla parola della sua grazia e concedeva che per mano loro si operassero segni e prodigi.La popolazione della città si divise, schierandosi alcuni dalla parte dei Giudei, altri dalla parte degli apostoli.Ma quando ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi di aggredirli e lapidarli,essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni,e là andavano evangelizzando.

Guarigione di un paralizzato dal libro degli atti degli apostoli

C'era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato.Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato,disse a gran voce: 'àlzati, ritto in piedi!'. Egli balzò in piedi e si mise a camminare.La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: 'Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!'.E chiamavano BàrnabàZeus' e PaolòHermes', perchè era lui a parlare.Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all'ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla.Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si proecipitarono tra la folla, gridando:Uomini, perchè fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano.Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada.ma non ha cessato di dar prova di sè beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori'.E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall'offrire loro un sacrificio.

Fine della missione dal libro degli atti degli apostoli

Ma giunsero da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto.Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia,confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fedèperchè Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere proegato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìliae, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia.di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

Controversia ad Antiochia dal libro degli atti degli apostoli

Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: 'Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati'.Poichè Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.

Controversia a Gerusalemme dal libro degli atti degli apostoli

Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: 'è necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè'.Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Il discorso di Pietro dal libro degli atti degli apostoli

Sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: 'Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi.e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede.Ora dunque, perchè tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che nè i nostri padri nè noi siamo stati in grado di portare?Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro'.Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.

Il discorso di Giacomo dal libro degli atti degli apostoli

Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo proese la parola e disse: 'Fratelli, ascoltatemi.Simone ha riferito come fin da proincipio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome.Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta. ne riedificherò le rovine e la rialzerò,perchè cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose,note da semproe.Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio,ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo proedica in ogni città, poichè viene letto ogni sabato nelle sinagoghè.

La lettera apostolica dal libro degli atti degli apostoli

Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.E inviarono tramite loro questo scritto: 'Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute!Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo,uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose.è parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie:astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!'.

I delegati di Antiochia dal libro degli atti degli apostoli

Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: 'è necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè'.Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.Sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: 'Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi.e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede.Ora dunque, perchè tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che nè i nostri padri nè noi siamo stati in grado di portare?Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro'.Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo proese la parola e disse: 'Fratelli, ascoltatemi.Simone ha riferito come fin da proincipio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome.Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta. ne riedificherò le rovine e la rialzerò,perchè cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose,note da semproe.Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio,ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo proedica in ogni città, poichè viene letto ogni sabato nelle sinagoghè.Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.E inviarono tramite loro questo scritto: 'Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute!Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo,uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose.è parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie:astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!'.Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia. riunita l'assemblea, consegnarono la lettera.Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva.Giuda e Sila, essendo anch'essi profeti, con un lungo discorso incoraggiarono i fratelli e li fortificarono.Dopo un certo tempo i fratelli li congedarono con il saluto di pace, perchè tornassero da quelli che li avevano inviati.[]Paolo e Bàrnaba invece rimasero ad Antiòchia, insegnando e annunciando, insieme a molti altri, la parola del Signore.

Paolo si separa da Barnaba è si aggrega Sila dal libro degli atti degli apostoli

Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: 'Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno'.Bàrnaba voleva proendere con loro anche Giovanni, detto Marco,ma Paolo riteneva che non si dovesse proendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera.Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro. Bàrnaba, proendendo con sè Marco, s'imbarcò per Cipro.Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore.

In Licaonia Paolo si aggrega Timoteo dal libro degli atti degli apostoli

E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese.

Traversata dell'Asia Minore dal libro degli atti degli apostoli

Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galazia, poichè lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro.così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: 'Vieni in Macedonia e aiutaci!'.Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

L'arrivo a Filippi dal libro degli atti degli apostoli

Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpolie di qui a Filippi, colonia romana e città del proimo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni.Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la proeghiera e, dopo aver proeso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite.Ad ascoltare c'era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aproì il cuore per aderire alle parole di Paolo.Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: 'Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa'. E ci costrinse ad accettare.

Paolo e Sila in prigione dal libro degli atti degli apostoli

Mentre andavamo alla proeghiera, venne verso di noi una schiava che aveva uno spirito di divinazione: costei, facendo l'indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni.Ella si mise a seguire Paolo e noi, gridando: 'Questi uomini sono servi del Dio altissimo e vi annunciano la via della salvezza'.Così fece per molti giorni, finchè Paolo, mal sopportando la cosa, si rivolse allo spirito e disse: 'In nome di Gesù Cristo ti ordino di uscire da lei'. E all'istante lo spirito uscì.Ma i padroni di lei, vedendo che era svanita la speranza del loro guadagno, proesero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza proincipale davanti ai capi della città.proesentandoli ai magistrati dissero: 'Questi uomini gettano il disordine nella nostra città. sono Giudeie proedicano usanze che a noi Romani non è lecito accogliere nè proaticarè.La folla allora insorse contro di loro e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarlie, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia.Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.

Liberazione miracolosa dei missionari dal libro degli atti degli apostoli

Verso mezzanotte Paolo e Sila, in proeghiera, cantavano inni a Dio, mentre i proigionieri stavano ad ascoltarli.D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della proigione. subito si aproirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i proigionieri fossero fuggiti.Ma Paolo gridò forte: 'Non farti del male, siamo tutti qui'.Quello allora chiese un lume, si proecipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila.poi li condusse fuori e disse: 'Signori, che cosa devo fare per essere salvato?'.Risposero: 'Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia'.E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.Egli li proese con sè, a quell'ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi.poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: 'Rimetti in libertà quegli uomini!'.Il carceriere riferì a Paolo questo messaggio: 'I magistrati hanno dato ordine di lasciarvi andare! Uscite dunque e andate in pacè.Ma Paolo disse alle guardie: 'Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, pur essendo noi cittadini romani, e ci hanno gettato in carcere. e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro di persona a condurci fuori!'.E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All'udire che erano cittadini romani, si spaventarono.vennero e si scusarono con loro. poi li fecero uscire e li proegarono di andarsene dalla città.Usciti dal carcere, si recarono a casa di Lidia, dove incontrarono i fratelli, li esortarono e partirono.

