atti degli apostoli

paragrafotesto

Prologo

1: 1 Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi1: 2 fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.1: 3 Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.1: 4 Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, "quella - disse - che voi avete udito da me:1: 5 Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo".1: 1 annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.

L'Ascensione

1: 6 Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: "Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?".1: 7 Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere,1: 8 ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra".1: 9 Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.1: 10 Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro1: 11 e dissero: "Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".

Il gruppo degli apostoli

1: 12 Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato.1: 13 Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo.1: 14 Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

La sostituzione di Giuda

1: 15 In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli - il numero delle persone radunate era di circa centoventi - e disse:1: 16 "Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù.1: 17 Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.1: 18 Giuda dunque comprò un campo con il prezzo del suo delitto e poi, precipitando, si squarciò e si sparsero tutte le sue viscere.1: 19 La cosa è divenuta nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e così quel campo, nella loro lingua, è stato chiamato Akeldamà, cioè "Campo del sangue".1: 20 Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti, e il suo incarico lo prenda un altro.1: 21 Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi,1: 22 cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione".1: 23 Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia.1: 24 Poi pregarono dicendo: "Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto1: 25 per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava".1: 26 Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

La Pentecoste

2: 1 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.2: 2 Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.2: 3 Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,2: 4 e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.2: 5 Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.2: 6 A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perchè ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.2: 7 Erano stupiti e, fuori di sè per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?2: 8 E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?2: 9 Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,2: 10 della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti,2: 11 Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio".2: 12 Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?".2: 13 Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di vino dolce".

Discorso di Pietro alla folla

2: 14 Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: "Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole.2: 15 Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino;2: 16 accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:2: 17 Avverrà: negli ultimi giorni - dice Dio - su tutti effonderò il mio Spirito; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni.2: 18 E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno.2: 19 Farò prodigi lassù nel cielo e segni quaggiù sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo.2: 20 Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e glorioso.2: 21 E avverrà: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.2: 22 Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -,2: 23 consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso.2: 24 Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perchè non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.2: 25 Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perchè io non vacilli.2: 26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza,2: 27 perchè tu non abbandonerai la mia vita negli inferi nè permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.2: 28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.2: 29 Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi.2: 30 Ma poichè era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,2: 31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, nè la sua carne subì la corruzione.2: 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.2: 33 Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.2: 34 Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,2: 35 finchè io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi.2: 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso".

Le prime conversioni

2: 37 All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?".2: 38 E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.2: 39 Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro".2: 40 Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa!".2: 41 Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

La prima comunità cristiana

2: 42 Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.2: 43 Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.2: 44 Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune;2: 45 vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.2: 46 Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore,2: 47 lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.

La guarigione dello storpio

3: 1 (47) Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Discorso di Pietro al popolo

3: 11 e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.3: 12 Mentre egli tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sè per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.3: 13 Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: "Uomini d'Israele, perchè vi meravigliate di questo e perchè continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest'uomo?3: 14 Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo;3: 15 voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.3: 16 Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.3: 17 E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi.3: 18 Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi.3: 19 Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire.3: 20 Convertitevi dunque e cambiate vita, perchè siano cancellati i vostri peccati3: 21 e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù.3: 22 Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità.3: 23 Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà.3: 24 E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo.3: 25 E tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch'essi questi giorni.3: 26 Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra.

Pietro e Giovanni davanti al sinedrio

4: 1 Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perchè ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità".4: 2 Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducei,4: 3 irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti.4: 4 Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera.4: 5 Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.4: 6 Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi,4: 7 il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti.4: 8 Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: "Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?".4: 9 Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani,4: 10 visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato,4: 11 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.4: 12 Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo.4: 13 In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati".4: 14 Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù.4: 15 Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare.4: 16 Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro4: 17 dicendo: "Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo.4: 18 Ma perchè non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome".4: 19 Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo nè di insegnare nel nome di Gesù.4: 20 Ma Pietro e Giovanni replicarono: "Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi.4: 21 Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato".4: 22 Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perchè tutti glorificavano Dio per l'accaduto.

Preghiera degli apostoli nella persecuzione

4: 23 L'uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni.4: 24 Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani.4: 25 Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio dicendo: "Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano,4: 26 tu che, per mezzo dello Spirito Santo, dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide: Perchè le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane?4: 27 Si sollevarono i re della terra e i prìncipi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo;4: 28 davvero in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le nazioni e i popoli d'Israele, si sono alleati contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato,4: 29 per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano deciso che avvenisse.4: 30 E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di proclamare con tutta franchezza la tua parola,4: 31 stendendo la tua mano affinchè si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù".

La prima comunità cristiana

4: 32 Quand'ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza.4: 33 La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.4: 34 Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.4: 35 Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perchè quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto

La generosità di Barnaba

4: 36 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.4: 37 Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa "figlio dell'esortazione", un levita originario di Cipro,

La frode di Anania e di Saffara

5: 1 padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.5: 2 Un uomo di nome Anania, con sua moglie Saffìra, vendette un terreno5: 3 e, tenuta per sè, d'accordo con la moglie, una parte del ricavato, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli.5: 4 Ma Pietro disse: "Anania, perchè Satana ti ha riempito il cuore, cosicchè hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo?5: 5 Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e l'importo della vendita non era forse a tua disposizione? Perchè hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio".5: 6 All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. Un grande timore si diffuse in tutti quelli che ascoltavano.5: 7 Si alzarono allora i giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono.5: 8 Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò sua moglie, ignara dell'accaduto.5: 9 Pietro le chiese: "Dimmi: è a questo prezzo che avete venduto il campo?". Ed ella rispose: "Sì, a questo prezzo".5: 10 Allora Pietro le disse: "Perchè vi siete accordati per mettere alla prova lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta quelli che hanno seppellito tuo marito: porteranno via anche te".5: 11 Ella all'istante cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta, la portarono fuori e la seppellirono accanto a suo marito.

Quadro d'insieme

5: 12 Un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose.5: 13 Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone;5: 14 nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.5: 15 Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne,5: 16 tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perchè, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.

Arresto e liberazione miracolosa degli apostoli

5: 17 Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.5: 18 Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia,5: 19 e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica.5: 20 Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse:

Gli apostoli davanti al sinedrio

5: 21 "Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita".5: 22 Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare. Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè tutto il senato dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione.5: 23 Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a riferire:5: 24 "Abbiamo trovato la prigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno".5: 25 Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo.5: 26 In quel momento arrivò un tale a riferire loro: "Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo".5: 27 Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza, per timore di essere lapidati dal popolo.5: 28 Li condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò5: 29 dicendo: "Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo".5: 30 Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: "Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini.5: 31 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce.5: 32 Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati.5: 33 E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono".

L'intervento di Gamaliele

5: 34 All'udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.5: 35 Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momento5: 36 e disse: "Uomini d'Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini.5: 37 Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla.5: 38 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero.5: 39 Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest'opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta;5: 40 ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!". Seguirono il suo parere5: 41 e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà.5: 42 Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.

L'istituzione dei sette

6: 1 E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.6: 2 In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perchè, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.6: 3 Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense.6: 4 Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.6: 5 Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola".6: 6 Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia.6: 7 Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

L'arresto di Stefano

6: 8 E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.6: 9 Stefano intanto, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo.6: 10 Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell'Asia, si alzarono a discutere con Stefano,6: 11 ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.6: 12 Allora istigarono alcuni perchè dicessero: "Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio".6: 13 E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio.6: 14 Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: "Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge.6: 15 Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato".