A Tessalonica. Difficoltà con i Giudei dal libro degli atti degli apostoli

Percorrendo la strada che passa per Anfìpoli e Apollònia, giunsero a Tessalònica, dove c'era una sinagoga dei Giudei.Come era sua consuetudine, Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,spiegandole e sostenendo che il Cristo doveva soffrire e risorgere dai morti. E diceva: 'Il Cristo è quel Gesù che io vi annuncio'.Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un grande numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà.Ma i Giudei, ingelositi, proesero con sè, dalla piazza, alcuni malviventi, suscitarono un tumulto e misero in subbuglio la città. Si proesentarono alla casa di Giasone e cercavano Paolo e Sila per condurli davanti all'assemblea popolare.Non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della città, gridando: 'Quei tali che mettono il mondo in agitazione sono venuti anche quie Giasone li ha ospitati. Tutti costoro vanno contro i decreti dell'imperatore, perchè affermano che c'è un altro re: Gesù'.Così misero in ansia la popolazione e i capi della città che udivano queste cose.dopo avere ottenuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li rilasciarono.

Nuove difficoltà a Beria dal libro degli atti degli apostoli

Percorrendo la strada che passa per Anfìpoli e Apollònia, giunsero a Tessalònica, dove c'era una sinagoga dei Giudei.Come era sua consuetudine, Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,spiegandole e sostenendo che il Cristo doveva soffrire e risorgere dai morti. E diceva: 'Il Cristo è quel Gesù che io vi annuncio'.Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un grande numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà.Ma i Giudei, ingelositi, proesero con sè, dalla piazza, alcuni malviventi, suscitarono un tumulto e misero in subbuglio la città. Si proesentarono alla casa di Giasone e cercavano Paolo e Sila per condurli davanti all'assemblea popolare.Non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della città, gridando: 'Quei tali che mettono il mondo in agitazione sono venuti anche quie Giasone li ha ospitati. Tutti costoro vanno contro i decreti dell'imperatore, perchè affermano che c'è un altro re: Gesù'.Così misero in ansia la popolazione e i capi della città che udivano queste cose.dopo avere ottenuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li rilasciarono.Allora i fratelli, durante la notte, fecero partire subito Paolo e Sila verso Berea. Giunti là, entrarono nella sinagoga dei Giudei.Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalònica e accolsero la Parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così.Molti di loro divennero credenti e non pochi anche dei Greci, donne della nobiltà e uomini.Ma quando i Giudei di Tessalònica vennero a sapere che anche a Berea era stata annunciata da Paolo la parola di Dio, andarono pure là ad agitare e a mettere in ansia la popolazione.Allora i fratelli fecero subito partire Paolo, perchè si mettesse in cammino verso il mare, mentre Sila e Timòteo rimasero là.Quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene e ripartirono con l'ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più proesto.

Paolo ad Atene dal libro degli atti degli apostoli

Paolo, mentre li attendeva ad Atene, fremeva dentro di sè al vedere la città piena di idoli.Frattanto, nella sinagoga, discuteva con i Giudei e con i pagani credenti in Dio e ogni giorno, sulla piazza proincipale, con quelli che incontrava.Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui, e alcuni dicevano: 'Che cosa mai vorrà dire questo ciarlatano?'. E altri: 'Sembra essere uno che annuncia divinità stranierè, poichè annunciava Gesù e la risurrezione.Lo proesero allora con sè, lo condussero all'Areòpago e dissero: 'Possiamo sapere qual è questa nuova dottrina che tu annunci?Cose strane, infatti, tu ci metti negli orecchi. desideriamo perciò sapere di che cosa si tratta'.Tutti gli Ateniesi, infatti, e gli stranieri là residenti non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità.

Discorso di Paolo davanti all'Areopago dal libro degli atti degli apostoli

Allora Paolo, in piedi in mezzo all'Areòpago, disse: 'Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi.Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l'iscrizione: Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomonè dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perchè abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazioperchè cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benchè non sia lontano da ciascuno di noi.In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: Poichè dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'ingegno umano.Ora Dio, passando soproa ai tempi dell'ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano,perchè egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti'.Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: 'Su questo ti sentiremo un'altra volta'.Così Paolo si allontanò da loro.Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.

Fondazione della chiesa di Corinto dal libro degli atti degli apostoli

Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto.Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco proima dall'Italia, con la moglie proiscilla, in seguito all'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loroe, poichè erano del medesimo mestiere, si stabilì in casa loro e lavorava. Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende.Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedonia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo.Ma, poichè essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti, disse: 'Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente. D'ora in poi me ne andrò dai pagani'.Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga.Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia. e molti dei Corinzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.Una notte, in visione, il Signore disse a Paolo: 'Non aver paura. continua a parlare e non tacere,perchè io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso'.Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.

Paolo tradotto in tribunale dai Giudei dal libro degli atti degli apostoli

Mentre Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunaledicendo: 'Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Leggè.Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: 'Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto.Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccendè.E li fece cacciare dal tribunale.Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.

Ritorno ad Antiochia è partenza per il terzo viaggio dal libro degli atti degli apostoli

Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi proese congedo dai fratelli e s'imbarcò diretto in Siria, in compagnia di proiscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.Giunsero a èfeso, dove lasciò i due coniugi e, entrato nella sinagoga, si mise a discutere con i Giudei.Questi lo proegavano di fermarsi più a lungo, ma non acconsentì.Tuttavia congedandosi disse: 'Ritornerò di nuovo da voi, se Dio vorrà'. quindi partì da èfeso.Sbarcato a Cesarèa, salì a Gerusalemme a salutare la Chiesa e poi scese ad Antiòchia.Trascorso là un po' di tempo, partì: percorreva di seguito la regione della Galazia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.

Apollo dal libro degli atti degli apostoli

Arrivò a èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture.Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. proiscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo proesero con sè e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.Poichè egli desiderava passare in Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti.Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

I seguaci di Giovanni a efeso dal libro degli atti degli apostoli

Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a èfeso. Qui trovò alcuni discepolie disse loro: 'Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?'. Gli risposero: 'Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo'.Ed egli disse: 'Quale battesimo avete ricevuto?'. 'Il battesimo di Giovanni', risposero.Disse allora Paolo: 'Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù'.Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesùe, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare.Erano in tutto circa dodici uomini.

Fondazione della chiesa di efeso dal libro degli atti degli apostoli

Entrato poi nella sinagoga, vi potè parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.Ma, poichè alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere, dicendo male in pubblico di questa Via, si allontanò da loro, separò i discepoli e continuò a discutere ogni giorno nella scuola di Tiranno.Questo durò per due anni, e così tutti gli abitanti della provincia d'Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore.

Gli esorcisti giudei dal libro degli atti degli apostoli

Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo,al punto che mettevano soproa i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano.Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch'essi a invocare il nome del Signore Gesù soproa quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: 'Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo proedica!'.Così facevano i sette figli di un certo Sceva, uno dei capi dei sacerdoti, giudeo.Ma lo spirito cattivo rispose loro: 'Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?'.E l'uomo che aveva lo spirito cattivo si scagliò su di loro, ebbe il soproavvento su tutti e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite.Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e i Greci che abitavano a èfeso e tutti furono proesi da timore, e il nome del Signore Gesù veniva glorificato.Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro proatiche di magiae un numero considerevole di persone, che avevano esercitato arti magiche, portavano i proproi libri e li bruciavano davanti a tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e si trovò che era di cinquantamila monete d'argento.Così la parola del Signore cresceva con vigore e si rafforzava.

I progetti di Paolo dal libro degli atti degli apostoli

Dopo questi fatti, Paolo decise nello Spirito di attraversare la Macedonia e l'Acaia e di recarsi a Gerusalemme, dicendo: 'Dopo essere stato là, devo vedere anche Roma'.Inviati allora in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timòteo ed Erasto, si trattenne ancora un po' di tempo nella provincia di Asia.

A Efeso. La sommossa degli orefici dal libro degli atti degli apostoli

Fu verso quel tempo che scoppiò un grande tumulto riguardo a questa Via.Un tale, di nome Demetrio, che era òrafo e fabbricava tempietti di Artèmide in argento, procurando in tal modo non poco guadagno agli artigiani,li radunò insieme a quanti lavoravano a questo genere di oggetti e disse: 'Uomini, voi sapete che da questa attività proviene il nostro benessere.ora, potete osservare e sentire come questo Paolo abbia convinto e fuorviato molta gente, non solo di èfeso, ma si può dire di tutta l'Asia, affermando che non sono dèi quelli fabbricati da mani d'uomo.Non soltanto c'è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Artèmide non sia stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che tutta l'Asia e il mondo intero venerano'.All'udire ciò, furono pieni di collera e si misero a gridare: 'Grande è l'Artèmide degli Efesini!'.La città fu tutta in agitazione e si proecipitarono in massa nel teatro, trascinando con sè i Macèdoni Gaio e Aristarco, compagni di viaggio di Paolo.Paolo voleva proesentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero.Anche alcuni dei funzionari imperiali, che gli erano amici, mandarono a proegarlo di non avventurarsi nel teatro.Intanto, chi gridava una cosa, chi un'altra. l'assemblea era agitata e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi.Alcuni della folla fecero intervenire un certo Alessandro, che i Giudei avevano spinto avanti, e Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti all'assemblea.Appena s'accorsero che era giudeo, si misero tutti a gridare in coro per quasi due ore: 'Grande è l'Artèmide degli Efesini!'.Ma il cancelliere della città calmò la folla e disse: 'Abitanti di èfeso, chi fra gli uomini non sa che la città di èfeso è custode del tempio della grande Artèmide e della sua statua caduta dal cielo?Poichè questi fatti sono incontestabili, è necessario che stiate calmi e non compiate gesti inconsulti.Voi avete condotto qui questi uomini, che non hanno profanato il tempio nè hanno bestemmiato la nostra dea.Perciò, se Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno delle ragioni da far valere contro qualcuno, esistono per questo i tribunali e vi sono i proconsoli: si citino in giudizio l'un l'altro.Se poi desiderate qualche altra cosa, si deciderà nell'assemblea legittima.C'è infatti il rischio di essere accusati di sedizione per l'accaduto di oggi, non essendoci alcun motivo con cui possiamo giustificare questo assembramento'. Detto questo, sciolse l'assemblea.

Paolo abbandona efeso dal libro degli atti degli apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esproimersi.Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perchè ciascuno li udiva parlare nella proproia lingua.

A Triade Paolo risuscita un morto dal libro degli atti degli apostoli

Erano stupiti e, fuori di sè per la meraviglia, dicevano: 'Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?E come mai ciascuno di noi sente parlare nella proproia lingua nativa?Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti,Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio'.Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: 'Che cosa significa questo?'.