Il discorso di Stefano

7: 1 E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.7: 2 Disse allora il sommo sacerdote: "Le cose stanno proprio così?".7: 3 Stefano rispose: "Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo quando era in Mesopotamia, prima che si stabilisse in Carran,7: 4 e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e vieni nella terra che io ti indicherò.7: 5 Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran; di là, dopo la morte di suo padre, Dio lo fece emigrare in questa terra dove voi ora abitate.7: 6 In essa non gli diede alcuna proprietà, neppure quanto l'orma di un piede e, sebbene non avesse figli, promise di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui.7: 7 Poi Dio parlò così: La sua discendenza vivrà da straniera in terra altrui, tenuta in schiavitù e oppressione per quattrocento anni.7: 8 Ma la nazione di cui saranno schiavi, io la giudicherò - disse Dio - e dopo ciò usciranno e mi adoreranno in questo luogo.7: 9 E gli diede l'alleanza della circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi.7: 10 Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero perchè fosse condotto in Egitto. Dio però era con lui7: 11 e lo liberò da tutte le sue tribolazioni e gli diede grazia e sapienza davanti al faraone, re d'Egitto, il quale lo nominò governatore dell'Egitto e di tutta la sua casa.7: 12 Su tutto l'Egitto e su Canaan vennero carestia e grande tribolazione e i nostri padri non trovavano da mangiare.7: 13 Giacobbe, avendo udito che in Egitto c'era del cibo, vi inviò i nostri padri una prima volta;7: 14 la seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e così fu nota al faraone la stirpe di Giuseppe.7: 15 Giuseppe allora mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, in tutto settantacinque persone.7: 16 Giacobbe discese in Egitto. Egli morì, come anche i nostri padri;7: 17 essi furono trasportati in Sichem e deposti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato, pagando in denaro, dai figli di Emor, a Sichem.7: 18 Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,7: 19 finchè sorse in Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe.7: 20 Questi, agendo con inganno contro la nostra gente, oppresse i nostri padri fino al punto di costringerli ad abbandonare i loro bambini, perchè non sopravvivessero.7: 21 In quel tempo nacque Mosè, ed era molto bello. Fu allevato per tre mesi nella casa paterna7: 22 e, quando fu abbandonato, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come suo figlio.7: 23 Così Mosè venne educato in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente in parole e in opere.7: 24 Quando compì quarant'anni, gli venne il desiderio di fare visita ai suoi fratelli, i figli d'Israele.7: 25 Vedendone uno che veniva maltrattato, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egiziano.7: 26 Egli pensava che i suoi fratelli avrebbero compreso che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero.7: 27 Il giorno dopo egli si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e cercava di rappacificarli. Disse: "Uomini, siete fratelli! Perchè vi maltrattate l'un l'altro?".7: 28 Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: "Chi ti ha costituito capo e giudice sopra di noi?7: 29 Vuoi forse uccidermi, come ieri hai ucciso l'Egiziano?".7: 30 A queste parole Mosè fuggì e andò a vivere da straniero nella terra di Madian, dove ebbe due figli.7: 31 Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente.7: 32 Mosè rimase stupito di questa visione e, mentre si avvicinava per vedere meglio, venne la voce del Signore:7: 33 "Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe". Tutto tremante, Mosè non osava guardare.7: 34 Allora il Signore gli disse: "Togliti i sandali dai piedi, perchè il luogo in cui stai è terra santa.7: 35 Ho visto i maltrattamenti fatti al mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli. Ora vieni, io ti mando in Egitto".7: 36 Questo Mosè, che essi avevano rinnegato dicendo: "Chi ti ha costituito capo e giudice?", proprio lui Dio mandò come capo e liberatore, per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel roveto.7: 37 Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nella terra d'Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant'anni.7: 38 Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: "Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me".7: 39 Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo, che gli parlava sul monte Sinai, e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi.7: 40 Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero e in cuor loro si volsero verso l'Egitto,7: 41 dicendo ad Aronne: "Fa' per noi degli dèi che camminino davanti a noi, perchè a questo Mosè, che ci condusse fuori dalla terra d'Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto".7: 42 E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono un sacrificio all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani.7: 43 Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto degli astri del cielo, come è scritto nel libro dei Profeti: Mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?7: 44 Avete preso con voi la tenda di Moloc e la stella del vostro dio Refan, immagini che vi siete fabbricate per adorarle! Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.7: 45 Nel deserto i nostri padri avevano la tenda della testimonianza, come colui che parlava a Mosè aveva ordinato di costruirla secondo il modello che aveva visto.7: 46 E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè la portarono con sè nel territorio delle nazioni che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide.7: 47 Costui trovò grazia dinanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per la casa di Giacobbe;7: 48 ma fu Salomone che gli costruì una casa.7: 49 L'Altissimo tuttavia non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il profeta:7: 50 Il cielo è il mio trono e la terra sgabello dei miei piedi. Quale casa potrete costruirmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo?7: 51 Non è forse la mia mano che ha creato tutte queste cose?7: 52 Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi.7: 53 Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori,7: 54 voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata".

Lapidazione di Stefano. Saulo persecutore

7: 55 All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.7: 56 Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio7: 57 e disse: "Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio".7: 58 Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui,7: 59 lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.7: 60 E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito".

Filippo in Samaria

8: 5 Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.8: 6 Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo.8: 7 E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva.8: 8 Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti.

Simone il mago

8: 9 E vi fu grande gioia in quella città.8: 10 Vi era da tempo in città un tale di nome Simone, che praticava la magia e faceva strabiliare gli abitanti della Samaria, spacciandosi per un grande personaggio.8: 11 A lui prestavano attenzione tutti, piccoli e grandi, e dicevano: "Costui è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande".8: 12 Gli prestavano attenzione, perchè per molto tempo li aveva stupiti con le sue magie.8: 13 Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che annunciava il vangelo del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare.8: 14 Anche lo stesso Simone credette e, dopo che fu battezzato, stava sempre attaccato a Filippo. Rimaneva stupito nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.8: 15 Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni.8: 16 Essi scesero e pregarono per loro perchè ricevessero lo Spirito Santo;8: 17 non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.8: 18 Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.8: 19 Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro8: 20 dicendo: "Date anche a me questo potere perchè, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo".8: 21 Ma Pietro gli rispose: "Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perchè hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio!8: 22 Non hai nulla da spartire nè da guadagnare in questa cosa, perchè il tuo cuore non è retto davanti a Dio.8: 23 Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l'intenzione del tuo cuore.8: 24 Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell'iniquità".8: 25 Rispose allora Simone: "Pregate voi per me il Signore, perchè non mi accada nulla di ciò che avete detto".

Filippo battezza un ministro etiope

8: 26 Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani.8: 27 Un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: "àlzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta".8: 28 Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etìope, eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme,8: 29 stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia.8: 30 Disse allora lo Spirito a Filippo: "Va' avanti e accòstati a quel carro".8: 31 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "Capisci quello che stai leggendo?".8: 32 Egli rispose: "E come potrei capire, se nessuno mi guida?". E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.8: 33 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca.8: 34 Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poichè è stata recisa dalla terra la sua vita.8: 35 Rivolgendosi a Filippo, l'eunuco disse: "Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?".8: 36 Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù.8: 37 Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunuco disse: "Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?".8: 38 []8: 39 Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò.8: 40 Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada.

La vocazione di Saulo

9: 1 Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finchè giunse a Cesarèa.9: 2 Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote9: 3 e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.9: 4 E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo9: 5 e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti?".9: 6 Rispose: "Chi sei, o Signore?". Ed egli: "Io sono Gesù, che tu persèguiti!9: 7 Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare".9: 8 Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno.9: 9 Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco.9: 10 Per tre giorni rimase cieco e non prese nè cibo nè bevanda.9: 11 C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: "Anania!". Rispose: "Eccomi, Signore!".9: 12 E il Signore a lui: "Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando9: 13 e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perchè recuperasse la vista".9: 14 Rispose Anania: "Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.9: 15 Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome".9: 16 Ma il Signore gli disse: "Va', perchè egli è lo strumento che ho scelto per me, affinchè porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele;9: 17 e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome".9: 18 Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perchè tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo".9: 19 E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato,

Predicazione di Saulo a Damasco

9: 2 Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote9: 3 e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.9: 4 E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo9: 5 e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti?".9: 6 Rispose: "Chi sei, o Signore?". Ed egli: "Io sono Gesù, che tu persèguiti!9: 7 Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare".9: 8 Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno.9: 9 Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco.9: 10 Per tre giorni rimase cieco e non prese nè cibo nè bevanda.9: 11 C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: "Anania!". Rispose: "Eccomi, Signore!".9: 12 E il Signore a lui: "Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando9: 13 e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perchè recuperasse la vista".9: 14 Rispose Anania: "Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.9: 15 Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome".9: 16 Ma il Signore gli disse: "Va', perchè egli è lo strumento che ho scelto per me, affinchè porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele;9: 17 e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome".9: 18 Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perchè tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo".9: 19 E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato,9: 20 poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco,9: 21 e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.9: 22 E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: "Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui precisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?".9: 23 Saulo frattanto si rinfrancava sempre di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.9: 24 Trascorsero così parecchi giorni e i Giudei deliberarono di ucciderlo,9: 25 ma Saulo venne a conoscenza dei loro piani. Per riuscire a eliminarlo essi sorvegliavano anche le porte della città, giorno e notte;

Visita di Saulo a Gerusalemme

9: 26 ma i suoi discepoli, di notte, lo presero e lo fecero scendere lungo le mura, calandolo giù in una cesta.9: 27 Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.9: 28 Allora Bàrnaba lo prese con sè, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù.9: 29 Così egli potè stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore.9: 30 Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo.

Periodo di tranquillita

9: 31 Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.

Pietro guarisce a Lidda

9: 32 La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.9: 33 E avvenne che Pietro, mentre andava a far visita a tutti, si recò anche dai fedeli che abitavano a Lidda.9: 34 Qui trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva su una barella perchè era paralitico.9: 35 Pietro gli disse: "Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto". E subito si alzò.

Pietro risuscita una donna a Giaffa

9: 36 Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saron e si convertirono al Signore.9: 37 A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità - nome che significa Gazzella - la quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine.9: 38 Proprio in quei giorni ella si ammalò e morì. La lavarono e la posero in una stanza al piano superiore.9: 39 E, poichè Lidda era vicina a Giaffa, i discepoli, udito che Pietro si trovava là, gli mandarono due uomini a invitarlo: "Non indugiare, vieni da noi!".9: 40 Pietro allora si alzò e andò con loro. Appena arrivato, lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto, che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era fra loro.9: 41 Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi, rivolto al corpo, disse: "Tabità, àlzati!". Ed ella aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere.9: 42 Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i fedeli e le vedove e la presentò loro viva.9: 43 La cosa fu risaputa in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore.

Pietro si reca da un centurione romano

10: 1 Pietro rimase a Giaffa parecchi giorni, presso un certo Simone, conciatore di pelli.10: 2 Vi era a Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica.10: 3 Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio.10: 4 Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: "Cornelio!".10: 5 Egli lo guardò e preso da timore disse: "Che c'è, Signore?". Gli rispose: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio ed egli si è ricordato di te.10: 6 Ora manda degli uomini a Giaffa e fa' venire un certo Simone, detto Pietro.10: 7 Egli è ospite presso un tale Simone, conciatore di pelli, che abita vicino al mare".10: 8 Quando l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un soldato, uomo religioso, che era ai suoi ordini;10: 9 spiegò loro ogni cosa e li mandò a Giaffa.10: 10 Il giorno dopo, mentre quelli erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro, verso mezzogiorno, salì sulla terrazza a pregare.10: 11 Gli venne fame e voleva prendere cibo. Mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi:10: 12 vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi.10: 13 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo.10: 14 Allora risuonò una voce che gli diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!".10: 15 Ma Pietro rispose: "Non sia mai, Signore, perchè io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro".10: 16 E la voce di nuovo a lui: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano".10: 17 Questo accadde per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato nel cielo.10: 18 Mentre Pietro si domandava perplesso, tra sè e sè, che cosa significasse ciò che aveva visto, ecco gli uomini inviati da Cornelio: dopo aver domandato della casa di Simone, si presentarono all'ingresso,10: 19 chiamarono e chiesero se Simone, detto Pietro, fosse ospite lì.10: 20 Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: "Ecco, tre uomini ti cercano;10: 21 àlzati, scendi e va' con loro senza esitare, perchè sono io che li ho mandati".10: 22 Pietro scese incontro a quegli uomini e disse: "Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?".10: 23 Risposero: "Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutta la nazione dei Giudei, ha ricevuto da un angelo santo l'ordine di farti venire in casa sua per ascoltare ciò che hai da dirgli".10: 24 Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente partì con loro e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono.10: 25 Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli con i parenti e gli amici intimi che aveva invitato.10: 26 Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio.10: 27 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: "àlzati: anche io sono un uomo!".10: 28 Poi, continuando a conversare con lui, entrò, trovò riunite molte persone10: 29 e disse loro: "Voi sapete che a un Giudeo non è lecito aver contatti o recarsi da stranieri; ma Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo.10: 30 Per questo, quando mi avete mandato a chiamare, sono venuto senza esitare. Vi chiedo dunque per quale ragione mi avete mandato a chiamare".10: 31 Cornelio allora rispose: "Quattro giorni or sono, verso quest'ora, stavo facendo la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in splendida veste10: 32 e mi disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e Dio si è ricordato delle tue elemosine.10: 33 Manda dunque qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli è ospite nella casa di Simone, il conciatore di pelli, vicino al mare".