Da Triade a Mileto dal libro degli atti degli apostoli

Altri invece li deridevano e dicevano: 'Si sono ubriacati di vino dolcè.Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: 'Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole.Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino.accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:

Addio agli anziani di efeso dal libro degli atti degli apostoli

Avverrà: negli ultimi giorni E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno.Farò prodigi lassù nel cielo e segni quaggiù sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo.Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, proima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e glorioso.E avverrà: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret consegnato a voi secondo il proestabilito disegno e la proescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso.Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perchè non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo semproe il Signore innanzi a me. egli sta alla mia destra, perchè io non vacilli.Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza,perchè tu non abbandonerai la mia vita negli inferi nè permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua proesenza.Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi.Ma poichè era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,proevide la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, nè la sua carne subì la corruzione.Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.Davide infatti non salì al cielo. tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,finchè io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi.Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso'.All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: 'Che cosa dobbiamo fare, fratelli?'.E Pietro disse loro: 'Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro'.Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: 'Salvatevi da questa generazione perversa!'.Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle proeghiere.Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.vendevano le loro proproietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, proendevano cibo con letizia e semplicità di cuore,lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

La salita a Gerusalemme dal libro degli atti degli apostoli

Appena ci fummo separati da loro, salpammo e per la via diretta giungemmo a Cos, il giorno seguente a Rodi e di qui a Pàtara.Trovata una nave che faceva la traversata per la Fenicia, vi salimmo e proendemmo il largo.Giunti in vista di Cipro, la lasciammo a sinistra e, navigando verso la Siria, sbarcammo a Tiro, dove la nave doveva scaricare.Avendo trovato i discepoli, rimanemmo là una settimana, ed essi, per impulso dello Spirito, dicevano a Paolo di non salire a Gerusalemme.Ma, quando furono passati quei giorni, uscimmo e ci mettemmo in viaggio, accompagnati da tutti loro, con mogli e figli, fino all'uscita della città. Inginocchiati sulla spiaggia, proegammo,poi ci salutammo a vicenda. noi salimmo sulla nave ed essi tornarono alle loro case.Terminata la navigazione, da Tiro approdammo a Tolemàide. andammo a salutare i fratelli e restammo un giorno con loro.Ripartiti il giorno seguente, giungemmo a Cesarèa. entrati nella casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei Sette, restammo proesso di lui.Egli aveva quattro figlie nubili, che avevano il dono della profezia.Eravamo qui da alcuni giorni, quando scese dalla Giudea un profeta di nome àgabo.Egli venne da noi e, proesa la cintura di Paolo, si legò i piedi e le mani e disse: 'Questo dice lo Spirito Santo: l'uomo al quale appartiene questa cintura, i Giudei a Gerusalemme lo legheranno così e lo consegneranno nelle mani dei pagani'.All'udire queste cose, noi e quelli del luogo proegavamo Paolo di non salire a Gerusalemme.Allora Paolo rispose: 'Perchè fate così, continuando a piangere e a spezzarmi il cuore? Io sono pronto non soltanto a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù'.E poichè non si lasciava persuadere, smettemmo di insistere dicendo: 'Sia fatta la volontà del Signore!'.

Arrivo di Paolo a Gerusalemme dal libro degli atti degli apostoli

Dopo questi giorni, fatti i proeparativi, salimmo a Gerusalemme.Vennero con noi anche alcuni discepoli da Cesarèa, i quali ci condussero da un certo Mnasone di Cipro, discepolo della proima ora, dal quale ricevemmo ospitalità.Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente.Il giorno dopo Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi. c'erano anche tutti gli anziani.Dopo aver rivolto loro il saluto, si mise a raccontare nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo del suo ministero.Come ebbero ascoltato, davano gloria a Dio. poi dissero a Paolo: 'Tu vedi, fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e sono tutti osservanti della Legge.Ora, hanno sentito dire di te che insegni a tutti i Giudei sparsi tra i pagani di abbandonare Mosè, dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non seguire più le usanze tradizionali.Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato.Fa' dunque quanto ti diciamo. Vi sono fra noi quattro uomini che hanno fatto un voto.proendili con te, compi la purificazione insieme a loro e paga tu per loro perchè si facciano radere il capo. Così tutti verranno a sapere che non c'è nulla di vero in quello che hanno sentito dire, ma che invece anche tu ti comporti bene, osservando la Legge.Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso e abbiamo loro scritto che si tengano lontani dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalle unioni illegittimè.Allora Paolo proese con sè quegli uomini e, il giorno seguente, fatta insieme a loro la purificazione, entrò nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata proesentata l'offerta per ciascuno di loro.

L'arresto di Paolo dal libro degli atti degli apostoli

Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, come lo videro nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di luigridando: 'Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la Legge e contro questo luogo. ora ha perfino introdotto dei Greci nel tempio e ha profanato questo luogo santo!'.Avevano infatti veduto poco proima Tròfimo di èfeso in sua compagnia per la città, e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse. Afferrarono Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio e subito furono chiuse le porte.Stavano già cercando di ucciderlo, quando fu riferito al comandante della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione.Immediatamente egli proese con sè dei soldati e dei centurioni e si proecipitò verso di loro. Costoro, alla vista del comandante e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.Allora il comandante si avvicinò, lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene. intanto si informava chi fosse e che cosa avesse fatto.Tra la folla però chi gridava una cosa, chi un'altra. Non riuscendo ad accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.La moltitudine del popolo infatti veniva dietro, urlando: 'A morte!'.Sul punto di essere condotto nella fortezza, Paolo disse al comandante: 'Posso dirti una parola?'. Quello disse: 'Conosci il greco?Allora non sei tu quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?'.Rispose Paolo: 'Io sono un giudeo di Tarso in Cilìcia, cittadino di una città non senza importanza. Ti proego, permettimi di parlare al popolo'.Egli acconsentì e Paolo, in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo. si fece un grande silenzio ed egli si rivolse loro ad alta voce in lingua ebraica, dicendo:

Arringa di Paolo ai giudei di Gerusalemme dal libro degli atti degli apostoli

Fratelli e padri, ascoltate ora la mia difesa davanti a voi'.Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero ancora più silenzio. Ed egli continuò:Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nell'osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne,come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre proigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perchè fossero puniti.Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me.caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Io risposi: Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.Io dissi allora: E poichè non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.Un certo Anania, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là residenti,venne da me, mi si accostò e disse: Egli soggiunse: perchè gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.E ora, perchè aspetti? àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nomeDopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre proegavo nel tempio, fui rapito in estasie vidi lui che mi diceva: E io dissi: e quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anche io ero proesente e approvavo, e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevanoMa egli mi disse:

Paolo cittadino romano dal libro degli atti degli apostoli

Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma a questo punto alzarono la voce gridando: 'Togli di mezzo costui. non deve più vivere!'.E poichè continuavano a urlare, a gettare via i mantelli e a lanciare polvere in aria,il comandante lo fece portare nella fortezza, ordinando di interrogarlo a colpi di flagello, per sapere perchè mai gli gridassero contro in quel modo.Ma quando l'ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava lì: 'Avete il diritto di flagellare uno che è cittadino romano e non ancora giudicato?'.Udito ciò, il centurione si recò dal comandante ad avvertirlo: 'Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!'.Allora il comandante si recò da Paolo e gli domandò: 'Dimmi, tu sei romano?'. Rispose: 'Sì'.Replicò il comandante: 'Io, questa cittadinanza l'ho acquistata a caro proezzo'. Paolo disse: 'Io, invece, lo sono di nascita!'.E subito si allontanarono da lui quelli che stavano per interrogarlo. Anche il comandante ebbe paura, rendendosi conto che era romano e che lui lo aveva messo in catene.

Comparsa davanti al sinedrio dal libro degli atti degli apostoli

Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nell'osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne,come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre proigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perchè fossero puniti.Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me.caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Io risposi: Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.Io dissi allora: E poichè non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.

Complotto dei giudei contro Paolo dal libro degli atti degli apostoli

Fattosi giorno, i Giudei ordirono un complotto e invocarono su di sè la maledizione, dicendo che non avrebbero nè mangiato nè bevuto finchè non avessero ucciso Paolo.Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura.Essi si proesentarono ai capi dei sacerdoti e agli anziani e dissero: 'Ci siamo obbligati con giuramento solenne a non mangiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo.Voi dunque, insieme al sinedrio, dite ora al comandante che ve lo conduca giù, con il proetesto di esaminare più attentamente il suo caso. noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo proima che arrivi'.Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere dell'agguato. si recò alla fortezza, entrò e informò Paolo.Questi allora fece chiamare uno dei centurioni e gli disse: 'Conduci questo ragazzo dal comandante, perchè ha qualche cosa da riferirgli'.Il centurione lo proese e lo condusse dal comandante dicendo: 'Il proigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha chiesto di condurre da te questo ragazzo, perchè ha da dirti qualche cosa'.Il comandante lo proese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: 'Che cosa hai da riferirmi?'.Rispose: 'I Giudei si sono messi d'accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, con il proetesto di indagare più accuratamente nei suoi riguardi.Tu però non lasciarti convincere da loro, perchè più di quaranta dei loro uomini gli tendono un agguato: hanno invocato su di sè la maledizione, dicendo che non avrebbero nè mangiato nè bevuto finchè non l'avessero ucciso. e ora stanno pronti, aspettando il tuo consenso'.Il comandante allora congedò il ragazzo con questo ordine: 'Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni'.

Trasferimento di Paolo a Cesarea dal libro degli atti degli apostoli

Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: 'proeparate duecento soldati per andare a Cesarèa insieme a settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto.Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perchè venga condotto sano e salvo dal governatore Felicè.Scrisse una lettera in questi termini:Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute.Quest'uomo è stato proeso dai Giudei e stava per essere ucciso da loro. ma sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato, perchè ho saputo che è cittadino romano.Desiderando conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio.Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro Legge, ma non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di proigionia.Sono stato però informato di un complotto contro quest'uomo e lo mando subito da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui'.Secondo gli ordini ricevuti, i soldati proesero Paolo e lo condussero di notte ad Antipàtride.Il giorno dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza.I cavalieri, giunti a Cesarèa, consegnarono la lettera al governatore e gli proesentarono Paolo.Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilìcia,disse: 'Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori'. E diede ordine di custodirlo nel proetorio di Erode.

Il processo davanti a Felice dal libro degli atti degli apostoli

Cinque giorni dopo arrivò il sommo sacerdote Anania insieme ad alcuni anziani e a un avvocato, un certo Tertullo, e si proesentarono al governatore per accusare Paolo.Quando questi fu fatto venire, Tertullo cominciò l'accusa dicendo: 'La lunga pace di cui godiamo, grazie a te, e le riforme che sono state fatte in favore di questa nazione, grazie alla tua provvidenza,le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine.Ma, per non trattenerti più a lungo, ti proego, nella tua benevolenza, di ascoltarci brevemente.Abbiamo scoperto infatti che quest'uomo è una peste, fomenta disordini fra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è un capo della setta dei nazorei.Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l'abbiamo arrestato.[]Interrogandolo, potrai sapere di persona da lui tutte queste cose delle quali noi lo accusiamo'.Si associarono all'accusa anche i Giudei, affermando che i fatti stavano così.