Discorso di Pietro presso Cornelio

10: 34 Subito ho mandato a chiamarti e tu hai fatto una cosa buona a venire. Ora dunque tutti noi siamo qui riuniti, al cospetto di Dio, per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato".10: 35 Pietro allora prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone,10: 36 ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.10: 37 Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.10: 38 Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni;10: 39 cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perchè Dio era con lui.10: 40 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce,10: 41 ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse,10: 42 non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.10: 43 E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio.

Il battesimo dei primi pagani

10: 44 A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome".10: 45 Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola.10: 46 E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo;10: 47 li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse:10: 48 "Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?".

A Gerusalemme, Pietro giustifica la sua condotta

11: 1 E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.11: 2 Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio.11: 3 E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano11: 4 dicendo: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!".11: 5 Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo:11: 6 "Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me.11: 7 Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo.11: 8 Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!".11: 9 Io dissi: "Non sia mai, Signore, perchè nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca".11: 10 Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano".11: 11 Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo.11: 12 Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi.11: 13 Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.11: 14 Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli: "Manda qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro;11: 15 egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia".11: 16 Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi.11: 17 Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo".11: 18 Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?".

Fondazione della chiesa di Antiochia

11: 19 All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perchè abbiano la vita!".11: 20 Intanto quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorchè ai Giudei.11: 21 Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.11: 22 E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.11: 23 Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.11: 24 Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore,11: 25 da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.11: 26 Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo:

Barnaba e Saulo a Gerusalemme

11: 27 lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.11: 28 In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiòchia.11: 29 Uno di loro, di nome àgabo, si alzò in piedi e annunciò, per impulso dello Spirito, che sarebbe scoppiata una grande carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l'impero di Claudio.11: 30 Allora i discepoli stabilirono di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo quello che possedeva;

Arresto di Pietro e sua liberazione miracolosa

12: 1 questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo.12: 2 In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa.12: 3 Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.12: 4 Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi.12: 5 Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.12: 6 Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui.12: 7 In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.12: 8 Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: "àlzati, in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani.12: 9 L'angelo gli disse: "Mettiti la cintura e lègati i sandali". E così fece. L'angelo disse: "Metti il mantello e seguimi!".12: 10 Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva invece di avere una visione.12: 11 Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sè davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si allontanò da lui.12: 12 Pietro allora, rientrato in sè, disse: "Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva".12: 13 Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti erano riuniti e pregavano.12: 14 Appena ebbe bussato alla porta esterna, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era.12: 15 Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse ad annunciare che fuori c'era Pietro.12: 16 "Tu vaneggi!", le dissero. Ma ella insisteva che era proprio così. E quelli invece dicevano: "è l'angelo di Pietro".12: 17 Questi intanto continuava a bussare e, quando aprirono e lo videro, rimasero stupefatti.12: 18 Egli allora fece loro cenno con la mano di tacere e narrò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dal carcere, e aggiunse: "Riferite questo a Giacomo e ai fratelli". Poi uscì e se ne andò verso un altro luogo.12: 19 Sul far del giorno, c'era non poco scompiglio tra i soldati: che cosa mai era accaduto di Pietro?

La morte del persecutore

12: 2 In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa.12: 3 Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.12: 4 Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi.12: 5 Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.12: 6 Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui.12: 7 In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.12: 8 Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: "àlzati, in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani.12: 9 L'angelo gli disse: "Mettiti la cintura e lègati i sandali". E così fece. L'angelo disse: "Metti il mantello e seguimi!".12: 10 Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva invece di avere una visione.12: 11 Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sè davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si allontanò da lui.12: 12 Pietro allora, rientrato in sè, disse: "Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva".12: 13 Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti erano riuniti e pregavano.12: 14 Appena ebbe bussato alla porta esterna, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era.12: 15 Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse ad annunciare che fuori c'era Pietro.12: 16 "Tu vaneggi!", le dissero. Ma ella insisteva che era proprio così. E quelli invece dicevano: "è l'angelo di Pietro".12: 17 Questi intanto continuava a bussare e, quando aprirono e lo videro, rimasero stupefatti.12: 18 Egli allora fece loro cenno con la mano di tacere e narrò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dal carcere, e aggiunse: "Riferite questo a Giacomo e ai fratelli". Poi uscì e se ne andò verso un altro luogo.12: 19 Sul far del giorno, c'era non poco scompiglio tra i soldati: che cosa mai era accaduto di Pietro?12: 20 Erode lo fece cercare e, non essendo riuscito a trovarlo, fece processare le sentinelle e ordinò che fossero messe a morte; poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarèa.12: 21 Egli era infuriato contro gli abitanti di Tiro e di Sidone. Questi però si presentarono a lui di comune accordo e, dopo aver convinto Blasto, prefetto della camera del re, chiedevano pace, perchè il loro paese riceveva viveri dal paese del re.12: 22 Nel giorno fissato Erode, vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso.12: 23 La folla acclamava: "Voce di un dio e non di un uomo!".

Barnaba e Saulo ritornano ad Antiochia

12: 24 Ma improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perchè non aveva dato gloria a Dio; ed egli, divorato dai vermi, spirò.12: 25 Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva.

L'invio in missione

13: 1 Bàrnaba e Saulo poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono prendendo con sè Giovanni, detto Marco.13: 2 C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo.13: 3 Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati".

A Cipro, il mago Elimas

13: 4 Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.13: 5 Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro.13: 6 Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con sè anche Giovanni come aiutante.13: 7 Attraversata tutta l'isola fino a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Iesus,13: 8 al seguito del proconsole Sergio Paolo, uomo saggio, che aveva fatto chiamare a sè Bàrnaba e Saulo e desiderava ascoltare la parola di Dio.13: 9 Ma Elimas, il mago - ciò infatti significa il suo nome -, faceva loro opposizione, cercando di distogliere il proconsole dalla fede.13: 10 Allora Saulo, detto anche Paolo, colmato di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui13: 11 e disse: "Uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore?13: 12 Ed ecco, dunque, la mano del Signore è sopra di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il sole". Di colpo piombarono su di lui oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano.

Arrivo ad Antiochia di Pisidia

13: 13 Quando vide l'accaduto, il proconsole credette, colpito dall'insegnamento del Signore.13: 14 Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.13: 15 Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.

La predicazione di Paolo davanti ai Giudei

13: 16 Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: "Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!".13: 17 Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: "Uomini d'Israele e voi timorati di Dio, ascoltate.13: 18 Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.13: 19 Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto,13: 20 distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra13: 21 per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuele.13: 22 Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant'anni.13: 23 E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri".13: 24 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù.13: 25 Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele.13: 26 Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali".13: 27 Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza.13: 28 Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non l'hanno riconosciuto e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si leggono ogni sabato;13: 29 pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.13: 30 Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro.13: 31 Ma Dio lo ha risuscitato dai morti13: 32 ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo.13: 33 E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata,13: 34 perchè Dio l'ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato.13: 35 Sì, Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a tornare alla corruzione, come ha dichiarato: Darò a voi le cose sante di Davide, quelle degne di fede.13: 36 Per questo in un altro testo dice anche: Non permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.13: 37 Ora Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nel suo tempo, morì e fu unito ai suoi padri e subì la corruzione.13: 38 Ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto la corruzione.13: 39 Vi sia dunque noto, fratelli, che per opera sua viene annunciato a voi il perdono dei peccati. Da tutte le cose da cui mediante la legge di Mosè non vi fu possibile essere giustificati,13: 40 per mezzo di lui chiunque crede è giustificato.13: 41 Badate dunque che non avvenga ciò che è detto nei Profeti:13: 42 Guardate, beffardi, stupite e nascondetevi, perchè un'opera io compio ai vostri giorni, un'opera che voi non credereste se vi fosse raccontata!".13: 43 Mentre uscivano, li esortavano ad annunciare loro queste cose il sabato seguente.

Paolo e Barnaba si rivolgono ai pagani

13: 44 Sciolta l'assemblea, molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.13: 45 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore.13: 46 Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.13: 47 Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: "Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poichè la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.13: 48 Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto per essere luce delle genti, perchè tu porti la salvezza sino all'estremità della terra".13: 49 Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.13: 50 La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.13: 51 Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio.13: 52 Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.