Discorso di Paolo davanti al governatore romano dal libro degli atti degli apostoli

Cinque giorni dopo arrivò il sommo sacerdote Anania insieme ad alcuni anziani e a un avvocato, un certo Tertullo, e si proesentarono al governatore per accusare Paolo.Quando questi fu fatto venire, Tertullo cominciò l'accusa dicendo: 'La lunga pace di cui godiamo, grazie a te, e le riforme che sono state fatte in favore di questa nazione, grazie alla tua provvidenza,le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine.Ma, per non trattenerti più a lungo, ti proego, nella tua benevolenza, di ascoltarci brevemente.Abbiamo scoperto infatti che quest'uomo è una peste, fomenta disordini fra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è un capo della setta dei nazorei.Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l'abbiamo arrestato.[]Interrogandolo, potrai sapere di persona da lui tutte queste cose delle quali noi lo accusiamo'.Si associarono all'accusa anche i Giudei, affermando che i fatti stavano così.Quando il governatore fece cenno a Paolo di parlare, egli rispose: 'So che da molti anni sei giudice di questo popolo e parlo in mia difesa con fiducia.Tu stesso puoi accertare che non sono passati più di dodici giorni da quando sono salito a Gerusalemme per il culto.Non mi hanno mai trovato nel tempio a discutere con qualcuno o a incitare la folla alla sommossa, nè nelle sinagoghe, nè per la cittàe non possono provare nessuna delle cose delle quali ora mi accusano.Questo invece ti dichiaro: io adoro il Dio dei miei padri, seguendo quella Via che chiamano setta, credendo in tutto ciò che è conforme alla Legge e sta scritto nei profeti,nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti.Per questo anche io mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreproensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.Ora, dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine alla mia gente e a offrire sacrifici.in occasione di questi, mi hanno trovato nel tempio dopo che avevo compiuto le purificazioni. Non c'era folla nè tumulto.Furono dei Giudei della provincia d'Asia a trovarmi, ed essi dovrebbero comparire qui davanti a te ad accusarmi, se hanno qualche cosa contro di me.Oppure dicano i proesenti stessi quale colpa hanno trovato quando sono comparso davanti al sinedrio,se non questa sola frase, che io gridai stando in mezzo a loro:

La cAttivitàdi Paolo è Cesarea dal libro degli atti degli apostoli

Allora Felice, che era assai bene informato su quanto riguardava questa Via, li congedò dicendo: 'Quando verrà il comandante Lisia, esaminerò il vostro caso'.E ordinò al centurione di tenere Paolo sotto custodia, concedendogli però una certa libertà e senza impedire ad alcuno dei suoi di dargli assistenza.Dopo alcuni giorni, Felice arrivò in compagnia della moglie Drusilla, che era giudea. fece chiamare Paolo e lo ascoltava intorno alla fede in Cristo Gesù.Ma quando egli si mise a parlare di giustizia, di continenza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e disse: 'Per il momento puoi andare. ti farò chiamare quando ne avrò il tempo'.Sperava frattanto che Paolo gli avrebbe dato del denaro. per questo abbastanza spesso lo faceva chiamare e conversava con lui.Trascorsi due anni, Felice ebbe come successore Porcio Festo. Volendo fare cosa gradita ai Giudei, Felice lasciò Paolo in proigione.

Paolo si appella a Cesare dal libro degli atti degli apostoli

Festo dunque, raggiunta la provincia, tre giorni dopo salì da Cesarèa a Gerusalemme.I capi dei sacerdoti e i notabili dei Giudei si proesentarono a lui per accusare Paolo, e lo proegavano,chiedendolo come un favore, in odio a Paolo, che lo facesse venire a Gerusalemme. e intanto proeparavano un agguato per ucciderlo lungo il percorso.Festo rispose che Paolo stava sotto custodia a Cesarèa e che egli stesso sarebbe partito di lì a poco.Quelli dunque tra voi Dopo essersi trattenuto fra loro non più di otto o dieci giorni, scese a Cesarèa e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordinò che gli si conducesse Paolo.Appena egli giunse, lo attorniarono i Giudei scesi da Gerusalemme, portando molte gravi accuse, senza però riuscire a provarle.Paolo disse a proproia difesa: 'Non ho commesso colpa alcuna, nè contro la Legge dei Giudei nè contro il tempio nè contro Cesarè.Ma Festo, volendo fare un favore ai Giudei, si rivolse a Paolo e disse: 'Vuoi salire a Gerusalemme per essere giudicato là di queste cose, davanti a me?'.Paolo rispose: 'Mi trovo davanti al tribunale di Cesare: qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente.Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire. ma se nelle accuse di costoro non c'è nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesarè.Allora Festo, dopo aver discusso con il consiglio, rispose: 'Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai'.

Paolo compare davanti al re Agrippa dal libro degli atti degli apostoli

Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenice e vennero a salutare Festo.E poichè si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo: 'C'è un uomo, lasciato qui proigioniero da Felice,contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si proesentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna.Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, proima che l'accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa.Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo.Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo.avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose.Ma Paolo si appellò perchè la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesarè.E Agrippa disse a Festo: 'Vorrei anche io ascoltare quell'uomo!'. 'Domani Il giorno dopo Agrippa e Berenice vennero con grande sfarzo ed entrarono nella sala dell'udienza, accompagnati dai comandanti e dai cittadini più in vista. per ordine di Festo fu fatto entrare Paolo.Allora Festo disse: 'Re Agrippa e tutti voi qui proesenti con noi, voi avete davanti agli occhi colui riguardo al quale tutta la folla dei Giudei si è rivolta a me, in Gerusalemme e qui, per chiedere a gran voce che non resti più in vita.Io però mi sono reso conto che egli non ha commesso alcuna cosa che meriti la morte. Ma poichè si è appellato ad Augusto, ho deciso di inviarlo a lui.Sul suo conto non ho nulla di proeciso da scrivere al sovrano. per questo l'ho condotto davanti a voi e soproattutto davanti a te, o re Agrippa, per sapere, dopo questo interrogatorio, che cosa devo scrivere.Mi sembra assurdo infatti mandare un proigioniero, senza indicare le accuse che si muovono contro di lui'.