Evangelizzazione di Iconio

14: 1 I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.14: 2 Anche a Icònio essi entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che un grande numero di Giudei e di Greci divennero credenti.14: 3 Ma i Giudei, che non avevano accolto la fede, eccitarono e inasprirono gli animi dei pagani contro i fratelli.14: 4 Essi tuttavia rimasero per un certo tempo e parlavano con franchezza in virtù del Signore, che rendeva testimonianza alla parola della sua grazia e concedeva che per mano loro si operassero segni e prodigi.14: 5 La popolazione della città si divise, schierandosi alcuni dalla parte dei Giudei, altri dalla parte degli apostoli.14: 6 Ma quando ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi di aggredirli e lapidarli,14: 7 essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni,

Guarigione di un paralizzato

14: 8 e là andavano evangelizzando.14: 9 C'era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato.14: 10 Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato,14: 11 disse a gran voce: "àlzati, ritto in piedi!". Egli balzò in piedi e si mise a camminare.14: 12 La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: "Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!".14: 13 E chiamavano Bàrnaba "Zeus" e Paolo "Hermes", perchè era lui a parlare.14: 14 Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all'ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla.14: 15 Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando:14: 16 "Uomini, perchè fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano.14: 17 Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada;14: 18 ma non ha cessato di dar prova di sè beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori".

Fine della missione

14: 19 E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall'offrire loro un sacrificio.14: 20 Ma giunsero da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto.14: 21 Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.14: 22 Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia,14: 23 confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede "perchè - dicevano - dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni".14: 24 Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.14: 25 Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia14: 26 e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia;14: 27 di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.14: 28 Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

Controversia ad Antiochia

15: 1 E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.15: 2 Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati".15: 3 Poichè Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.15: 4 Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

Controversia a Gerusalemme

15: 5 Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.15: 6 Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: "è necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè".

Il discorso di Pietro

15: 7 Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.15: 8 Sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: "Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.15: 9 E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi;15: 10 e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede.15: 11 Ora dunque, perchè tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che nè i nostri padri nè noi siamo stati in grado di portare?15: 12 Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro".

Il discorso di Giacomo

15: 13 Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.15: 14 Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: "Fratelli, ascoltatemi.15: 15 Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome.15: 16 Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:15: 17 Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine e la rialzerò,15: 18 perchè cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose,15: 19 note da sempre.15: 20 Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio,15: 21 ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.

La lettera apostolica

15: 22 Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poichè viene letto ogni sabato nelle sinagoghe".15: 23 Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.15: 24 E inviarono tramite loro questo scritto: "Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute!15: 25 Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.15: 26 Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo,15: 27 uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.15: 28 Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose.15: 29 è parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie:

I delegati di Antiochia

15: 3 Poichè Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.15: 4 Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.15: 5 Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.15: 6 Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: "è necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè".15: 7 Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.15: 8 Sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: "Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.15: 9 E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi;15: 10 e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede.15: 11 Ora dunque, perchè tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che nè i nostri padri nè noi siamo stati in grado di portare?15: 12 Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro".15: 13 Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.15: 14 Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: "Fratelli, ascoltatemi.15: 15 Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome.15: 16 Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:15: 17 Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine e la rialzerò,15: 18 perchè cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose,15: 19 note da sempre.15: 20 Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio,15: 21 ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.15: 22 Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poichè viene letto ogni sabato nelle sinagoghe".15: 23 Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.15: 24 E inviarono tramite loro questo scritto: "Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute!15: 25 Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.15: 26 Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo,15: 27 uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.15: 28 Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose.15: 29 è parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie:15: 30 astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!".15: 31 Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l'assemblea, consegnarono la lettera.15: 32 Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva.15: 33 Giuda e Sila, essendo anch'essi profeti, con un lungo discorso incoraggiarono i fratelli e li fortificarono.15: 34 Dopo un certo tempo i fratelli li congedarono con il saluto di pace, perchè tornassero da quelli che li avevano inviati.15: 35 []

Paolo si separa da Barnaba è si aggrega Sila

15: 36 Paolo e Bàrnaba invece rimasero ad Antiòchia, insegnando e annunciando, insieme a molti altri, la parola del Signore.15: 37 Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: "Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno".15: 38 Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco,15: 39 ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera.15: 40 Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro. Bàrnaba, prendendo con sè Marco, s'imbarcò per Cipro.

In Licaonia Paolo si aggrega Timoteo

15: 41 Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore.16: 1 E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese.16: 2 Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco:16: 3 era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio.16: 4 Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.16: 5 Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perchè le osservassero.

Traversata dell'Asia Minore

16: 6 Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.16: 7 Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galazia, poichè lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.16: 8 Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro;16: 9 così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.16: 10 Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: "Vieni in Macedonia e aiutaci!".

L'arrivo a Filippi

16: 11 Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.16: 12 Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli16: 13 e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni.16: 14 Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite.16: 15 Ad ascoltare c'era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.

Paolo e Sila in prigione

16: 16 Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: "Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa". E ci costrinse ad accettare.16: 17 Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una schiava che aveva uno spirito di divinazione: costei, facendo l'indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni.16: 18 Ella si mise a seguire Paolo e noi, gridando: "Questi uomini sono servi del Dio altissimo e vi annunciano la via della salvezza".16: 19 Così fece per molti giorni, finchè Paolo, mal sopportando la cosa, si rivolse allo spirito e disse: "In nome di Gesù Cristo ti ordino di uscire da lei". E all'istante lo spirito uscì.16: 20 Ma i padroni di lei, vedendo che era svanita la speranza del loro guadagno, presero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza principale davanti ai capi della città.16: 21 Presentandoli ai magistrati dissero: "Questi uomini gettano il disordine nella nostra città; sono Giudei16: 22 e predicano usanze che a noi Romani non è lecito accogliere nè praticare".16: 23 La folla allora insorse contro di loro e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli16: 24 e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia.

Liberazione miracolosa dei missionari

16: 25 Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.16: 26 Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli.16: 27 D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.16: 28 Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti.16: 29 Ma Paolo gridò forte: "Non farti del male, siamo tutti qui".16: 30 Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila;16: 31 poi li condusse fuori e disse: "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?".16: 32 Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia".16: 33 E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.16: 34 Egli li prese con sè, a quell'ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi;16: 35 poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.16: 36 Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: "Rimetti in libertà quegli uomini!".16: 37 Il carceriere riferì a Paolo questo messaggio: "I magistrati hanno dato ordine di lasciarvi andare! Uscite dunque e andate in pace".16: 38 Ma Paolo disse alle guardie: "Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, pur essendo noi cittadini romani, e ci hanno gettato in carcere; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro di persona a condurci fuori!".16: 39 E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All'udire che erano cittadini romani, si spaventarono;16: 40 vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di andarsene dalla città.

A Tessalonica. Difficoltà con i Giudei

17: 1 Usciti dal carcere, si recarono a casa di Lidia, dove incontrarono i fratelli, li esortarono e partirono.17: 2 Percorrendo la strada che passa per Anfìpoli e Apollònia, giunsero a Tessalònica, dove c'era una sinagoga dei Giudei.17: 3 Come era sua consuetudine, Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,17: 4 spiegandole e sostenendo che il Cristo doveva soffrire e risorgere dai morti. E diceva: "Il Cristo è quel Gesù che io vi annuncio".17: 5 Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un grande numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà.17: 6 Ma i Giudei, ingelositi, presero con sè, dalla piazza, alcuni malviventi, suscitarono un tumulto e misero in subbuglio la città. Si presentarono alla casa di Giasone e cercavano Paolo e Sila per condurli davanti all'assemblea popolare.17: 7 Non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della città, gridando: "Quei tali che mettono il mondo in agitazione sono venuti anche qui17: 8 e Giasone li ha ospitati. Tutti costoro vanno contro i decreti dell'imperatore, perchè affermano che c'è un altro re: Gesù".17: 9 Così misero in ansia la popolazione e i capi della città che udivano queste cose;

Nuove difficoltà a Beria

17: 1 Usciti dal carcere, si recarono a casa di Lidia, dove incontrarono i fratelli, li esortarono e partirono.17: 2 Percorrendo la strada che passa per Anfìpoli e Apollònia, giunsero a Tessalònica, dove c'era una sinagoga dei Giudei.17: 3 Come era sua consuetudine, Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,17: 4 spiegandole e sostenendo che il Cristo doveva soffrire e risorgere dai morti. E diceva: "Il Cristo è quel Gesù che io vi annuncio".17: 5 Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un grande numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà.17: 6 Ma i Giudei, ingelositi, presero con sè, dalla piazza, alcuni malviventi, suscitarono un tumulto e misero in subbuglio la città. Si presentarono alla casa di Giasone e cercavano Paolo e Sila per condurli davanti all'assemblea popolare.17: 7 Non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della città, gridando: "Quei tali che mettono il mondo in agitazione sono venuti anche qui17: 8 e Giasone li ha ospitati. Tutti costoro vanno contro i decreti dell'imperatore, perchè affermano che c'è un altro re: Gesù".17: 9 Così misero in ansia la popolazione e i capi della città che udivano queste cose;17: 10 dopo avere ottenuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li rilasciarono.17: 11 Allora i fratelli, durante la notte, fecero partire subito Paolo e Sila verso Berea. Giunti là, entrarono nella sinagoga dei Giudei.17: 12 Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalònica e accolsero la Parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così.17: 13 Molti di loro divennero credenti e non pochi anche dei Greci, donne della nobiltà e uomini.17: 14 Ma quando i Giudei di Tessalònica vennero a sapere che anche a Berea era stata annunciata da Paolo la parola di Dio, andarono pure là ad agitare e a mettere in ansia la popolazione.17: 15 Allora i fratelli fecero subito partire Paolo, perchè si mettesse in cammino verso il mare, mentre Sila e Timòteo rimasero là.

Paolo ad Atene

17: 16 Quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene e ripartirono con l'ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più presto.17: 17 Paolo, mentre li attendeva ad Atene, fremeva dentro di sè al vedere la città piena di idoli.17: 18 Frattanto, nella sinagoga, discuteva con i Giudei e con i pagani credenti in Dio e ogni giorno, sulla piazza principale, con quelli che incontrava.17: 19 Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui, e alcuni dicevano: "Che cosa mai vorrà dire questo ciarlatano?". E altri: "Sembra essere uno che annuncia divinità straniere", poichè annunciava Gesù e la risurrezione.17: 20 Lo presero allora con sè, lo condussero all'Areòpago e dissero: "Possiamo sapere qual è questa nuova dottrina che tu annunci?17: 21 Cose strane, infatti, tu ci metti negli orecchi; desideriamo perciò sapere di che cosa si tratta".

Discorso di Paolo davanti all'Areopago

17: 22 Tutti gli Ateniesi, infatti, e gli stranieri là residenti non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità.17: 23 Allora Paolo, in piedi in mezzo all'Areòpago, disse: "Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi.17: 24 Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l'iscrizione: "A un dio ignoto". Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio.17: 25 Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo17: 26 nè dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.17: 27 Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perchè abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio17: 28 perchè cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benchè non sia lontano da ciascuno di noi.17: 29 In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: "Perchè di lui anche noi siamo stirpe".17: 30 Poichè dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'ingegno umano.17: 31 Ora Dio, passando sopra ai tempi dell'ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano,17: 32 perchè egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti".17: 33 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: "Su questo ti sentiremo un'altra volta".17: 34 Così Paolo si allontanò da loro.

Fondazione della chiesa di Corinto

18: 1 Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.18: 2 Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto.18: 3 Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco prima dall'Italia, con la moglie Priscilla, in seguito all'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loro18: 4 e, poichè erano del medesimo mestiere, si stabilì in casa loro e lavorava. Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende.18: 5 Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.18: 6 Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedonia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo.18: 7 Ma, poichè essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti, disse: "Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente. D'ora in poi me ne andrò dai pagani".18: 8 Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga.18: 9 Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e molti dei Corinzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.18: 10 Una notte, in visione, il Signore disse a Paolo: "Non aver paura; continua a parlare e non tacere,18: 11 perchè io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso".

Paolo tradotto in tribunale dai Giudei

18: 12 Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.18: 13 Mentre Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale18: 14 dicendo: "Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge".18: 15 Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: "Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto.18: 16 Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende".18: 17 E li fece cacciare dal tribunale.

Ritorno ad Antiochia è partenza per il terzo viaggio

18: 18 Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.18: 19 Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s'imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.18: 20 Giunsero a èfeso, dove lasciò i due coniugi e, entrato nella sinagoga, si mise a discutere con i Giudei.18: 21 Questi lo pregavano di fermarsi più a lungo, ma non acconsentì.18: 22 Tuttavia congedandosi disse: "Ritornerò di nuovo da voi, se Dio vorrà"; quindi partì da èfeso.18: 23 Sbarcato a Cesarèa, salì a Gerusalemme a salutare la Chiesa e poi scese ad Antiòchia.

Apollo

18: 24 Trascorso là un po' di tempo, partì: percorreva di seguito la regione della Galazia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.18: 25 Arrivò a èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture.18: 26 Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.18: 27 Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sè e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.18: 28 Poichè egli desiderava passare in Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti.

I seguaci di Giovanni a efeso

19: 1 Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.19: 2 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a èfeso. Qui trovò alcuni discepoli19: 3 e disse loro: "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?". Gli risposero: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo".19: 4 Ed egli disse: "Quale battesimo avete ricevuto?". "Il battesimo di Giovanni", risposero.19: 5 Disse allora Paolo: "Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù".19: 6 Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù19: 7 e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare.

Fondazione della chiesa di efeso

19: 8 Erano in tutto circa dodici uomini.19: 9 Entrato poi nella sinagoga, vi potè parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.19: 10 Ma, poichè alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere, dicendo male in pubblico di questa Via, si allontanò da loro, separò i discepoli e continuò a discutere ogni giorno nella scuola di Tiranno.

Gli esorcisti giudei

19: 11 Questo durò per due anni, e così tutti gli abitanti della provincia d'Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore.19: 12 Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo,19: 13 al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano.19: 14 Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch'essi a invocare il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: "Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica!".19: 15 Così facevano i sette figli di un certo Sceva, uno dei capi dei sacerdoti, giudeo.19: 16 Ma lo spirito cattivo rispose loro: "Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?".19: 17 E l'uomo che aveva lo spirito cattivo si scagliò su di loro, ebbe il sopravvento su tutti e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite.19: 18 Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e i Greci che abitavano a èfeso e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù veniva glorificato.19: 19 Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche di magia19: 20 e un numero considerevole di persone, che avevano esercitato arti magiche, portavano i propri libri e li bruciavano davanti a tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e si trovò che era di cinquantamila monete d'argento.

I progetti di Paolo

19: 21 Così la parola del Signore cresceva con vigore e si rafforzava.19: 22 Dopo questi fatti, Paolo decise nello Spirito di attraversare la Macedonia e l'Acaia e di recarsi a Gerusalemme, dicendo: "Dopo essere stato là, devo vedere anche Roma".

A Efeso. La sommossa degli orefici

19: 23 Inviati allora in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timòteo ed Erasto, si trattenne ancora un po' di tempo nella provincia di Asia.19: 24 Fu verso quel tempo che scoppiò un grande tumulto riguardo a questa Via.19: 25 Un tale, di nome Demetrio, che era òrafo e fabbricava tempietti di Artèmide in argento, procurando in tal modo non poco guadagno agli artigiani,19: 26 li radunò insieme a quanti lavoravano a questo genere di oggetti e disse: "Uomini, voi sapete che da questa attività proviene il nostro benessere;19: 27 ora, potete osservare e sentire come questo Paolo abbia convinto e fuorviato molta gente, non solo di èfeso, ma si può dire di tutta l'Asia, affermando che non sono dèi quelli fabbricati da mani d'uomo.19: 28 Non soltanto c'è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Artèmide non sia stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che tutta l'Asia e il mondo intero venerano".19: 29 All'udire ciò, furono pieni di collera e si misero a gridare: "Grande è l'Artèmide degli Efesini!".19: 30 La città fu tutta in agitazione e si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con sè i Macèdoni Gaio e Aristarco, compagni di viaggio di Paolo.19: 31 Paolo voleva presentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero.19: 32 Anche alcuni dei funzionari imperiali, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro.19: 33 Intanto, chi gridava una cosa, chi un'altra; l'assemblea era agitata e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi.19: 34 Alcuni della folla fecero intervenire un certo Alessandro, che i Giudei avevano spinto avanti, e Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti all'assemblea.19: 35 Appena s'accorsero che era giudeo, si misero tutti a gridare in coro per quasi due ore: "Grande è l'Artèmide degli Efesini!".19: 36 Ma il cancelliere della città calmò la folla e disse: "Abitanti di èfeso, chi fra gli uomini non sa che la città di èfeso è custode del tempio della grande Artèmide e della sua statua caduta dal cielo?19: 37 Poichè questi fatti sono incontestabili, è necessario che stiate calmi e non compiate gesti inconsulti.19: 38 Voi avete condotto qui questi uomini, che non hanno profanato il tempio nè hanno bestemmiato la nostra dea.19: 39 Perciò, se Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno delle ragioni da far valere contro qualcuno, esistono per questo i tribunali e vi sono i proconsoli: si citino in giudizio l'un l'altro.19: 40 Se poi desiderate qualche altra cosa, si deciderà nell'assemblea legittima.19: 41 C'è infatti il rischio di essere accusati di sedizione per l'accaduto di oggi, non essendoci alcun motivo con cui possiamo giustificare questo assembramento".

Paolo abbandona efeso

2: 1 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.2: 2 Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.2: 3 Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,2: 4 e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.2: 5 Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.2: 6 A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perchè ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.

A Triade Paolo risuscita un morto

2: 7 Erano stupiti e, fuori di sè per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?2: 8 E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?2: 9 Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,2: 10 della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti,2: 11 Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio".2: 12 Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?".

Da Triade a Mileto

2: 13 Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di vino dolce".2: 14 Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: "Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole.2: 15 Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino;2: 16 accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:

Addio agli anziani di efeso

2: 17 Avverrà: negli ultimi giorni - dice Dio - su tutti effonderò il mio Spirito; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni.2: 18 E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno.2: 19 Farò prodigi lassù nel cielo e segni quaggiù sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo.2: 20 Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e glorioso.2: 21 E avverrà: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.2: 22 Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -,2: 23 consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso.2: 24 Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perchè non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.2: 25 Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perchè io non vacilli.2: 26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza,2: 27 perchè tu non abbandonerai la mia vita negli inferi nè permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.2: 28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.2: 29 Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi.2: 30 Ma poichè era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,2: 31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, nè la sua carne subì la corruzione.2: 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.2: 33 Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.2: 34 Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,2: 35 finchè io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi.2: 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso".2: 37 All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?".2: 38 E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.2: 39 Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro".2: 40 Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa!".2: 41 Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.2: 42 Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.2: 43 Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.2: 44 Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune;2: 45 vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.2: 46 Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore,2: 47 lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.