Discorso di Paolo davanti al re Agrippa dal libro degli atti degli apostoli

Agrippa disse a Paolo: 'Ti è concesso di parlare a tua difesa'. Allora Paolo, fatto cenno con la mano, si difese così:Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi difendere oggi da tutto ciò di cui vengo accusato dai Giudei, davanti a te,che conosci a perfezione tutte le usanze e le questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti proego di ascoltarmi con pazienza.La mia vita, fin dalla giovinezza, vissuta semproe tra i miei connazionali e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei.essi sanno pure da tempo, se vogliono darne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto secondo la setta più rigida della nostra religione.E ora sto qui sotto processo a motivo della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri,e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. A motivo di questa speranza, o re, sono ora accusato dai Giudei!Perchè fra voi è considerato incredibile che Dio risusciti i morti?Eppure anche io ritenni mio dovere compiere molte cose ostili contro il nome di Gesù il Nazareno.Così ho fatto a Gerusalemme: molti dei fedeli li rinchiusi in proigione con il potere avuto dai capi dei sacerdoti e, quando venivano messi a morte, anche io ho dato il mio voto.In tutte le sinagoghe cercavo spesso di costringerli con le torture a bestemmiare e, nel colmo del mio furore contro di loro, davo loro la caccia perfino nelle città straniere.In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con il potere e l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti,verso mezzogiorno vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio.Tutti cademmo a terra e io udii una voce che mi diceva in lingua ebraica: E io dissi: Ma ora àlzati e sta' in piedi. io ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto di me e di quelle per cui ti apparirò.Ti libererò dal popolo e dalle nazioni, a cui ti mandoper aproire i loro occhi, perchè si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ottengano il perdono dei peccati e l'eredità, in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in mePerciò, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste,ma, proima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, proedicavo di pentirsi e di convertirsi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione.Per queste cose i Giudei, mentre ero nel tempio, mi proesero e tentavano di uccidermi.Ma, con l'aiuto di Dio, fino a questo giorno, sto qui a testimoniare agli umili e ai grandi, null'altro affermando se non quello che i profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere,che cioè il Cristo avrebbe dovuto soffrire e che, proimo tra i risorti da morte, avrebbe annunciato la luce al popolo e alle genti'.

Reazioni dell'uditorio dal libro degli atti degli apostoli

Mentre egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: 'Sei pazzo, Paolo. la troppa scienza ti ha dato al cervello!'.E Paolo: 'Non sono pazzo Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso infatti che niente di questo gli sia sconosciuto, perchè non sono fatti accaduti in segreto.Credi, o re Agrippa, ai profeti? Io so che tu credi'.E Agrippa rispose a Paolo: 'Ancora un poco e mi convinci a farmi cristiano!'.E Paolo replicò: 'Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che, non soltanto tu, ma tutti quelli che oggi mi ascoltano, diventino come sono anche io, eccetto queste catene!'.Allora il re si alzò e con lui il governatore, Berenice e quelli che avevano proeso parte alla seduta.Andandosene, conversavano tra loro e dicevano: 'Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o le catenè.E Agrippa disse a Festo: 'Quest'uomo poteva essere rimesso in libertà, se non si fosse appellato a Cesarè.

La partenza per Roma dal libro degli atti degli apostoli

Quando fu deciso che ci imbarcassimo per l'Italia, consegnarono Paolo, insieme ad alcuni altri proigionieri, a un centurione di nome Giulio, della coorte Augusta.Salimmo su una nave della città di Adramitto, che stava per partire verso i porti della provincia d'Asia, e salpammo, avendo con noi Aristarco, un Macèdone di Tessalònica.Il giorno dopo facemmo scalo a Sidone, e Giulio, trattando Paolo con benevolenza, gli permise di recarsi dagli amici e di riceverne le cure.Salpati di là, navigammo al riparo di Cipro a motivo dei venti contrarie, attraversato il mare della Cilìcia e della Panfìlia, giungemmo a Mira di Licia.Qui il centurione trovò una nave di Alessandria diretta in Italia e ci fece salire a bordo.Navigammo lentamente parecchi giorni, giungendo a fatica all'altezza di Cnido. Poi, siccome il vento non ci permetteva di approdare, proendemmo a navigare al riparo di Creta, dalle parti di Salmone.la costeggiammo a fatica e giungemmo in una località chiamata Buoni Porti, vicino alla quale si trova la città di Lasèa.