La salita a Gerusalemme

21: 1 addolorati soprattutto perchè aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.21: 2 Appena ci fummo separati da loro, salpammo e per la via diretta giungemmo a Cos, il giorno seguente a Rodi e di qui a Pàtara.21: 3 Trovata una nave che faceva la traversata per la Fenicia, vi salimmo e prendemmo il largo.21: 4 Giunti in vista di Cipro, la lasciammo a sinistra e, navigando verso la Siria, sbarcammo a Tiro, dove la nave doveva scaricare.21: 5 Avendo trovato i discepoli, rimanemmo là una settimana, ed essi, per impulso dello Spirito, dicevano a Paolo di non salire a Gerusalemme.21: 6 Ma, quando furono passati quei giorni, uscimmo e ci mettemmo in viaggio, accompagnati da tutti loro, con mogli e figli, fino all'uscita della città. Inginocchiati sulla spiaggia, pregammo,21: 7 poi ci salutammo a vicenda; noi salimmo sulla nave ed essi tornarono alle loro case.21: 8 Terminata la navigazione, da Tiro approdammo a Tolemàide; andammo a salutare i fratelli e restammo un giorno con loro.21: 9 Ripartiti il giorno seguente, giungemmo a Cesarèa; entrati nella casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei Sette, restammo presso di lui.21: 10 Egli aveva quattro figlie nubili, che avevano il dono della profezia.21: 11 Eravamo qui da alcuni giorni, quando scese dalla Giudea un profeta di nome àgabo.21: 12 Egli venne da noi e, presa la cintura di Paolo, si legò i piedi e le mani e disse: "Questo dice lo Spirito Santo: l'uomo al quale appartiene questa cintura, i Giudei a Gerusalemme lo legheranno così e lo consegneranno nelle mani dei pagani".21: 13 All'udire queste cose, noi e quelli del luogo pregavamo Paolo di non salire a Gerusalemme.21: 14 Allora Paolo rispose: "Perchè fate così, continuando a piangere e a spezzarmi il cuore? Io sono pronto non soltanto a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù".

Arrivo di Paolo a Gerusalemme

21: 15 E poichè non si lasciava persuadere, smettemmo di insistere dicendo: "Sia fatta la volontà del Signore!".21: 16 Dopo questi giorni, fatti i preparativi, salimmo a Gerusalemme.21: 17 Vennero con noi anche alcuni discepoli da Cesarèa, i quali ci condussero da un certo Mnasone di Cipro, discepolo della prima ora, dal quale ricevemmo ospitalità.21: 18 Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente.21: 19 Il giorno dopo Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi; c'erano anche tutti gli anziani.21: 20 Dopo aver rivolto loro il saluto, si mise a raccontare nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo del suo ministero.21: 21 Come ebbero ascoltato, davano gloria a Dio; poi dissero a Paolo: "Tu vedi, fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e sono tutti osservanti della Legge.21: 22 Ora, hanno sentito dire di te che insegni a tutti i Giudei sparsi tra i pagani di abbandonare Mosè, dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non seguire più le usanze tradizionali.21: 23 Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato.21: 24 Fa' dunque quanto ti diciamo. Vi sono fra noi quattro uomini che hanno fatto un voto.21: 25 Prendili con te, compi la purificazione insieme a loro e paga tu per loro perchè si facciano radere il capo. Così tutti verranno a sapere che non c'è nulla di vero in quello che hanno sentito dire, ma che invece anche tu ti comporti bene, osservando la Legge.21: 26 Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso e abbiamo loro scritto che si tengano lontani dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalle unioni illegittime".

L'arresto di Paolo

21: 27 Allora Paolo prese con sè quegli uomini e, il giorno seguente, fatta insieme a loro la purificazione, entrò nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata presentata l'offerta per ciascuno di loro.21: 28 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, come lo videro nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui21: 29 gridando: "Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la Legge e contro questo luogo; ora ha perfino introdotto dei Greci nel tempio e ha profanato questo luogo santo!".21: 30 Avevano infatti veduto poco prima Tròfimo di èfeso in sua compagnia per la città, e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.21: 31 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse. Afferrarono Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio e subito furono chiuse le porte.21: 32 Stavano già cercando di ucciderlo, quando fu riferito al comandante della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione.21: 33 Immediatamente egli prese con sè dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso di loro. Costoro, alla vista del comandante e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.21: 34 Allora il comandante si avvicinò, lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto si informava chi fosse e che cosa avesse fatto.21: 35 Tra la folla però chi gridava una cosa, chi un'altra. Non riuscendo ad accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.21: 36 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.21: 37 La moltitudine del popolo infatti veniva dietro, urlando: "A morte!".21: 38 Sul punto di essere condotto nella fortezza, Paolo disse al comandante: "Posso dirti una parola?". Quello disse: "Conosci il greco?21: 39 Allora non sei tu quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?".21: 40 Rispose Paolo: "Io sono un giudeo di Tarso in Cilìcia, cittadino di una città non senza importanza. Ti prego, permettimi di parlare al popolo".

Arringa di Paolo ai giudei di Gerusalemme

22: 1 Egli acconsentì e Paolo, in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo; si fece un grande silenzio ed egli si rivolse loro ad alta voce in lingua ebraica, dicendo:22: 2 "Fratelli e padri, ascoltate ora la mia difesa davanti a voi".22: 3 Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero ancora più silenzio. Ed egli continuò:22: 4 "Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nell'osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.22: 5 Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne,22: 6 come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perchè fossero puniti.22: 7 Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me;22: 8 caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: "Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti?".22: 9 Io risposi: "Chi sei, o Signore?". Mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu persèguiti".22: 10 Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.22: 11 Io dissi allora: "Che devo fare, Signore?". E il Signore mi disse: "àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia".22: 12 E poichè non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.22: 13 Un certo Anania, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là residenti,22: 14 venne da me, mi si accostò e disse: "Saulo, fratello, torna a vedere!". E in quell'istante lo vidi.22: 15 Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,22: 16 perchè gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.22: 17 E ora, perchè aspetti? àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome".22: 18 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi22: 19 e vidi lui che mi diceva: "Affrèttati ed esci presto da Gerusalemme, perchè non accetteranno la tua testimonianza su di me".22: 20 E io dissi: "Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nelle sinagoghe quelli che credevano in te;22: 21 e quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anche io ero presente e approvavo, e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano".

Paolo cittadino romano

22: 22 Ma egli mi disse: "Va', perchè io ti manderò lontano, alle nazioni"".22: 23 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma a questo punto alzarono la voce gridando: "Togli di mezzo costui; non deve più vivere!".22: 24 E poichè continuavano a urlare, a gettare via i mantelli e a lanciare polvere in aria,22: 25 il comandante lo fece portare nella fortezza, ordinando di interrogarlo a colpi di flagello, per sapere perchè mai gli gridassero contro in quel modo.22: 26 Ma quando l'ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava lì: "Avete il diritto di flagellare uno che è cittadino romano e non ancora giudicato?".22: 27 Udito ciò, il centurione si recò dal comandante ad avvertirlo: "Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!".22: 28 Allora il comandante si recò da Paolo e gli domandò: "Dimmi, tu sei romano?". Rispose: "Sì".22: 29 Replicò il comandante: "Io, questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo". Paolo disse: "Io, invece, lo sono di nascita!".

Comparsa davanti al sinedrio

22: 3 Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero ancora più silenzio. Ed egli continuò:22: 4 "Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nell'osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.22: 5 Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne,22: 6 come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perchè fossero puniti.22: 7 Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me;22: 8 caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: "Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti?".22: 9 Io risposi: "Chi sei, o Signore?". Mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu persèguiti".22: 10 Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.22: 11 Io dissi allora: "Che devo fare, Signore?". E il Signore mi disse: "àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia".23: 1 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.23: 2 Con lo sguardo fisso al sinedrio, Paolo disse: "Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in piena rettitudine di coscienza".23: 3 Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai presenti di percuoterlo sulla bocca.23: 4 Paolo allora gli disse: "Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la Legge e contro la Legge comandi di percuotermi?".23: 5 E i presenti dissero: "Osi insultare il sommo sacerdote di Dio?".23: 6 Rispose Paolo: "Non sapevo, fratelli, che fosse il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo".23: 7 Paolo, sapendo che una parte era di sadducei e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: "Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti".23: 8 Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducei e l'assemblea si divise.23: 9 I sadducei infatti affermano che non c'è risurrezione nè angeli nè spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose.23: 10 Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: "Non troviamo nulla di male in quest'uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato".23: 11 La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza.

Complotto dei giudei contro Paolo

23: 12 La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: "Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma".23: 13 Fattosi giorno, i Giudei ordirono un complotto e invocarono su di sè la maledizione, dicendo che non avrebbero nè mangiato nè bevuto finchè non avessero ucciso Paolo.23: 14 Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura.23: 15 Essi si presentarono ai capi dei sacerdoti e agli anziani e dissero: "Ci siamo obbligati con giuramento solenne a non mangiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo.23: 16 Voi dunque, insieme al sinedrio, dite ora al comandante che ve lo conduca giù, con il pretesto di esaminare più attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi".23: 17 Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere dell'agguato; si recò alla fortezza, entrò e informò Paolo.23: 18 Questi allora fece chiamare uno dei centurioni e gli disse: "Conduci questo ragazzo dal comandante, perchè ha qualche cosa da riferirgli".23: 19 Il centurione lo prese e lo condusse dal comandante dicendo: "Il prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha chiesto di condurre da te questo ragazzo, perchè ha da dirti qualche cosa".23: 20 Il comandante lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: "Che cosa hai da riferirmi?".23: 21 Rispose: "I Giudei si sono messi d'accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, con il pretesto di indagare più accuratamente nei suoi riguardi.23: 22 Tu però non lasciarti convincere da loro, perchè più di quaranta dei loro uomini gli tendono un agguato: hanno invocato su di sè la maledizione, dicendo che non avrebbero nè mangiato nè bevuto finchè non l'avessero ucciso; e ora stanno pronti, aspettando il tuo consenso".

Trasferimento di Paolo a Cesarea

23: 23 Il comandante allora congedò il ragazzo con questo ordine: "Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni".23: 24 Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: "Preparate duecento soldati per andare a Cesarèa insieme a settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto.23: 25 Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perchè venga condotto sano e salvo dal governatore Felice".23: 26 Scrisse una lettera in questi termini:23: 27 "Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute.23: 28 Quest'uomo è stato preso dai Giudei e stava per essere ucciso da loro; ma sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato, perchè ho saputo che è cittadino romano.23: 29 Desiderando conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio.23: 30 Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro Legge, ma non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia.23: 31 Sono stato però informato di un complotto contro quest'uomo e lo mando subito da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui".23: 32 Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipàtride.23: 33 Il giorno dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza.23: 34 I cavalieri, giunti a Cesarèa, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo.23: 35 Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilìcia,

Il processo davanti a Felice

24: 1 disse: "Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori". E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode.24: 2 Cinque giorni dopo arrivò il sommo sacerdote Anania insieme ad alcuni anziani e a un avvocato, un certo Tertullo, e si presentarono al governatore per accusare Paolo.24: 3 Quando questi fu fatto venire, Tertullo cominciò l'accusa dicendo: "La lunga pace di cui godiamo, grazie a te, e le riforme che sono state fatte in favore di questa nazione, grazie alla tua provvidenza,24: 4 le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine.24: 5 Ma, per non trattenerti più a lungo, ti prego, nella tua benevolenza, di ascoltarci brevemente.24: 6 Abbiamo scoperto infatti che quest'uomo è una peste, fomenta disordini fra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è un capo della setta dei nazorei.24: 7 Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l'abbiamo arrestato.24: 8 []24: 9 Interrogandolo, potrai sapere di persona da lui tutte queste cose delle quali noi lo accusiamo".

Discorso di Paolo davanti al governatore romano

24: 1 disse: "Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori". E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode.24: 2 Cinque giorni dopo arrivò il sommo sacerdote Anania insieme ad alcuni anziani e a un avvocato, un certo Tertullo, e si presentarono al governatore per accusare Paolo.24: 3 Quando questi fu fatto venire, Tertullo cominciò l'accusa dicendo: "La lunga pace di cui godiamo, grazie a te, e le riforme che sono state fatte in favore di questa nazione, grazie alla tua provvidenza,24: 4 le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine.24: 5 Ma, per non trattenerti più a lungo, ti prego, nella tua benevolenza, di ascoltarci brevemente.24: 6 Abbiamo scoperto infatti che quest'uomo è una peste, fomenta disordini fra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è un capo della setta dei nazorei.24: 7 Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l'abbiamo arrestato.24: 8 []24: 9 Interrogandolo, potrai sapere di persona da lui tutte queste cose delle quali noi lo accusiamo".24: 10 Si associarono all'accusa anche i Giudei, affermando che i fatti stavano così.24: 11 Quando il governatore fece cenno a Paolo di parlare, egli rispose: "So che da molti anni sei giudice di questo popolo e parlo in mia difesa con fiducia.24: 12 Tu stesso puoi accertare che non sono passati più di dodici giorni da quando sono salito a Gerusalemme per il culto.24: 13 Non mi hanno mai trovato nel tempio a discutere con qualcuno o a incitare la folla alla sommossa, nè nelle sinagoghe, nè per la città24: 14 e non possono provare nessuna delle cose delle quali ora mi accusano.24: 15 Questo invece ti dichiaro: io adoro il Dio dei miei padri, seguendo quella Via che chiamano setta, credendo in tutto ciò che è conforme alla Legge e sta scritto nei Profeti,24: 16 nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti.24: 17 Per questo anche io mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.24: 18 Ora, dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine alla mia gente e a offrire sacrifici;24: 19 in occasione di questi, mi hanno trovato nel tempio dopo che avevo compiuto le purificazioni. Non c'era folla nè tumulto.24: 20 Furono dei Giudei della provincia d'Asia a trovarmi, ed essi dovrebbero comparire qui davanti a te ad accusarmi, se hanno qualche cosa contro di me.24: 21 Oppure dicano i presenti stessi quale colpa hanno trovato quando sono comparso davanti al sinedrio,

La cAttivitàdi Paolo è Cesarea

24: 22 se non questa sola frase, che io gridai stando in mezzo a loro: "è a motivo della risurrezione dei morti che io vengo giudicato oggi davanti a voi!"".24: 23 Allora Felice, che era assai bene informato su quanto riguardava questa Via, li congedò dicendo: "Quando verrà il comandante Lisia, esaminerò il vostro caso".24: 24 E ordinò al centurione di tenere Paolo sotto custodia, concedendogli però una certa libertà e senza impedire ad alcuno dei suoi di dargli assistenza.24: 25 Dopo alcuni giorni, Felice arrivò in compagnia della moglie Drusilla, che era giudea; fece chiamare Paolo e lo ascoltava intorno alla fede in Cristo Gesù.24: 26 Ma quando egli si mise a parlare di giustizia, di continenza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e disse: "Per il momento puoi andare; ti farò chiamare quando ne avrò il tempo".24: 27 Sperava frattanto che Paolo gli avrebbe dato del denaro; per questo abbastanza spesso lo faceva chiamare e conversava con lui.

Paolo si appella a Cesare

25: 1 Trascorsi due anni, Felice ebbe come successore Porcio Festo. Volendo fare cosa gradita ai Giudei, Felice lasciò Paolo in prigione.25: 2 Festo dunque, raggiunta la provincia, tre giorni dopo salì da Cesarèa a Gerusalemme.25: 3 I capi dei sacerdoti e i notabili dei Giudei si presentarono a lui per accusare Paolo, e lo pregavano,25: 4 chiedendolo come un favore, in odio a Paolo, che lo facesse venire a Gerusalemme; e intanto preparavano un agguato per ucciderlo lungo il percorso.25: 5 Festo rispose che Paolo stava sotto custodia a Cesarèa e che egli stesso sarebbe partito di lì a poco.25: 6 "Quelli dunque tra voi - disse - che hanno autorità, scendano con me e, se vi è qualche colpa in quell'uomo, lo accusino".25: 7 Dopo essersi trattenuto fra loro non più di otto o dieci giorni, scese a Cesarèa e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordinò che gli si conducesse Paolo.25: 8 Appena egli giunse, lo attorniarono i Giudei scesi da Gerusalemme, portando molte gravi accuse, senza però riuscire a provarle.25: 9 Paolo disse a propria difesa: "Non ho commesso colpa alcuna, nè contro la Legge dei Giudei nè contro il tempio nè contro Cesare".25: 10 Ma Festo, volendo fare un favore ai Giudei, si rivolse a Paolo e disse: "Vuoi salire a Gerusalemme per essere giudicato là di queste cose, davanti a me?".25: 11 Paolo rispose: "Mi trovo davanti al tribunale di Cesare: qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente.25: 12 Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle accuse di costoro non c'è nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare".

Paolo compare davanti al re Agrippa

25: 13 Allora Festo, dopo aver discusso con il consiglio, rispose: "Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai".25: 14 Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenice e vennero a salutare Festo.25: 15 E poichè si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo: "C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice,25: 16 contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna.25: 17 Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa.25: 18 Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo.25: 19 Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo;25: 20 avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.25: 21 Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose.25: 22 Ma Paolo si appellò perchè la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare".25: 23 E Agrippa disse a Festo: "Vorrei anche io ascoltare quell'uomo!". "Domani - rispose - lo potrai ascoltare".25: 24 Il giorno dopo Agrippa e Berenice vennero con grande sfarzo ed entrarono nella sala dell'udienza, accompagnati dai comandanti e dai cittadini più in vista; per ordine di Festo fu fatto entrare Paolo.25: 25 Allora Festo disse: "Re Agrippa e tutti voi qui presenti con noi, voi avete davanti agli occhi colui riguardo al quale tutta la folla dei Giudei si è rivolta a me, in Gerusalemme e qui, per chiedere a gran voce che non resti più in vita.25: 26 Io però mi sono reso conto che egli non ha commesso alcuna cosa che meriti la morte. Ma poichè si è appellato ad Augusto, ho deciso di inviarlo a lui.25: 27 Sul suo conto non ho nulla di preciso da scrivere al sovrano; per questo l'ho condotto davanti a voi e soprattutto davanti a te, o re Agrippa, per sapere, dopo questo interrogatorio, che cosa devo scrivere.

Discorso di Paolo davanti al re Agrippa

26: 1 Mi sembra assurdo infatti mandare un prigioniero, senza indicare le accuse che si muovono contro di lui".26: 2 Agrippa disse a Paolo: "Ti è concesso di parlare a tua difesa". Allora Paolo, fatto cenno con la mano, si difese così:26: 3 "Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi difendere oggi da tutto ciò di cui vengo accusato dai Giudei, davanti a te,26: 4 che conosci a perfezione tutte le usanze e le questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti prego di ascoltarmi con pazienza.26: 5 La mia vita, fin dalla giovinezza, vissuta sempre tra i miei connazionali e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei;26: 6 essi sanno pure da tempo, se vogliono darne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto secondo la setta più rigida della nostra religione.26: 7 E ora sto qui sotto processo a motivo della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri,26: 8 e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. A motivo di questa speranza, o re, sono ora accusato dai Giudei!26: 9 Perchè fra voi è considerato incredibile che Dio risusciti i morti?26: 10 Eppure anche io ritenni mio dovere compiere molte cose ostili contro il nome di Gesù il Nazareno.26: 11 Così ho fatto a Gerusalemme: molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con il potere avuto dai capi dei sacerdoti e, quando venivano messi a morte, anche io ho dato il mio voto.26: 12 In tutte le sinagoghe cercavo spesso di costringerli con le torture a bestemmiare e, nel colmo del mio furore contro di loro, davo loro la caccia perfino nelle città straniere.26: 13 In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con il potere e l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti,26: 14 verso mezzogiorno vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio.26: 15 Tutti cademmo a terra e io udii una voce che mi diceva in lingua ebraica: "Saulo, Saulo, perchè mi persèguiti? è duro per te rivoltarti contro il pungolo".26: 16 E io dissi: "Chi sei, o Signore?". E il Signore rispose: "Io sono Gesù, che tu persèguiti.26: 17 Ma ora àlzati e sta' in piedi; io ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto di me e di quelle per cui ti apparirò.26: 18 Ti libererò dal popolo e dalle nazioni, a cui ti mando26: 19 per aprire i loro occhi, perchè si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ottengano il perdono dei peccati e l'eredità, in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me".26: 20 Perciò, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste,26: 21 ma, prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di pentirsi e di convertirsi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione.26: 22 Per queste cose i Giudei, mentre ero nel tempio, mi presero e tentavano di uccidermi.26: 23 Ma, con l'aiuto di Dio, fino a questo giorno, sto qui a testimoniare agli umili e ai grandi, null'altro affermando se non quello che i Profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere,