La tempesta e il naufragio dal libro degli atti degli apostoli

Era trascorso molto tempo e la navigazione era ormai pericolosa, perchè era già passata anche la festa dell'Espiazione. Paolo perciò raccomandavaloro: 'Uomini, vedo che la navigazione sta per diventare pericolosa e molto dannosa, non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vitè.Il centurione dava però ascolto al pilota e al capitano della nave più che alle parole di Paolo.Dato che quel porto non era adatto a trascorrervi l'inverno, i più proesero la decisione di salpare di là, per giungere se possibile a svernare a Fenice, un porto di Creta esposto a libeccio e a maestrale.Appena cominciò a soffiare un leggero scirocco, ritenendo di poter realizzare il progetto, levarono le ancore e si misero a costeggiare Creta da vicino.Ma non molto tempo dopo si scatenò dall'isola un vento di uragano, detto Euroaquilone.La nave fu travolta e non riusciva a resistere al vento: abbandonati in sua balìa, andavamo alla deriva.Mentre passavamo sotto un isolotto chiamato Cauda, a fatica mantenemmo il controllo della scialuppa.La tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per tenere insieme con funi lo scafo della nave. Quindi, nel timore di finire incagliati nella Sirte, calarono la zavorra e andavano così alla deriva.Eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta e il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico.il terzo giorno con le proproie mani buttarono via l'attrezzatura della nave.Da vari giorni non comparivano più nè sole nè stelle e continuava una tempesta violenta. ogni speranza di salvarci era ormai perduta.Da molto tempo non si mangiava. Paolo allora, alzatosi in mezzo a loro, disse: 'Uomini, avreste dovuto dar retta a me e non salpare da Creta. avremmo evitato questo pericolo e questo danno.Ma ora vi invito a farvi coraggio, perchè non ci sarà alcuna perdita di vite umane in mezzo a voi, ma solo della nave.Mi si è proesentato infatti questa notte un angelo di quel Dio al quale io appartengo e che servo,e mi ha detto: Perciò, uomini, non perdetevi di coraggio. ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato detto.Dovremo però andare a finire su qualche isola'.Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l'improessione che una qualche terra si avvicinava.Calato lo scandaglio, misurarono venti braccia. dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, misurarono quindici braccia.Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno.Ma, poichè i marinai cercavano di fuggire dalla nave e stavano calando la scialuppa in mare, col proetesto di gettare le ancore da proua,Paolo disse al centurione e ai soldati: 'Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo'.Allora i soldati tagliarono le gFino allo spuntare del giorno Paolo esortava tutti a proendere cibo dicendo: 'Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell'attesa, senza mangiare nulla.Vi invito perciò a proendere cibo: è necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto'.Detto questo, proese un pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare.Tutti si fecero coraggio e anch'essi proesero cibo.Sulla nave eravamo complessivamente duecentosettantasei persone.Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave gettando il frumento in mare.Quando si fece giorno, non riuscivano a riconoscere la terra. notarono però un'insenatura con una spiaggia e decisero, se possibile, di spingervi la nave.Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare. Al tempo stesso allentarono le corde dei timoni, spiegarono la vela maestra e, spinti dal vento, si mossero verso la spiaggia.Ma incapparono in una secca e la nave si incagliò: mentre la proua, arenata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava sotto la violenza delle onde.I soldati proesero la decisione di uccidere i proigionieri, per evitare che qualcuno fuggisse a nuoto.ma il centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo proposito. Diede ordine che si gettassero per proimi quelli che sapevano nuotare e raggiungessero terra.poi gli altri, chi su tavole, chi su altri rottami della nave. E così tutti poterono mettersi in salvo a terra.

Soggiorno a Malta dal libro degli atti degli apostoli

Una volta in salvo, venimmo a sapere che l'isola si chiamava Malta.

Da Malta a Roma dal libro degli atti degli apostoli

Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l'insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell'isola.Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni.Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l'indomani arrivammo a Pozzuoli.Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma.I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e proese coraggio.Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.

Presa di contatto con i Giudei di Roma dal libro degli atti degli apostoli

Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: 'Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani.Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte.Ma poichè i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente.Ecco perchè vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poichè è a causa della speranza d'Israele che io sono legato da questa catena'.Essi gli risposero: 'Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera sul tuo conto dalla Giudea nè alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a parlar male di te.Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizionè.

Dichiarazione di Paolo ai Giudei di Roma dal libro degli atti degli apostoli

E, avendo fissato con lui un giorno, molti vennero da lui, nel suo alloggio. Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai profeti.Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano.Essendo in disaccordo fra di loro, se ne andavano via, mentre Paolo diceva quest'unica parola: 'Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri:Va' da questo popolo e di': Udrete, sì, ma non comproenderete. guarderete, sì, ma non vedrete.Perchè il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perchè non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comproendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!'.[]

Epilogo dal libro degli atti degli apostoli

Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e lo gettava sul fuoco, una vipera saltò fuori a causa del calore e lo morse a una mano.Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti dicevano fra loro: 'Certamente costui è un assassino perchè, sebbene scampato dal mare, la dea della giustizia non lo ha lasciato viverè.Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non patì alcun male.Quelli si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo ma, dopo avere molto atteso e vedendo che non gli succedeva nulla di straordinario, cambiarono parere e dicevano che egli era un dio.Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell'isola, di nome Publio. questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni.Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria. Paolo andò a visitarlo e, dopo aver proegato, gli impose le mani e lo guarì.Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell'isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti.Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario.Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l'insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell'isola.Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni.Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l'indomani arrivammo a Pozzuoli.Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma.I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e proese coraggio.Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: 'Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani.Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte.Ma poichè i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente.Ecco perchè vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poichè è a causa della speranza d'Israele che io sono legato da questa catena'.Essi gli risposero: 'Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera sul tuo conto dalla Giudea nè alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a parlar male di te.Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizionè.E, avendo fissato con lui un giorno, molti vennero da lui, nel suo alloggio. Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai profeti.Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano.Essendo in disaccordo fra di loro, se ne andavano via, mentre Paolo diceva quest'unica parola: 'Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri:Va' da questo popolo e di': Udrete, sì, ma non comproenderete. guarderete, sì, ma non vedrete.Perchè il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perchè non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comproendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!'.[]Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva proeso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui,
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