Reazioni dell'uditorio

26: 24 che cioè il Cristo avrebbe dovuto soffrire e che, primo tra i risorti da morte, avrebbe annunciato la luce al popolo e alle genti".26: 25 Mentre egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: "Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!".26: 26 E Paolo: "Non sono pazzo - disse - eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge.26: 27 Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso infatti che niente di questo gli sia sconosciuto, perchè non sono fatti accaduti in segreto.26: 28 Credi, o re Agrippa, ai profeti? Io so che tu credi".26: 29 E Agrippa rispose a Paolo: "Ancora un poco e mi convinci a farmi cristiano!".26: 30 E Paolo replicò: "Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che, non soltanto tu, ma tutti quelli che oggi mi ascoltano, diventino come sono anche io, eccetto queste catene!".26: 31 Allora il re si alzò e con lui il governatore, Berenice e quelli che avevano preso parte alla seduta.26: 32 Andandosene, conversavano tra loro e dicevano: "Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o le catene".

La partenza per Roma

27: 1 E Agrippa disse a Festo: "Quest'uomo poteva essere rimesso in libertà, se non si fosse appellato a Cesare".27: 2 Quando fu deciso che ci imbarcassimo per l'Italia, consegnarono Paolo, insieme ad alcuni altri prigionieri, a un centurione di nome Giulio, della coorte Augusta.27: 3 Salimmo su una nave della città di Adramitto, che stava per partire verso i porti della provincia d'Asia, e salpammo, avendo con noi Aristarco, un Macèdone di Tessalònica.27: 4 Il giorno dopo facemmo scalo a Sidone, e Giulio, trattando Paolo con benevolenza, gli permise di recarsi dagli amici e di riceverne le cure.27: 5 Salpati di là, navigammo al riparo di Cipro a motivo dei venti contrari27: 6 e, attraversato il mare della Cilìcia e della Panfìlia, giungemmo a Mira di Licia.27: 7 Qui il centurione trovò una nave di Alessandria diretta in Italia e ci fece salire a bordo.27: 8 Navigammo lentamente parecchi giorni, giungendo a fatica all'altezza di Cnido. Poi, siccome il vento non ci permetteva di approdare, prendemmo a navigare al riparo di Creta, dalle parti di Salmone;

La tempesta e il naufragio

27: 9 la costeggiammo a fatica e giungemmo in una località chiamata Buoni Porti, vicino alla quale si trova la città di Lasèa.27: 10 Era trascorso molto tempo e la navigazione era ormai pericolosa, perchè era già passata anche la festa dell'Espiazione; Paolo perciò raccomandava27: 11 loro: "Uomini, vedo che la navigazione sta per diventare pericolosa e molto dannosa, non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vite".27: 12 Il centurione dava però ascolto al pilota e al capitano della nave più che alle parole di Paolo.27: 13 Dato che quel porto non era adatto a trascorrervi l'inverno, i più presero la decisione di salpare di là, per giungere se possibile a svernare a Fenice, un porto di Creta esposto a libeccio e a maestrale.27: 14 Appena cominciò a soffiare un leggero scirocco, ritenendo di poter realizzare il progetto, levarono le ancore e si misero a costeggiare Creta da vicino.27: 15 Ma non molto tempo dopo si scatenò dall'isola un vento di uragano, detto Euroaquilone.27: 16 La nave fu travolta e non riusciva a resistere al vento: abbandonati in sua balìa, andavamo alla deriva.27: 17 Mentre passavamo sotto un isolotto chiamato Cauda, a fatica mantenemmo il controllo della scialuppa.27: 18 La tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per tenere insieme con funi lo scafo della nave. Quindi, nel timore di finire incagliati nella Sirte, calarono la zavorra e andavano così alla deriva.27: 19 Eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta e il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico;27: 20 il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l'attrezzatura della nave.27: 21 Da vari giorni non comparivano più nè sole nè stelle e continuava una tempesta violenta; ogni speranza di salvarci era ormai perduta.27: 22 Da molto tempo non si mangiava; Paolo allora, alzatosi in mezzo a loro, disse: "Uomini, avreste dovuto dar retta a me e non salpare da Creta; avremmo evitato questo pericolo e questo danno.27: 23 Ma ora vi invito a farvi coraggio, perchè non ci sarà alcuna perdita di vite umane in mezzo a voi, ma solo della nave.27: 24 Mi si è presentato infatti questa notte un angelo di quel Dio al quale io appartengo e che servo,27: 25 e mi ha detto: "Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare, ed ecco, Dio ha voluto conservarti tutti i tuoi compagni di navigazione".27: 26 Perciò, uomini, non perdetevi di coraggio; ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato detto.27: 27 Dovremo però andare a finire su qualche isola".27: 28 Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l'impressione che una qualche terra si avvicinava.27: 29 Calato lo scandaglio, misurarono venti braccia; dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, misurarono quindici braccia.27: 30 Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno.27: 31 Ma, poichè i marinai cercavano di fuggire dalla nave e stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prua,27: 32 Paolo disse al centurione e ai soldati: "Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo".27: 33 Allora i soldati tagliarono le gůmene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare.27: 34 Fino allo spuntare del giorno Paolo esortava tutti a prendere cibo dicendo: "Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell'attesa, senza mangiare nulla.27: 35 Vi invito perciò a prendere cibo: è necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto".27: 36 Detto questo, prese un pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare.27: 37 Tutti si fecero coraggio e anch'essi presero cibo.27: 38 Sulla nave eravamo complessivamente duecentosettantasei persone.27: 39 Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave gettando il frumento in mare.27: 40 Quando si fece giorno, non riuscivano a riconoscere la terra; notarono però un'insenatura con una spiaggia e decisero, se possibile, di spingervi la nave.27: 41 Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare. Al tempo stesso allentarono le corde dei timoni, spiegarono la vela maestra e, spinti dal vento, si mossero verso la spiaggia.27: 42 Ma incapparono in una secca e la nave si incagliò: mentre la prua, arenata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava sotto la violenza delle onde.27: 43 I soldati presero la decisione di uccidere i prigionieri, per evitare che qualcuno fuggisse a nuoto;27: 44 ma il centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo proposito. Diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano nuotare e raggiungessero terra;

Soggiorno a Malta

28: 1 poi gli altri, chi su tavole, chi su altri rottami della nave. E così tutti poterono mettersi in salvo a terra.

Da Malta a Roma

28: 11 Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario.28: 12 Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l'insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell'isola.28: 13 Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni.28: 14 Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l'indomani arrivammo a Pozzuoli.28: 15 Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma.28: 16 I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio.

Presa di contatto con i Giudei di Roma

28: 17 Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.28: 18 Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: "Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani.28: 19 Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte.28: 20 Ma poichè i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente.28: 21 Ecco perchè vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poichè è a causa della speranza d'Israele che io sono legato da questa catena".28: 22 Essi gli risposero: "Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera sul tuo conto dalla Giudea nè alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a parlar male di te.

Dichiarazione di Paolo ai Giudei di Roma

28: 23 Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizione".28: 24 E, avendo fissato con lui un giorno, molti vennero da lui, nel suo alloggio. Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai Profeti.28: 25 Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano.28: 26 Essendo in disaccordo fra di loro, se ne andavano via, mentre Paolo diceva quest'unica parola: "Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri:28: 27 Va' da questo popolo e di': Udrete, sì, ma non comprenderete; guarderete, sì, ma non vedrete.28: 28 Perchè il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perchè non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!28: 29 Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!".

Epilogo

28: 3 Gli abitanti ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un fuoco, che avevano acceso perchè era sopraggiunta la pioggia e faceva freddo.28: 4 Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e lo gettava sul fuoco, una vipera saltò fuori a causa del calore e lo morse a una mano.28: 5 Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti dicevano fra loro: "Certamente costui è un assassino perchè, sebbene scampato dal mare, la dea della giustizia non lo ha lasciato vivere".28: 6 Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non patì alcun male.28: 7 Quelli si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo ma, dopo avere molto atteso e vedendo che non gli succedeva nulla di straordinario, cambiarono parere e dicevano che egli era un dio.28: 8 Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell'isola, di nome Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni.28: 9 Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria; Paolo andò a visitarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì.28: 10 Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell'isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti.28: 11 Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario.28: 12 Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l'insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell'isola.28: 13 Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni.28: 14 Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l'indomani arrivammo a Pozzuoli.28: 15 Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma.28: 16 I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio.28: 17 Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.28: 18 Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: "Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani.28: 19 Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte.28: 20 Ma poichè i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente.28: 21 Ecco perchè vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poichè è a causa della speranza d'Israele che io sono legato da questa catena".28: 22 Essi gli risposero: "Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera sul tuo conto dalla Giudea nè alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a parlar male di te.28: 23 Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizione".28: 24 E, avendo fissato con lui un giorno, molti vennero da lui, nel suo alloggio. Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai Profeti.28: 25 Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano.28: 26 Essendo in disaccordo fra di loro, se ne andavano via, mentre Paolo diceva quest'unica parola: "Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri:28: 27 Va' da questo popolo e di': Udrete, sì, ma non comprenderete; guarderete, sì, ma non vedrete.28: 28 Perchè il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perchè non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!28: 29 Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!".28: 30 []28: 31 Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui,
atti degli apostoli